Chi sono

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)

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mano apertaIl titolo di questo post doveva essere "lasciare andare", ma… mi sono accorto che l’avevo già scritto a gennaio, eccolo qui: Lasciare andare. E’ un gran bel post, sapete? ahahah mi faccio i complimenti da solo! :-D Naturalmente però lo è anche grazie alle persone che all’epoca intervennero a lasciare i loro commenti ;-)

Il fatto è che certe cose nella vita sono cicliche e prima o poi tornano, sempre. Per cui non mi stupisce averne già parlato, e più di una volta, seppure in forma diversa.

Che si parli di un amore finito, di un’amicizia persa, della perdita di un lavoro, dell’impossibilità di proseguire in un hobby che amiamo, per arrivare all’estremo saluto ai nostri cari che ci lasciano, siano essi familiari, amici sentiti o perfino amati animaletti domestici… i distacchi costellano le nostre vite, ne fanno parte: possiamo batterci fino alla fine per evitarli, ma a volte, semplicemente, non è possibile riuscirci, si può solo imparare ad accettarli e a gestirne il dolore che ne deriva nel migliore dei modi possibili.

Credo che ognuno di noi abbia dentro di sé un meccanismo innato, di difesa, di rinascita, che lo fa sopravvivere, che gli fa rialzare la testa. Ogni volta. E’ mia convinzione che in fondo non sia facile morire, sia fisicamente che in senso lato, sapete? Se solo siamo pronti ad accettare ciò che è avvenuto, la perdita che abbiamo subito, se solo siamo pronti a girarci un’ultima volta, a dare un ultimo abbraccio, a dire un "addio" sincero, convinto, a chi o cosa lasciamo ma soprattutto a quella parte di noi che vorrebbe ancora rimanere lì, attaccata a qualcosa che non c’è più, e poi girarci verso il futuro e la vita che ancora ci attendono… la Natura che è dentro di noi, ci aiuta a rinascere. Ancora una volta.

E poco importa cosa c’è nel nostro domani, certamente, se ciò che abbiamo perso non è più con noi, rimanere aggrappati al passato che lo rappresenta, sarebbe immensamente peggio che affrontare un avvenire che ancora non conosciamo.

Non abbiamo bisogno di lezioni, né di manuali o di facili ricette. Abbiamo solo bisogno di accettare di lasciare andare quella esperienza, per quanto possiamo averla amata.

Voglio chiudere questo post in maniera simpatica, perché la vita, non dimentichiamocelo, ha anche belle cose da offrirci, e… allora vi faccio salutare dai miei cari Julius e Sissi :-)

Julius divanoSissi letto

94 Commenti a “Distacchi”

  • Buonanotte carissimo…

    bacio

  • Ehilà! Ciao cara :) Stavo chiudendo ma un saluto te lo mando al volo ;)

  • Sai bene come la penso, ormai, credo in proposito. Rischierei di ripetermi. Non riesco a capire l’aggrapparsi a cose che non hanno piu’ ragione d’esistere, a cose che si sono tramutate nel corso della vita, a ferire e legare contando sui sensi di colpa da provocare nell’altro. Racchiudere gli insegnamenti che un rapporto (d’amicizia, di lavoro, d’amore…) o un’esperienza ci ha dato, la conoscenza maggiore di noi stessi, la creatività che in noi ha provocato come un tesoro prezioso, non come un fardello sì. Legarsi a ciò che non ha più la stessa carica energetica no, come “legarsi ad un granello di sabbia” sperando così di non esser trascinati via al primo alito di vento.
    Ti abbraccio e, riguardo al tuo ultimo commento da me, ti rispondo che sono gli atti e le attenzioni tro che danno sicurezze, più che le parole (che tuttavia fa sempre immensamente piacere sentirsi rivolgere…ed è anche bello imparare a donare).
    Splendida giornata a te :)

  • Questa è una cosa che da qualche anno riesco a fare molto bene,sono orgogliosa soprattutto di come riesco a farlo con i miei figli…non è disinteresse o comodità,solo sento che voglio farli volare nella direzione che sentono loro.
    Ci sono madri che tengono i figli attaccatial cordone ombelicale anche da adulti,arrivando al punto di rovinare loro qualsiasi cosa non sia secondo le loro regole,matrimonio compreso.
    Io non sarò mai così con i miei figli li lascerò scegliere e anche sbagliare,sempre rimanendo a disposizione .
    Perchè i figli liabbiamo fatti nascere ma poi li dobbiamo pure lasciare vivere.
    Per quanto riguarda il lasciare andare in amore sono daccordo che è da vigliacchi tenere legata una persona attraverso i sensi di colpa ,oltretutto a cosa serve avere vicino una persona che resta per dovere e non per amore? muori tu e muore lei.

  • Recados, Gifs e Imagens no Glimboo.com
    buongiorno e baci a julis e sissi:-))ed anche a te eheeheh :-) ))

  • ciao ma che bel post davvero….distacchi si difficili ne so qualsoa quando persi mio padre fu un trauma lungo e doloroso per poi proseguire nella vita con altri distacchi lutti ferite ectecyect si a volte bisogna lasciar andare…..
    e la vita essi hai ragione..ma quando ci si e dentro….e dura…
    comunque complimenti……bacione

  • Ho cercato amicizia fra i tag di splinder e son finita qua… Belle parole, senz’altro.
    Ma come si fa a lasciare andare qualcosa che fa parte di sè? Rimangono vuoti immensi…

  • Sopratutto le cose belle che ci offre ogni giorno…Non ho bisogno di aggiungere altro….
    Scusami ancora**
    bacio:))
    Anna..

  • Sì, come dici tu…quello che chiamiamo istinto di sopravvivenza, forse, dico forse, è poco considerato, ma ciò non vuol dire che per tutti vale il libero arbitrio, ma mi discosterei troppo dal tuo post, quindi proseguo…
    Per quanto riguarda i distacchi, la fine delle relazioni, la fine delle persone….beh è sempre molto difficile parlarne poichè ognuno di noi vive esperienze simili in momenti e tempi mentali diversi, per cui a volte non si puo’ essere pronti, a volte sì.
    Considerata una situazione di serenità acquisita con sè stessi, come discrimine per proseguire il discorso, ti dico che anche secondo me il dolore è sempre gestibile e non bisognerebbe servirsene per crearsi degli alibi e per manipolare gli altri e la realtà…..
    Questo posso aggiungere al tuo post…
    Poi forse non appartiene all’essere umano l’idea della fine, ma piu’ quella della trasformazione, non credi?
    Un bacio.

  • Mi riallaccio a quanto detto da tanaxtutti (stavolta ho letto prima i commenti, eh eh così non ripeto)

    La prova massima del distacco si ha con i figli.

    Li hai cresciuti, coccolati ,; sei legata a loro non da un semplice cordone ombelicale ma poi giunge il giorno in cui vogliono volare , da soli, senza l’ala protettiva…

    E allora li lasci andare…dai loro il senso della libertà

    E loro volano via, lontani, fisicamente e talvolta affettivamente nel senso che hanno una loro vita e si, ti pensano, per loro sei sempre presente e sei importante ma lo studio, o il lavoro, comunque la loro vita li porta ad essere sempre più indipendenti.

    Il distacco è forte. Tanto.
    Ma li lasci andare. Perchè è giusto che sia così

    Vale per ogni tipo di distacco

    Quando arriva il momento bisogna aprire le braccia e il cuore e lasciare andare chicchessia o qualunque cosa sia.

    Significa che è giusto così.

    E disatacco non vuol dire dimenticare , anzi, significa per me dare un altro , diverso valore alle persone o agli eventi

    Bacioni
    dora

  • Io di distacchi ne ho avuto uno sette mesi fa, di quelli che ti strappano il cuore, l’anima, la vita, tutto. Sto cercando di rinascere mantenendo vivo il suo ricordo…anche perchè dimenticarlo è impossibile. Ma si rinasce sempre.

  • E’ molto vero questo post: i distacchi fanno parte del nostro cammino, del nostro percorso di crescita.
    Ma restare attaccati al passato ci impedisce di apprezzare il presente.

  • Le separazioni sono sempre dolorose… e spesso inevitabili, ma gli strascichi lo sono ancora di più…
    per il resto è da un pezzo che mi affanno sempre di meno, perché so che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo e non ho più tempo da perdere…
    baci

  • ..non e’ facile lasciare alle spalle cio’ che ormai non ci appartiene ….anche se ci mettiamo tutta la nostra buona volonta’ come un ombra il possato ci accompagna ..Menomale che e’ passato!!JUlius e Sissi sono adorabili!La mia Pallina compie un anno (lo so che non interessa a nessuno )……….

  • E’ difficile però lasciar andare qualcosa o qualcuno a cui siamo stati legati ed al quale, volente o nolente saremo legati, in un modo o in un altro, per sempre, è impossibile dimenticare, ci sarà la rassegnazione alla perdita ma il ricordo resterà per sempre!
    I tuoi piccoli pelosi trasmettono serenità!
    Un abbraccio, buonanotte :) )

  • sapessi in quanti post ho parlato di come la vita sembri davvero un cumulo di circoli dove tutto sembra ritornare sempre allo stesso punto di partenza,,,, che sia un bene o un male non lo so ma che importa?
    parli di come dobbiamo accettare di dire addio a delle situazioni o a delle persone per ricominciare con qualcosa di nuovo ma per guardare al futuro come ad un muratore che deve costruirsi una nuova casa c’è bisogno di alcuni elementi, segni del destino, abbracci e perchè no? angeli che ti diano un vero motivo per ricominciare,,,,
    certo parlare in modo così astratto non porta lontano, ma sono sicuro che capisci cosa intendo. abbiamo bisogno anche di concretezza, di fenomeni reali a cui dare una chiave simbolica di rinascita,,,senza questi si alimentano solo illusioni.

    un saluto
    isaac

  • Nonostante tutto…si va avanti..Sembra che il mondo debba finire lì in quel brutto momento…invece si prosegue con la vita e il tempo ci fa dimenticare.
    Notte Wolf
    Ehi…cavolo Julius quanto è cresciuto!

  • Tante belle parole…. consolanti, confortanti, incoraggianti… ma quanto è difficile….?
    Non è del distacco, della separazione che ho paura. Una volta varcata la soglia non avrei più timore, riacquisterei me stessa, la mia dignità, tornerei a volermi bene, ne sono sicura.
    Quello che mi terrorizza é il momento dello strappo, il momento esatto della divisione, perchè non sarà così rapido come si possa pensare. E allora ditemi come si fa a lenire i dolori di uno strappo (perchè non mi viene in mente un altro termine altrettanto efficace) ditemi come si anestetizza il dolore di uno strappo? Ho terrore di questo momento, per il dopo so che avrei abbastanza fegato. Ma come si fa a dire strappiamo, questo è il momento!
    (Perdonate la riflessione sconclusionata)

  • x flame: accidenti quanti commenti… stanotte non vado a dormire mi sa! ahahah
    Sai cos’è? Non è tanto la perdita in sé, quanto la sensazione di perdita o di abbandono a “legare”. Ci sono persone che semplicemente sono atterrite dalla perdita, e così, paradossalmente, nel momento in cui iniziano a sentire che avviene un distacco, la paura li lega all’oggetto che stanno perdendo.
    La paura è una delle emozioni che più fortemente si radica nel nostro animo.
    Prendo lo “splendida giornata” buono per domani… mi aspetta un’altra sfaticata :(

  • x tanax: ah cara! Parole sante le tue, su entrambi gli argomenti: genitori troppo presenti e amori giocati sul senso di colpa. Non sai quanto sottoscriva le tue parole :)

    x yasmine: eheheh purtroppo come vedi il tuo buongiorno è ormai valido solo per domani, ma non per questo è meno accetto! ;)
    Ok, darò i bacioni ai mici da parte tua ;) )))

  • x belllissima: eh, lo so, hai ragione… Il distacco è già duro di suo, ma in più spesso – come scrivevo a flameonair – a volte è la paura del distacco a legare ancora di più a cosa invece sarebbe meglio lasciare andare…
    Grazie per i complimenti cara :)
    Bacione :*

  • x freelife83: ciao free, benvenuta :) “83″ è la tua età, vero? ahahah ;D
    Ma come… una che ha la parola “libertà” nel proprio nick non può fare questa domanda, cara :) Sai… i vuoti hanno questo di buono: possono essere nuovamente riempiti. Se invece rimanesse la “robaccia”, la spazzatura del passato, allora non ci sarebbe spazio affinché qualcosa di buono possa entrare nuovamente nella nostra vita :)
    A volte bisogna morire ad un’esperienza, per poter rinascere in quella che verrà…

  • x Anna: non hai nulla di cui scusarti, Anna! :)
    Non so se sono “soprattutto” le belle cose quotidiane, ma senz’altro sì… ci sono anche quelle :) E poi c’è comunque spazio per qualche bella extraquotidianità, ogni tanto, no? :)

    x rigi: eh… si, lo credo… in parte! eheheh Diciamo che così dovrebbe essere, ma che così la vivono in pochi :)
    Io sostengo da tempo che c’è un giusto tempo per mollare la presa. E’ il tempo nel quale si trovano la certezza logica che non c’è più nulla da fare e il pericolo di una cronicizzazione dalla quale poi sarebbe ancora più difficile uscire.
    Troppo presto sarebbe un peccato di arroganza, troppo tardi un’inutile prolungamento di un tormento già di per sé penoso.
    Un bacione a te! :)

  • x Dora: … e come infatti o già scritto a tanaxtutti, parole sante le tue! ;D
    Le sottoscrivo in pieno :)

    x llaura: benvenuta Laura :)
    Il ricordo di un periodo così forte come lo dipingi tu, rende di solito più difficile il superamento del lutto. Nessuno dice di dimenticare, ma piuttosto di permettere ad altri pensieri, ad altra vita, di prendere spazio nella nostra testa, senza per questo sentirsi in colpa.
    Non si caccia via nulla, si fa semplicemente un po’ di vuoto affinché nuova vita possa riempire il vuoto lasciato da ciò che non c’è più…

  • x happy: … e di attrezzarci per il futuro, aggiungo io ;)

    x dalloway e ospiti successivi: ehm… mi si chiudono gli occhi :D Mi sa che dovrò rimandare a domani la lettura dei vostri interventi :)

  • Sopratutto la quotidianità ciò che vivi giorno per giorno e secondo me è sempre un extra quindi mi gusto i piaceri della vita ogni attimo che mi si offre…Marò sn diventata serissima:))
    Bacio dolce Wolf…
    Anna..

  • Sono d’accordo con te sul fatto che la natura ci dota già delle armi per superare il distacco, qualunque esso sia. se non fosse così non saremmo sopravvissuti finora.
    Però è così difficile a volte, perchè significa lasciare andare i propri sogni e ricostruirne degli altri !!!
    Un abbraccio a te e tanti bacini a Julius e Sissi

  • I “cicli”? Fanno parte dell tutto. Anche della nostra esistenza, che va e torna… :)
    laura

  • Davvero mi riesce difficile “distaccarmi”… ma so che si dovrebbe. Un bel post. Un caro saluto. Giulia

  • Può far paura il momento del distacco, lo strappo, o la sensazione della perdita, io personalmente soffro invece della senzazione del vuoto: avevi una “cosa”, che occupava uno spazio e un tempo nella tua vita, dei tuoi pensieri, dei tuoi affetti …e improvvisamente non c’è più. Il vuoto. Se di quella “cosa” ti sei voluta liberare tu, il vuoto lo vivrai con entusiasmo, sarai sollevata e persino felice di pensare a come riempirlo. Ma se il distacco l’hai subito…. sarà dura.

  • Ti ho protetto dal vento con un velo leggero
    perché tu potessi percepirne solo l’essenza
    Ti ho esposto alla luce
    perché tu potessi scoprire le ombre
    Ti ho posto dinanzi ad un ostacolo più alto di te
    perché imparassi ad elevarti
    Ho messo nella tua mano qualche briciola di dolore
    per vaccinarti contro la sofferenza
    Ho permesso al freddo di sfiorarti la pelle
    per farti apprezzare il calore di un abbraccio
    Ho lasciato che appoggiassi il tuo cuore nella mia mano
    quando pesava nel tuo petto,
    ora saprai porgere la tua mano a chi ha bisogno di te
    Ti ho chiesto aiuto
    perché tu non avessi timore di mostrare la tua fragilità
    Ho mescolato le mie lacrime alle tue ammirando un tramonto
    e i nostri sorrisi le hanno raccolte
    Ti ho esposto al rumore del mondo
    per farti apprezzare il silenzio
    E in silenzio ti guardo mentre vai via…

    Questa poesia lìho dedicata qualche mese fa a mia figlia…
    mi è tornata in mente leggendo il tuo bellisimo post…
    Un grande abbraccio carissimo amico!

  • Che meraviglia i mici! In seguito leggerò. Buon fine settimana!
    Recados, Gifs e Imagens no Glimboo.com

  • Son certa che sull’empatia hai scritto almeno qualche post in passato… io ho provato a dire la mia…tuttavia mi farebbe piacere sapere la tua a riguardo…quando vuoi sai dove trovarmi…
    buon w.e
    aicha

  • Notte Wolf :) )
    un abbraccio..
    Anna.

  • Eccomi! :)

    x dalloway: diciamo che sono sempre stato un fervente assertore del “c’è un momento per ogni cosa”, anche per lasciare andare. Troppo presto, ti lascerà in bocca il gusto perenne del “chissà se…”; troppo tardi, ti mette in una situazione di sofferenza che finisce per legare, una dipendenza insomma. E allora succede proprio quello che scrivi tu: è ancora peggio.
    Davvero riesci a vivere così come scrivi? :) E’ una grande conquista ;)
    Baci :*

    x yasmine: ahahah ormai ti rispondo sempre dicendoti se il tuo augurio ci ha azzeccato o meno ahahah
    Ciao cara :)

  • Ciao W.
    Un distacco è un po’ come la vita e la morte: c’è bisogno che i vecchi muoiano perchè nascano bambini.
    Così è necessario affrontare distacchi per vivere nuovi incontri

  • x ocramasil: ma nooooooo!! Non è vero!!! Buon compleanno Pallinaaaa!!! ;D
    Sai… io credo che in fondo ci sia paura di “lasciare andare”, dentro di noi. Probabilmente sentiamo che se lo facessimo sarebbe come cancellare un pezzo di vita che abbiamo percorso e le persone care che ne hanno fatto parte. Credo anzi che a volte il voler dimenticare a forza, ci metta ancor di più in difficoltà.
    Ma… lasciare andare non significa dimenticare, significa piuttosto contestualizzare, riuscire a guardare la realtà con occhi obbiettivi e, infine, accettare tutto ciò che è successo.

    x Dupont: infatti non credo si tratti di “dimenticare”, volerlo fare rischierebbe di legare ancora di più. Leggi qua sopra il commento a ocramasil…
    Buonanotte… la sera successiva! eheheh :)

  • x isaac: certo che capisco (almeno credo :D ), ma vedi… diciamo che gli elementi che ci metti te possono aiutare, e tanto anche. Ma bisognerebbe fare in modo da agire comunque, anche in loro assenza. Perché non sempre abbiamo la fortuna di poterci contare.
    Ciao :)

    x emme: ahahah hai visto?? E’ cresciuto sì! :D E a giudicare dalle sue zampotte e dalla sua coda lunga lunga, probabilmente non ha ancora smesso! ;D
    Personalmente ho imparato che il mondo finisce solo con la morte, così come i rovesci sono solo momentanei. Ci sono momenti nella vita in cui non si può ancora fare molto, bisogna mettersi tranquilli, per quanto possibile, ed aspettare che passino… :)
    Buonanotte la notte dopo! :D

  • come si fa a lasciar andar via
    chi per te è la tua stessa vita..
    non si può..
    a volte succede di morire dentro e poi far finta di vivere ancora ….
    per sempre ..credo..
    Viky

  • x TheSecret: ahahah ok, gli riferirò il tuo complimento: ne saranno contenti! ;D
    P.S.: benvenuto! :)

    x iovolevo: Bé, intanto “questo” deve essere davvero il momento, prima di tutto. Quando sappiamo che lo è, dobbiamo agire basandoci sulla razionalità e sulla percezione che è proprio la paura dello strappo in sé, della perdita, che ci legano, ancora più della perdita stessa. Come ho scritto più volte in questi commenti, il dolore ha un fortissimo potere “ancorante”. Per questo dobbiamo agire… d’astuzia con noi stessi, non pensando che stiamo dando un taglio netto, cosa che ci farebbe stare troppo male, ma piuttosto… pensando alle cose belle che ci daremo modo possano capitarci domani, ad esempio. A volte abbiamo delle paure assurde, come quella che forse la persona che magari ci ha lasciato per prima, non merito che nella nostra testa stacchiamo. Così ci rendiamo schiavi. E schiavi di qualcuno che magari non ha nemmeno alcun interesse a tenerci in gabbia.
    Quasi sempre siamo proprio noi a fare tutto.

  • x Anna: ahahah Bé, insomma… se ti permette davvero di godere di ogni attimo che la vita ti offre… caspita, ben venga questa serietà! :)

    x Laura: noi non lasciamo sogni, abbandoniamo solo le illusioni nelle quali riconosciamo essersi trasformati. I sogni muoiono, ma quasi mai siamo noi ad ucciderli.
    Anzi… casomai le illusioni tolgono spazio ai nuovi possibili sogni…
    Julius era qua, in braccio a me, ho potuto accontentare subito parte dei tuoi ordini! :D

  • x Laura (acc… due “Laura” consecutive! :D ): appunto, proprio per questo dovremmo forse imparare meglio a gestire questi ricorsi :)

    x yasmine: … e a te buonanotte, ormai! :)

    x Giulia: io sono convinto che chi non ce la fa è perché in fondo non vuole farlo :) Non credi sia così? :)

  • x Stella: cambia il termine, ma il concetto è lo stesso. Il termine “vuoto” è stato usato da x freelife83, nel commento #7, ed io ho risposto così: “Ma come… una che ha la parola “libertà” nel proprio nick non può fare questa domanda, cara :) Sai… i vuoti hanno questo di buono: possono essere nuovamente riempiti. Se invece rimanesse la “robaccia”, la spazzatura del passato, allora non ci sarebbe spazio affinché qualcosa di buono possa entrare nuovamente nella nostra vita :)
    A volte bisogna morire ad un’esperienza, per poter rinascere in quella che verrà…”

    x musicadentro: … ed è davvero una splendida poesia. Sono certo che tua figlia, oltre ad esserne stata entusiasta, ne abbia anche tratto molto.
    Abbraccio restituito, di cuore! :)

  • x glicine: ahahah riferirò il tuo complimento :)
    Guarda cosa avevo stasera nel frigo…

  • x Aicha: aaah… no, non con l’empatia come argomento principale almeno… :) Ok, arrivo presto…
    Buon WE anche a te :)

    x Anna: rieccoti qui :) E stavolta la mia buonanotte arriva solo 3 ore dopo la tua! ;)

    x affabile: esatto cara, se leggi il commento #24, vedrai la sintonia :)

  • x Viky: io credo che essenziali siano le nostre convinzioni. Se crediamo che non sia possibile lasciare andar via, almeno dalla parte più viva del nostro cuore, qualcuno che ormai di fatto non c’è già più, allora non ce la faremo. Se ci faremo prendere dal senso di colpa, dal rimorso, dalle illusioni, allora non ce la faremo.
    Ma se lasceremo spazio a quella parte di noi che sa cosa fare, e sa che è giusto, quella parte che non abbiamo mai voluto ascoltare davvero, allora entreremo nel campo delle possibilità, e tutto potrà accadere.
    Un abbraccio :)

  • ahahah non bisogna sperarlo, bisognerebbe crederci! ;D


  • Che vuoi farci ? Io sn così…
    Sereno week end Wolf..
    bacio**
    Anna.

  • Un sano distacco è fondamentale credo … e c’è anche una spiegazione intima che riguarda le energie. Assorbire le energie altrui che siano tramutabili in senso di perdita o di ostinato attaccamento non può che fare tanto male dentro. Sottoscrivo anch’io ciò che è stato detto sui figli, è un distacco che sto sperimentando negli ultimi tempi e che ha risvolti “negativi” per come mi vedono gli altri, soprattutto i miei genitori (che ancora non mi hanno lasciata andare per dire eheheheheh). Sembra trascuratezza, sembra “te ne freghi” sembra “pensi solo a te stessa” ma non è così o meglio è così ma è soltanto l’effetto di un distacco inevitabile per me. Loro sono anime a sè, non sono parte di me, li ho accompagnati ed ora li lascio andare, da soli. La scelta è tra fare così oppure assorbire le loro energie di ribellione perchè l’anima si ribella quando non si sente libera e questo non me lo posso proprio permettere nè tantomeno posso permettere che loro vivano così. Il distacco è proprio dalle energie ed è, ripeto, fondamentale. Gestire le proprie e quelle altrui provoca (almeno in me) un combattimento interiore e una corrispondente assurda capacità di fare mie quelle altrui che mi fa stare male. Quindi ad ognuno il suo percorso, questo è Amore e, te lo dico in un orecchio, non è facile e vale per ogni tipo di rapporto d’Amore, di amicizia, di lavoro.
    Un abbraccio tesoro, sereno fine settimana :-) ))
    Ele

  • grazie Wolf, non è facile, ma grazie delle tue parole….

  • C’è qualcuno che non ha mai provato uh principio di depressione?
    Io sì; l’ho provato quando ho subito un distacco molto doloroso ultimamente.
    Ma quel meccanismo di difesa di cui parli, è scattato, perché lentamente me ne sono fatta una ragione. Non c’è stata rimozione del dolore, che forse non mi lascierà mai, ma accettazione di una cosa ineluttabile. Le tue parole, seppur tristi, hanno una conclusione positiva.
    Ed ora, complimenti per Julius e Sissi.
    Un abbraccio.
    Luigi

  • buon fine settimana!!!!

  • x Anna: … e sei fatta bene allora! :)
    Sereno WE anche a te, Anna! :*

    x Yasmine: grazie cara, anche a te! :)

  • Sì, hai detto bene, dobbiamo accettare di lasciar andare quell’esperienza…del resto i ricordi saranno sempre con noi e chi abbiamo perso, sarà comunque nel nostro cuore e continuerà a vivere nei nostri giorni e il regalo più bello che possiamo fare loro é continuare a vivere la nostra vita.
    Dai…ma veramente é Julius, il gatto in frigo? In un primo momento mi sembrava un altro gatto…beh se fosse lui, direi che voleva ricordarti che devi fare la spesa…non é che per caso, dato il tipo fin troppo sveglio, ti abbia detto “miaaaaoo, vado io a fare la spesa…così mi prendo un bel -Gourmet- a 50 stelle, miaooo”
    Un caro saluto Ciaooooooooooo Gio

  • Bel post amico mio e splendidi i tuoi gatti !!!
    Buon fine settimana da
    Giada

  • x Ele: non solo tu avresti assorbito le loro, ma loro avrebbero assorbito le tue, e non sarebbe stata una compensazione, ma un “bruciarsi” reciprocamente. Spesso chi si arrende e finisce per accettare la situazione dalla quale vorrebbe emendarsi, si rende presto conto di come non abbia una propria vita, con tutto ciò che ne consegue: malessere, malanimo, astio più o meno nascosto. Per questo si chiama “sacrificio”, un sacrificio non è mai indolore. Soprattutto quando a farne le spese è la nostra intera vita.
    Ricambio l’abbraccio e l’augurio di buon WE :)

  • x iovolevo: lo so, nessuno dice che sia facile, soprattutto all’inizio. Ma credo che poi la consapevolezza di aver fatto le scelte giuste e, aggiungo, inevitabili, aiuta nel lenire e ad allontanare la sofferenza che questi distacchi spesso comportano.

    x Dora: ahahah parole sante, Dora! Per un genovese, poi… ahahah
    Buon WE anche a te! :)

  • x Luigi: caro Luigi, anche il dolore scema, non preoccuparti :) L’importante è non nutrirlo, ripensando ad un passato che non è più con noi. Almeno fino a quando si è davvero in grado di ricordarlo con un sorriso sincero :)
    Grazie, riporterò loro i tuoi complimenti ;D
    Abbraccio!

    x Gabry: oh, che regalino tenero! :D Grazie Gabry, buon fine settimana anche a te :)

  • x Gio: ahahah sì, è Julius, certo lì era un po’ contratto nello spazio angusto ;D Ma si vede che è cresciuto, vero? :)
    Sul resto del tuo commento… sì, come scrivevo a Luigi poco fa, a volte è necessario evitare di nutrire il dolore ricordando il passato troppo recente, almeno fino a quando quei ricordi non faranno più male :)
    Un caro saluto anche a te :)

  • x Giada: ehi! Buongiorno Giada :)
    Grazie, per il post ma soprattutto per i mici ;D
    Buon fine settimana anche a te :)

  • L’ideale sarebbe poter mollare la presa senza tagliare il filo che la regge….l’ideale sarebbe togliere solo la parte marcita e continuare a gustare il resto…l’ideale sarebbe un luogo dove ritrovare sempre le persone che ti hanno toccato, e continuare a poter vedere quei volti, mentre la realtà è contaminata anche dalla paura dei fraintesi che si possono creare in quel luogo, è la realtà, mica il paradiso

  • Sono assolutamente d’accordo, cara :) E credo anche che tale ideale sarebbe spesso possibile, purtroppo però richiede che la reciprocità sopravviva grazie a rispetto, intelligenza e “fede nella possibilità”, che però altrettanto spesso vengono a quel punto a mancare.

  • …Bestia se si vede la crescita, piccolo Julius cresce…non l’avevo neanche riconosciuto e il colore sembrava diverso, sarà la luce del frigo. La mia miciozza aveva gusti più caldi, amava soggiornare nel forno, anche quando avevo appena tolto la torta…una volta si é bruciata i peli della schiena ed è schizzata fuori come una saetta…ma dopo pochi giorni ci é ritornata…amava troppo stare al caldo….come la padrona.Ciaooooo e una carezza ai mici.

  • accidenti!! Va bene stare al caldo… ma nel forno!! :D Sì, sì, è vero: Julius è cresciuto, me ne accorgo soprattutto quando lo prendo in braccio :)

  • ma tu parli con la mente
    il cuore dove lo lasci….
    beati voi tutti che riuscite a lasciare che tutto succeda..tutto si può fare basta volere
    mah!
    io no non ci riesco e sono pure incazzata nera,neanche disperata incazzata!!
    viky

  • Bé, io la penso davvero così, Viky :) Il cuore segue, se la mente vuole davvero. Il fatto è che molto spesso non lo vogliamo veramente. Noi siamo i principali artefici del nostro destino, anche se certamente anche il caso ha una parte importante.

  • Buon fine settimana e grazie del tuo passaggio caro Wolf.

  • Non potevi chiudere in modo più simpatico…. adoro i mici e questi sono una vera delizia. Ciao :-) )

  • E’ difficile. A volte straziante. A volte un processo lungo e costellato di ricadute, eppure siamo “naturalmente” abituati ai distacchi sin dalla nascita e io credo che ognuno con i suoi tempi possa farcela a elaborare e ad andare avanti. Dipende molto anche da come ci si pone. Io, soprattutto prima, ero restia a lasciar andare. Restare legata mi sembrava un modo di dimostrare ancora amore e il lasciar andare mi pareva come dare poca importanza e il senso di colpa mi teneva inchiodata a qualcosa che per me non c’era più. Parlo in generale.
    Oggi non ti nascondo che staccarmi per me è sempre difficile, ho tempi lunghi ma evito di cadere in circoli viziosi che alla fine feriscono solo me e non danno valore aggiunto ad un sentimento, ad un rapporto cui ho già dato.
    Cerco di guardare avanti. Di pensare alle cose nuove. Di non girarmi troppo indietro. A volte sento ancora il senso di colpa ma ho imparato a gestirlo meglio.

    Non è facile, ma credo che il tempo e la nostra natura ci aiutino a essere sani in questo.

    Ti abbraccio.

  • peccato però, un vero peccato…ed è così che tutto si complica, siamo esseri imperfetti .-)

  • toh chi si rivede..
    pensavo tu fossi disperso da qualche parte…

  • Dolce weekend “animalesco” ehehe
    Un bacione.

  • Da me c’è al donna per te. Finalmente…

    Nel caso volessi menarmi…sono scappata in…Papuasia, eh eh

  • Qualcuno ha detto: “NON E’ STOLTO COLUI CHE LASCIA CIò CHE NON PUO’ TRATTENERE, PER TENERE CIO’ CHE NON PERDERA’ MAI” Ti lascio un abbraccio e la buona domenica e…hai ragione: è proprio un bel post!!! Ten
    P.S. Ma che belli sti due micioni!!!

  • x Emme: ahah povero fantasma! :D

    x Specchio (utente anonimo): grazie da parte loro! :)

    x Sofia: la tua è davvero un’ottima autoanalisi. Credo che si applichi a molti di noi, a dimostrazione che siamo sì tutti diversi, ma in fondo abbiamo radici spesso in comune :)

    In effetti credo che si tratti di passare da una dipendenza affettiva, derivante dalla paura dell’abbandono che la reiterazione dell’atto ha reso nel tempo ancora più forte (da cui la famosa coazione a ripetere), alla comprensione, e infine emancipazione, di cosa la provoca, grazie soprattutto all’elaborazione delle esperienze.
    E’ un passo notevole.

    L’abbraccio è anche mio :)

  • x chebruttagente: brutta gente, no? ahahah Scherzi a parte, la perfezione non è di questo mondo, si sa :)

    x pioggiacalda: io sono disperso per definizione! ahahah

    x flame: ehm… si, un bel WE animalesco mi ci vorrebbe proprio! ahahah Ah… mi sa però che intendiamo cose diverse! :D

    x ilavi: … sì! Figurati! Ho quasi paura di venire a dare un’occhiata! ahahah

  • x Ten: Sì, sono d’accordo, come la dignità, ad esempio :)
    Vero? I mitici Sissi e Julius! eheheh
    Buona domenica anche a te, Ten!

  • ahahah guarda con che fierezza questa femmina (ha tre colori: quindi non può essere un maschio) cammina davanti a quei musi! ;D
    Buonanotte cara! :)

  • Se li bruci, lo sentono. Se gli fai l’elettroshock, lo sentono.
    Gli animali provano dolore nella stessa esatta maniera,
    e con la stessa intensita’ di noi umani. Stefanovers.

  • x Stefano: ciao Stefano :) Immagino tu volessi commentare il post precedente (Storie di animali)…
    Certamente, credo che nessuna persona dotata di un minimo di senno la potrebbe pensare in maniera diversa. Credo anzi che a volte chi infligge tormento ad una povera bestia, lo faccia proprio perché sa cosa essa sta provando. E’ sadismo.

  • la vita ha insegnato anche a me che quando arriva il momento di lasciare andare qualcosa o qualcuno
    l’unica soluzione è aprire la porta dell’accettazione. Il tuo post,
    il racconto di Coelho e le parole di Ilavi
    “E distacco non vuol dire dimenticare , anzi, significa per me dare un altro , diverso valore alle persone o agli eventi”
    sono qualcosa di cui far tesoro per rompere gli indugi.
    buona domenica:-)

  • :) Sì, se si è sicuri che è la cosa giusta, o se si è impotenti di fronte agli eventi o alle decisioni altrui, credo che davvero non ci sia altra strada :)

  • @ redimpression
    NOOOOOOOO!!!!! una foto così non l’avrei mai immaginata!
    Questa è la dignità dei gatti nel confronto dei cani!
    (mi piacciono anche i cani, però)
    Luigi

  • ahahah ma lo sai che è vero? Non ci avevo fatto caso! Strano da una che ha un cucciolone! eheheh

  • Ho dovuto cancellare i commenti #31 di yasmine73 (che mi dava il buongiorno) e quello #84 (la cui immagine era molto divertente) di redimpression: le immagini troppo larghe mandavano fuori asse il blog :(

  • Già..ho letto il tuo post..davvero una vasta riflessione…
    Dico sempre che si deve andare avanti e serbare nel cuore ciò che la vita ci ha donato,in bene o in male..
    farne tesoro.
    Alcune ferite non si chiuderanno mai,altre resteranno visibili cicatrici,altre guariranno,e l’importante è credere in noi stessi e non mollare mai.
    Un bacio Wolf,grazie x il tuo passaggio su Scrigno.
    Godiva^^

  • Giusto, cara Godiva. La tua è una perfetta sintesi. Spero riuscirai a metterla in pratica: spesso cadiamo non nella conoscenza, ma nella capacità di tradurla in presente.
    Un abbraccio e buona estate anche a te! :)

  • "Non abbiamo bisogno di lezioni, nè di manuali o facili recette. Abbiamo bisogno di accettare, di lasciare andare quella esperienza, per quanto possiamo averla amata".

    Ecco le frasi "chiavi" di tutto il testo. Accettare e lasciare andare…, per essere pronti ad aprirsi alla nuova vita che si propone. Perché nulla, nemmeno noi stessi, sarà come prima.
     
    Devo dire che i tuoi testi portano a riflessioni profondi, a volte tagliano pure, però fanno bene.

    Grazie e buona serata Wolfghost!
    Rondine :)  

  • Be’, alcune delle mie "lezioni" piu’ fruttuose la ricevetti da persone che… non ci andarono giu’ proprio leggerine Ma a volte risveglia piu’ uno schiaffo di una carezza…

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