Che cosa cerchi?
Il tempo di Splinder è ormai agli sgoccioli, poco più della metà dei miei contatti lì sopra si sono sistemati altrove, altri non se la sono sentita e hanno colto l’occasione per abbandonare il mondo dei blog, oppure lo avevano già fatto prima. Pezzi di vita, scritti vari e testimonianze che andranno persi per sempre. Un valido esempio è il breve scritto che riporto, tratto dal blog di Tata Sissi La bottega dei pensieri. Tata Sissi (nome a me particolarmente simpatico, visto che la gattona di casa si chiama Sissi
) ha scritto solo quattro post, poi ha abbandonato il suo neonato blog, per cui non penso che lo trasferirà altrove. Peccato perché era partita bene. Chissà quanti altri blog verranno fagocitati nel nulla…
Comunque ho mandato un pvt a Tata Sissi, chissà che non riesca a leggerlo in tempo e a passare di qua!
Ed ora ecco lo scritto…
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Che cosa cerchi?
da “Vivere, Amare, Capirsi” di L. Buscaglia
Un giorno, un amico vede il Mullah inginocchiato per la via e intento a cercare qualcosa.
Si avvicina e gli chiede: “Mullah, che cosa cerchi?”
E il Mullah risponde: “Ho perduto la chiave”
“Oh, che peccato. Ti aiuterò a cercarla”. L’amico s’inginocchia e domanda: “Mullah, dove l’hai persa?”
E il Mullah risponde: “L’ho persa in casa”
“Allora perchè la cerchi qui fuori?”
E il Mullah: “Perchè qui c’è più luce”
E’ esattamente cio’ che facciamo noi con la nostra vita!
Crediamo che tutto ciò che si può trovare sia là fuori, alla luce, dove è più facile cercarlo.
Invece le uniche soluzioni per noi sono in noi!
Cercate, cercate pure, ma non le troverete là fuori. Nessuno ha le risposte che vi servono… le avete voi soltanto.
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Commento di Wolfghost: Nessuno qua ce l’ha con i viaggi, sia chiaro
Sono ben cosciente che a volte le rinascite passano per un viaggio di particolare importanza. Tuttavia, pure in questi casi, tali viaggi assumono importanza solo perché trovano terreno fertile all’interno di noi stessi. In altre parole il viaggio esterno innesca e accompagna un viaggio interiore che eravamo preparati, e solitamene desiderosi, di fare. Senza questo terreno fertile, ogni viaggio esteriore è inutile. Medesimo discorso vale per le nostre ricerche. Certo, le letture, i discorsi e gli esempi altrui possono essere di straordinaria importanza, ma… credo che ognuno di noi sappia che in fondo ciò succede perché c’è già una nostra ricerca interiore in atto, un desiderio di crescita, di avere risposte, che ci spinge ad una sincera ricerca globale che puo’ includere mezzi esterni a noi.
I viaggi e le ricerche esteriori insomma, sono solo mezzi, sbaglieremmo se ci affidassimo completamente ad essi come fossero la panacea di tutti i mali. Senza un nostro sincero desiderio di crescita, senza un atto di consapevolezza, di presenza mentale, di applicazione reale nella nostra vita, questi mezzi non servono a nulla, salvo forse a “farci belli” della nostra ricerca, delle nostre conoscenze puramente fisiche, mnemoniche o intellettuali.

Lo Zen e il tiro con l’arco
Mentre continuamo la lettura di Alpeh, l’ultimo libro di Coelho, ahimé molto deludente
, voglio parlarvi del super-classico Lo Zen e il tiro con l’arco, di Eugen Herrigel, la cui prima edizione è datata addirittura 1948; 1975 invece la prima italiana
E’ divertente anche il motivo per cui l’avevo comprato. Ero in uno di quei negozi di libri usati o a prezzi scontati per restituire un libro che il destinatario aveva già. Al suo posto ne scelsi un altro ma avanzavano pochi euro… così tornai a girare tra gli scaffali e trovai questo super-classico! ![]()
Il libro è stato scritto a metà del secolo scorso da un docente di filosofia europeo al suo rientro in patria dopo aver insegnato per qualche anno in Giappone.
Oggi, visto che le nostre librerie hanno ormai la sezione “filosofie orientali”
, questo libro passerebbe inosservato, anzi in Italia non giungerebbe proprio, ma all’epoca in cui fu scritto ebbe il merito di portare gli europei a conoscenza dello Zen e della filosofia buddhista (o taoista) in generale.
Per buona parte il libro è abbastanza anonimo: il professore si limita a spiegare il lentissimo tirocinio con il maestro di arco, tirocinio che ricorda un po’ quello subito dal protagonista del primo “The karate kid” (“metti la cera, togli la cera”, ricordate?
). Un insegnamento apparentemente incomprensibile, dove per lungo, lungo tempo, non viene nemmeno usato l’arco ma si curano solo la postura e il respiro.
La lettura arriva così, un po’ stucchevole, fino a tre quarti del libro, per poi divenire illuminante e svelare anche il perché di quell’apparentemente inutile prima parte: l’insegnamento, così come per quello avvenuto in “The karate kid”, non era affatto inutile, ma propedeutico e indispensabile. Al punto che, forse, per il vero obiettivo dell’arte del tiro con l’arco, così come per tante altre arti giapponesi legate allo zen (la spada, l’arte di disporre i fiori) l’arco nemmeno sarebbe indispensabile
Quello che queste arti vogliono insegnare è in realtà la “fusione” tra mente e corpo, tra l’esecutore e il suo obiettivo, al punto che, alla fine, dice il protagonista, non si distingue più il tiratore dall’arco, e nemmeno dal bersaglio. E’ insomma una scusa per entrare in uno stato attivo di totale meditazione, e lo scopo ultimo è la liberazione dalla sofferenza e dalla paura… chi l’avrebbe mai detto?
Credo che sia più utile che vi riporti a questo punto le parole del libro, piuttosto che aggiungerne di mie…
“[...] Come il principiante, il maestro di spada è senza paura, ma a differenza di questi diventa ogni giorno meno accessibile a ciò che spaventa. In lunghi anni d’ininterrotta meditazione ha appreso che vita e morte sono in fondo la stessa cosa e appartengono al medesimo piano del destino. Così non sa più che siano l’angoscia della vita e il timore della morte. Egli vive – e questo è caratteristico dello Zen – volentieri nel mondo, ma è pronto ad abbandonarlo senza lasciarsi turbare dal pensiero della morte. Non a caso lo spirito del samurai ha scelto a purissimo simbolo il delicato fiore del ciliegio. Come nel raggio del sole mattutino un petalo di ciliegio si stacca e scende a terra luminoso e sereno, così l’uomo impavido deve potersi staccare dall’esistenza silenziosamente e senza turbamento.
Vivere senza il timore della morte non significa che in tutte le ore buone si sostenga di non tremare di fronte alla morte e si sia sicuri di superare la prova. Chi domina la vita e la morte, piuttosto, è libero da ogni genere di timore, al punto che non può più nemmeno capire che cosa sia provare paura. Chi non conosce per propria esperienza la forza che dà una seria e costante meditazione non può immaginare ciò che essa rende capaci di superare. Il perfetto maestro rivela a ogni passo, non a parole ma col comportamento, l’assenza della paura; glielo si legge in viso e se ne è colpiti. Una simile imperturbabilità, che naturalmente solo pochi raggiungono, è dunque già di per sé segno di maestria. Per illustrare anche questo con una testimonianza, riporterò letteralmente un brano del Hagakure, che risale alla metà del XVII secolo.
<<Yagyu Tajima-no-kami era un grande maestro nel combattimento con la spada e insegnava tale arte allo Shogun di quel tempo, Tokugawa Jyemitsu. Una delle guardie del corpo dello Shogun venne un giorno da Tajima-no-kami e lo pregò di insegnargli a tirare di spada. Il maestro disse: “Per quel che io vedo, siete voi stessi un maestro di spada. Prima che iniziamo una relazione da maestro a allievo, ditemi, per favore, a che scuola appartenete”.
<<La guardia del corpo rispose: “A mia vergogna devo confessarvi che non ho mai appreso quest’arte”.
<<”Volete farvi beffe di me? Io sono il maestro del venerabile Shogun e so che il mio occhio non m’inganna”.
<<”Mi duole di recare offesa al vostro onore, ma non ne ho veramente alcuna conoscenza”. Questa negazione recisa rese pensieroso il maestro, che finalmente disse: “Se voi lo dite, sarà così. Ma sicuramente siete maestro in qualche campo, anche se non riesco a vedere bene in quale”.
<<”Sì, se voi insistite, voglio raccontarvi quanto segue. Vi è una cosa in cui posso pretendere di considerarmi maestro. Quando ero ancora ragazzo mi venne l’idea che come samurai non dovevo in nessuna circostanza temere la morte, e da allora – mi sono sempre battuto con l’idea della morte, e alla fine questo pensiero ha cessato di preoccuparmi. E’ forse questo che intendete?”.
<<”Proprio questo,” esclamò Tajima-no-kami “è proprio questo che intendo. Sono lieto che il mio giudizio non mi abbia ingannato. Poiché l’essere liberato dal pensiero della morte è ugualmente il segreto ultimo dell’arte della spada. Ho insegnato a centinaia di allievi, per condurli a questa meta, ma finora nessuno di essi ha raggiunto il sommo grado nell’arte della spada. Quanto a voi non avete più bisogno di alcun esercizio tecnico, siete già maestro”>>.

Il passaggio luminoso – L’arte del bel morire
Bene, direi che è arrivato il momento per il primo mio post “serio” su questa nuova piattaforma, anche se l’inaugurazione di wolfghost.com ha avuto comunque la sua importanza, no?
Chi mi segue da tempo sa che uno dei temi a me cari è quello della morte, ne ho trattato già spesso, sia da un punto di vista umano, parlando ad esempio degli Hospice, che da quello spirituale, con la visione del libro tibetano del vivere e del morire (e non solo).
Il passaggio luminoso, di Marie de Hennezel e Jean-Yves Leloup, cerca di abbracciare entrambi gli aspetti, anche se in vero tutte due sono sempre stati in qualche modo presenti anche nei libri e pensieri di cui sopra.
Marie è una psicologa che lavora da tanti anni negli ospedali di cure palliative, ne è stata, e ne è ancora, una delle principali sostenitrici. Jean è un prete e teologo ortodosso, oltre che dottore in psicologia e filosofia, un esperto non solo di cristianesimo ma anche della visione buddhista e di altre religioni, uno in perenne ricerca della “chiara luce” di cui parlano i testi tibetani.
L’impronta spirituale aggiunta al libro, che tira in ballo anche le famose “visioni” in prossimità della morte, puo’ essere ovviamente percepito come consolatorio, ma leggendo il libro è facile rendersi conto che nelle parole di queste persone c’è qualcosa che va al di là della teoria, qualcosa che è lì, che percepiscono vividamente nella stanza quando il momento arriva e il malato compie il passaggio. Chi parla non è insomma un teorico puro, ma qualcuno che ha vissuto molte volte queste esperienze.
Io stesso, alla morte di mia madre, percepì un senso di sollievo datomi da qualcosa che aleggiava nella camera… come la sensazione che il passaggio fosse ormai stato completato e che qualcuno fosse intervenuto per aiutare mia madre a compierlo.
Certo, si puo’ obiettare che la mente puo’ cercare sollievo in false percezioni create da lei stessa al fine di lenire il dolore, ma… quante volte possiamo dare questa spiegazione, e, soprattutto, è giusto farlo? Perché l’ipotesi consolatoria deve sempre essere quella vera? Non sarà che in fondo abbiamo paura di credere per timore di restare poi delusi?
Cercare di dare una visione non-terrifica della morte è un’impresa, una di quelle che ci fanno esclamare “facile a dirsi, ma…”. E di fatto non lo è facile, gli autori stessi ammoniscono che l’impatto non è solo per chi muore, ma anche per chi ha scelto di stargli vicino. Molti di noi hanno avuto la loro vita cambiata in seguito ad una o più esperienze di “accompagnamento” del morente, in senso negativo certo, ma, a volte, sorprendentemente, anche in senso positivo. Una “buona morte” lascia serenità e forza a chi resta. C’è, oserei dire, una responsabilità anche in chi muore verso chi vive, e non solo l’opposto. Si ha in qualche modo il dovere di non essere completamente impreparati, per sé stessi e per chi si ha vicino.
Negli ultimi mesi della sua vita, la madre di mia moglie, allora ancora bambina, riuscì a trasmetterle una grande serenità, una serenità che ancora adesso la accompagna. C’è in effetti una grande differenza tra me e mia moglie nella percezione della morte. Una differenza che a mio avviso non è solo “caratteriale”, ma è soprattutto dovuta alle esperienze che abbiamo vissuto con i nostri cari.
Vi lascio con un passaggio di Jean-Yves Leloup.
“Essere uomo significa essere humus, terra, essere fragili e deboli. Abbiamo tutto il diritto di piangere, sia morendo sia accompagnando gli ultimi istanti di chi muore. Anche se lo sconforto del morente non ci tocca da vicino, ci commuove perché non siamo insensibili. Chi accompagna, nella sua umiltà, può anch’egli riconoscersi vulnerabile, stanco…
L’angelo dell’umiltà a questo punto arriva, ed è lui che ci rende capaci dell’abbandono, che consente di proseguire fino alla tappa successiva. L’ultima prova in cui la polvere di cui siamo fatti, accettandosi come polvere, puo’ infine tornare alla polvere. In essa non ci sono più pretese, né enfasi. Il vento non gonfia più le vele, è già andato altrove, e finalmente accettiamo che il nostro corpo sia come disertato.
In questo modo possiamo fare un grande regalo ai nostri figli o a coloro che ci sono accanto: quello di una morte senza enfasi, senza esagerazioni. La morte di un essere umano il quale, sapendo che il soffio che ha gonfiato le sue vele non gli appartiene, può mollare gli ormeggi e lasciar andare la barca nel vento: lui stesso è diventato il vento…”

Ecco il nuovo Wolfghost.com! :-)
Anno nuovo vita nuova, si suol dire
E infatti anche Wolfghost passa dal dominio .it a quello .com e, soprattutto, su nuova piattaforma.
Come molti di voi sanno ho scelto Logga.me, una nuova realtà italiana alla quale auguro (a questo punto non troppo disinteressatamente
) grande successo ![]()
Logga.me sta a poco a poco crescendo e strutturandosi; anche le funzionalità della sua piattaforma di blog, basata su WordPress, non è ancora completata, per cui mi scuso per eventuali problemi che doveste incontrare, in particolare per profili e avatar. Anche sull’aggiornamento ho trovato qualche problemino: se non vedete i vostri commenti, svuotate la cache del vostro broswer, spesso il problema è solo lì.
D’altronde si sa: presto e bene non stanno insieme
Quindi diamo a Logga.me il tempo che gli serve per stabilizzarsi. La cosa importante è che il blog Wolfghost è adesso in salvo!
Naturalmente vi invito a non perdere d’occhio, ed anzi a pubblicizzare, anche www.adottauncucciolo.net, anch’esso spostato sulla stessa piattaforma Logga.me e tornato completamente attivo!
La sua direzione è ora completamente affidata a mia moglie “Finadel”
Andate a trovarla
Ultimo giorno del 2011 e… ultimo post su Splinder! :-o
Ebbene si' cari amici e lettori di Wolfghost
Splinder chiudera' i battenti il 31 gennaio… forse (mi e' giunta voce che la data potrebbe variare), ma comunque ha iniziato da ieri a cancellare i file contenuti nei mediablog, ovvero immagini e video.
Anche se avevo salvato preventivamente tutte le immagini su una piattaforma apposita, non mi e' facile ricostruire 'quali foto vanno dove' senza poter vedere la pagina originale… ci riesco lo stesso, ma non senza difficolta'.
Cosi', visto che e' evidente che comunque e' a rischio allungare i tempi, mi sono messo di buona lena a sistemare i post salvati su Logga e sono ormai a piu' dell'ottanta per cento
Se non ho intoppi, finiro' durante il weekend, dopodiche' inaugurero' il nuovo blog!
In realta' ci sara' ancora un po' di lavoro e cose da sistemare, come il template ed altre faccende 'minori', ma questo potro' farlo 'in corso d'opera' e con piu' calma
Vi starete chiedendo perche' uso le emoticons 'a caratteri', anziche' le immaginette di Splinder… be', perche' anche quelle nel passaggio svaniscono e le devo correggere ad una ad una!
Queste che sto usando vengono invece convertite automaticamente
Vi prego di non commentare i post vecchi fino a quando non sara' attivo il nuovo blog: i post sono gia' stati tutti trasferiti, commenti inclusi, e nuovi commenti andrebbero persi
Commentate solo qua!
Buon 2011 e… lunga vita a tutti i nuovi blog che hanno preso e stanno prendendo il posto di quelli di Splinder!
Wolfghost
P.S.: adotta un cucciolo e' gia' attivo (anche se qualcosa cambieremo ancora, come il template)!
Tra poco la versione splinderiana verra' ridiretta su quella di Logga e anche www.adottauncucciolo.net puntera' li'
Comunque, se volete un anteprima… http://Logga.me/adottauncucciolo
Buon Natale e Felice 2012! :-)
Considerando che nel weekend di Natale saremo in quel di Merano, voglio fare a tutti i miei migliori auguri per un sereno Natale e… già che ci sono anche quelli per un felice 2012 se non dovessi avere il tempo di scrivere di nuovo nel corso della prossima settimana!
Avrei voluto portarvi già sul mio nuovo blog, ma… non è ancora pronto, anche se tutti i post e tutti i commenti sono già in salvo lì!
Il fatto è che ho poco tempo per lavorarci: zero sul lavoro, poco a casa, visto l'orario a cui arrivo… in più il PC di casa, poverino, non ce la fa più!
Di molti di voi non ho ancora traccia, non so se apriranno altrove, e se sì, dove… Prego tutti quelli che si sono mossi o stanno per farlo di comunicarmi il loro spostamento, così da aggiornare il mio file dei link e non perdere nessuno
Comunque cerchero' anche chi non lo fa… prima o poi!
Per adesso… un augurone a tutti e… a presto!
foto da: http://www.genova24.it, si tratta dell'albero di Natale di Piazza De Ferrari.
Ho nostalgia – un pensiero di Piccolarondine
Mentre i lavori per il trasferimento dei blog procedono (speriamo di fare in tempo, non è che resti poi troppo…
), voglio pubblicare un bel pensiero della nostra Piccola Rondine – a proposito, cara, cerca di trasferire il tuo blog… mi spiacerebbe perdere i tuoi scritti
.
Un pensiero toccante, disegna fin troppo bene la caducità della nostra vita su questa terra… A proposito di quando si nasce all'alba e poi si fa subito sera…
Ho nostalgia
Un pensiero di Piccola Rondine
Blog (ancora per poco
): http://piccolarondine.splinder.com
Ho nostalgia degli anni fertili, quando tutto era possibile e dalla scodella traboccavano sogni e mi sfamavo.
Quando c’era aria di alchimia e la risata cristallina dell’innocenza contagiava le cose autentiche , che non conoscevano il falso.
Di quando la vita aveva la leggerezza farfallina e svolazzava libera come il respiro .
Ho nostalgia della saggezza del vecchio che non ascoltavo, ma il cui sguardo mi seguiva ovunque, come a proteggermi da cose che sapeva e che avrei solo in seguito conosciuto. Ho nostalgia del suo cuore caldo.
Ho nostalgia di parole che mi sappiano dire qualcosa di sensato, parole che vanno in coppia e si dicono “ti amo”, senza il laccio del legame. Parole generose, che sanno dare.
Ho nostalgia di una lunga corsa in riva al mare quando è inverno e di fermarmi a raccogliere dalla spiaggia le breve storie estive che conserva tra i suo granelli, alcuni sono dei veri tesori.
Ho nostalgia della pioggia pulita e di quando a bocca aperta coglievo le gocce e l’umidità arricciava i miei lunghi capelli castani. Ho nostalgia. Sì, delle aurore, e delle loro improvvisazioni e della luce divina con cui giocavo a mosca cieca; del mio vivere con naturalezza senza fare domande e di lasciarmi andare al flusso della vita, quando non alzavo nessun ostacolo, perché non c’era nulla da ostacolare.
Mi resta con la crescita la percezione di una meravigliosa innocenza nascosta nel profondo rimpianto di quando si nasce all’alba e poi si fa subito sera.
Rondine

La nostra casa (virtuale) è dove noi siamo
E' così ci stiamo a poco a poco disperdendo ai quattro venti, anzi alle quattro piattaforme
Io e mia moglie stiamo lavorando alacremente per preparare il trasferimento
La prima decisione è stata quella di passare definitivamente l'ownership di Adotta un cucciolo a lei (che, ricordo, è Finadel nel web), visto che ormai è quella che ci lavora di più. Abbiamo deciso di trasferire entrambi i blog sulla medesima piattaforma, Logga.me, salvo sorprese dell'ultimo minuto. Ovviamente per gli "esterni a Splinder" non cambierà nulla, salvo un po' il "formato": entrambi i blog continueranno a puntare a www.adottauncucciolo.net e www.wolfghost.it (ma probabilmente migrero' su www.wolfghost.com… poco importa).
Al momento abbiamo ridotto Adotta un cucciolo da oltre 1600 a circa 750 post, eliminando anche le foto degli annunci cancellati. Tanto riteniamo che gli annunci più vecchi di sei mesi non abbiano più validità, abbiamo lasciato solo gli adottati (come segnale che il sistema funziona e come "celebrazione") e gli appelli o articoli che rimangono validi. Questo ci aiuterà a migrare più facilmente.
Per Wolfghost mi sta dando una mano un'amica di web (Demetrablu, che ringrazio molto già ora) trasferendo i post nottetempo. Poi lavoreremo sul formato, ovvero sul template.
Per le immagini di entrambi i blog sto pensando di acquistare un'opzione aggiuntiva di Aruba, la piattaforma che ospita i domini di www.adottauncucciolo.net e www.wolfghost.com: con soli 5 euro all'anno, spazio illimitato
Anche qui le operazioni di trasferimento delle immagini (e relativa sostituzione dei link sui post che le riguardano) saranno lunghe e onerose
Sto cercando di capire come velocizzarle
Elencate queste "note tecniche", volevo parlare un po' della "nostra casa virtuale"
Vedo troppe persone preoccupate della diaspora degli "amici" su piattaforme diverse, ma sinceramente questo non lo considero un problema. Perché restare legati ad un'unica piattaforma? E' questa semmai una brutta auto-limitazione. Tra i miei lettori e commentatori ci sono già diverse persone che risiedono su piattaforme extra-Splinder, cosi' come io già contro-visito sui loro siti e blog. E lo trovo bello
Perché porre mura al web? Il web è aperto per definizione, non dovremmo auto limitarci e porci dei confini da soli. Non abbiate paura della piattaforma, scegliete solo quella che in cui vi trovate meglio… e poi ricreateci la vostra casa
Le piattaforme sono come il CAP della zona in cui si risiede fisicamente: serve a farvi trovare, ma la posta arriva comunque, ovunque siate
Solo… ricordate di aprire il vostro spazio ai commenti di chi arriva da "fuori-piattaforma", questa è l'unica cosa ad essere importante
Ricordate: la nostra casa è là dove siamo noi, indipendentemente dalla piattaforma che ci ospita

Normalità
Ho intitolato questo post "normalità" perché è quello che molti di noi hanno perso sulla "blogosfera". Certo, si parla di virtualità, quindi nulla di grave, ci mancherebbe. Tuttavia per alcuni di noi questa non è mai stata virtualità al 100%, ha rappresentato un pezzo della nostra vita, dei nostri cambiamenti.
Mi piacerebbe tornare a scrivere i soliti post, ma adesso non ce la faccio. Come si puo' scrivere qualcosa a cui magari si tiene pensando che forse tra due mesi andrà persa?
Ho provato a salvare il blog sul PC, ma ho interrotto al quarto giga di memoria. Ne servirebbero ad occhio e croce almeno una decina… e chi ce l'ha???
Per questo inizio ad essere un po' pessimista… Ho abbandonato l'idea di iobloggo perché proprio non c'è verso di copiare certi mesi, ci avro' provato una ventina di volte in queste settimane: non li vede proprio. Come non vede la stragrande maggioranza dei commenti (e per me i vostri commenti sono importanti quanto i miei post). Non importa le immagini, le "mostra", ma restano residenti su Splinder e percio' andranno perse.
E questo sarebbe importare un blog???
Blogger non importa da Splinder, questo almeno è quanto ho trovato.
Wordpress è troppo complicato per l'importazione, dovrei aggiustarmi troppe cose a manina, ci vorrebbero mesi e mesi… tempo che proprio non ho.
Logga.me… mi è stato detto che sarà possibile farlo, sono stati davvero gentili, ma… ci vuole tempo e, nonostante le assicurazioni, temo un po' il risultato… possibile che mi dedichino così tanto spazio?
Vedete, iniziare un nuovo blog avrebbe senso se il vecchio fosse ancora presente, anche se altrove, magari raggiungibile con dei link. Ripubblicare i vecchi post sul nuovo, magari inframmezzandoli con i nuovi, dite? Ma che senso avrebbe? Non ci sarebbero i commenti, e poi molti di quei post hanno avuto senso di essere pubblicati in quel particolare periodo di tempo: mi piace andare a rileggerli, o almeno sapere che ci sono. Ma ripubblicarli come "nuovi"… no, non ha senso.
Ho provato anche a vedere le versioni di blog che eventualmente potrebbero essere ospitate sui miei domini, ovvero quelli che offre Aruba… ma sono davvero poca roba…
Insomma… questo blog è stato un pezzo di vita indimenticabile, come lo è sempre ogni pezzo di vita che ci lasciamo alle spalle. Adottauncucciolo ha dato a me ed a mia moglie la gratificazione di aiutare qualche animaletto in difficoltà. Adesso mi guardo indietro e sono contento di questi quattro anni di web, ma… non sono disposto a continuare a qualunque prezzo, solo per "esserci" ancora. Se non potrò offrire le funzionalità che avevo creato con questi blog, chiudero', senza rimpianti, né rimorsi.
Penso a quelli che ci hanno lasciato sul serio, come Barone Rosso ad esempio. Chissà se qualcuno sta cercando di salvare le loro parole o se andranno perse per sempre… Che atrocità cancellare gli scritti di chi non c'è più. Siamo proprio in un mondo che pensa solo al business e che, se una cosa non da introiti economici sufficienti, la cancella e basta.
Vedremo cosa riusciranno a fare (ed a offrire) gli amici di Logga.me. Altrimenti… vi salutero', un'ultima volta… almeno da blogger. Magari tornero' alla vita precedente, quella da forumista… chissà…
Finalmente la risposta ufficiale di Splinder!
Avviso per gli utenti
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.
Dai amici, abbiamo ancora un po' di tempo!
Prossimo trasloco :-)
Cari amici, vista l'assenza di comunicazioni ufficiali e per evitare di perdere post e commenti, sono in procinto di muovere i blog su un'altra piattaforma e, probabilmente, addirittura cambiare il dominio di Wolfghost: mi sono infatti accorto che www.wolfghost.com è oggi disponibile, anni fa non lo era
In ogni caso www.wolfghost.it resterà attivo almeno fino a scadenza naturale del contratto, semmai farò un reindirizzamento tra .it e .com.
La piattaforma che quasi sicuramente sceglierò è http://logga.me/, per una serie di motivi: Logga.me è la versione italiana di WordPress, piattaforma stabile e ben conosciuta; ha istruzioni in italiano (io so l'inglese, ma potendo preferisco il buon vecchio italiano
); i gestori sono pronti a rispondere e disponibili a supportare, cosa per me sconosciuta ormai da anni
ed alla quale do molto valore.
Grazie ai domini www.wolghost.it (e/o .com) e www.adottauncucciolo.net, mi ritroverete comunque facilmente e, in quanto a voi, dovete sapere che io, ormai da anni, faccio uso di un file excel nel quale memorizzo gli "amici" e gli indirizzi dei loro blog, così non importa su quale piattaforma sarete, mi basterà un click e sarò sul vostro blog. Fatto salvo naturalmente che me l'abbiate comunicato, come ormai in tanti avete fatto
Un caro saluto e a presto!
Wolfghost
Post tecnico: possibili malfunzionamenti di Wolfghost e Adottauncucciolo
Nuova nota: in questi giorni di insicurezza, molti mi chiedono dove mi sto spostando o dove mi spostero' in caso di chiusura. La risposta e' che… non lo so ancora
Pero' e' importante che sappiate che a regime e' mia intenzione puntare il mio dominio http://www.wolfghost.it alla nuova piattaforma, qualunque essa sia (al momento punta qua, a www.wolfghost.splinder.com, per interderci). Quindi, qualunque cosa succeda, voi ricordatevi sempre wolfghost.it e, presto o tardi, mi ritroverete
Lo stesso dicasi per http://www.adottauncucciolo.net che punta e puntera' il blog attivo (salvo eventuali periodi di irraggiungibilita' per motivi tecnici)
Cari amici, una news: mi sono accorto che, nella copia del blog su iobloggo, quest'ultimo ha tagliato i commenti di ogni post ad un massimo di 50, gli ultimi precisamente; tutti quelli precedenti sono andati persi!!!
Non solo: in alcuni post tutti i commenti sono stati eliminati!
… spero di avere il tempo di provare un'altra piattaforma…
In questi giorni si rincorrono le voci su una possibile chiusura di Splinder. Evito commenti di arrabbiature &C. sarebbero davvero troppo lunghi ed estenuanti
Questo post è solo per avvisare che nei prossimi giorni iniziero' a ricopiare il contenuto di Wolfghost e Adottauncucciolo su altra piattaforma (credo "iobloggo", pare essere la più veloce).
Per motivi tecnici non credo potro' usare la nuova piattaforma per il mio blog principale (Wolfghost): è troppo complesso; la usero' più che altro per eventuale back-up, per non perdere anni di post e commenti. Successivamente apriro' un nuovo blog su una piattaforma "seria", con funzionalità complete, e copierò poco alla volta i post dal "blog copia". Cerchero' di essere comunque raggiungibile tramite il dominio www.wolfghost.it: cerchero' di farlo puntare al blog attivo. E se ogni tanto "sparirò" per un po' di tempo… bé, abbiate pazienza
Per quanto riguarda adottauncucciolo, è possibile che il blog su iobloggo sarà invece il definitivo, anche se temo dovrò cambiarne il nome
. Valutero' il risultato con mia moglie e decideremo. In ogni caso, a regime, dovrebbe essere anche lui raggiunto sempre dal dominio www.adottauncucciolo.net.
Vi ricordo i rispettivi indirizzi:
posta@wolfghost.it e posta@adottauncucciolo.net
… e speriamo che che l'allarme rientri e che tutto possa restare su Splinder


... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)
