Chi sono

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)

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Tagliare i rami secchi. Ciclicamente questa espressione torna alla mia attenzione…

Albero spoglio dMa perché è così importante tagliare i rami secchi? Perché non dare un’alzata di spalle e continuare sulla stessa strada, magari con un po’ di comoda finzione che permetta di allontanare una soluzione drastica, che, pensiamo, ci creerebbe sofferenza? Non è più comodo lasciare le cose come stanno? Non è forse vero che, in fondo, è proprio quello che facciamo? Spesso ci ritroviamo a "tornare" nei medesimi posti, a ricercare le stesse persone, nonostante non ci abbiano dato altro che briciole rispetto alle energie ed agli sforzi che in essi abbiamo profuso.

Perché non voltarsi veramente? Non guardare davvero verso un orizzonte diverso, magari sconosciuto, è vero, ma che ci dia almeno la speranza di portarci qualcosa che la strada vecchia ha dimostrato innumerevoli volte di non poter portare?
Perché "Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova" è esperito come un proverbio negativo? Che esso sia vero, è fuori di dubbio. Ma cosa dice di così terribile? Dice che, al di là di cosa ci può portare la strada nuova, ciò che ci ha portato la strada vecchia non l’avremo più… E’ così terribile essere liberi dalle catene di un passato che non ha più nulla da dare, recente o antico che sia? E’ così terribile avere il tempo e le energie per provare almeno ad ottenere ciò che sogniamo?

Perché si tagliano i rami secchi? Si tagliano affinché nuovi rami possano prendere il loro posto sull’albero della nostra vita. Non so dirvi quante verdi foglie avrà ciascuno di quei nuovi rami. Ma una cosa posso dirvi con certezza: non potrà averne di meno di un ramo già secco.
Ecco perché vale sempre la pena di concedersi di avere un’altra possibilità.

Se i vostri rami sono davvero secchi, se davvero riconoscete che non hanno più frutto da darvi… prendete le cesoie e… datevi un’altra possibilità.

Parco nel verde della foschia mattutina

136 Commenti a “Tagliare i rami secchi”

  • Dal mio blog :Wolf…bentornato nel mio blog…con le tue parole che hanno colto il senso preciso di quanto questo post racconta…il mio aprire quella porta…con tutte le mie paure…le mie incertezze…nn è stato facile…ma oggi son contenta di averlo fatto…di essere qua a prendermi quanto è mio…e continuare in questo cammino piena di speranze e determinazione…
    Un grazie sincero… per aver saputo leggere tra le righe…
    Buonanotte…
    LeAAA

    Il tuo post riporta quanto ognuno di noi dovrebbe avere il coraggio di fare… si è sempre predisposti male verso i cambiamenti… insicuri di quanto nn riusciamo a vedere… restiamo aggrappati a qualcosa che ci infonde sicurezze traballanti…piuttosto che cercare in noi la forza di cambiare…l’ignoto spaventa si…ma io quella porta l’ho aperta… e ne ho scorto qualcosa che illumina le mie giornate…che riempie i miei occhi…e continuo per questa strada…ferma nei miei propositi…senza paura alcuna…la vita è breve…e nn attende tanto…almeno nn abbastanza… quindi…vivo seguendo quanto quest’ultimo anno mi ha insegnato…e riporto con gioia questo commento che si lega meravigliosamente al mio post…

    Buonanotte ancora Wolf…e grazie ancora…
    LeAAA

  • utente anonimo:

    Tante giuste domande, tante giuste risposte….tutte logiche e scontate a dire il vero….ma ognuno di noi, sa bene che il passato è quello che è, ma spesso lo si usa per consolarsi di qualche fallimento nel presente…..prendere poi una strada nuova abbandonando quella vecchia?….è prerogativa di pochi, nella piattezza si adagiano e ci sguazzano quelli che scelgono di sopravvivere, per chi sceglie invece di vivere e tenere a debita distanza la noia che uccide l’anima……allora prova il nuovo, l’incerto….il rischio, si mette in gioco, appunto per sentirsi vivo. Il maestrodeisogni.
    P.s. E’ doveroso un complimento per aver colto, unico su 57 commenti ricevuti da leaaa per il suo ultimo post, il vero significato su cio che ha scritto….grazie e a presto.

  • è vero che spesso torniamo negli stessi posti e che ricerchiamo le stesse persone…forse lo facciamo perchè è come se con la mente volessimo ritornare indietro e chiudendo gli okki volessimo rivivere quei momenti che sono stati belli, felici, spensierati…a me succede spesso….secondo me a noi uomini piace farci del male in questo modo…è l’unica conclusione a cui riesco ad arrivare…tagliare i rami secchi può anche servire ma ricordiamo che il nostro passato non si può cancellare…

  • Appena mi riprendo dallo stato comatoso in cui mi ritrovo leggerò molto volentieri il tuo post e nel frattempo ti lascio un salutino per un buonissimo inizio di settimana ^^

    Un abbraccio

  • Ho pochissimo tempo e passo quasi sempre di corsa…. ma ti vengo a leggere…un bacione…

  • x Lea: si, infatti il tuo e’ un bell’esempio positivo. Adesso devi solo resistere alla prova del tempo.
    Non mollare! ;)

  • x ilmaestrodeisogni: ciao, benvenuto. Non hai un account/blog su splinder o da qualche altra parte? Mi piacerebbe darci un’occhiata.
    Esatto, “usare il passato per CONSOLARSI di qualche fallimento nel presente” non e’ un modo costruttivo di agire, suona come una sorta di magra consolazione.
    “Usare il passato per spronarsi nel presente”, in modo da ricordare a se’ stessi che la vita puo’ offrire di piu’, questo si’, posso capirlo.
    Il punto, che lo so, e’ banale, ma cosi’ e’ in fondo la vita, e’ capire che nella stagnazione non c’e’ futuro e la rassicurante presenza di “qualcosa che si conosce”, e’ illusoria. E’ come accontentarsi di un libro cosi’-cosi’ che si e’ gia’ letto piu’ volte, quando a disposizione hai un’intera biblioteca di possibilita’.
    Grazie.

  • x Gabry: no, Gabry, non e’ che vogliamo rivivere qualcosa di gia’ spento, e’ che abbiamo paura che nel futuro non ci sia nulla per noi. Allora rispolveriamo un passato che almeno conosciamo, anche se ormai ha poco o nulla da darci.
    E’ giusto dire che piuttosto di affrontare la paura di scoprire che il futuro non ha niente in serbo per noi (cosa peraltro improbabile), preferiamo… stare nel nulla a priori.

  • x Gwineed e Deborah: grazie :) Buona settimana e un salutone anche a voi :)

  • il futuro fa paura a tutti…

  • … e la paura, se non ha fondamenta razionali, va affrontata ;)

  • certo…c’è però chi sfugge ai problemi….io no ma x carattere…ma sai quanti miei amici sfuggono…oppure fanno finta che il problema non esiste e continuano ad andare avanti lo stesso…

  • Anch’io sono per le decisioni drastiche. Si, va bene tagliare i rami secchi, anch’io lo vorrei tanto, ma poi subentrano i ragionamenti e gli anni inesorabili che la vita con la danza delle ore ci ha portato a vivere ed il coraggio, per meglio dire l’ardire di fare cambiamenti. Controversie, passioni, fatalità, come vorrei lasciarle per via…ma esse sono purtroppo in me presenti e incancellabili.
    Comunque, poichè è detto che finche c’è vita c’è speranza… forse più che i rami secchi, fra un pò dovrò buttar via tutta la pianta…
    Fer/

  • Ciao Wolf, stamane avrei proprio bisogno di un amico/a sul quale poter confidare….chissà se lo troverò, cmq non mi sto chiudendo nella solitudine…. ed è già tanto.
    A me stupisce sempre-al limite dello sconvolgimento-quanti meccanismi si mettono in moto per non vivere un proprio dolore. Non parlo di me, ma di una situazione mia personale, familiare, in particolar modo di mia sorella. Quando mi rendo conto di quanto ha fatto pur di non affrontare la sua realtà, mi sconvolgo e in quel momento capisco che l’origine di qualsiasi comportamento, anche “cattivo” è sempre lì, nel dolore rimosso, non vissuto….quanti danni….
    Un abbraccio..

  • Il mio buongiorno Wolf… trascorri una serena giornata…
    LeAAA

  • Grande Wolf, come sempre, d’altronde:-)
    Per tagliarli, i famosi rami secchi, serve coraggio, ma che bella la soddisfazione che si prova quando vedi le nuove foglioline nascere…
    Credo sia la paura che ci frena, o meglio la non fiducia che le nuove foglie possano nascere, anche già tutti lo hanno sperimentato e ce lo dicono, finchè non abbiamo il coraggio di farlo e non lo sperimentiamo su di noi non ci crediamo..ce lo possono assicurare ma solo facendolo possiamo a nostra volta testimoniarlo!
    A volte i rami secchi sono l’unico paesaggio che ci sembra familiare e che, in quanto tale ci conforta…

    un abbraccio
    Viv

  • x Fer: io sono per le decisioni drastiche quando le decisioni drastiche sono indispensabili. E il taglio dei rami secchi… e’ uno di questi casi.
    Il ragionamento dici… il ragionamento dovrebbe aiutarci facendoci capire che, per quanto tempo abbiamo speso sull’inutile cura di quei rami secchi, peggio sarebbe investirne ulteriormente.
    “E’ meglio tornare indietro che perdersi nel cammino.” – Proverbio Russo
    Ovvero, e’ meglio avere il coraggio di riniziare, piuttosto che perseverare su una strada che si e’ dimostrata sbagliata.

  • x rigirandola: e gia’, cara, e’ proprio li’ il nocciolo della questione: si ragiona solo sul dolore immediato, pensando alla sofferenza che quei tagli ci farebbero patire… peccato si perda di vista quanta sofferenza e perdita di tempo ed energia future ci si potrebbe risparmiare con un po’ di coraggio e determinazione. Altro che quanto quella sofferenza momentanea comporta…

  • salviamo l’ambiente sello il tuo pst ammirevole….Anna.

  • Grazie Lea, ricambio di cuore l’augurio :)

  • x Viv: hai ragione, Viv, e’ cosi’. Ma anche se di foglioline ne dovessero nascere poche… non sarebbe meglio dello zero di quel ramo secco? Non e’ comunque meglio avere almeno una speranza piuttosto che arrendersi a vedere per sempre quel triste ramo disadorno?

  • Ciao Anna! Buon pomeriggio a te :)

  • sono pienamente d’accordo con te….e ci vuole coraggio per farlo….a volte è più facile crogiolarsi in quel poco che si ha, anche se è un ramo secco, piuttosto che reagire, tagliare e ripartire…..io sono ripartita….

  • Bene, e’ sempre piacevole aggiungere all’elenco di “chi ce l’ha fatta”, nuove persone ;)
    Grazie del tuo contributo.

  • Sai che ogni volta che vedo potare gli alberi… anche se so che è per la vita… per una crescita più rigogliosa… mi intristisce… come lasciare andare qualcosa… che è stato importante per me… anche se ormai superfluo ed insignificante…
    Mi sono sempre chiesta il perchè… non è paura del futuro, la mia… non è attaccamento al passato… non so cosa sia quest’inspiegabile nostalgia…
    Un caro saluto Fly

  • mio figlio, che non è nato da me, è il più bel ramo fiorito che è spuntato da un taglio molto, molto profondo… :-)
    Buon inizio settimana, caro lupo

  • Il mio pensiero lo conosci!!!!!!!!! Scommettiamo che scrivi tu il commento al posto mio?? Dai:))

    dora

  • bella la considerazione, semplice e lineare:
    i nuovi rami non saranno certo più secchi di quelli secchi che andremo a tagliare…
    vista così Wolf mi piace, mi piace si!
    sto pensando ad alcuni rami, o meglio arbusti da rimuovere dalla mia vita..
    come fare?
    ci vogliono cesoie molto grandi e molta forza…
    certo , che come dici tu …ci vuole più abnegazione nel continuare a nutrire rami secchi…
    ma quanto mi piace leggerti???
    TANTO!!!

  • Parole sante, Wolf, parole sante.
    Parole sante che io ho capito tempo fa, ma che ho avuto il coraggio di mettere in pratica solo da poco.

    Anche se devo ammettere che mi piace tornare nei posti che mi ricollegano magari a vecchie situazioni non delle migliori.. sai, rivivere certe emozioni, dopo tempo, può essere utile a capire davvero quanto erano importanti, o se son state solo una “fiammata” momentanea.

    Baci

  • x Fly: e’ come quando chiudi un bel libro, sai che sarebbe arrivata l’ultima pagina, eppure, anche se ti senti un po’ come lasciassi un buon amico, sai che e’ giusto cosi’. C’e’ chi ha la fortuna di potersi voltare senza nostalgia ogni volta che lo vuole; altri, come noi, fanno piu’ fatica, perche’ sentono sempre che un pezzo del loro passato se ne sta andando via… eppure, sanno anche che tenerlo in vita sarebbe un’inutile accanimento terapeutico, non utile ne a noi ne all’oggetto dell’accanimento…

  • x Ligeia: Ehila’, Ligeia! Che bella conferma dalle tue parole! ;)
    Grazie! :)

  • x Dora: che sicuramente saresti d’accordo! :D Pero’ la frase esatta la lascerei a te! ;)

  • x Lievemente: ahahah che bello leggere questo entusiasmo! Sai… le cesoie sono solo le lame del buon senso…

  • x Aliseyes: be’, probabilmente non eri semplicemente ancora pronta. Si e’ pronti quando la ragione ci convince che quella e’ l’azione giusta da fare. Allora, con i dubbi che mano a mano scemano, la dose di coraggio che ci vuole diminuisce…

    Anche io torno sui… luoghi del delitto :D Ma in genere lo faccio per togliere ad essi il fascino del mito; altrimenti, dopo un po’, si rischierebbe di vederli diventare nella propria mente posti sacri che mai piu’ si avrebbe il coraggio di violare. Autentici fantasmi che minano la nostra serenita’.
    Ricambio i baci.

  • Un’altra pagina che invita a riflettere…mi piace leggerti…sveglia la coscienza, aiuta a tenere i sensi in allerta…
    Un dolce sorriso..

  • non sono riuscita a mandarti una cosa…uffa….ora provo a metterla sul mio blog

  • Bene, Wolf, ecco quello che penso:
    tagliare, tagliare, tagliare fino alle radici se non si può salvare niente e “ripiantare” nuovi bulbi che daranno fiori ancora più splendidi e nuove pianticelle che si adorneranno di gemme e foglie splendenti e verdi .

    dora

  • Ciao Wolf, dici bene nel titolo del post: ” Tagliare i rami secchi “, é un lavoro impegnativo e lungo ma in fondo alla ” Via ” si arriva sempre o con la zavorra di una vita in perenne dualità oppure…” senza i rami secchi “. Meglio con la mente di un principiante. Grazie per l’ospitalità taoista.

  • x sonoluce: grazie cara! Ricambio il sorriso :)

    x gabry: ahahahahah mi ero giusto chiesto che ci faceva il tuo gattino li’ tutto solo! :D

  • x Dora: ahahah “tagliare, tagliare, tre volte tagliare” per parafrasare il Zarathustra di Nietzsche, insomma! :D

    Si’, mi aspettavo qualcosa del genere… ;)

  • x Nuovo: Ah, bravo Nuovo! Belle parole le tue! Gia’, si dovrebbe sempre avere il coraggio di ricominciare da zero, piuttosto.
    Anche perche’ cio’ che davvero conta, la consapevolezza, certamente da zero non riparte mai… anzi, e’ essa stessa che ci da la forza di tagliare e ricominciare! ;)

  • Buon pomeriggio Wolf,
    ritorno dopo una vacanza rigenerante sulla neve e mi ritrovo questo post che affronta un argomento piuttosto spinoso e comune.
    Spinoso perchè se dal punto di vista della natura il percorso logico è quello di recidere il ramo secco per dare modo a quelli nuovi di germogliare e crescere, dal punto di vista umano non è così semplice fare questo genere di tagli.
    Senza dubbio ci sono momenti nella vita di ognuno di noi che ci impongono seriamente delle scelte. Voltare pagina ed andare avanti non è mai indolore e comporta in ogni caso una forza ed un coraggio che non sempre, nella situazione contingente, si ha.
    Ma credo che la Madre Natura ci sia mentore in questo.
    Tenersi abbarbicati a qualcosa che non ha più linfa vitale solo per paura di quello che può capitare di nuovo certamente non ha molto senso. Almeno per me. Ora che la vita mi ha insegnato come da ogni esperienza si possa e si debba trarre solo gli aspetti positivi e che non bisogna mai lasciarsi andare in attesa di non si sa bene cosa.
    Ti chiedo scusa ancora una volta per la mia prolissità.
    Un saluto.
    Giò

  • Gio’… hai scritto tutto te :) La tua non e’ prolissita’, e’ completezza ;)

  • …sai dolce amico mio nel tuo post ci sono tante verità…vorrei lasciarti un commento mio che avevo lasciato sul blog di sfreud a proposito di cose nuove…già rami secchi…permettimi di lasciarlo anche a te fratello lupo…una carezza alla tua anima ciao giogiò
    …se andiamo a guardare bene le paure che abbiamo rispetto al futuro, vediamo che spesso non sono altro che ripetizioni delle vecchie paure, o di cose che sono successe a noi o ad altri nel passato.

    Qual è la tua paura? Temi di perdere la persona che ami? Temi di perdere il tuo lavoro, la tua sicurezza?

    Guarda indietro, al tuo passato e vedrai……. Non hai forse “perso” qualcuno o qualcosa che amavi, una volta? Non senti forse che la tua sicurezza ti è stata “presa”? Di conseguenza, le paure che senti per il futuro sono il trauma ben radicato che il passato possa ripetersi.

    Forse hai paura di qualcosa che è già successo a qualcun altro. Anche questo è nel passato, anche se non nel tuo passato.

    Tutti abbiamo sentito parlare delle profezie che si auto-realizzano. In effetti viviamo qualcosa del genere ogni giorno ed ogni momento della nostra vita. Profetizziamo il fallimento, e poi lo manifestiamo in qualche forma, e le prime parole che ci salgono alle labbra sono “sapevo che sarebbe andata così”. Pensiamo che è possibile perdersi facendo una strada dove non siamo mai state, e ci capita proprio di perderci, e commentiamo: “mi sono SEMPRE persa quando sono andata in posti nuovi”. Insomma, mettiamo in scena repliche del nostro passato e concretizziamo le nostre “peggiori” aspettative.

    D’altra parte, quando ci aspettiamo francamente di riuscire, riusciamo. C’è chi dice che otteniamo quello che chiediamo. Direi piuttosto che otteniamo quello che ci aspettiamo, quello che siamo disposti a ricevere e quello che pensiamo di meritare.

    Possiamo smetterla di aspettarci il peggio. Non è necessario che le nostre vite non siano altro che una serie infinita di repliche. Ogni giorno può essere uno spettacolo inedito. Magari eri stanca quando sei andata a dormire, ma quando ti svegli dopo una buona notte di sonno, ecco che ti senti fresca come una rosa.

    Nella stessa maniera, anche se il nostro passato ci ha riservato sfide e affanni in quantità superiore alla “nostra razione”, lo possiamo sempre lasciar andare! Hai la sensazione che tua madre non ti amava; e allora? Un compagno ti ha lasciato; e allora? Hai fallito nel passato; e allora? E’ tutto nel passato!

    Oggi è un nuovo giorno, e può essere una partenza nuova di zecca, se lo consideriamo così. Non ti forzare verso una profezia di miserie che si auto-realizza.

    Alzati ogni mattina con l’attitudine che questa è una giornata completamente nuova, una vita completamente nuova. E’ molto più dello girare una nuova pagina – può essere un intero libro completamente nuovo. Forse venivi sempre lasciata col cuore in pezzi in una versione precedente della tua vita.

    Ma ora delinea un nuovo scenario per te stessa. In questa storia, tu sei l’eroina (o l’eroe) che ha fiducia in se stessa, attraente, capace d’amore e amabile. Sei sempre quello che scegli di essere. Tu scegli il successo, relazioni meravigliosamente piene d’amore, amici sinceri, un lavoro o una carriera gratificanti, ecc.

    Tu puoi cambiare la sceneggiatura cambiando i tuoi pensieri e diventando la persona che vuoi essere. Diventa il tipo di persona che ti piacerebbe avere vicino. Se hai pianto fino alla tua ultima lacrima per amore, diventa più amorevole. Non sprecare neanche un pensiero nella meticolosa dissezione della relazione dell’altro con te, per vedere se per caso costui ha messo in pratica una delle tue paure (rifiutandoti, abbandonandoti, mentendoti, ecc.)

    Cambia le tue aspettative e i tuoi pensieri. Smettila di aspettarti delusioni e abbandoni ad ogni angolo. Comincia a vivere ogni giorno con gioia, come un bambino che si aspetta sempre meravigliose sorprese, e le trova nelle piccole cose come un formicaio o i fili d’erba, o un sorriso e una parola gentile.

    Sii riconoscente per il bene che c’è nella tua vita. Quello su cui ti concentri acquista importanza e si espande. Quindi, concentrati su una espressione gioiosa della vita. Sii riconoscente per quelle cose che a volte diamo per scontate, i fiori, le farfalle, lo splendere del sole, la pioggia, una faccia sorridente per strada, un tetto sulla tua testa, cibo a sufficienza, ecc.

    Che sia la tua faccia a sorridere, perché il mondo è uno specchio. Quando tu sorridi e metti l’amore nel tuo cuore, vedi e senti che ti si riflette tutt’attorno.

    Non aspettare che sia il resto del mondo a cambiare per primo. Comincia proprio da te stessa. Concentrati sulla bellezza che c’è nella tua vita, per quanto poca senti che ce n’è.

    Metti un sorriso nel tuo cuore, anche se è un sorriso incerto. Non farti spaventare dal passato o dal futuro. Diventa di nuovo quella bambina che si aspetta che chiunque si avvicina le sta portando un regalo. Cerca la bellezza che può essere trovata in ogni cosa e in ogni persona.

    Questo è il regalo che ti aspetta. “Cerca e troverai”.

    Assicurati che stai cercando quello che davvero desideri. Ecco, è là che ti aspetta. Dipende da te – è tuo questo presente tutto da scoprire…già solo allora il nuovo non sarà più visto come un nemico…ma un compagno di vita…
    …ciao dolce amico…giogiò

  • ciao wolf……sono contento di essere entrato nel tuo blog, finalmente si legge qualcosa di buono…ci leggeremo spesso. Anche io ho abbozzato un piccolo blog, fammi visita, ne sarei davvero lieto.

  • ah, dimenticavo….ilmiomaestro è il maestrodeisogni….ciao

  • E’ un post che si addice a questo periodo della mia vita, non tanto per qualcosa di negativo, ma inteso come evolversi ed essere pronti ai cambiamenti, sono d’accordo con te, bisogna osare un po’ ed essere pronti ad esplorare nuove strade, non necessariamente cambiamenti radicali ma forse vedere la vita da altre angolature o essere più sensibili a certi aspetti…
    Ecco, magari non un taglio netto ai rami secchi, ma una bella spuntatina sì!
    Ciao :)
    Alessandra

  • Hai trovato proprio l’esempio calzante… Sai che quando un libro mi piace tantissimo… fatico a leggere le ultime pagine? perchè non vorrei mai separarmene….
    Le ultime pagine le diluisco in una maniera assurda… come se centellinassi l’ultima goccia di un’essenza introvabile…
    Eppure difficilmente leggo lo stesso libro 2 volte….
    Sorrisi…

  • Tutto giusto, indubbiamente, ma non so se sia una cosa che ci si può imporre… personalmente preferisco che i tempi del distacco maturino senza forzature. Arriva il momento che senti che puoi considerare chiusa un’esperienza; se non è così, se il distacco mi crea sofferenza, aspetto scegliendo quello che mi pare il male minore.

  • x ilmercantedeisogni: grazie per il tuo splendido messaggio. Chissà quante volte quando abbiamo pensato “so già che finirà male” è stato per intuito o per paura di qualche fantasma del passato? Difficile dirlo… Io credo che ci sia del vero in ciò che dici, solo che talvolta le “profezie autorealizzantisi” nascono proprio dal “sentore” che qualcosa di storto c’è. E’ vero però che pensando che la cosa è destinata a finire non esattamente come speravamo non farà che contribuire a farla andare così.
    Allora bisogna essere ciechi e sordi al richiamo dell’intuito buttandosi su ogni cosa che vorremmo funzionasse? Non ho detto questo. Se davvero si incontra qualcosa che vale e sappiamo che, pur partendo “svantaggiati”, abbiamo qualche possibilità… allora è giusto tentare. Se invece sappiamo bene che non c’è nemmeno quella possibilità, che è un suicidio… bé, allora siamo comunque liberi di scegliere di andare avanti, salvo però perdere poi il diritto di lamentarci se le cose andranno male come ampiamente previsto.
    Attenzione! Questo non è negare il principio esoterico che l’universo ci concede tutto ciò che vogliamo, piuttosto che, se l’universo ci fa capire che quella determinata situazione o persona, non è quella giusta per realizzare cosa vogliamo e… non lo ascoltiamo… bé, allora abbiamo utilizzato il nostro libero arbitrio, abbiamo comunque scelto.
    E guarda che talvolta io ho scelto di vivere cose “a termine” consapevolmente, perché ritenevo che comunque mi avrebbe portato qualcosa di comunque bello, anche se destinato a finire.
    L’importante è non raccontarsi frottole. Se non lo facciamo, siamo liberi di scegliere la nostra strada e, eventualmente, di leccarci le ferite. Ma almeno avremo scelto. E potremo scegliere di nuovo… magari stavolta con risultati diversi… :)

  • x ilmiomaestro / maestrodeisogni: grazie di aver raccolto il mio invito :) Verrò a visitarti sicuramente.
    A presto.

  • Personalmente penso, che TAGLIARE I RAMI secchi sia doveroso…lo si fa anche in natura. Solo così, si evita di perpetuare ‘il male’.

  • x Alessandra: non so Ale… può essere che più vai avanti (tu solo pochi anni meno di me) e più accadono due cose: o diventi sempre più prigioniero delle tue coazioni a ripetere, oppure – percependo il tempo che scorre e forse grazie all’esperienza – senti sempre di più la necessità di non dare il tuo tempo prezioso in pasto a chi o cosa non merita…
    Concordi? :)

  • x Fly: a me invece qualche volta è capitato, sai? :) Di leggere un libro più di una volta… Ce ne sono due in particolare che avrò riletto almeno 3 volte! :) Ma sono eventi molto rari… In realtà penso che la voglia di arrivare alla fine mi abbia, talvolta, fatto passare troppo velocemente su punti che avrebbero meritato ben maggiore attenzione! :)

  • x AttimiDiStella: bé… hai senz’altro ragione :) Io però mi riferivo a quando davvero ormai non ha più senso rimanere attaccati a quella situazione, per questo ho chiuso il post scrivendo “Se i vostri rami sono davvero secchi, se davvero riconoscete che non hanno più frutto da darvi… prendete le cesoie e… datevi un’altra possibilità”: i “se” li ho messi apposta :)
    Mi pare di sentirti… starai pensando “ma non è sempre facile capire quando un ramo è davvero definitivamente secco”… Io invece credo che lo sia, e solo che… non vogliamo ascoltare.

  • x Zulì: ah, bé… la Natura è spietata con i rami secchi :) Guarda la pietà che in genere hanno i branchi di animali con i loro simili meno fortunati, deboli o feriti… Nessuna.

  • Me ne sto lì seduta assente
    con un cappello sulla fronte
    e cose strane che mi passan per la mente.
    Avrei una voglia di gridare
    ma non capisco a quale scopo
    poi d’improvviso piango un poco
    e rido quasi fosse un gioco.
    Se sento voci non rispondo
    e vivo in uno strano mondo
    dove ci son pochi problemi
    dove la gente non ha schemi.
    Non ho futuro né presente
    e vivo adesso eternamente
    il mio passato è ormai per me distante.
    Ma ho tutto quello che mi serve
    nemmeno il mare nel suo scrigno
    a quelle cose che io sogno
    e non capisco perché piango.
    Non so che cosa sia l’amore
    e non capisco il batticuore
    per me un uomo rappresenta
    chi mi accudisce e mi sostenta.
    Ma ogni tanto sento che
    gli artigli neri della notte
    mi fanno fare azioni non esatte.
    D’un tratto sento quella voce
    e qui comincia la mia croce
    vorrei scordare e ricordare
    la mente mia sta per scoppiare
    E spacco tutto ciò che trovo
    ed a finirla poi ci provo
    tanto per me non c’è speranza
    di uscire mai da questa stanza.
    Sopra un lettino cigolante
    in questo posto allucinante
    io sogno spesso di volare nel cielo.
    Non so che male posso fare
    se sogno solo di volare
    io non capisco i miei guardiani
    perché mi legano le mani.
    E a tutti i costi voglion che
    indossi un camice per me
    le braccia indietro forte spingo
    e questo punto sempre piango.
    Mio Dio che grande confusione
    e che magnifica visione
    un’ombra chiara mi attraversa la mente.
    Le mani forte adesso mordo
    e per un attimo ricordo
    che un tempo forse non lontano
    qualcuno mi diceva t’amo.
    In un addio svanì la voce
    scese nell’animo la pace
    ed è così che da quel dì
    io son seduta e ferma qui…()…Zac! Un colpo di forbice decreta la fine dell’emorragia energetica.

    E la vita riprende, leggera e frivola, chiassosa e pensante…ah!!! somma liberazione e goduria…peccato che non riesco…(ma sogno sempre di farlo)eppure mi piacerebbe… grazie wolf per lasciare sempre un pò di te nel mio silenzioso e ombroso piccolo universo…il testo della canzone di mina ha molto di me…spero ti piaccia…bacio…phasesofthemoon…

  • Be’… diciamo che preferirei ti riconoscessi in una canzone di altro genere…
    Non smettero’ mai di dire che niente e nessuno merita che ci riduciamo ai minimi termini. Talvolta basta poco per avere la percezione di una rinascita, sai? Bisogna solo coglierla e volerla. Bisogna crederci!
    Che la Forza sia con te, Phases! :)

  • Lentamente muore
    chi diventa schiavo dell’abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle “i”
    piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle
    che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno
    di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore
    davanti all’errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore
    chi non capovolge il tavolo,
    chi e’ infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza
    per l’incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette
    almeno una volta nella vita
    di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente
    chi distrugge l’amor proprio,
    chi non si lascia aiutare;
    chi passa i giorni a lamentarsi
    della propria sfortuna o
    della pioggia incessante.

    Lentamente muore
    chi abbandona un progetto
    prima di iniziarlo,
    chi non fa domande
    sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde
    quando gli chiedono
    qualcosa che conosce.
    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo
    di gran lunga maggiore
    del semplice fatto di respirare.
    Soltanto l’ardente pazienza porterà
    al raggiungimento
    di una splendida felicita’.

    pablo neruda

    p.s. spero ti piaccia

  • La conoscevo gia’ :) Diciamo che concordo sulla sostanza generale del poema, ma alcuni punti sono da prendere con le “pinze”… non tutti abbiamo l’animo da artista e seguire alla lettera cio’ che scrive Neruda per molti sarebbe inapplicabile, se non pericoloso :)
    Grazie cara :)

  • Buongiorno a te, muso di gatto! :)

  • lo so….ma forse è bella proprio x questo….

  • Meravigliosa giornataaaaaa… ho inserito qualche foto del concerto!

    Un abbraccio

  • Ciao Gwyneed :) Poi verro’ a dare un’occhiata. Buna giornata a te! :)

  • Questo credo sia uno dei post più belli che tu abbia scritto… ^_^

    Condivido il tuo pensiero, dalla A alla Z!

    Un bacio :-***

    Fragolina83 in MusE0

  • Davvero? :) In realta’ e’ molto semplice, banale quasi… Ma forse e’ proprio per questo, la vita in realta’ e’ piuttosto semplice, siamo noi a complicarla.
    Un bacio a te Fragolina :*

  • Non amo le cesoie e si vede dal mio giardino! Certo, è vero che a volte è indispensabile, ma solo perchè la natura non è perfetta! Preferirei che i rami nuovi crescessero una spanna sopra a quelli secchi per poterli ammiarare tutti insieme appassionatamente!

  • non è terribile , è che , anche se stai male , conosci quella situazione , quella strada ….. i cambiamenti comportano sempre paure , l’ ignoto , ciò che non si conosce …. e si rimane ancorati al vecchio … ciao Rita

  • x chebruttagente: non e’ la Natura a non essere perfetta… siamo noi ad aver creato un concetto di “perfezione” che non e’ quello della Natura :)
    Ergo… sai che gliene importerebbe alla Natura di fare le cose come da… manuale di giardinaggio! :D

  • x Rita: … che pero’ (il vecchio) ti dara’ esattamente quanto tu temi il nuovo possa darti: cioe’ il nulla, o poco piu’. Non e’ allora meglio rischiare? Almeno una possibilita’, in questo modo, ci sara’…

  • il mio di sicuro non avrebbe ammesso nenache la selezione della specie, figurati quanto siamo lontani io e il giardinaggio!

  • ciao caro passavo bello quelo che scrivi e anche vero se pur a volte difficile ma e vero….oppure succedono delle cose che purtroppo devi apsettare a tagliare i rami secchi pero’ si puo sempre cercare di migliorare la vita….io sono sempre e spesso al centro TUMORI
    e mi chiedo tante cose rifletto penso e ripenso pero’ devo andare avanti e sperare di vedere sempre il sole al mattino o anche perche no? la pioggia….e tanti alberi….bacio caro e felice giornata

    Myspace Comments

  • x chebruttagente: coltivi le erbacce, insomma! ;) La rivincita della flora negletta! :D

  • x belllissima: mi spiace molto… Credo che anche in una simile situazione sia importante avere intorno persone “giuste per noi”, positive; persone “negative”, per quanto potremmo desiderare di appoggiarci ad esse, non ci sarebbero di aiuto, anzi rischierebbero di essere di ostacolo creandoci emotivita’ disturbanti.
    Non sei d’accordo?

  • ciao, volevo lasciarti un saluto, scusa per il commento di prima ho sbagliato ed ho copiato qualcosa che avevo nel mouse..
    grazie di essere passato da me
    Bacio, Alex

  • Sì concordo, pensiero condivisibile…
    Da me, ho risposto alla tua domanda :D

  • Serena giornata, muso!

  • x Alex: messaggio errato cancellato! :)
    Ricambio il saluto e… a presto!

    x Anna: buon pomeriggio a te! :)

  • x gospel: bene :) Adesso vado a vedere :)

    x rigirandola: buon pomeriggio a te :)

  • Ora che la primavera incalza gli arbusti si ricoprono di gemme e fiori. Ogni volta che mi trovo nei boschi, da che ho memoria, pratico la potatura dei rami secchi. Qualche giorno fa il mio compagno mi ha chiesto: perchè togli quei rami? Ed io: perchè sono secchi e morti. Se vengono tolti la pianta poi crescerà meglio. Non è forse questa la metafora della mia vita e della vita di ognuno? La strada vecchia la vedo là, cristallizzata nel mio passato. Quella nuova si snoda misteriosa davanti a me, ma non c’è incertezza nel mio passo. Il camminare, lo scoprire, il tagliare i rami secchi, sono cose che mi danno gioia e mi fanno sentire viva ogni giorno

  • ma è molto difficile tagliare davvero i ponti col passato, anche se a volte è indispensabile per sopravvivere… imparare a vivere di nuovo, poi è un’altra cosa…
    un abbraccio

  • x Aryaqua: bellissimo messaggio e bellissima risposta al tuo compagno :)
    Grazie e benvenuta sul mio blog :)

  • x dalloway: gia’, spesso e’ tutt’altro che facile, anche perche’ siamo naturalmente (si fa per dire…) portati a vedere cosa perdiamo (o cosa crediamo di perdere) piuttosto che cosa guadagniamo. Prendi la tua ultima frase ad esempio… “imparare a vivere di nuovo”… perche’… prima di operare quel taglio, se a tanto devi arrivare, stavi vivendo per davvero?

    Ricambio l’abbraccio!

  • Hai ragione… ma è facile indugiare nel proprio dolore, alla fine ci si abitua a tutto anche alla non vita…

  • Bellissimo il tuo blog! Ti dispiace se lo aggiungo tra i miei link?

  • noooo! ma quando ho reciso l’ho fatto sempre maledicendo la natura perchè a me le sue leggi non vanno giù! E vorrei una dimensione parallela dove passato e futuro formano un universo unico…odio il fatto che per far spazio al nuovo si debba per forza abbandonare il passato, chiaramente mi riferisco ai rapporti…odio non poter vedere ogni giorno i volti di chi ho amato perchè io sono anche quei volti…
    Ma si da il caso che questa dimensione paradisiaca sia una chimera, ma è una rassegnazione non un grido di vittoria

  • x Dalloway: accetto questo discorso da una persona che non ha coscienza di cio’ che sta facendo. Ma se e’ una persona che ha consapevolezza di star buttando la sua vita e non fa nulla per cambiare pur potendo farlo… no, allora non esiste abitudine o indugio che tenga a giustificare il suo attendismo. Se nonostante tutto, continua per la strada che sta percorrendo, perde il diritto a lamentarsi.

  • x chebruttagente: prima di tutto non e’ detto che “chi hai amato” (e ora non ami piu’) sia un “ramo secco”; potrebbe essere una persona con la quale hai ancora qualcosa, forse molto, da scambiare, pure se in una forma diversa. I rami secchi sono le persone o le situazioni che non hanno davvero nulla o piu’ nulla da dare. Per il resto… e’ vero: non sempre le “leggi” di Natura sono belle e buone, talvolta sono spietate e non possono piacerci. Tuttavia, poiche’ anche noi facciamo parte di essa e aderiamo percio’ alle sue regole, e’ proprio aderendo a tali regole che possiamo trarne il massimo possibile…

  • x Aryaqua: ti ho saltata! Ma certo che puoi…

  • un bacio lunghissimo…e un altro dubbio ancora più inquietante: come si fa a mettere le emoticon nei commenti? E’ difficile far apparire un sorriso dietro alle parole qua dentro

  • ah, non lo so! :D Io so far “apparire” le immagini, ma per le emoticon mi servo dei buoni, semplici, mezzi antiquati… eccoti un bacio per augurarti buona serata! :-*

  • Ah! Ho trovato! Era banale Si puo’ fare nello stesso modo delle immagini: ti fai un post “momentaneo” scrivendo li’ il tuo commento, emoticon comprese, dopodiche’ clicchi su codice e copi tutto, incollandolo poi nel vero commento

  • Mi do sempre nuove possibilità, nuovi orizzonti…apro sempre nuove strade per me…perchè limitarsi agli errori, al sentiero di ogni giorno…è riduttivo, spettrale…
    Li taglio, le mie cesoie vengono usate spesso…

  • Cosi? ??    Anvedi…. Si, si…le cose son più semplici di come appaiono!      

  • caro wolf , bello quello che dici…ma difficile. E’ un discorso che mi faccio spesso…perchè tante volte si dà a vuoto…
    però io mi chiedo se esistono sul serio i rami secchi…
    se il ramo dà anche una sola, piccola foglia, per me vale la pena tenerlo in vita
    certo, bisogna vedere se questo ci fa stare bene
    ….grazie di un ulteriore spunto
    paola

  • Ho letto dei tuoi interessanti commenti da Dalloway e non ho potuto fare a meno di restire alla tentazione di farmi un salto sul tuo blog. Come volevasi dimostrare le mie impressioni su di te son ben fondate. Ho dato un’occhiata agli ultimi post…complimenti!

    Alla domanda iniziale di questo scritto sono arrivato alla tua stessa conclusione ancor prima di leggerla
    “Perché si tagliano i rami secchi? Si tagliano affinché nuovi rami possano prendere il loro posto sull’albero della nostra vita”.
    Non troverei parole migliori per definirla :-)

    ripasserò sicuramente, ciao!

  • stupendo blog, stupende immagini… ti lascio un mio sorriso
    BUONANOTTE E SOGNI D’ORO Aly**

  • AAA Cercasi cesoia d’acciaio disperatamente :-)

  • x Lenza: credo che molti di noi sappiano che così è giusto. E’ solo la determinazione nel metterlo in pratica che è… diversa. Non solo cambia da persona a persona, ma anche per la stessa persona in momenti diversi della sua vita…
    Credo davvero che essenziale sia sapere che, finché c’è vita, ci sono sempre persone da conoscere e situazioni da esperire.
    La solitudine è uno stato della mente.

  • x chebruttagente: ahahah esatto! Ora fermati però! :D

    x paola: guarda che sono d’accordo :) Però in questo caso parlo più di… presenza di speranza. Ovvero, bisogna avere il coraggio di riconoscere se c’è ancora qualcosa da fare per sistemare le cose oppure no. E nel secondo caso, riconoscere, di nuovo, che ciò che stai tenendo in vita ti da si una cosa: sofferenza. Molta di più, sul lungo periodo, di quella proveresti tagliando, per forte che sia.
    Ma attenzione: questo non deve essere e non vuole essere un invito ad usare la “roncola” ogni “luna storta”, si deve davvero essere certi che non speranza davvero non ce n’è più.

  • x Ram87: benvenuto! :) Gli amici qua sono pochini, sono molte di più le amiche :) Non che mi dispiaccia, eh! :D Ma un po’ più di equilibrio non guasta, anche perché più vario è l’ambiente, più pareri diversi si ha l’opportunità di leggere. E chissà che tra quelli che si legge… non ce ne sia uno che ti fa accendere la lampadina! :D A me è successo, sai? E più di una volta.
    Comunque, sì… magari la “soluzione” proposta dal post era perfino banale :) Ma è così che è la vita. Siamo noi a complicarla, il più delle volte, non è vero? ;)
    E ricordarci questo… non fa mai male…

  • x Aly: grazie cara, buonanotte e sogni d’oro a te :)

  • x RosaTiziana: il tuo avatar è la copertina del tuo libro vero?? :) )))
    Deve essere bello, anche il titolo ispira…

    Ah… quasi dimenticavo… per le cesoie :D … non hai bisogno di cercarle, sai bene dove sono. Devi solo avere la forza e il coraggio di usarle :)

  • Ebbene si..è la copertina della mia fiaba! :-)

  • Ehy, ti ho risposto da me. Vieni….? :)
    Un bacio.

  • x RosaTiziana: “I ladri di favole” ;) Complimenti, so che non e’ facile essere pubblicati ;)

    x rigirandola: ok, arrivo…

  • Graaaaaaazzieee.
    Smack.

  • Grazie, buona giornata anche a te :)

  • Il passato non si può dimenticare, né fingere che non sia esistito. Farà sempre parte di noi e influenzerà le nostre scelte future. Ecco perché non è possibile intraprendere un cammino nuovo come se quello vecchio non avesse la minima importanza. Recidere i rami secchi serve per poter intraprendere questa strada nuova nel modo più sereno e positivo possibile, senza rimpianti e paure. Molto interessante il tuo spunto di riflessione. :-)

  • E’ giusto che in qualche modo il passato faccia parte di noi, altrimenti non sarebbe servito a nulla, sarebbe tutto andato perso. Ma proprio perche’ cio’ che ci serviva fa ormai parte di noi ed e’ “non cancellabile”, possiamo almeno evitare di riportarlo alla luce e “nutrirlo” consapevolmente, cosa che in genere provoca malinconia e timore di agire.
    Accadra’ sempre qualcosa che avra’ il potere di richiamare in vita un qualche fantasma del passato, ma si puo’ imparare a vederlo sorgere come una nuvola che entri nel nostro cielo, per vederla rapidamente passare. Se invece le daremo attenzione, quella nuvola restera’ li’ a lungo, magari oscurando il sole che e’ proprio li’ dietro…

    Benvenuta… concittadina, se non erro! ;)

  • Me lo dice sempre anche il mio migliore amico…e tutte le volte gli dico che ha ragione e mi riprometto di prendere le cesoie…spesso però trovo l’alibi (poco credibile :-/) che non le trovo ;-)
    baci

  • Sicuramente banale, ma tutt’altro che facile per tutti noi ^_^

    un bacio.

  • Ciao lupetto, nn mi manchi perchè sei sempre dinanzi ai miei occhi… :) anche se oggi sono di passaggio.
    Giornata molto impegnativa emotivamente, spesso le situazioni anche piu’ stupide, apparentemente banali, coinvolgono e le energie semprano disperdersi, ma anche in questo caso è sempre e comunque vita vissuta.
    Un caro abbraccio. :)

  • teoricamente sarebbe così…a volte sono tanto grossi e pesanti che da sole nn ce se la fa.

    Tesoro ma perchè sono sempre un post indietro?:D

  • x scorpion: spesso va così :) Ovviamente “consigliare” di usare le cesoie è molto più semplice che usarle davvero :D Quanti di noi sanno che così si dovrebbe fare ma non ci riescono! ;) La prima cosa è non auto-colpevolizzarsi troppo (che non serve mai). La seconda però… è non cadere nel suo opposto, ovvero non continuare a trovare pseudo-giustificazioni in eterno allo scopo di non usarle ;)
    Diciamo che c’è un “giusto momento”: prima, pur “sapendo” che le cose stanno in un certo modo, non si è pronti a muoversi, nemmeno volendolo; dopo pero’… diviene una scelta di comodo per non affrontare un dolore immediato che si teme troppo forte ma che si sa essere comunque meno dannoso che continuare a far finta di niente.
    Forse te a quel momento non sei ancora giunta…

  • x fragolina: e già ;) D’altronde la banalità di un’azione non la rende facile :) Per questo talvolta è meglio ricordarci reciprocamente le giuste cose anche quando esse appaiono scontate.

  • x betty: forse le cesoie saranno davvero grosse e pesanti… ma se ti aspetti che qualcuno le usi al posto tuo quando è il caso di farlo, mi sa che puoi aspettere in eterno! ;)
    Al di là del sostegno che ci possono dare gli amici… solo noi possiamo davvero decidere di usarle. E credo che molti di noi che avevano amici che magari si sono addirittura stufati di sentirci raccontare i nostri problemi per poi vedere che non ne volevamo davvero uscire… sappiamo bene di cosa sto parlando! ;D

    Non sei sempre un post indietro… evidentemente scegli quelli che ti interessano di più :)

  • x rigirandola: che carina che sei ;) Grazie, mi commuovi :)

    Sì, è vero: talvolta anche cose stupide ci snervano e ci fanno perdere energia… Ma così vuole la vita :) Se pensassimo sempre e solo alle cose grevi… non credo sopravviveremmo a lungo.

    Un caro abbraccio a te! :)

  • Non è sempre facile spiegare a se stessi e agli altri perchè non troviamo il coraggio di tagliare i nostri rami secchi… Sarà perchè quei rami, prima di finire il loro corso, nel bene o nel male ci hanno dato una lezione di vita… che sia stata una carezza o una bastonata non importa… se oggi siamo quello che siamo lo dobbiamo anche a loro… Del resto anche il fatto di riconoscerli a se stessi come tale vuol dire che si è già intrapresa la via del cambiamento…

  • In realta’ riconoscerli come tale ma non tagliarli, vuol dire averli riconosciuti tali a livello di testa, ma non a livello di cuore. Pero’… certo, il primo passo non puo’ che essere quello.
    Trovo interessante la prima parte del tuo intervento perche’ si ricollega alla sensazione di “dover” mantenere quel legame, perfino fosse ormai solo all’interno della nostra testa, per “senso di riconoscenza”: e’ come se si sentisse che “tagliare quel ramo” fosse un torto ad una persona che in qualche modo ci ha voluto bene (ma anche ad una situazione che ci ha dato qualcosa di importante).
    Questa cosa l’ho riconosciuta anche io in passato. Tuttavia… essa e’ un autentico autogoal :) A parte il fatto che talvolta alla controparte non importa piu’ nulla che cosa te provi o pensi nei suoi confronti (quando non crei addirittura un senso di fastidio; per dirla con Oscar Wilde: “C’è sempre qualcosa di ridicolo nei sentimenti di chi non amiamo più”), mantenere un legame per “senso del dovere” non serve a nessuno dei due, anzi rischia di divenire un handicap per entrambi se impedisce di essere davvero liberi nella possibilita’ di costruire nuovi, e magari piu’ sani, rapporti.

  • Credimi la lezione di vita a cui mi riferisco non a niente a che vedere con gli amori passati.
    Se sono maturata, se oggi ho più consapevolezza di me stessa lo devo a tutte quelle persone (santi e peccatori) che ho incontrato sulla mia strada. Fanno parte del passato, con la mente li riconosco come rami secchi ma “con il cuore” sento che faranno sempre parte di me. Col senno di poi alla fine tutto va a riempire la nostra grande e sgangherata valigia di esperienza…

  • Ma non è che “tagliare i rami secchi” voglia necessariamente dire chiudere ogni contatto :) Vuol dire semplicemente non investire più tempo e non disperdere più energie in quella persona o situazione, nella forma in cui si stava facendo in precedenza.
    Se te ad esempio decidi di troncare un rapporto perché capisci che esso non ti porta da nessuna parte, “tagliarlo in quanto ramo secco” può significare semplicemente “uscire” da quel rapporto in quanto tale, magari conservando però – anche se forse nell’immediato è difficile – un altro genere di contatto.
    Talvolta, per alcuni di noi, pensare di dover interrompere ogni contatto con una persona che è stata cara, provoca una sofferenza che lega a quella persona più che tenere un contatto con essa.
    Perché? Perché il pensiero “oddio non lo rivedrò (“non la rivedrò”) più!” diventa ossessivo.

  • Che splendida foto hai pubblicato, verde, serena, distensiva, contemplativa…….non ti stancheresti mai di guardarla.
    Sai io sono un amante della collina anche perchè ho la fortuna di averla dietro casa e minimo una volta a settimana vado a passeggiare. Mi piace guardare la natura, in particolare l’eleganza degli alberi, in loro trovo mille sfumature e le infinite espressioni del vivere. Devo dire che in certe piante mi piacciono anche i rami secchi, a volte c’è bellezza e storia anche in una pianta morta.
    Si in un ramo secco puoi vedere la storia, un passato che sia giusto o no reciderlo non so rispondere…..mi piace tanto leggere, ogni volta leggo cose nuove.
    Un abbraccio

  • Anche io amo le passeggiate nel verde… tra l’altro nonostante abbia a disposizione tutto l’appenino ligure alla mie spalle, è un po’ che non vado adesso e… mi manca :)

    Cara Eve… che dirti? I rami secchi si tagliano affinché al loro posto ne possano spuntare di nuovi, che abbiano da darci ciò che quelli vecchi non sono più in grado di dare. Ma, se si tratta di un albero che non è in grado di sostituire i rami tagliati con altri nuovi… bé, allora sono d’accordo: tagliarli non serve a nulla…
    Spero però che tu sia un albero capace di… rigermogliare :)

  • Ecco io non mi vedo solo un albero……mi vedo radure, boschi, rocce di montagna, acqua che scende al mare, nido sugli alberi, pianeta che si rigenera.
    Si ce ne sono rami secchi, alcuni tagliati altri lasciati lì di proposito…sono i ricordi di mio padre e mia madre e tanto altro ancora.
    Baci.

  • Lungi da me definire i ricordi dei genitori “rami secchi”, Evelyn, anche se – a rigore – qualche volta potrebbero divenirlo perfino loro.
    Può essere che non sia riuscito a trasmetterti il senso del post… Mi stai facendo rendere conto che forse non era così scontato come io e molti “commentatori” che sono intervenuti, avevamo pensato :)
    Un “ramo secco” è qualcosa o qualcuno che non hanno più nulla da darti nella forma in cui te l’hanno data fino a quel momento.
    Proprio per usare l’esempio dei genitori, può capitare che la convivenza con loro non abbia altro da dare se non problemi di… convivenza, appunto. Magari ci sono ormai scontri quotidiani o forse semplicemente un desiderio di libertà, di vivere la propria vita, che non è sostenibile continuando a vivere con loro.
    Ecco, quella situazione di convivenza è un “ramo secco”; tagliandolo, ponendovi fine, proprio dallo stesso albero (la famiglia in questo caso) può nascere un legame nuovo, diverso, paradossalmente con più affetto di quanto si evinceva ci fosse in periodo di convivenza. Magari le visite a casa diverranno una festa, anziché motivi di scontro.
    “Ramo secco” non significa necessariamente eliminare ogni cosa, ogni ricordo, relativo ad una persona o ad una esperienza.
    “Ramo secco” è un qualcosa della tua vita che non ti da più abbastanza da poter motivare la sua ragione di essere ancora lì, se non addirittura, portarti solo danno.
    Allora esso va, almeno in quella forma, eliminato, almeno in quei modi, cambiato.
    Baci a te :)

  • …questo post sembra fatto per me..purtroppo non è facile e io mi ritrovo perennemente a fare da giardinire sperando di far sopravvivere ciò che invece non lo è più…grazie per le parole. :)

  • Credo che sia una cosa che abbiamo provato a fare in molti, almeno una volta nella vita: sei in buona compagnia, non temere ;)

    La cattiva notizia è che “facile” non diventa mai, o, se lo diventa, diventa “cieco”, ovvero finisce per tagliare anche i rami che morti non sono non appena perdono qualche fogliolina.

    La buona notizia è che – seppure faticosamente – la giusta via, se uno accetta di vederla ed ha il coraggio e la determinazione di seguirla, alla fine si impara.

    … speriamo anche “un po’ prima della fine”! ;) ))

  • io non riesco a tagliare i rami secchi,troppo drastico per me!
    li tengo sull’albero e aspetto che nuovi rami prendano vita..
    e mi giro a guardare i rami secchi curando quelli nuovi..

  • eheheh il metodo più indolore insomma ;) Guarda… purché non ri limiti troppo. Se non ti limitano, allora non sono veri rami secchi: evidentemente, seppure magari in forma diversa da come facevano prima, hanno ancora qualcosa da dare :)

  • … ogni cambiamento è una piccola morte… dice qualcuno… credo sia per questo che cambiare fa paura…
    Perché guardiamo la “morte” sicura e non la “rinascita” che non riusciamo ancora a vedere come cosa concreta, ma solo come speranza…
    Che ne pensi?

  • Sono d’accordo Sophia, talvolta anzi non si riesce a vederla nemmeno come speranza, ci si sente come se si stesse perdendo l’ultimo treno.
    Ma quasi mai è così. Quasi mai. E comunque, è probabile – anzi quasi certo – che quel treno non ci avrebbe portato dove volevamo andare…

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