Chi sono

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)

postheadericon Evitare un errore comune: non è detto che gli altri pensino come noi

Eccomi di ritorno da Stoccolma, stavolta non ho fatto molte foto (per chi volesse, può vederne qualcun’altra, scattata in un’altra occasione, qua: Turista per caso a Stoccolma); anche se non sono venute molto bene, piscina sullmi limito a mettere quelle relative a uno dei tanti teatri della città, un paio di viste dal tetto dell’hotel e… quella a lato… Cos’è?  :-) E’ il tetto dell’albergo dov’ero ospite. Come vedete c’è una piscina all’aperto, temperatura dell’acqua tiepida… Come mai il vapore? Bé, perché la temperatura esterna era intorno allo zero  ;-) Ora, la piscina sul tetto c’è anche nella palestra dove vado, qua a Genova, però è aperta solo d’estate e, certamente, non c’è gente che ci fa il bagno di inverno  :-)

Sì, so che non è un novità; ieri in palestra parlando con un’amica, ho scoperto che anche in diverse terme (mai stato…) ci sono piscine riscaldate all’aperto tutto l’anno. Mi ha raccontato che la gente entra ed esce “incurante” del freddo. Lei infatti, essendoci stata d’inverno con una temperatura di pochi gradi, il giorno dopo si è ritrovata con… 40 di febbre! ;-)


vista dallColgo l’occasione per fare una riflessione: quanto siamo diversi uno dall’altro? C’è gente che perfino nelle mezze stagioni (non ci sono più? Ok, fate finta che ci siano ancora :-D ) va in giro con cappotto e sciarpa; altri che in pieno inverno escono fuori in maglietta a mezze maniche o fanno il bagno all’aperto.

Lo stesso, se non “peggio”, avviene nelle nostre teste. E’ vero: una base “comune” forse l’abbiamo tutti, ma per “il resto”, il nostro passato, gli insegnamenti e gli esempi ricevuti, le esperienze e, forse, qualcosa di innato, ci hanno portato ad essere e pensare in modo molto “personale” rispetto agli altri. Ognuno è, a modo suo, unico e speciale. Ognuno. Credo che questo in fondo lo sappiamo tutti…

E allora come mai, quando vediamo il comportamento di qualcuno, lo giudichiamo sulla base di cosa vorrebbe dire se fossimo noi a tenere tale comportamento?

vista dallUn esempio chiarirà cosa voglio dire. Qualcuno, a cui magari teniamo, si comporta sgarbatamente con noi. Subito iniziamo a pensare che, giacché se fossimo al posto suo agiremmo così se non gradissimo più la sua compagnia, è “stufo di noi” o che ce l’ha con noi per qualche recondito motivo; iniziamo allora a scervellarci per cercare di capirne il perché, dove abbiamo sbagliato, cosa possiamo fare per rimediare oppure ad avercela con quella persona perché non ci parla chiaramente. Potremmo giungere a pensare che stia facendo qualche gioco sporco alle nostre spalle. Potremmo addirittura rischiare di comprometterne il rapporto comportandoci scontrosamente o “attaccando” a nostra volta.

Il tipo (o la tipa) in questione invece è semplicemente sotto stress; forse ha ricevuto una brutta notizia, ha una impegnativa scadenza lavorativa, è nervoso perché qualcuno gli ha detto qualcosa di sgarbato; noi, in quel momento, siamo davvero l’ultima delle sue preoccupazioni.

teatro a StoccolmaVa bene, potrebbe esprimersi. Ma noi stessi… davvero lo facciamo sempre? E anche se fosse, non è detto che quella persona reagisca alle situazioni di stress così come reagiamo noi.

Questo per me è uno degli esempi di “tunnel mentali” più frequenti: entriamo nel tunnel di una nostra errata convinzione non riuscendo più, non solo a scorgere la realtà, ma addirittura a non porci nemmeno quello che sarebbe un sano dubbio… Un dubbio che potrebbe salvarci da un mare di complicazioni…

99 Commenti a “Evitare un errore comune: non è detto che gli altri pensino come noi”

  • Hai ragione da vendere. Quando mi capita solitamente lascio andare, non mi fermo al singolo episodio proprio perchè a vole succede anche a me. Se le cose si prolungano allora chiedo spiegazioni e chiarimenti. Per arrivare a compromettere un rapporto, sempre che questo ci sia davvero ovviamente, il problema deve essere ben più serio e radicato di una sfuriata momentanea ;-)

  • utente anonimo:

    Credo che, se il tipo/a in questione è una persona a cui tieni veramente, dovresti andarle incontro per primo oltrepassando i suoi modi rudi che, forse, rappresentano per lui/lei l’unica risorsa attuabile in circostanze particolarmente dolorose o confuse. Naturalmente tutto questo può verificarsi solo se sei un VERO AMICO. Ma arrivare a pensare che “stia facendo qualche gioco sporco alle nostre spalle”, etc…mi lascia qualche dubbio e mi riporta a quel detto “il lupo di mala coscienza come opera così pensa”. E ogni riferimento è assolutamente casuale!
    Anna Miracoli

  • utente anonimo:

    il co-scienza è naturalmente voluto! :-)

  • Trovo che sia altrettanto sbagliato anche quando ci chiediamo: *Ma con questa frase cos’avrà voluto dire Tizio?* cercando di sviscerare ogni singola frase/azione per trovare significati *nascosti*! u__u
    Noi donzelle lo facciamo spesso, lo ammetto!!
    Invece proprio perchè siamo tutti diversi è inutile attribuire arbitrariamente significati… se abbiamo qualche domanda meglio chiedere al diretto interessato ed evitare fraintendimenti!^^
    Alla fine è come hai detto tu: non sempre una riposta brusca significa rabbia verso di noi…

    Per il resto… l’Hotel con la piscina *fumante* fa molto Vip…! Ma anche io non so se avrei rischiato la polmonite per un bagno!

    Buon sabato, un abbraccio
    Nuvola*

  • Un ottimo saggio di tolleranza e pacifica convivenza … non tutti sono in grado di reggere le intemperanze degli altri ma per esperienza è una cosa che premia !

  • x virus: evidentemente sei una persona con un po’ di senno e altrettanta pazienza :) Esistono persone che, invece, al primo segnale “sospetto” vanno letteralmente nel pallone immaginandosi subito il peggiore degli scenari possibili…

  • x Anna: bello il proverbio, pensa che non lo conoscevo :) Conosco “chi la fa, l’aspetti” o “chi di spada ferisce, di spada perisce”, che sono simili al tuo, vero? :)
    Non so se sia sempre così, credo che a volte si tratti di grande mancanza di autostima che porta ad avere paura di qualunque “ombra” compaia lungo il percorso…

    Non so se mi avevi già scritto Anna, magari con un nickname; se non è così, ti do il benvenuto sul mio blog :)

  • x Nuvola: non avevo ancora visto il tuo commento, altrimenti ti avrei abbinata a Nimiel nella mia risposta (commento #9) :)

    Per il resto… credevo che l’hotel fosse convenzionato con la mia azienda – fa parte di una catena alberghiera che in generale lo è – ma… ehm… non era così! :-/ Spero non mi facciano pagare il conto di tasca mia, senno’ son rovinato! eheheh :)

  • x Natura: ciao carissima! :) Davvero premia? :D Diciamo che non peggiora la situazione, qualunque essa sia? :)

  • Io so che in Norvegia per rendere il fisico più forte, si fa una seduta di sauna e poi si esce di corsa correndo sulla neve mezzi nudi con successivo tuffo nell’acqua ghiacciata!
    :D

  • Wolf, toglimi una curiosità. Ma un ‘dubbio amletico’ o un ‘dubbio cartesiano’? Che sai, a seconda di come lo si intende, i risultati possono essere molto diversi… e talvolta ancor più complicati del previsto! ;-)
    V

  • wow ma e vero quello che dici caspitina……..bello mi piace come scrivi…..verro’ a leggerti ancora un bacio dolce notteMyspace Comments

  • Credo che questo tipo di ragionamento, o non ragionamento, possa essere visualizzato come una enorme cassettiera. Ad ogni situazione o tipologia di persona corrisponde un cassetto, dentro il quale viene catalogato o repertoriato l’evento.
    Di fatto si finisce per non osservare la realtà, bensì nel riporre subito in un determinato cassetto quanto ci capita. Da qui tanti abbagli….e situazioni che si complicano.

    Piacevole starsene nell’acqua calda in mezzo alla neve…:-)

    Ciao :-)

    O.

  • ciao, anche qui vicino a dove abito io ci sono terme aperte anche d’inverno con piscine d’acqua naturalmetne calda. Ed è un’esperienza magnifica fare il bagno fuori con la neve….
    Per quanto dici sulle differenze mi trovi perfettamente d’accordo. C’è un classico di Rolla che inviterei a laggere “piacersi non piacere”. Chiarificatore sul tema .
    Orange

  • x Aliseys: guarda… ho un collega norvegese che, a giudicare dall’aspetto, ha evitato accuratamente il trattamento! eheheh :D

    x V.: “un dubbio non dovuto a paure immotivate ma che nasce da una percezione corretta di una realtà nella quale tuttavia non si sa esattamente che cosa fare”… a quale delle due categorie appartiene? *-)

  • x belllissima: grazie! :) Ho dato un’occhiata al tuo sito di immagini… molto belle davvero ;)

  • x O.: esatto… può essere piacevole starsene al calduccio delle proprie convinzioni pur sapendo che presto o tardi il freddo della realtà circostante andrà affrontata… vero? ;)
    Concordo su quel che dici: finiamo spesso per operare una catalogazione degli eventi e delle persone, una catalogazione che usiamo per capire velocemente con chi abbiamo a che fare. Si dovrebbe però sempre tenere presente i rischi che si corrono nell’affidarsi a questo processo, dando una possibilità di smentire il nostro tentativo di catalogazione; perché il nostro “catalogo” è un tentativo di approssimazione della realtà che è tuttavia spesso distante da essa…

  • x Vany: ciao cara :) Buona domenica anche a te! ;)

  • x Orange: grazie della segnalazione, la terrò presente. Quella sul libro intendo, sull’altra… mmm… preferisco passare oltre! :D

  • la mente trova sempre dubbi e complicazioni anche dove non ci sono ……ma tante volte dipende anche dal bisogno , di alcune persone , di cercare rassicurazione e ci si fa prendere dalle insicurezze ….. creandosi convinzioni errate quando la realtà e ben diversa … ciao Rita

  • Ciao!
    Lo sai che io vado spesso in una di queste piscine termali relativamente vicino casa? E senza prendermi la febbre! Guarda una suggestione pazzesca nuotare sotto le stelle a Gennaio!
    Sul tuo post molto giusto come al solito. Da applicare a tutti i rapporti ma soprattutto a quelli di coppia! L’ho imparato lo scorso anno a mie spese!

  • x Rita: è vero, può succedere, siamo esseri umani, ma non bisognerebbe perderne la “misura”… Credo che in fondo quasi tutti abbiamo la percezione di quando stiamo “esagerando” e, a quel punto, si dovrebbe davvero contare fino a 10 (meglio sarebbe 1000) e cercare di capire perché si sta agendo così…

  • x affabile: leggi la mia risposta a Rita giusto qua sopra (#25)… finisce con la frase “[...] e cercare di capire perché si sta agendo così…”; talvolta si può comprendere che in realtà stiamo agendo così perché la situazione non ci sta bene ma non abbiamo la forza di tentare di cambiarla “a freddo”, allora cadiamo in quelli che sembrano degli errori di valutazione, delle reazioni esagerate, ma in realtà stiamo solo dando fondo ad uno stato di insoddisfazione latente che abbiamo lasciato inespresso e che, ad un certo punto, si presenta “come può”. Diciamo che “coltiviamo” la “rabbia”, perché sappiamo che solo esplodendo possiamo uscire da quella situazione che non ci sta bene. In casi come questi, pentirsi “dopo”, non solo è inutile, è addirittura sbagliato, perché quegli “errori” sono in realtà perfettamente voluti…

  • Bella pagina riflessiva…piacevole ogni volta da leggere…
    Bacio
    Dalila

  • Grazie Dalila, sei molto gentile :)
    Ricambio il bacio…

  • ….COME STAI DOLCE LUPO…STOCCOLMA…ed ora dove sei…leggerti è sempre così bello…una dolce carezza…ed un saluto al tuo mare…

  • Aaah il lupetto è stato a Stoccolma *-*
    Divertito?*che domande inutili che faccio!!* Foto molto belle :)
    e post molto significativo come sempre ^^
    baci

  • è molto facile cullarci nelle nostre convinzioni piuttosto che metterci a remare tra le onde dei dubbi, certe volte è necessario altre però appare uno sforzo troppo grande quando già ci dibattiamo nelle nostre personali tempeste

  • x ilmercantedeisogni: in patria, carissima! Adesso sono nella mia Liguria :)
    Una carezza a te…

    x Mirisk: bé, stavolta sono state solo giornate lavorative ed è stato brutto tutto il tempo, a parte quando sono partito per tornare a casa, naturalmente! eheheh
    Grazie ;)

  • x Carlyssima: è questione di… bilanciamento: su un piatto c’è la posta in gioco, che può essere più o meno importante, sull’altro ci sono l’inerzia, la paura, l’abitudinarietà, le difficoltà… Quanto vale cosa c’è nel primo piatto? Se vale poco, allora forse davvero non vale la pena di sforzarsi… mano a mano quella cosa diviene più importante, il momento in cui decidersi a farlo si fa sempre più vicino…

  • Salve a tutti. Ho letto il post e sono arrivata al commento #4 più o meno, e letto Wolf al #8. Permettetemi di dissentire con quel proverbio che lo trovo un po’ fuori luogo e cattivello in una situazione di questo tipo. Capitano discussioni anche un po’ pesanti ma credo nella buona fede di entrambi i partners. Ecco perchè il proverbio “il lupo di mala coscienza come opera così pensa” mi sembra un po’ troppo pesante in questa circostanza. La verità è che siamo esseri imperfetti e che contemporaneamente ci si può trovare in situazioni in cui un determinato atteggiamento si può agganciare a un vissuto particolarmente difficile e farci sragionare. Ma sta alla nostra intelligenza capire quando discussioni un po’ arroventate non siano legate a problemi di fondo in un rapporto e quando invece si. Allora mi permetto di dire che l’amore dovrebbe portare il partner meno vulnerabile a venire in soccorso di quello più vulnerabile con la consapevolezza che in determinate situazioni quello che si dice non è esattamente quello che si pensa…non si ragiona mai a caldo e in preda alle emozioni…

    per il momento è tutto. Lands

  • Per ritornare su un tema già commentato qualche tempo fa da te… saresti proprio un ottimo formatore ;)
    certo che se si lasciasse uno spazio, uno spriaglio per far passare un po’ di luce nel tunnel, eviteremmo tante di quelle menate e complicazioni…

  • x Lands: in parte, come avrai capito dal mio commento #8, sono d’accordo con la tua obiezione. Pero’ il termine “mala coscienza” e’ interpretabile. Cosa vuol dire avere “mala coscienza”? Li’ per li’ anche io ho pensato “essere in cattiva fede”, ma non e’ detto che sia cosi’… Una persona che, per problematiche sue, abbia una percezione distorta della realta’ e percio’ si metta sulla difensiva, addirittura attaccando a sua volta, puo’ apparire malevola alla controparte o ad occhi esterni, ma in realta’ agisce cose per “sua limitazione”. Diciamo che comunque il proverbio dice una cosa difficilmente discutibile: davvero ognuno opera secondo la sua coscienza, per cui, a mala coscienza corrisponde cattivo comportamento. Basta non prenderlo in senso esaustivo (tipo “tutti quelli che agiscono cosi’, sono in mala fede”) ma come un sottoinsieme dei casi…

  • x Gospel: gia’, capisco i momenti di difficolta’, ma un minimo di lucidita’ si dovrebbe almeno tentare di mantenere…
    Grazie ;)

  • per Wolf:

    no… dissento di nuovo. Il termine “mala” è associato nella nostra cultura sempre a qualcosa di negativo. Poco importa cosa segue…Perciò il proverbio di cui sopra non lascia spazio a interpretazioni…

    INOLTRE:
    “Una persona che, per problematiche sue, abbia una percezione distorta della realta’ e percio’ si metta sulla difensiva, addirittura attaccando a sua volta, puo’ apparire malevola alla controparte o ad occhi esterni, ma in realta’ agisce cose per “sua limitazione”.”

    La discussione così appare molto astratta. Si presuppone che due persone che scambiano un diverbio in modo acceso, si conoscano almeno un minimo. Allora sta a ognuno di noi fare appello a quella parte dell’altro che si conosce e a non far passare come “malevole” certe limitazioni. Quello di cui c’è sempre bisogno è un’apertura al dialogo…non chiudere le porte in faccia mai per potere dare modo all’altro di spiegarsi… soprattutto se non ci sono stati in passato comportamenti gravi che abbiano minato il rapporto, di qualunque rapporto si tratti.

    In altre parole bisogna dare maggiore credito alle azioni e ai comportamenti più che alle parole…

    Lands

  • Buongiorno Wolf,
    ho sempre pensato che le persone vadano accettate per quelle che sono senza lasciarsi imprigionare da ceri meccanismi mentali.
    Ma è anche vero che sono meccanismi connaturati alla natura umana e per quanto la razionalità a volte ci sorregge nel commisurarne gli effetti, non sempre questo si verifica.
    E’ per questo che a volte i labirinti della mente possono essere pericolosi e fuorvianti.
    In questi casi basterebbe semplicemente lasciarsi guidare dalle sensazioni e non ultimo da un pizzico di buon senso.
    Del resto siamo in continua evoluzione anche noi stessi e quindi non possiamo certo pretendere che chi abbiamo di fronte non lo sia e pertanto vanno rispettitati i variegati stati d’animo che può avere. Quanto alle incomprensioni sono sempre delle idee che se si tratta di qualcuno al quale teniamo si debba cercare di risolverle con il dialogo ed il confronto.
    Un saluto.
    Giò

  • Lands, su questo sono d’accordo. Ma bisogna essere in due a farlo e, credimi, talvolta non e’ possibile: se l’altro, per qualsivoglia ragione, non vuole o non puo’ comunicare, “entrare” con la forza sara’ controproducente ed inutile. Cito anche qui le semplici parole dei Linkin Park che ho ascoltato giusto l’altro giorno:
    “Sometimes solutions aren’t so simple
    Sometimes goodbye’s the only way”
    Possiamo essere aperti, intelligenti ed avere le migliori intenzioni di questo mondo, tuttavia non possiamo mai decidere per gli altri.

  • x Gio’: sono d’accordo, pero’ limitando il contesto. Che vuol dire che le persone “vanno accettate per quel che sono”? Che ne devi rispettare la “natura”, ok, ma questo non ci dispensa, seppure con tatto e cautela, dal provare a far notare loro eventuali errori che stanno, a nostro avviso, commettendo. Poi, naturalmente, stara’ a loro e solo a loro, decidere cosa fare delle nostre opinioni, ma io sono dell’idea che una persona che ti voglia bene abbia anche il dovere di esporsi dicendo in cosa potresti migliorare, soprattutto se, continuando cosi’, stessi andando verso un pericolo di qualche genere.
    Il dialogo, onesto e sincero, e’ – come te stessa hai scritto – sempre importante. Chi non lo accetta, arroccandosi sulla presunta intoccabilita’ delle sue convinzioni, e’ una persona chiusa su se’ stessa, con nessuna possibilita’ di crescita, che dara’ solo quanto ha “deciso” di dare. Personalmente una persona cosi’ la posso anche accettare (nel senso di “comprenderne l’umanita’”), ma sapro’ bene che con essa avro’ sempre un rapporto limitato allo spazio che essa concede. E questo, a seconda di cosa io stia cercando, potrebbe anche non andarmi bene… Alla fine, il “mi devi accettare per quello che sono” non deve essere una scusa per non andare verso gli altri…
    Se la reazione scontrosa di una persona e’ un evento “una tantum” oppure se e’ un modo d’essere, cambia radicalmente le cose…

  • ma di un po’ ti è mai capitatao di dovere dire “addio” come unica soluzione?

    p.s. puoi anche nn rispondere…

  • No, io no; ma mi e’ stato detto come se lo fosse. E poiche’ non sono autolesionista – niente e’ peggiore che pensare che l’altro/a ti stia mollando per errore – devo credere che cosi’ fosse.

  • Siamo tutti universi a se,
    ed ognuno di noi ragiona
    come se tutti gli altri
    facessero parte del nostro pianeta.
    La vedo un pò così….

    Bentornato. Un caro saluto

  • Esatto Perla… Infatti quante volte si sentono frasi come “ma su quale pianeta vivi?” oppure “e’ di un altro pianeta”? ;)
    Magari basterebbe ricordarselo per capire dove venirsi incontro o, almeno, per prendere atto che un vero incontro non e’ possibile…
    Ricambio il caro saluto :)

  • E quando, invece, la persona realmente ce l’ha con te e non vuole chiarirsi? E tu sai che è assurdo lasciare quel sospeso così…, lo sai perchè gli vuoi bene e sai che si è stati importanti l’uno per l’altra….
    Ossia quando sai che le cose non dovrebbero andare così, ma è inevitabile e non puoi farci niente… Non c’è altro da fare che attendere e sperare per il meglio…
    …o metabolizzare il lutto…

  • mmmm… leggi la risposta che ho dato a Landscape nel commento #40… Alla fine i motivi che spingono l’altro al silenzio non sono realmente importanti; cio’ che importa e’ cosa noi vogliamo, e se quelle persone non sono in grado di darcelo saremo chiamati a prendere delle decisioni gravose.
    D’altronde te stessa, nel tuo commento, esprimi gia’ questo concetto… Come? Parlandone al passato. “Le cose non dovrebbero andare cosi’” e’ soggettivo. Le cose non devono andare cosi’ per entrambi, assieme. La nostra idea, per quanto esatta possa apparire, singolarmente non serve a granche’…

  • “Le cose non devono andare così per entrambi”, questa coniugazione dal passato al presente e questa trasposizione dall’io al noi è meravigliosa. Geniale. Mi hai fatto riflettere. Mi mancava il tassello.

  • Be’, cito spesso una scena del film “Will Hunting – Genio Ribelle” con Robin Williams e Matt Damon. Damon interpreta la parte di un ragazzo un po’ disadattato con seri problemi affettivi, Williams e’ il suo docente di matematica che, resosi conto del suo potenziale, cerca di aiutarlo. Ad un certo punto il ragazzo attraversa una crisi sentimentale ed inizia a chiedersi se in lui (o in lei) ci sia qualcosa che non vada. Williams risponde: “Ricordati che non importa quanto tu sia perfetto o lei sia perfetta, importa quanto siete perfetti assieme…”

  • L’ho visto e mi rividi anche :)
    … l’immedesimazione avvenne in un altra scena….
    Ciao Wolf.
    PS: io e la persona a cui accennavo non siamo assolutamente perfette insieme, non per niente la storia d’amore finì 12 anni fa :)

  • “No, io no; ma mi e’ stato detto come se lo fosse. E poiche’ non sono autolesionista – niente e’ peggiore che pensare che l’altro/a ti stia mollando per errore – devo credere che cosi’ fosse.”

    Beh, allora ti capisco. E’ capitato anche a me… dopo una discussione tipo quella che descrivi in questo post. Quella è stata l’ultima volta che l’ho visto (sentito). Era un addio? devo anche io credere di si…E pensare che con lui mi sentivo così:

    Tuttavia non sempre quello che sentiamo è condiviso.

    Buona serata,

    Lands

  • Ho letto i vari commenti, qualcuno un po’ più in fretta per cui spero di non ripetermi.

    Comprendere le motivazioni dell’altro, va bene; comprendere come è fatta l’altra persona, va bene. Ma perchè l’atra persona non comprende anche me??
    SE c’è tra di noi un rapporto forte ognuno di noi dovrebbe eviatare atteggiamenti che possano portar ad incomprensioni. Se l’altro/a ha problemi di cui non vuol parlare, basta dire ” Scusa, ho qualche problema che preferisco tenere per me, non far caso al mio comportamento in questi giorni”.
    Io sono sempre per la chiarezza.

    bentornato

    dora

  • x rigirandola: eh, non lo ricordo cosi’ bene quel film :) Adesso mi incuriosisci… :D
    Accidenti, 12 anni fa e’ un sacco di tempo… ;)

    x Lands: Credo che alla prova del tempo si possa opporre ben poco, se due persone finiscono per lasciarsi… evidentemente la situazione era davvero irreparabile, poco importa se a causa di entrambi o di uno solo…
    Buona serata cara… :)

  • BENTORNATO…E’ SEMPRE BELLO RILEGGERTI…UN SALUTO…MARIA

  • x Dora: si’, direi che la risposta che piu’ e’ calzante e’ quella che ho messo nel commento #41 a Quelcherestadime. E’ naturale che l’andare incontro all’altro non deve sempre essere unilaterale e dovrebbe avvenire in caso di contingente sua difficolta’; se e’ un “andare verso di lui (o lei, naturalmente)” continuativo… allora e’ chiaro che qualcosa non va.
    Al di la’ delle motivazioni che spingono l’altro ad avere un certo comportamento, non dobbiamo mai dimenticarci cosa noi vogliamo e, se quella persona non riesce proprio a darcelo, trarne le dovute conclusioni…
    Grazie x il bentornato :) A presto!

  • Ciao Maria! Grazie! :) E “a presto” anche a te! ;)

  • ciao…
    è un po’ che non passo da queste parti….
    che dire….
    io di solito ,lascio correre…..si ci penso,mi faccio delle “seghe” mentali….ma poi capisco che non ne vale la pena….
    se poi succede molto spesso ….cerco il dialogo…..

  • mtm:

    Interessante, tornerò, se permetti…

  • x dafne: il tuo mi sembra un approccio intelligente ;)

    x mtm: figurati! :) Sei la benvenuta!

  • Eccoti Wolf… sono stata un po’ assente, la lotta col tempo non conosce tregua…
    Io faccio il bagno nella vasca in terrazza… appena posso… sotto le stelle e l’aria spesso a pochi gradi… ma con l’acqua a 38°…. bellissime queste sensazioni contrastanti… non mi è mai venuto il raffreddore per questo…
    Per i tunnel mentali… più stiamo bene con noi stessi più si dileguano…. diventano invece senza vie d’uscita se abbiamo conflitti interni da risolvere ed interpretiamo ogni piccola sfumatura negativa come una congiura contro di noi…
    Un caro saluto…
    Fly

  • I tunnel mentali e la serenità delle mente si interdipendenti: da un lato, come dici te, quando stiamo bene riusciamo di solito a vedere le cose con più equilibrio e a cadere meno frequentemente nei tunnel mentali; dall’altro, una cosa per noi importante che “ci sfugge”, ci può far perdere equilibrio e serenità, in una sorta di circolo vizioso che alimenta sé stesso. Per questo sarebbe importante accorgersi sul nascere che forse si sta saltando troppo alle conclusioni, in modo da riuscire ancora a evitare quel tunnel.
    Un caro saluto a te, cara Fly :)

  • L’importante sarebbe non essere prevenuti e non fare pensieri sulla base di esperienze passate. Perché come ogni persona è a sé, lo è anche un qualsiasi rapporto.
    Un caro saluto :)

  • Si, le esperienze passate in genere condizionano, anche pesantemente a volte. Forse e’ perfino un errore pensare di poterle “eliminare”; magari basterebbe, nel momento in cui si viene assaliti dai dubbi o dall’ira, fermarsi un attimo e porsi almeno il dubbio se cio’ che percepiamo e’ davvero la realta’ o una sua rappresentazione (errata) che ci stiamo costruendo attraverso i nostri filtri… Gia’ questo potrebbe bastare a far passare il momento nel quale potremmo fare dei guai seri… :)

  • Beh, già il tuo ultimo commento ai commenti esprime bene il concetto. Ho letto tutta la “carrellata” del tuo passaggio da me. Certo, per ragioni di spazio e vastità delle argomentazioni ho dovuto stringere….. ogni caso è un caso a se, anche se le linee guida più o meno si ripetono. Presumo ti sia chiaro che non sono una fautrice dissennata della visione psicosomatica dei sintomi e dei segnali. Ogni cosa va chiaramente indagata a fondo e sotto tutti i punti di vista, ma non slego mai i disturbi dal loro lato psichico…. ti duole reggere i pensieri??? :-) Dopo commento nel mio blo!!! :-) )
    Il nihl potuit non è un “nulla HO potuto” ma un “nulla HA potuto”, e se conoscessi la storia, capiresti! Bacio e grande abbraccio e GRAZIE!

  • Si, si, lo hai scritto anche “in chiaro” su uno dei tuoi post che “quando ci vuole la medicina, ci vuole” :)
    “ti duole reggere i pensieri?” e’ il commento al mio torcicollo? :) Io ti ho chiesto il rimedio, non la causa! eheheh
    Sul “nulla ho/ha potuto”… e’ stato un evidente lapsus… ;)

  • l’immedesimazione ci fu in quella scena del “non è colpa mia”..in quella che in gergo tecinco viene chiamata l’urloterapia…
    Lui diceva “Non è colpa mia, non è colpa mia e poi non riuscì a parlare piu’ perchè le lacrime gli soffocarono il respiro e crollò nelle braccia dell’uomo, piangendo….

  • Spesso è insicurezze e paura…tutto quì.

  • :-) …. deformazione semi-professionale…. Dipende da che cosa è causato il tuo torcicollo, cmq “Artiglio del diavolo” e “Uncaria” in tintura madre possono sicuramente alleviarti il dolore. Idem i massaggi con la pomata all’arnica ( e già il massaggio può essere risolutivo). E magari puoi spegnere il pc per un po’. Ci sono forme causate proprio dalla posizione assunta di fronte al video :-) )
    Comunque sia il peso dei pensieri, dei doveri, …., che la rigidità con la quali li si affrontano …. vabbè ho capito ;-) ) Bacio!!!!!!!

  • x rigirandola: non ricordo la scena… una sorta di catarsi? :)

    x Zuli’: anche fosse… non e’ meglio cercare di non esserne preda fino al punto di rovinarsi relazioni e vita? Una cosa e’ “subirne” la comparsa, ma non dargli seguito “nutrendola coscientemente” e’ nostra responsabilita’…

  • Nessuno nega che l’emozione fa venire il batticuore.. Credo che altri stati d’animo possano porvocare malesser fisici, dal foruncolo al mal di testa all’ulcera…

  • x psico: e allora piu’ o meno… sto usando una pomata comprata in erboristeria (non posso dirne il nome perche’ sarebbe pubblicita’ :D ) che contiene giusto quei componenti ;)
    A dire il vero, all’occorrenza, aggiungo qualche anti-infiammatorio, ma devo ammettere che gli effetti collaterali di questi ultimi si sentono eccome… :-/

    Le cause sono un ottimo esempio: pur essendo convinto che quanto dici possa essere vero, possono esserci anche altre cause… nel mio caso, almeno l’ultima volta, sono stato diverse ore sotto un getto di aria condizionata che avrebbe stroncato un cavallo! eheheh

  • x happysummer: qui ci vorrebbe un post a parte :) Comunque, come ho appena risposto a Psicosomatica, non metto in dubbio le cause psicologiche ed emotive, tendo pero’ a non ammetterle come uniche possibili cause…

  • utente anonimo:

    l’antidoto migliore? è quello di sdraiarsi accanto alla persona che si ama, lasciarsi coccolare, ascoltare la sua voce. I risultati sono garantiti… ma deve essere proprio la persona del nostro cuore…altrimenti non serve a nulla.
    Gli altri sono metodi da fattucchiere. Parlo di artigli del diavolo e company. Inoltre bisogna pensare che il computer non è la soluzione a tutto…bisogna viverla intensamente la vita, tuffarcisi, aprire la braccia a chi si ama… non lasciarla/o andare via altrimenti saremo continuamente vittime dei “colpi” della strega.

  • Credo che i colpi della strega e qualunque altro tipo di dolore, capitino anche a chi ha l’amore che dipingi :) Certo, magari li si vive in modo diverso, non lo metto in dubbio ;)
    Non mettere l’amore in contrapposizione con l’erboristeria o qualunque altro mezzo, non ha senso: e’ sbagliato e riduttivo.
    D’accordo invece sul “tuffarsi nella vita” e sull’aprire le braccia a chi ami… se vieni ricambiato. Altrimenti, cosi’ a braccia aperte, rischi di prendere freddo! ;) )))
    Ah… anche qui, non mettere in contrapposizione internet e vita: internet, come tutto, fa parte della vita, non deve essere preso come un suo sostituto e nemmeno venire demonizzato come fosse una povera alternativa: non e’ nessuno dei due, e’ solo un mezzo.

  • utente anonimo:

    difatti: lo so anche coloro che hanno l’amore hanno i colpi della strega, i torcicollo e compagnia varia…ma a loro passano prima, sono meno frequenti e non hanno bisogno dell’erboristeria.

  • Ciao caro Wolf, bentornato da Stoccolma!…Beato te! E zitto…non cominciare a dire non sono beato….dai scherzo! Sono bellissime le terme d’inverno, è bello stare sotto l’acqua calda e fuori che nevica! Dei nostri amici l’anno provato, è bellissimo!!!
    Per quanto riguarda il tunnel che dici…secondo me bisogna entrare sempre in empatia col prossimo…però senza cercare di assecondarlo sempre, ma scuoterlo e fargli capire se e dove sbaglia, altrimenti non potremmo dargli nessun aiuto…se lo lasciamo fare…in questo caso sfogare!
    C’è sempre un modo per capire…è ascoltare e osservare senza porre barriere o farsi falsi pregiudizi, a volte è meglio anche tacere, ma senza ripensamenti. Dobbiamo sapere che noi non dobbiamo cambiare se i nostri amici cambiano!
    Ps. Ho risposto ai tuoi commenti sotto ai miei!
    Ciao lupo!

  • x Ronto: andro’ a vedere :) Invece per il bagno in mezzo alla neve… mah… vedro’ :D Non e’ tanto l’acqua a preoccuparmi, quanto l’aria che attende “fuori”! eheheh
    Per il resto, si’, ci vuole sempre la via di mezzo tra la remissivita’ e l’intransigenza, che entrambe sono dannose allo stesso modo. E questa via di mezzo passa attraverso il tatto, la sensibilita’, la dignita’.

  • x l’utente anonimo: dovremmo commissionare una statistica, ma adesso sono tutti impegnati con i sondaggi per le politiche :D Comunque, credo anche io che – in linea di massima – possa essere cosi’; anche se cio’, a dire il vero, e’ per un errore di fondo (che pero’ e’ onestamente difficile evitare…): il nostro benessere psicofisico non dovrebbe passare per l’amore per un’altra persona. Ma ammetto che di fatto spesso cosi’ avviene :)

    p.s.: ma perche’ ce l’hai tanto con l’erboristeria? Guarda che non e’ nemmeno questa in alternativa all’amore, sai? ;)

  • utente anonimo:

    Già, lascia perdere l’erboristeria che c’entra in fondo con l’amore?

    Lo so… non doverbbe essere. Ma di fatto è soltanto quando si sta vicino a couli/colei che si ama che ci si sente proprio bene. E perchè poi dovrebbe essere sbagliato? Tutto il resto è un surrogato. Non si può stare senza quel qualcuno che tiri fuori il meglio che c’è in noi…E poichè l’amore è una comunione di intenti e una affinità di anime eccoperchè il nostro benessere psicofisico passa attrverso l’amore per L’ALTRA e non un’altra persona. Perchè dico “l’altra”? perchè con l’amore si è una cosa sola e dunque questa persona non è facilmente sostituibile.

  • Mi metto in coda. Grazie per il passaggio e per le orme( so quanto sei impegnato), ti ho lasciato un ringraziamento pubblico anche su Innerland. Non lo ripeto qui, stai tranquillo….E va bene, i tuoi ultimi post sembrano fatti su misura per me, contento? Non ti avrò mica dato l’ispirazione, spero. Scherzo, come sempre. Non siamo tutti uguali,già.Io, poi…;D Un abbraccio.

  • x l’utente anonimo: non è uno sbaglio il fatto che un’altra persona (io insisto per “una” e non “la”, non credo nella singola anima gemella) tiri fuori il meglio da noi, tutt’altro; l’errore è credere che esclusivamente con la sua presenza questo “meglio” possa uscire.
    Scrivo spesso che l’amore è l’unica cosa “terrena” che è in grado di farci trascendere da noi stessi, uscire dal nostro ego, proiettati come siamo verso qualcosa che sta al di fuori di noi… ma perché? Perché ci dimentichiamo del nostro Io, dell’ego, e di tutti i suoi limiti e problemi.
    Sebbene questo sia “praticamente” vero, in teoria noi queste potenzialità le abbiamo già dentro di noi, come te hai appunto sottolineato scrivendo “[...] che tiri fuori il meglio che c’è in noi”, ma… se è già in noi, se ce l’abbiamo già… dovremmo poter essere in grado di esprimerla anche senza bisogno di quell’altra persona. Se abbiamo bisogno di trascendere da noi stessi, è perché di noi stessi ci siamo dimenticati perdendoci nel nostro ego che, fondamentalmente, è maschera ed apparenza…
    Un guru, o anche solo una persona con una grande fede (non necessariamente verso un dio), non ha bisogno dell’amore per un’altra persona per dare il meglio di sé. Di amore gli basta quello che ha dentro.

    Ma ripeto, è teoria: salvo pochi illuminati, sono d’accordo che per noi comuni mortali lascia un po’ il tempo che trova…

  • x Riyueren: in realtà nei miei post si riconoscono molte persone, perché spesso (non “sempre”!) tratto di “cose di tutti i giorni”: normale che la gente ci si riconosca :)
    Niente di paranormale o esoterico, quindi… non questa volta almeno! :D

    Fammi sapere via pvt la risposta alla domanda che ti ho lasciato “di là”… non sia mai che sia interessato… ;)

  • Buongiorno Tesoro.
    Ho tempo solo di guardare quest meravigliose foto. Leggerò dopo… mi auguro tu possa avere una giornata fantastica

  • Grazie :) In realta’ mi aspetta una normale giornata lavorativa, ma qualcosa di buono lo si puo’ sempre trovare :)
    Le foto non sono granche’, non ho ancora imparato bene ad usare la macchina digitale incorporata nel cellulare… ha un libretto di istruzioni che sembra un’enciclopedia: ti toglie la voglia! eheh
    Buona giornata anche a te…

  • Rispondo al comm. 81: E’ una domanda che spesso mi pongo ed ancora aperta, quella del: se sia vero che si puo’ bastare a sè stessi o se invece non sia una bufala inventata e supportata dai vari movimenti religiosi. I mistici, che molto mi attraggono, hanno in sè-forse-una follia o meglio la risposta che loro hanno dato alle problematiche personali è una follia geniale, poichè da soli riescono a risolvere la propria questione esistenziale e psicologica.
    Con questo nulla tolgo alla loro meravigliosa esperienza terrena, ma interpretandola, appunto, come una delle tante esperienze terrene, la ridimensiono e al loro cospetto non mi sento una “misera mortale”. Che ne pensi?

  • “Misera”? Mai usata questa parola :) In realta’ i percorsi sono percorsi, ognuno ha il suo. Misero diventa chi cerca di seguire forzatamente qualcosa per cui non si sente portato.
    E peggio e’ chi cerca di farne, ad ogni costo, un proprio adepto.
    “Ma non pretendere, o tu che tenti di modulare l’arpa, che altri si accordino con te. Le anime devono essere lasciate libere di vibrare come vogliono, perché ogni musica è adatta all’espressione di quella coscienza.” scrive Raphael.

    La mia opinione e’ che il tuo quesito nasca da un equivoco che abbiamo un po’ tutti: l’amore, che sia terreno o “spirituale”, non serve “a risolvere la propria questione esistenziale e psicologica”; l’amore “E’”, e basta. Siamo noi, nella nostra limitatezza, a cercarlo per dare un senso alla nostra esistenza.

    “Nessuno ti impedisce di essere libero, pero’ ti costringi nella schiavitu’ e nella limitatezza. Nella tua debolezza sentimentale preferisci immaginare che ci sia qualcuno, interno o esterno a te, ad ostacolare la tua liberta’, ma ricordati che questo qualcuno sei tu stesso.”, scrive ancora Raphael.

    Cercare l’amore come “soluzione” e’… limitante :) Preferirei pensare “cerco l’amore perche’ essere innamorati e’ bello”, piuttosto che “cerco l’amore perche’ cosi’ la mia vita ha un senso”.

    Se la guardi da questo punto di vista, allora puoi vedere che le due “percezioni dell’amore” (quello per un’altra persona e quello per “Dio”), non sono affatto in antitesi.

  • d’accordissimo in relazione all’amore E’ e basta e che “serve” a risolvere la propria domanda…., ma rimane aperta la mia domanda interpretativa sul misticismo…
    cmq non voglio rubarti altro spazio…, ne riparleremo…forse.. :)

  • A me piace la “diversità” nella gente.

    Mi piace osservare ogni colore, ogni sfumatura…e indipendentemente da ciò che mi piace più o meno, non amo giudicare.

    Mi piace semplicemente osservare.

    Un forte abbraccio, bellissima l’idea di fare un bagno in quella piscina…

    contrasto…stuzzicante :-)

  • x rigirandola: la domanda e’ “se si puo’ bastare a se’ stessi”; lasciamo stare il misticismo, che dovrebbe avere altre “mire”: anche in questo caso, il “bastare a se’ stessi” sarebbe limitante per definire il misticismo, e casomai ne e’ un effetto collaterale, piuttosto che l’obiettivo.

    La mia risposta e’ che certamente si puo’ bastare a se’ stessi. Manca “solo” una componente, anche se molto importante (almeno per me): quella della condivisione con una persona che si ama.
    E’ come dire che la tua minestra e’ senza sale, o che i colori dei tuoi panorami non hanno lucentezza… pero’ sempre minestra e sempre panorami sono.
    Possono comunque dare tanto.
    L’amore e’ la cosa piu’ bella; ma finire per pensare che se non c’e', il resto vale poco o nulla, sarebbe errato…

  • x pinky: e’ bello il tuo modo di pensare… certo, se fosse sempre contraccambiato sarebbe anche molto piu’ facile tenerlo :)

    Sul bagno… prova, chi ti ferma? :D

  • utente anonimo:

    bastare a se stessi?

    ascoltate il vostro cuore. In esso sono contenute tutte le risposte. Non siamo nati per bastare a noi stessi. Non siamo nati per cantare da soli. Essere in due vuol dire condividere. Condividere vuol dire assaporare la realtà al meglio. Vuol dire ritrovare finalmente la pienezza della propria essenza. Non ci redniamo conto di noi stessi e delle nostre potenzialità finché non c’è qualcuno accanto a noi. Non razzionalizzare. Per scoprirlo ascolta semplicemente il tuo cuore.
    :)
    buona giornata

  • Il tuo amore per l’amore e’ ammirevole… attenzione pero’: il giorno che ne devi fare senza, il mondo continua ad esistere, e rinunciarvi – perche’ l’amore non c’e’ – vorrebbe dire rinunciare alla vita stessa. E comunque sarebbe un peccato.
    L’amore non arriva solo perche’ lo desideri.

  • Alice**“Amare non significa guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta..”
    ~ ~
    ~Antoine de Saint-Exupery ~

  • E’ vero… ma deve essere un desiderio spontaneo di entrambi, non lo si puo’ instillare…

    “L’Amore è un’erba spontanea,
    non una pianta da giardino.” – Ippolito Nievo

  • mtm:

    Hai ragione. Purtroppo per il mio modo di vedere, capire, reagire diverso dal suo ho perso un amico che per me era prezioso…Penso che evidentemente per lui non ero altrettanto importante, forse sbagliando ancora..

  • non capisco… se per lui non eri altrettanto importante… dov’era il tuo errore? Non capisci che se le cose stanno così, qualunque cosa tu avessi fatto il risultato sarebbe stato lo stesso? Anche se, andandogli continuamente incontro, avessi mantenuto quel rapporto, non sarebbe mai stato il rapporto che tu avresti creduto essere.
    Va bene capire i propri errori, se ce ne sono, ma non cadere nell’estremo opposto, ovvero sentirsi responsabili di una fine già scritta, non dal destino, ma dall’altra persona o, ancora meglio, dal rapporto disequilibrato tra le due.

  • mtm:

    Vuoi dire che l’amicizia deve essere paritaria? Se uno si sente più vicino dell’altro non è un rapporto giusto? Lui mi ha incolpata di esser sempre critica, di non aver accettato il fatto che i suoi tempi e modo sono diversi dai miei. E mi ha cancellata dalla sua “lista”. Sbaglio ad essere ancora disponibile, pronta ad accettare le sue “condizioni” se eventualmente tornasse?

  • Dai mtm… stai parlando di amicizia, non di un rapporto di amore… Non trovi anche te strano che si arrivi a dover fare “bilanci” di chi è più vicino a chi? Di tempi uguali, di modi diversi… addirittura di “esclusioni da liste”! Che amicizia è questa? ” La amicizia è il più perfetto dei sentimenti perché è il più libero.” (Lacordaire) quando si arriva a farne un bilancio, allora qualcosa non va, allora non è una vera amicizia.

  • utente anonimo:

    wow…MI HAI FATTA RIFLETTERE TANTISSIMO!HO CAPITO TUTTO FINALMENTE….GRAZIE …

  • Che commento entusiasta! :)
    Grazie a te, utente anonimo. Felice di esserti eventualmente stato di aiuto :)

  • Commento andato perso durante il trasferimento da Splinder e mia risposta:

    # Nimiel78 09 Febbraio 2008 – 18:49

    E’ vero, sono d’accordo.
    Eppure a volte basterebbe comunicare un pochino di più, essere pronti ad ascoltare ed accogliere la sincerità altrui. E’ certo difficile mettersi nei panni di chi ci sta di fronte, ma almeno provare a comprendere il suo punto vista senza pre-giudizi aiuterebbe. Ahimé, di rado capita! E questo crea malintesi, complicazioni, rotture e sofferenze che potrebbero essere evitate o meno profonde.
    Buon sabato sera.

    # Wolfghost 09 Febbraio 2008 – 21:21

    x Nimiel: si, concordo… forse sarebbe più facile chiedere spiegazioni piuttosto che aspettarsi che ci vengano fornite dall’altro, che magari non si è nemmeno reso conto – perso com’è nel suo problema – del nostro tormento.

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