Psicologia: la Johari window, ampliare la nostra parte pubblica
Un mesetto fa’ partecipai ad un corso di comunicazione interpersonale. Fu’ un corso breve, solo un paio di giorni, ma comunque molto interessante. In realtà sapevo già gran parte di ciò che fu spiegato, ma come minimo fu’ un utile ripasso. Si parlò di PNL, di rispecchiamento e tante altre cose.
Una cosa però non la conoscevo e mi colpì particolarmente: la finestra di Johari.
Chi era Johari? … nessuno!
In realtà "johari" è un acronimo formato dalle iniziali degli autori di tale "finestra". Se volete, fate una piccola ricerca su un motore di ricerca: troverete tanti siti che parlano di essa.
Di che si tratta? Guardate la finestra (appunto) a fianco: essa è divisa in quattro aree, rappresentanti il grado di conoscenza che noi stessi e gli altri abbiamo sulla nostra persona:
- Area Pubblica: è ciò che di noi è conosciuto sia da noi stessi che dagli altri.
- Area Privata: è ciò che noi conosciamo di noi stessi ma preferiamo tenere nascosto agli altri.
- Area Cieca: è ciò che noi non conosciamo di noi stessi ma gli altri vedono. Com’è possibile? Bé… pensate alla vostra nuca o alla vostra voce ad esempio: voi non le conoscete, non potete vedere la vostra nuca così come la vedono gli altri, non potete sentire la vostra voce nello stesso modo in cui la odono gli altri. Vi siete mai visti in un filmato o avete mai ascoltato la vostra voce registrata? Non è vero che siete quasi irriconoscibili da come credevate di essere?
Ma la cosa non si ferma all’aspetto fisico: con noi stessi spesso non riusciamo ad essere obiettivi, non accettiamo o proprio non ci accorgiamo di nostre pecche o caratteristiche. Pecche e caratteristiche che altre persone, da fuori, vedono chiaramente e oggettivamente.
- Area Ignota: è l’area dell’inconscio, ignota a noi stessi ed agli altri.
Queste aree non sono uguali come mostrato nella prima finestra che ho disegnato, sono variabili da persona a persona e perfino per una stessa persona in momenti diversi della propria vita.
Voi direte: bene, e allora?
Allora la cosa che mi sorprese è che, secondo gli autori della teoria – ampiamente riconosciuta, pensate che risale agli anni ’50! – più la parte pubblica è ampia e… meglio si vive e ci si sente!
Ciò mi colpì perché io, come penso la maggior parte di voi, avevo sempre teso ad avere non solo molti segreti, ma in generale ad essere riservato ed attento, ostico alle "intrusioni altrui". Avevo sempre pensato che meno gli altri sapevano di me, e meno avrei avuto da temere da loro.
E invece, secondo questa teoria, mi sbagliavo!
La cosa mi fece riflettere parecchio, soprattutto mi ricordai di esperienze avute precedentemente, internet compreso. Alla fine capii che gli autori della Johari Window avevano ragione.
Pensateci: cos’è che vi fa’ più paura che essere "messi in piazza"? Che i vostri segreti siano scoperti e divulgati? Che qualcuno vi minacci dicendo che andrà a raccontare qualcosa di voi che tenete nascosto?
Bene… la stragrande maggioranza di cosa ciascuno di noi tiene celato… è assolutamente banale, sono cose che moltissime persone fanno o dicono. Cose normali. Eppure ci mettiamo nella condizione di avere paura che vengano divulgate. Possiamo arrivare ad avere paura perfino se, a rigore, non abbiamo nulla da nascondere.
Chi è "pubblico", invece, non ha paura di "venire scoperto", poiché non ci sono cose che teme essere rivelate. Non solo, ma si è abituato a rintuzzare attacchi e critiche. E’ diventato abile a difendersi e non va’ più in paranoia, nemmeno di fronte alla più agguerrita minaccia di svelamento della sua privacy. Pensate ai tentativi di estorsione basati sulle minacce di rivelare qualcosa di voi. Pensate a come sarebbe bello replicare facendo "spallucce" dicendo "racconta pure, non ho nulla da nascondere".
Ci sono persone che sono abili manipolatrici. Persone che riescono a far credere che ciò che facciamo è terribile e che, se sarà dato in pasto al pubblico, ne saremo distrutti. Ma se ci riflettiamo bene, ci accorgeremo che le cose così terribili da dover davvero essere tenute nascoste, sono davvero poche. Forse nessuna.
Non sto’ naturalmente parlando di mettere su internet i vostri dati biografici corredati di indirizzo e numero di telefono (anche se c’è chi lo fa’… molti liberi professionisti ad esempio). Ma semplicemente di aprirvi un po’ di più verso l’esterno. Di allargare la parte pubblica della Johari Window insomma.
Vi accorgerete ben presto della differenza.
Per completezza, chiudo dicendo che non solo l’area privata può essere ridotta a vantaggio dell’area pubblica, ma anche quella cieca, chiedendo agli altri un feedback su come ci vedono o facendo esercizio di osservazione distaccata nei nostri stessi confronti (più difficile ma, se si riesce, più preciso, poiché gli altri potrebbero farsi riserve a parlarci apertamente) e perfino quella ignota, cercando di portare alla luce – col tempo – qualche pezzetto di inconscio.
Conosci e… fai conoscere te stesso, insomma!


... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)
Sono molto d’accordo su questa linea,infatti con tutte le mie imperfezioni ho il coraggio di mostrare le mie debolezze….basta maschere fasulle,queste donne tutte perfette e patinate ma senza cuore ed anima….il risveglio della vera essenza sull’apparenza….Deb
Credo anch’io in questa teoria, forse perché, senza saperlo, l’ho in parte sperimentata attraverso il blog, soprattutto scrivendo i post intimisti, da quel momento infatti inserisco sempre qualcosa di mio, anche quando parlo di letteratura…
un abbraccio
uhm.. interessante argomento ma anche un pò difficile.. almeno per me che effettivamente, non ho chissà che robe da nascondere ma sono per “natura” molto riservata.. non solo riguardo me stessa ma anche nei confronti degli altri. Ad esempio non apprezzo l’invadenza. E non sono particolarmente curiosa della privacy altrui. Se faccio domande solitamente non esagero; capto quasi sempre il limite dell’altro.. e così pure, a mia volta non eccedo a rivelarmi se non trovo che vi sia una certa empatia (almeno minima). Ma non credo si tratti di nascondersi o di mostrarsi perfetti..(uh..ma chi lo è?!). Io lo vedo più come una forma di rispetto. ;P
Spettacolo di post, Wolf! Forse, un giorno non troppo lontano, ti ruberò l’idea e ne scriverò anche io, a mio modo.
Vedi, W., l’apparenza o l’essenza, quello che diciamo o tacciamo, nascondersi o svelarsi… tutto giusto, tutto in tema. Ma c’è dell’altro, nella finestra di Johari, un “altro” che dice molto su noi stessi – sull’uomo, in generale. Anzi, ci dice due cose:
1. Ci dice che tutti sono un incastro complesso e, in alcuni aspetti indiscernibile, di istanze diverse. Che ciò che siamo non si limita all’ormai consunto dualismo di matrice cartesiana dentro-fuori, destra-sinistra, giusto-sbagliato, chiaro-scuro, come semplicisticamente siamo ormai abituati (per pigrizia mentale) a pensare… Marcuse aveva scritto L’uomo a una dimensione; qui noi potremmo scrivere, invece, che l’uomo ha 4 dimensioni, è oltre il tridimensionale, oltre lo sferico, oltre il conosciuto… L’uomo, appunto, è mistero. E, pensa, solo affacciandoci alla finestra di Johari riusciamo a vedere tutto questo!
2. La finestra di Johari ci dice anche che il monito socratico “Conosci stesso” (abusato, misconosciuto e banalizzato) torna ad essere – a distanza di millenni – la suprema verità dell’individuo. E che, come ogni verità, è ardua, non immediatamente riconoscibile, difficile da raggiungere e complicata da percorrere.
Per brevità (e per risparmiarti il supplizio di questo papiro sempre più lungo…) non proseguo con la seconda parte del tuo post, ovvero la teoria del “Più area pubblica, più felicità!”, benché mi frullino per la testa un paio di idee.
Magari dopo, vediamo…
V
Non so se centro il post, spesso me ne vado per conto mio
ma credo sia una conseguenza naturale che l’area pubblica sia più grande, ovvero se sono me stessa sempre è ovvio che l’altro mi veda come sono, credo che nella mia vita sia piccolissima proprio l’area cieca ma sarebbe interessante verificare! Piccolissima perchè non credo che gli altri possano sapere più di me come sono fatta, può accadere che mi si dica “tu sei così” ma anche se mi illudo di non avere trasmesso questa parte di me non posso certo sorprendermi perchè lo so benissimo come sono, capisci cosa intendo? Quella che mi interessa di più è l’area ignota … tocca che la sviluppiamo
e man mano che lo facciamo finisce tutto nell’area pubblica almeno per quanto mi riguarda! Un abbraccio Wolf e buon fine settimana
))
Elena
Per ora
poi torno a leggere con calma
Uno, nessuno e centomila….
Aggiungo…proprio qualche giorno fa uno mi ha scritto “tu scrivi troppo di te”…ma è vero non ho nulla da nascondere…nè indirizzi ne ho mai dati…
anche se un pò in ritardo ti auguro un anno nuovo. cia nam
La mia opinione é: Tutte le teorie hanno una parte di applicabiltà, una parte di criticità, una di verità, che sia sociologia ?…mi chiedo: Se l’uomo é se stesso ora, e quì, segue gli eventi della che si succedono e senza interferire su di essi…chissà cosa l’uomo si inventerebbe per stare (lo stesso) male e vivere nell’illusione di nuove teorie.grazie per avermi ospitato,taoista
Vany
…sulle prime, credevo fosse una tecnica per carpire l’attenzione di una vasta platea. (ridi pure!!! …..:-D
) Poi, arrivato alla descrizione dell’area privata…ho capito il misundestanding (mio….).
Me lo rileggerò con estrema calma; anzi, questo è un post che va letto più volte, per delineare al meglio le informazione in esso contenute.
Ciao
O
eh..come faccio a conoscermi???
buon fine settimana..^^
A volte succedono cose strane, un incontro, un sospiro, un alito di vento che suggerisce nuove avventure della mente e del cuore
il resto arriva da solo nell’intimita’ dei misteri del mondo!
ALDA MERINI
Mmmmm… eh no, questa volta in parte dissento!! (strano…). In realtà credo che la mia parte pubblica sia stata fin troppo pubblica… sono stata fin troppo esplicita in certi casi e non so quante volte avrei voluto rimangiarmi quello che ho detto/fatto, perchè il fatto che in tanto sapessero certe cose mi ha dato non pochi fastidi! Così sto imparando ad essere più riservata e ti diro’ che mi sento molto meglio!^^
Forse, ancora una volta, la soluzione sta nel trovare quella famosa ed equilibrata *via di mezzo*… ci sono cose che sono belle perchè sono tue e basta. Per altre, invece, è più bello lasciarsi andare e condividerle!
Ti abbraccio
Nuvola*
La gif va a fagiolo:)) Che sintonia!!
Dunque .
In linea teorica si potrebbe essere daccordo. Quanto più si sa meno si può essere attaccati.
E io in linea di massima sono o meglio ero così , soprattutto con persone che mi ispiravano fiducia.
Ma (ormai da un po’ di tempo sono scettica e molto attenta). E sai come lo sono diventata? Sul blog!!!
Persone che si erano mostrate come amiche, che venivano da me a chiedere consigli, che si mostravano dolci, affettuose ecceccecc…alla fine si sono rivelate infide, ipocrite, opportuniste, bugiarde.E la loro area pubblica è falsa
Allora la domanda è?
Chi mi assicura che anche l’altro/a con cui mi rapporto ha la mia stessa sincerità??
Ci vuole molto tempo per conoscere una persona. E mai fino in fondo
Nel frattempo ho imparato che, tranne le cose essenziali (es, faccio la prof, mi chiamo Dora…) la mia area pubblica sarà molto lmitata e quella privta serrata a doppia mandata. E faccio spallucce lo stesso!!!
L’area cieca?? Hai ragione per quel che riguarda la voce, la nuca, ecc…
Per il resto gli altri vedano pure quel che vogliono.
L’area inconscia?? per quella non c’è soluzione….
Buona domenica
dora
GRANDE Wolf.. come al solito…
credo proprio che inoltrerò il tuo post all’essere di cui parlo spesso:-) perchè ha sempre paura che ciò che dice possa essere usato contro di lui.. manco fossi un avvocato:-)
sai quante volte ho impedito a qualcuno di “minacciarmi” proprio dicendo che non ho nulla da nascondere?? anche senza conoscere la finestra di Johari!
penso proprio che più si è aperti verso gli altri più cresciamo noi come persone!!
un caro abbraccio
Viv
Credo che molti di noi mostrino agli altri solo parte di se stessi, perche’ la paura del giudizio altrui ci inibisce, e perche’ credo anche che certe cose e’ meglio che siano solo nostre, e scusami se lo dico, tu ne sei l’esempio, riservato, ed essenziale, non ti mostri mai del tutto! Ma mi piaci…Maria
Concordo!
vane
ciao Wolf, ogni tanto esco dalla mia tana…
x deborah: bé, le penso anche io così
Quando poi si viene apprezzati, almeno è per ciò che si è, piuttosto che per come si appare.
Poi… che si cerchi sempre di mostrare il meglio di sé, è umano, ma c’è differenza tra il “mettere in luce i punti di forza” e lo “occultare le debolezze”…
x Dalloway: come scrivevo nel post, è stato lo stesso per me. Non solo tramite internet, ma anche grazie alle esperienze fatte lì sopra, ho capito la vericidità di quanto asserito dal “gruppo Johari”…
x morgelyn: curiosamente c’è differenza tra rispettare la privacy altrui e mostrare la nostra. Infatti, se sono d’accordo che il rispetto è sempre cosa buona e giusta, non è altresì detto che l’essere riservati sia la tattica più giusta. Io credo che, almeno nel momento in cui vuoi stabilire un vero contatto verso l’esterno… ti debba scoprire.
A me logico questo modello. E’ ovvio che, quando la nostra energia vitale viene occupata per una parte (incoscientemente) dal tenere nascosti certi nostri lati,ci priviamo di della potentialità creativa anche nel rapportarci col mondo fuori. Qui vedo qualche comunanze con la terapia di gestalt di Fritz Perls.
x V: 4 dimensioni e molte più di 4, direi
La finestra di Johari si interessa solo dell’aspetto “quanto conosce chi”, ma chissà quante altre aree si potrebbero indagare!
Hermann Hesse diceva “nulla è fuori, nulla è dentro, perché ciò che è fuori è dentro”.
Sul tuo punto 2, pensa che io è ormai da tempo che penso che – almeno fino ad un certo punto – sia più facile conoscere un altro piuttosto che conoscere sé stessi, perché davvero essere obiettivi con sé stessi è molto arduo!
x Elena: bé, io di me non oserei dirlo… troppe volte ho notato di come sia facile “raccontarsela”… Però tu non sei me e la tua “trasparenza” può essere reale. In questo caso ti faccio senz’altro i miei complimenti…
x affabile: appunto… scriverai anche tanto di te, ma se sono cose che non nasconderesti comunque… non capisco il problema. Può essere usato contro di te solo ciò che tu temi possa essere scoperto, ma se non c’è nulla che tu vuoi nascondere…
Grazie Nam
Ricambio
x Nuovo: le teorie, anzi tutta la psicologia e, in fondo, l’esoterismo, servono per recuperare la “pagina bianca” che eravamo. E’ evidente che se non avessimo “scarabocchi” su di noi, non avremmo bisogno delle teorie psicologiche, né di quelle esoteriche, taoiste comprese.
Perché all’acqua non spieghi come è fatta l’acqua.
x Vany: grazie! WE faticoso… ma costruttivo
x O.: ahahah chissà che cos’era che avevi pensato!
))
x Rose: come fai a conoscerti? Una cosa è sicura: non senza difficoltà!
Un pezzettino per volta, con il coraggio di vedere ed accettare anche le debolezze e i lati oscuri…
x nonnalibera: “il resto arriva da solo”, certo… in teoria dovrebbe essere così. Ma – come canta Ligabue – “l’amore conta e conta gli anni a chi non è mai stato pronto”: se non sei pronto, il “resto” può arrivare quando vuole… non te ne accorgerai nemmeno o comunque non saprai coglierlo…
x Nuvola: non devi chiederti perché hai raccontato quelle cose, devi chiederti perché ti ha provocato fastidio rivelarle.
… ci arrivi da sola o… ?
Ho compreso perfettamente ciò che dici perchè a scuola, ho partecipato ad un corso di aggiornamento su questa famosa finestra…,poi cn il tempo ho verificato sulla mia pelle quanto avevo appreso…; sono sempre stata una persona estroversa e cn grande bisogno di comunicare, dicendo sempre e cmq ciò che penso ma ultimamente sto dando proprio il meglio di me…poi se gli altri nn condividono è un problema loro..io sono convinta delle mie azioni e della loro genuinità..il problema è loro!! Grazie per avermi rispolverato alla memoria tutto questo…b.notte..e spero a presto!!
)
ahahah Dora! E’ vero: la gif cade a fagiolo!
Mi ricordo quelle tavolette che i nostri nonni tenevano appese in casa, quelle che dicevano “Fai il bene, e poi scordalo”. Perché al bene non interessa la contropartita, altrimenti non è vero bene.
La domanda, cara Dora, è: che ti importa se gli altri sono veri o falsi se tu – trasparentemente – non racconti altro che la verità, altro di cui nulla hai da vergognarti?
Prendo la massima di Gibran “Se riveli al vento i tuoi segreti, non devi poi rimproverare al vento di rivelarli agli alberi” e ti chiedo: dov’è l’errore? Nel fatto di raccontarli, oppure nel fatto di avere dei segreti?
Se non si ha nulla da nascondere… perché temere l’insincerità altrui riguardo a ciò che dici? Se volessero colpirti, potrebbero comunque inventarsi una verità di sana pianta, non è vero?
A te è successo qua. A me successe su un forum. Scoprivo che “dietro le quinte” serpeggiavano le invenzioni più assurde e deliranti sul mio conto… Ma se – e dico “se” – mi hanno ferito, sarebbe solo perché io stesso sentivo – a torto o a ragione – di avere qualcosa da nascondere.
Altrimenti me ne sarei infischiato.
La verità era che io non avevo realmente nulla da nascondere; ma è la “percezione” che conta. Ecco perché conoscere queste trappole è così importante… non ci cadi più.
x Viv: bé, cara Viv… ci sei arrivata molto prima di me!
Ricambio l’abbraccio!
troppo tardi x leggere..scusami, una buonanotte
b.
x Maria: mentre leggevo la prima tua riga facevo ripetutamente segno di “sì” con la testa
Sulla seconda… bé, ho qualche dubbio, ma posso essere d’accordo. Non dico che si debba proprio rivelare tutto, l’area Privata può essere piccola, ma proprio nulla non ce l’ha nessuno credo…
Le ultime righe invece mi hanno stupito… Se sai leggere tra le righe, scrivo più io di me stesso che tante persone che raccontano cosa fanno ogni giorno…
Comunque nei miei piani, c’è anche l’intenzione di raccontare qualche pezzo della mia vita. Ogni cosa a suo tempo…
x vane: ahahah brava! Dovresti farlo più spesso! Così mi daresti ragione altre volte
))))
Scherzo
x BettyBlau: ho vaghi ricordi della Gestalt, solo qualche metodo (come quello usato per chiarire i sogni, ad esempio).
Probabilmente a te pare logico con immediatezza proprio perché hai una infarinatura proveniente da una teoria attigua che, guarda caso, risale all’incirca allo stesso periodo in cui fu’ elaborata la Johari window…
x Simona: brava, hai espresso in sintesi esattamente quel che penso…
A presto
x Diana: è vero, è tardi. Sono rientrato tardi stasera e sono molto stanco, voleva andare subito a nanna e… invece eccomi qua!
Ma tra poco vado, eh!
Buonanotte
PNL?
Io ho scoperto, grazie ad una persona a me molto cara, l’EFT.
Devo dire che mi ha aiutato moltissimo.
Dell’EFT ne parla diffusamente (e entusiasticamente) SitaRam sul suo blog, guarda ad esempio sitaram.splinder.com/tag/eft_emotional_freedom_technique
dici: Io credo che, almeno nel momento in cui vuoi stabilire un vero contatto verso l’esterno… ti debba scoprire.
rispondo: bisogna comprendere bene cosa intendiamo per “stabilire un vero contatto con l’esterno” . aprirci agli altri significa aprire loro il nostro cuore o semplicemente raccontare di noi?
ad ogni modo, secondo me un sincero contatto con tutti-tutti non si può stabilire, nonostante le buone intenzioni. non sempre dipende da te. a volte i “muri esterni” sono troppo alti non sempre riesci a scavalcarli. non sempre ci puoi fare qualcosa, allora dico io il rispetto sta li, nel non insistere stare al “tuo posto” e rispettare i muri altrui che non desiderano abbassarsi a te. non possono piacerti sempre tutti, così come tu puoi non piacere a tutti. i sentimenti non vanno sempre pari passo cn la ragione. sono istintivi per fortuna. la ragione aiuta certo, ma spesso blocca la spontaneità dei sentimenti. ovviamente questo è solo un parere. punti di vista opinabili ma credimi rispetto i tuoi.
*
se è per il “primo” allora si, concordo abbastanza con te. per il “secondo”, non credo che il “primo” sia sempre necessario. chiaro no?
un sorriso
@Wolf
La domanda, cara Dora, è: che ti importa se gli altri sono veri o falsi se tu – trasparentemente – non racconti altro che la verità, altro di cui nulla hai da vergognarti?
Se non si ha nulla da nascondere… perché temere l’insincerità altrui riguardo a ciò che dici? Se volessero colpirti, potrebbero comunque inventarsi una verità di sana pianta, non è vero?
Il problema, caro F. , è proprio nell’insincerità altrui.
Io ti parlo apertamente e tu no, il rapporto è squilibrato.
Tu avrai di me conoscenze vere che io non ho di te.
Tu potrai colpirmi quanto e quando vuoi , io mi rapporto con un “fantasma”.
L’altro potrà servirsi di ciò che sa di me per agire contro di me per propri scopi che a me risultano oscuri e il problema si pone ancor di più se in un rapporto sono coinvolte altre persone.
La cosa diventa complicata.
Non so se sono riuscita a spiegarmi.
Parlo per esperienza:))
dora
Buongiorno wolf, molto interessante questa teoria. Trovo, estremamente veritieri gli esempio da te riportati, ma credi realmente che “mettendo in piazza” la nostra parte privata potremmo vivere meglio?…..E’ vero a volte ci nascondiamo per paura di venire “ricatattati”, derisi, giudicate…Paure a volte infondate, maa volte reali…. Parlo di me e per me e ti faccio un esempio prendendo spunto dal tuo….avevo prima un altro blog, dove raccontavo di alcune mie esperienze molto più dettagliatamente, non mettendo le mie generalità, ma semplicemente raccontando della mia vita…rintracciata da alcuni conoscenti e ricattata, termine duro ma che fa capire il senso, sono stata costretta a chiuderlo e aprirne un altro molto più impersonale o cmq nn dettagiato. dirai…allora avevi cmq delle cose da nascondere e la mia teoria è giusto.
non è così…trovo che ognuno di noi ha una parte privata divisa in tante piccole parti, condivise con gruppi di persone di verse che fanno quella piccola aerera di privato a loro toccata pubblica….
non riesco a spiegarmi scusami…
Per es, tu potresti conoscere una parte della mia parte privata, e un altra persona un altra….ciò rende quelle mie parti in qualche sensso pubbliche se immaginiamo che un considerato numero di persone le conosce….e allora ti chiedo è veramente giusto “aprirci” totalmente o è meglio scegliere chi far entrare da una porta e chi da un altra? (considera che nella mia aerea privata ci sono tante porticine)….ogni persona che entra viene a conoscenza di un qualcosa ed “allarga” l’area cieca….dove se noi vi entriamo senza barriera possiamo imparare realmente qualcosa di noi stessi e vivere meglio…facendo diminuire a suo volta l’rea ignota… più ci mostrariamo sogetti alle opinioni degli altri su noi stessi e più riusciamo a capire qualcosa di noi….ma credo che questa catena non debba necessariamente essere singola….immagiamo una catena formata da un milione di catene….
wolf è difficle da spiegare…ma molto bello il tuo post….di grande riflessione…buona domenica
Si penso che questa teoria corrisponda a verita’ pero’ per me ci dovrebbe essere una quinta area, quella di tutto cio che sai c’ e’ dentro di te ma non riesci ad affrontare mandi giu’, e a un certo punto ” dimentichi “, ma c’e’ sempre ed anela ad arrivare in superfice
Ciao e buona domenica
Antonella
Ciao Wolf, bellissimo post! Sono daccordo completamente con quanto scrivi e sono certa che la *via* da seguire sia proprio questa.
Non conoscevo nello specifico questa teoria e neppure i loro inventori (ma come vedi l’Universo è corso subito ai ripari, grazie a te!!!) ma in qualche modo quello che espone (anche se non in questi termini, ovviamente) è una cosa che ho sempre “intuito” essere vera!
Sicuramente è un post su cui riflettere, specie per chi solitamente non è uso a farlo! Sto seriamente pensando di fare un post per linkarlo… ti faccio sapere!
Namastè!
SitaRam
PS: grazie per la citazione sull’EFT!
) Tecnica sicuramente stupenda, utile e facile…. da usare!!!!
x Morgelyn: la mia opinione è che, se non è certamente necessario “aprire il proprio cuore” a tutti, tuttavia è ben difficile farlo se non si racconta di noi.
In altre parole, raccontare di noi non significa necessariamente parlare con tutti delle nostre aspirazioni più elevate, a quei punti ci arrivi – giustamente – solo con chi davvero senti affine e fidabile. Io li vedo come due passi, nella stessa direzione, ma distinti: puoi sempre fare il primo, il secondo invece lo riservi per le persone più care.
Ovvio poi che, se qualcuno non è interessato, non solo al secondo passo ma nemmeno al primo, non avrebbe senso insistere.
Un sorriso a te
x Dora: colpirti? E colpirti in che modo? Se tu non hai timore di esporti, cosa puo’ colpirti se non il fatto in sé di scoprire che chi credevi essere una persona amica non lo è?
Certo, in quel caso ci rimani male, ma se non fossi andata a “scoprirla”, avresti perso l’occasione di conoscerla. E allora, cos’è peggio? Rimanere deluso da A ma aver magari trovato in B una persona meravigliosa, oppure – nel timore di scoprirsi – perdere entrambe?
Infine, chi credi che ci perda tra te – che hai avuto un atteggiamento aperto e veritiero e perdi una persona falsa – e una persona falsa che, infine, perde te?
Io sono per un… “rischio calcolato”, ovvero per prendere le distanze da chi, con evidenza, è inaffidabile, ma non rinunciare a scoprire e scoprirsi, con una persona che – necessariamente – occorre tempo e “aperture” per conoscere veramente.
..e allora non la pensiamo poi in modo così differente perchè con queste tue parole le condivido in pieno!
*
x Betty: capisco cosa vuoi dire, seppure per motivi diversi la tua obiezione è simile a quella di Dora, qua sopra. Come ho scritto a Maria, nel commento #35, “non dico che si debba proprio rivelare tutto, l’area Privata può essere piccola, ma proprio vuota non ce l’ha nessuno credo”.
Comunque il tuo è un discorso complicato; bisognerebbe capire a cosa ti riferisci. Su uno dei siti dove parlano della Johari, fanno l’esempio dei costumi sessuali, dicendo che ovviamente andare a rivelare ad A ciò che nell’intimità fai con B, potrebbe essere una… apertura esagerata. Più in generale, è chiaro che l’intimità di due persone, coinvolgendo soggetti diversi e non solo te stessa, è più delicata. Perché io so cosa non fa’ paura a me e posso rivelare, ma non posso sapere se la cosa vale anche per l’altro…
Ho risposto alla tua osservazione?
x Antonella: Ciao e benvenuta
Quella che citi te, più che essere una nuova area, appare come un trasferimento di informazione tra due aree diverse: una informazione che faceva parte della parte pubblica (o più probabilmente, di quella privata) viene trasferita, per rimozione, in quella inconscia. Il che non toglie che un domani non possa tornare a riemergere…
x SitaRam: contento che ti sia piaciuta. Come vedi, anche a me aveva colpito molto…
x Morgelyn: già… talvolta ci si accorge, per approssimazioni successive, che in fondo non la si pensa così diversamente
Wolf buongiorno e benalzato….hai semplicemente dato altri punti su cui riflettere, ma nn credo tu abbia risposto alla mia osservazione.
mi spiego meglio, sono fermamente che convinta che nella mia parte privata non ci sia nessuna parte che sia solo mia….magari una è condivisa con una parte di persone, e un altra con altre…da li il mio commento di questa mattina…forse così sono stata più chiara
Ciao Wolf,
Quella che sono oggi è il risultato di quello che sin qui ho vissuto…
Sin da piccola sentivo in casa dire che: bisogna essere discreti educati non fare domande non parlare troppo con chi non si conosce ecc ecc…una lista interminabile…
A guardare lo schema sopra, riconosco che sarebbe l’ideale essere in sintonia con tutte e quattro ma…come anche tu spieghi, nel secondo schema, non è così…
Si può migliorare senza dubbio sì
Il mio pubblico è conosciuto…
Il mio privato è stato tale fino ad un certo punto della mia vita …convinta com’ero che fosse mio e come tale dovesse rimanere…non tanto per chissà quali segreti ma semplicemente perché pensavo che oltre a me le persone che n’erano coinvolte per rispetto andassero protette…oggi non è più così, un bel giorno infischiandomi di tutti l’ho reso pubblico spiazzando chi pensava di manipolarmi per i suoi interessi…minacciandomi su una questione delicata…
Area cieca…sicuramente non mi accorgo e non vedo cose di me che altri notano, ma, è anche vero che le persone ci proiettano spesso addosso, guardandoci quello che non siamo…Pecche? Sì certo ci saranno, mi sforzo di capire quali sono e apro le braccia…
Area Ignota…rimane tale…mi piacerebbe non fosse così…
L’ignoto fa paura perché non si conosce e forse crea mistero solo perché inconscio sommerso ma, se potessi svelarlo potrei forse scoprire…che mi piace tanto
chissà quante belle cose racchiude in se quella parte ignota ed io, non conoscerò mai di me…
e quante altre, perché Cieca…
Un abbraccio Paola…
Wolf scusami il commento#54 anomino è il mio, ero convinta di essere collegata…
Ciaoooooooooo, buona serata…
Post molto interessante… non conoscevo questa finestra, ne questa teoria… ma nel mio cammino ho intuito l’utilità di ampliare la mia sfera pubblica… la mia esperienza in web va proprio incontro a questa esigenza… e il percorso, come mio solito… è estremamente graduale… ricordi che scrivevo a nome di Madame Butterfly… ed ora riesco a scrivere in prima persona… ed espormi in maniera sempre più esplicita…
Sono convinta e l’ho scritto dai primi post… che le persone che incontriamo sono preziosi specchi per conoscere le parti ignote… e per far emergere quelle inconscie…
Rendere conscia le parti inconscie è un processo che libera, consapevolizza, migliora la qualità della vita…
Il tuo post è sempre di grande aiuto nel percorso di crescita personale, carissimo wolf
Un saluto…
Fly
x Betty: generalmente per “parte pubblica” si intende quella che si può rivelare, in linea teorica, a chiunque. Ciò che invece si condivide, ma solo con qualche persona, rientra, a mio parere, nella parte privata.
Ti faccio un esempio: se io ho una relazione con una donna sposata (è solo un esempio!), potrei non volerla rendere pubblica, ma… è ovvio che almeno lei – e forse qualche amico fidato – ne sarebbe a conoscenza; resta comunque qualcosa che, generalmente, tendo a tenere nascosta e, dunque, a non rendere pubblica. Poco importa se sono davvero solo io a conoscere la verità oppure se la conosce anche qualche altra persona. Ciò che importa è il mio desiderio che non venga a galla.
x Paola: direi che condivido in linea di massima quanto scrivi. In particolare mi ha colpito il passaggio sull’evoluzione del tuo privato, evoluzione che comprendo e approvo completamente. E’ proprio come dicono gli autori della tabella: giocando sui timori che quelle che si credono essere scomode verità saltino fuori, c’è chi tenta di manipolare il prossimo. Estremizzando, ripeto l’esempio banale dei tentativi di estorsione, ma la “arte” di manipolare il prossimo attraverso la paura e i sensi di colpa, è vasta.
A riguardo dell’area cieca, se è vero che condivido quel che dici, ovvero che non solo noi stessi ci vediamo in maniera distorta ma anche gli altri non possono essere del tutto obiettivi avendo loro stessi i propri filtri, tuttavia il suggerimento non è quello di accettare per oro colato la visione altrui, ma casomai ascoltarla e valutarla con spirito critico. Come minimo, avere più punti di vista da’ più possibilità di arrivare ad una visione il più completa possibile. La pedissequicità non è mai consigliabile.
L’inconscio ci deve essere; se esiste vuol dire che la Natura ha ritenuto che sia cosa buona e giusta. Ad esempio l’inconscio si occupa di elaborare traumi troppo profondi per essere non solo “risolti a freddo”, ma perfino per essere immediatamente ricordati. Questi traumi vengono immagazzinati per essere smaltiti a poco a poco. C’è “rimozione” e rimozione; quella che viene utilizzata per dimenticare, almeno momentaneamente, qualcosa di troppo doloroso per essere ricordato, è a mio avviso positiva. Inoltre l’inconscio “vede” e “prende nota” di tutte le cose che vediamo o sentiamo e che, per le nostre limitate capacità consce, non potremmo distinguere per intero. La nostra parte cosciente “va’” a ciò che interessa, tutto il resto non viene normalmente da essa percepita. Perfino l’abitudinarietà, è frutto della capacità dell’inconscio di memorizzare. Sai che casino se ogni volta che dovessimo fare solo un gesto, come qualche semplice passo per esempio, dovessimo portare su di esso la nostra attenzione? Credo che impazziremmo in breve tempo
Ci sono cose dell’inconscio che è meglio svelare, come le cose in esso immagazzinate che ci portano a compiere azioni dannose per noi stessi o per gli altri; altre che è meglio lasciare al paziente lavoro dell’inconscio…
Ricambio l’abbraccio
x Fly: grazie cara
Condivido ciò che hai scritto.
E’ chiaro che esistono cose che magari è meglio tenere per sé, come anche che, per quanto concerne gli aspetti di elaborazione dei traumi ed altre cose minori, è bene lasciare fare all’inconscio senza intromettersi troppo (sempre che non ci si renda conto che qualcosa non sta’ funzionando), ma qui si parla di rendersi pubblici in generale, non “in toto”. Ho tenuto a sottolinearlo a causa delle obiezioni ricevute in precedenza; per questo, nel post, avevo fatto l’esempio del numero di telefono e di internet
andare verso l’altro è raccontare di sè…se io non ti porto la mia esperienza come potremo mai incontrarci??…
poi ci sono le teorie, ne conosco un po’ anche io…
ma a volte è molto più semplice…
un sorriso..
m.
x biondograno: come ho risposto a Nuovo45, nel mio commento 27, “le teorie, anzi tutta la psicologia e, in fondo, l’esoterismo, servono per recuperare la “pagina bianca” che eravamo. E’ evidente che se non avessimo “scarabocchi” su di noi, non avremmo bisogno delle teorie psicologiche, né di quelle esoteriche, taoiste comprese.
Perché all’acqua non spieghi come è fatta l’acqua.”
Naturale che di per sé sarebbe tutto molto semplice… “Sarebbe”…
Grazie Wolf, davvero mi dice sempre cose che mi fanno pensare e poi colpisci sempre dentro il mio io…. ti abbraccio
Io non sono così sicura di dire sono perfetta,in certe situazioni appaio come esse richiedono professionale o non e sono sicura che a volte si può dire qualcosa di sbagliato ingenuamente e ferire gli altri..come mai tu vorresti.Ma c’è anche il modo di chiedere scusa e sopratutto di sapere perdonare.
Buona giornata vany
Io sono per un… “rischio calcolato”, ovvero per prendere le distanze da chi, con evidenza, è inaffidabile, ma non rinunciare a scoprire e scoprirsi, con una persona che – necessariamente – occorre tempo e “aperture” per conoscere veramente
Su questo sono daccordo ma per arrivare a questo devi “soffrire”. solo dopo potrai fare delle scelte.
A questo punto preferisco andare più che cauta anche perchè c’è gente che di proposito (o per innata cattiveria , inconscia? forse) ti si mostra in maniera diversa e, da esperienza sempre, non lo fa solo con te. Voglia di essere al centro dell’attenzione per turbe psicologiche proprie? Boh.Spara a zero cattiverie, salvo poi a chiedere perdono e scusa. Ma, come ti ho detto altre volte, io non perdono chi mi fa volontariamente un’offesa!! Non andrò in Paradiso?? Non fa niente. Sono freddolosa!!!
So che per quel che mi riguarda prima di aprirmi ora, ci penso mille e più volte.
Buona settimana
dora
mmm…interessante questo studio. Il feedback mi pare funga da cartina tornasole;-))
Da mettere in pratica!!
x SensiSidra: grazie, e’ piacevole sapere di esserti utile
x Vany: sono d’accordo. E’ quasi impossibile riuscire a non ferire mai nessuno. Basti pensare a quelle scelte che, inevitabilmente, finiscono per forza di cose a scontentare qualcuno…
x Dora: gia’, abbiamo gia’ affrontato questo discorso
Io perdono, ma per me “perdonare” non vuol dire “permettere a chi ha nuociuto di continuare a nuocere”. Prendo le mie distanze.
Pero’ do’ sempre la possibilita’ di conoscermi a chi vuol conoscermi, e conoscere chi mi incuriosisce a voler essere conosciuto. Non farlo significa che chi ti feri’, ha avuto successo: condizionando il tuo presente, e’ come se esso fosse ancora li’…
x iNessuno: si’, purche’ si valuti tale feedback con senso critico, non accettandolo “per buono”: ognuno ha i suoi “filtri”, magari una persona che ci dice che siamo persone crudeli, lo fa’ perche’ ha manie di persecuzione
Ascoltare tutti, ma sempre mettendoci “del nostro”.
A volte nn si riesce a trasmettere se stessi proprio perchè forse l’Area cieca ha una prevalenza sulle altre…
Spero nn sia il mio caso…
Ti auguro buona giornata…
LeAAA
…ciao grazie per essere passato…sei gentile…cmq penso che anche tu abbia una grande fede..solo che forse nn lo sai…diversamente nn ti avrei messo fra i miei amici virtuali….ci sentiamo ..a prestissimo..ti auguro una giornata “luminosaaaaaa”
x Lea: mmmm… no… l’area cieca e’ l’area in cui noi “non ci vediamo”, ma gli altri “ci vedono”; il che vuol dire che, sebbene non ne siamo consapevoli, qualcosa di noi trasmettiamo. Il tuo discorso lo vedrei piu’ attinente all’area ignota, ovvero quando non solo noi non “vediamo noi stessi”, ma anche gli altri non “ci vedono”…
Ricambio l’augurio… per il pomeriggio e la serata, ormai!
Ciao cara Simona
mmmm… no, la mia fede e’ come le nuvole: il mio cielo in un periodo ne e’ pieno, in un altro ne vede solo un po’, in un altro ancora ne e’ completamente sgombro…
Domani… chissa’!
Favoloso questo post!
Davvero bello, e completo, ma sopratutto comprensibile.
Ho avuto la possibilità di scoprire un po’ del mio inconscio, ani fà, in un paio di corsi di IPNOSI.
I risultati sono stati stupefacenti, e grande stupore ho avuto nel vedere con i miei occhi come l’ inconscio parli, come trasmetta e come, con i dovuti metodi, si possa con lui dialogare!
Serena giornata
Ezio
…SI! infatti domani nn si sa mai che cosa accadrà..perchè ho imparato che le cose avvengono quando devone avvenire cioè c’è un tempo per ogni cosa….e se in questo tempo riscoprirai la tua fede, vedrai sarà bellissimo!! te lo auguro dal profondo del cuore..perchè tutto sarà più bello, ogni nuovo giorno avrà un altro aspetto..aspettiamo? vedrai…un sorriso!!!
)
@Wolf
Non ho detto che non mi farò conoscere ma solo che ora sono molto ma molto molto molto più cauta.
sono sloggata ma sono io
dora
Nulla ha realmente valore finché non è condiviso.
Anche se… credo fortemente nella selezione del pubblico. Alcune cose mi piacciono condivise con pochi.
x Ezio: sì! Il nostro inconscio è una scatola meravigliosa… ma anche un vaso di Pandora: bisogna stare attenti a come lo si esplora!
Io purtroppo con l’ipnosi (ho fatto persino quella alle vite precedenti
) ho sempre avuto risultati scarsi, in compenso però mi sono trovato bene con l’autosuggestione e, soprattutto, con la meditazione…
x Simona: ahahah Simo! Sei ottimista!
Ma chissà… magari “ci dai”!
x Dora: io credo che tu abbia ormai un grado di consapevolezza tale che non ti occorra poi molto tempo per capire di chi ti puoi fidare e di chi no…
Molto peggio sarebbe non voler correre nessun rischio. Ma l’ho capito che non è da te
Un po’ di rischio, è vero, lo si corre sempre… ma la sicurezza non fa’ parte della vita
x Seilenes: sono d’accordo sul fatto che il bello della vita sia molto più bello se si può condividere
Riguardo alla “selezione del pubblico”, dipende cosa vuoi condividere: un’area privata – non aperta ai più ma magari solo a qualcuno – è chiaro che rimarrà sempre, ma è bene che non sia troppo estesa…
Sono uno studente liceale di passaggio (il prof di italiano ci ha dato come compito la ricerca di nuove forme letterarie), mi ha colpito il tuo nick ed eccomi a leggerti. Trovo le tue argomentazioni interessanti poiché invitano al coraggio e alla libera espressione del sé. Qui spingi all’apertura e alla rivelazione pubblica e interiore supportandone la necessità con abbondanza di teorie psicoanalitiche e altro. Giusto! La democrazia si vuole più capace di trasparenza e di discussione pubblica. MA ANCHE DI INIZIATIVE CONCRETE E DIFFUSE. “Se mancano l’amore e le sue dimostrazioni a poco varranno gli insegnamenti e le parole, perfino se tecnicamente corretti”. Sei sempre tu a DICHIARARLO. Già. Perché ne predichi di cose! Anche se poi il razzolare è altra cosa, no? Naturalmente. L’incongruenza fa parte dell’essere umano. Perlomeno di alcuni. Sarà per questo che noi giovani preferiamo fidarci e af-fidarci alle nostre personali visioni? Forse perché i poteri baronali, le loro trasmissioni ereditarie, il carattere classista delle varie “scuole” di pensiero e delle loro selezioni sono i bersagli più chiari e immediati della nostra rivoluzione? Tu sarai lupo. Ma noi non siamo agnelli. IL DISPOTISMO NON SI ADDICE AL FUTURO. E se vuoi essere un filino credibile MOSTRA e AGISCI secondo il tuo credo. Finché ti resta tempo. C U
Aprire il blog è stata una sfida con la mia timidezza e riservatezza ed ora i miei amici (quelli reali che vedo in carne ed ossa) mi trovano più sicura e forte….è importante per me il confronto con gli altri perchè mi fa crescere ed è importante scaricare le mie emozioni nelle vibrazioni di una penna.. è come mi sgravasse…….per capirsi è come le mie uscite in bike da cui torna stanco il corpo ma la mente è rinnovata, libera e sollevata.
Un abbraccio
x l’utente anonimo: il tuo e’ un messaggio stile “Another brick in the wall” dei Pink Floyd, conosci?
Il che va’ bene, eh, se non lo fai tu alla tua eta’, chi lo deve fare? Pero’ cosi’ sei te stesso a creare le classi di cui parli: distingui, di fatto, la classe di “voi giovani” dagli altri, dando per scontato che questi ultimi siano ipocriti. Se vuoi una societa’ senza classi, inizia te per primo…
Il fatto che tu non conosca l’autore di questo blog (ovvero me) pero’ dai per scontato che sia uno che predichi bene e razzoli male, lascia intendere (che tu abbia ragione o torto, non importa) che ti poni di default in antitesi. Fai l’anticonformista insomma
“Tante persone pensano a come cambiare l’umanita’, pochi pensano a come cambiare se stessi.” – Lev Tolstoy
x Evelyn: esatto Evelyn, non ti sei “messa in piazza”, non hai scritto i tuoi dati personali, non hai svelato i tuoi segreti… hai semplicemente ampliato la tua area pubblica, riducendo almeno qualcuna delle altre. E l’effetto positivo lo vedi te stessa e chi ti e’ vicino.
E’ questo cio’ che intende il post e la teoria: non si tratta di azzerare, ad esempio, l’area privata (nessuno ha un area privata uguale a zero); basta ridurla…
..”sarebbe”…
io aggiungerei..
“saremmo..” molto più semplici..
mo’
ahahah certo! “Saremmo”
Ho detto di “alcuni”, Wolf. Perchè ti senti “attaccato”?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sei C U?
Be’, il tuo messaggio era interpretabile in questo senso (prova a rileggerlo); contento di essermi sbagliato naturalmente, anche perche’ il tuo era e resta un bel messaggio, sia chiaro!
Perche’ non ti iscrivi a Splinder? Non sei costretto ad aprire un blog se non vuoi farlo
Almeno poi ti riconosco dall’avatar…
Io sono così, cioè una persona complessa. Non sono perfetta, ma non mi nascondo.
Appunto… Il post sembrava scritto per te
Io non conoscevo questa teoria, ma mi associo decisamente a quanto ha scritto Dalloway. Anche nel mio caso è così.
Un bacione!
E infatti, se leggi il mio ultimo post… mi sono autoconvinto pure io!
Questo post è veramente bello ed interessante, l’ho letto molto volentieri, io che di solito rifuggo gli scritti lunghi ..
)
Guarda, sono stato interessato alla psicologia per due decenni almeno, eppure, “in chiaro” (che non facesse parte di qualche risposta), non avevo ancora postato granché qua. Se l’ho fatto con questa teoria è proprio perché mi ha colpito molto…
sono sconcertata..
qui cadono le mie difese e il muro che ho costruito intorno a me!
poche cose da nascondere..banali forse..
quindi la mia teoria non regge..esser di “poche parole”…/devo riflettere…
Io proprio di “poche parole” non lo sono mai stato… ma ebbi comunque una reazione simile alla tua… Più che il numero di parole, conta l’apertura verso l’esterno. Riflettici… lo feci anche io
mmm… questa teoria non fa una grinza, eppure non mi convince del tutto… va bene essere aperti, non nascondersi… eppure credo che ci siano i giusti momenti per ogni cosa… cioè, meglio, ognuno deve aspettare il suo momento… altrimenti ci si fa violenza da soli.
)
… e poi, sarà che sono donnina, ma il mistero? vuoi mettere?
Ma se noti io mica ho messo numeri di telefono o indirizzi
Nemmeno il mio nome, e neppure informazioni particolarmente delicate.
L’essere trasparenti non significa necessariamente svelarsi completamente (quello lo si fa solo a letto, a talvolta nemmeno lì! ahahah); anche perché, come spiega la teoria stessa, non saremmo nemmeno capaci di farlo: ci sono zone d’ombra che non conosciamo nemmeno noi
Significa solo rimanere in stato di apertura, nei limiti del possibile…
… parabola del camaleonte?
“camaleonte” sarebbe adatto se inteso come la natura dell’animale che – in maniera naturale – si adatta al contesto nel quale si trova; però spesso si usa “camaleonte” come a dire “trasformista”, “colui che, per convenienza, si adatta alle situazioni”, in quest’ultima accezione non mi piace molto…
Nel Tao, credo, c’è la parabola del camaleonte… dire di sè solo quanto si preferisce, quello che si ritiene di poter mostrare senza forzarsi…
Se la persona che me l’ha insegnato me la passa te la invio…
Si, se lo trovi passamelo. Mi farà senz’altro piacere leggerlo
Hai ragione… molto interessante!
L’importante tuttavia è che ognuno rispetti i propri tempi e la propria indole…
Buon w.e.
Aicha
Sui propri tempi sono assolutamente d’accordo. Sulla propria indole… non e’ detto che l’indole migliore sia quella con la quale siamo nati. Se possiamo vivere meglio con un’indole diversa… forse e’ il caso di modificare anche quella
wolf ho letto ma io era abituata a espormi, guarda che ti possono criticare pure per un articolo, una notizia data male, non è necessario un libro…
comunque è interessante questo post.
No, il commento era riferito alla tua dichiarazione che avresti preferito rimanere anonima
Era un modo di dire che e’ stato un atto di apertura coraggioso e positivo
Sì ricordavo il post e infatti (con una certa fedeltà blogghistica, ammetterai visto che è del gennaio 2008…) ero anche intervenuta…
Adesso non lo avevo collegato immediatamente al mio post sul mio look di fortuna…:) (non so se hai letto il post di sotto, la coda di cavallo è per ovviare alla rasatura che mi hanno fatto per operarmi). Mi ha fatto piacere rileggerlo credimi…e mi fa riflettere anche su quanto mi sta spingendo a fare una mia amica cioè scrivere una mia esperienza personale che seocndo lei potrebbe aiutare altre persone…
Se pensi che qualcosa che puoi raccontare possa aiutare altre persone… be’, allora si’, ha senso farlo
Ma soprattutto devi dar retta al tuo intuito ed alla tua sensibilita’: se non ti senti pronta, lascia perdere, queste cose vanno fatto quando ci si sente abbastanza forti per farle.
Teoria affascinante (come la PNL. Molti anni fa ho partecipato a un seminario sull’argomento e mi si è aperto un mondo)! Purtroppo, però, non tutti si limiterebbero a divulgare le cose che tu dici di te stesso. Non di rado c’è chi, per amor di gossip, per cattiveria o semplicemente per banale invidia, ci ‘ricama su’ e poi divulga… Credo sia questo a spaventare di più…
Appena ho un po’ di tempo mi faccio una cultura sullo "johari".
Buon tutto. Antartica.
Be’, e’ vero… ma se non si ha nulla da nascondere, si puo’ andare a testa alta anche in mezzo a chiacchiere e gossip, no?
Grazie Antartica, buon… tutto anche a te!