Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...
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Diplomazia e ascolto – Shakespeare
Si racconta che Shakespeare avesse la capacità di andare d’accordo con tutti o quasi. Egli riusciva a mettersi sullo stesso piano di chiunque gli si parasse davanti, fosse il re o l’ultimo dei maniscalchi, conversando amabilmente al loro livello.
Un giorno qualcuno gli fece malignamente notare che faceva così perché mancava di carattere e, dunque, al fine di evitare gli scontri, cercava diplomaticamente di non urtare nessuno.
William andò in crisi, temendo che ciò potesse essere vero. Si chiese – magari con altre parole
– se potesse essere un uomo senza palle.
Poi diventò la persona che conosciamo…
Si narra che Shakespeare sfondò divenendo dapprima attore, grazie in particolare proprio al dono di calarsi empaticamente nei panni di chiunque.
Allora si ricordò di quel dubbio che, quella persona maligna, gli aveva messo in testa.
E ringraziò di non averle creduto.
Usare diplomazia nella vita di tutti i giorni non vuol dire non essere determinati o mancare di carattere. Vuol dire solo avere tatto ed empatia verso le persone che abbiamo di fronte. Perché ognuno, attraverso i propri filtri e il proprio vissuto, vede l’universo in maniera differente da noi. Rispettare tale diversità di visione, non vuol dire rinunciare alla propria, se non lo vogliamo; vuol dire anzi darsi una possibilità di percepire uno, cento, mille universi diversi, con una infinita varietà di possibilità che forse, da soli, non saremmo in grado di notare…
Dare agli altri una possibilità di esprimersi, senza pregiudizi per la loro condizione, provenienza e aspetto, significa in definitiva dare una possibilità in più a noi stessi di scoprire qualcosa di nuovo – forse di essenziale – per la nostra crescita.



…liberarsi dal pregiudizio… potrebbe essere un modo utile per relazionare con gli altri… in questo modo (eliminando il giudizio) penso che potremmo ricevere “dall’altro”… e questo potrebbe essere comunque utile per la nostra crescita…
un abbraccio
gino
Bellissimo questo post, incontrare gli altri e lasciare loro la possibilità di esprimersi diventa una nostra ricchezza interiore.
L’ho scritto in un mio libretto….in ogni incontro è racchiuso un messaggio prezioso per il nostro futuro.
Baci
La mia opinione: La società moderna educa gli individui ad un modello mentale fatto di cose estreme, di dualità…riflettere su se stessi, di tanto in tanto, potrebbe far bene a chiunque…io suggerirei ai deterministi come li chiami (amorevolmente tu, Wolf), di considerare l’opportunità di essere più vicini agli insegnamenti che ci vengono suggeriti dalla Natura: Vivere in modo più analogico( più spontaneità, più semplicità, più tolleranza, ecc.), c’é sempre la Via di mezzo che é utile percorrere. Grazie per l’ospitalità, taoista.
Ho ragionato spesso su questo tema…se il mio “adattarmi” agli altri fosse segno di poco carattere o di grande intelligenza… Mi viene in mente lo Zelig di W.Allen che si traformava in chiunque avesse contatti con lui, rabbino coi rabbini, politico coi politici, francese con i francesi, ecc, ma se non ricordo male, quando, divenuto un caso nazionale, veniva intervistato si giustificava dicendo che aveva sviluppato questa sua capacità da piccolo per “piacere ed essere accettato”…
Si’, Gino. Anche perche’, potra’ anche essere vero che l’altro non ha magari nulla da aggiungere a noi stessi, ma finche’ non accettiamo perlomeno di ascoltare davvero cosa ha da dire, non potremo saperlo; potremmo anzi perderci qualche importante tassello…
Carissimo Wolf!!!!!!!!Auguroni!Mi é piaciuta l’ironica nota di mistero che mi ha lasciato il tuo “non immaginerai mai di cosa mi occupo io….”sai…é buffo,ma tuttosomato comprensibile che tu non voglia rivelare particolari della tua sfera quotidiana e personale…In fondo siamo su un blog (per quanto tuo…)accessibile a chiunque…e un po’ di riserbo é naturale…però sai, ho detto che mi pare anche buffo perché (e voglio azzardare, ma lo penso…)attraverso quello che scrivi ,soprattutto in risposta agli altri o citando alcuni su temi universali…,io ci vedo e penso di aver “sentito “chi sei…Un CHI SEI molto più profondo del :che lavoro fai, quanti anni hai, di dove sei….Che di fronte all’animo di una persona sono tutti particolari privi d’importanza…però mi piace immaginarti come una specie di osservatore dell’ animo…Forse una sorta di psicologo e scrittore di libri che tiene conferenze qua e là per il mondo circa le sue ultime scoperte sull’ io e sui rapporti umani…magari invece sarai un rampante manager oppure un insegnante di letteratura…Non lo so, ma non importa…a me basta che tu sia Wolf, l’amico con il quale mi piace confrontarmi su temi che sento vicini e che mi interessano…l’ amico che senzaltro avrà la sua vita, i suoi giorni sì e i suoi giorni no…da qualche parte nel mondo….affacciata sul nostro mar ligure…perché anch’io sono di queste parti…anche se un po’ più versiliese…
tornando al tuo odierno post…Io ho sempre pensato profondamente che bisogna voler incontrare l’altro e ,quindi essere disponibili davvero verso chi ci sta di fronte,liberi da preconcetti, pregiudizi e proiezioni che la mente umana sempre ci conduce a trasportare su chi abbiamo accanto…Solo così l’altro davvero potrà esprimersi liberamente per ciò che é e solo così noi potremo avere l’ occasione di scoprire il suo mondo nuovo, diverso dal nostro, la sua visione diversa delle cose e magari innamorandocene farla nostra, o più semplicemente condividendola o confrontandola all’ insegna del rispetto seppur distante dalla nostro pensiero…Ma personalmente ho visto nel tuo post un altro punto importante che mi ha colpito….Quello che ci ricorda che non dobbiamo farci fuorviare dai cosidetti “grilli parlanti” che si ergono a nostra coscienza….Che dovrebbero illuminarci circa aspetti che ci riguardano tentando, invece, di allontanarci , più o meno consapevolmente,da quello che siamo davvero con la malsana convinzione di farlo per il nostro bene….perché loro ci vedono di più…perché i nostri talenti sono in realtà cosa di poco conto rispetto a una via sicura…quelli che ti dicono che avere carattere voglia dire per forza di cose andare contro, imponendosi con forza…La diplomazia spesso interpretata malevolmente come “furbizia”, non é altro che un modo più delicato e in punta di piedi di volersi approcciare all’ altro, rispettandolo perché ancora non lo si conosce oppure non si conosce fino in fondo la sua idea, non la si conosce abbastanza per dire che é sbagliata così come neanche per dire che é giusta….Perché ognuno ha la propria sensibilità, che io intendo come lente d’ ingrandimento che ci permette di vedere più o meno chiaramente le cose e le persone che la vita ci porta ad incontrare…Cerco di non giudicare mai, di essere aperta a 360 gradi, senza mai tagliare le gambe a nessuno in partenza, ma dandogli sempre la possibilità di sorprendermi, aldilà delle prime impressioni, di quello che potrei captare empaticamente,che conta sì ,ma fino a un certo punto, perché un essere umano può dire molto di più….Detesto le persone ottuse, che non cambiano mai strada per orgoglio se vedono che quella da loro intrapresa é sbagliata…Quelli che dicono lui o lei non ce la farà mai….ognuno di noi se ha la voglia e il coraggio di scoprirsi davvero , di andare alla ricerca dei propri talenti e della propria natura infischiandosene alla grande dei distruttori e dei grilli parlanti può trovare davvero la strada di essere felice…Viviamo in una società che ci porterebbe a mettere in evidenza sempre che siamo qualcosa di diverso da quello che in realtà siamo…Sempre vincenti, sempre brillanti, sempre sicuri, sempre tutto di tutto….tanti non si rendono conto che strada facendo non si ricordano neanche più da dove sono partiti e chi erano all’ inizio…Con le energie, i timori e la voglia di farcela che avevano e così molti…per paura di scontrarsi davvero con le proprie paure….perché se é vero che non tentando non si pùò dire di aver vinto, neanche si può dire peròdi aver fallito….così tanti si appiattiscono e si arrendono presto a una vita preconfezionata, mediocramenente abbastanza sicura…fatta sembrerebbe di pochi entusiasmi, ma anche di pochi imprevisti…non capendo che quello é il loro più grande insuccesso..proprio lo stesso insuccesso rispetto al quale avevano paura di misurarsi, sacrificando quanto di meglio potevano avere…se il povero Shakespeare avesse dato retta a chi non riusciva ad intravedere il suo talento ma che ,al contrario, era convinto di vedere al suo posto mediocrità e vigliacca paura di misurarsi davvero sulla base di un confronto ,cosa che invece probabilmente era nelle abilità del nostro William più che in tanti altri….forse oggi non potremmo deliziarci della lettura di Romeo & Juliet e di tante altre sue opere…
insomma Wolf dentro di noi, anche quando ci sentiamo smarriti e vacanti alla ricerca di qualcosa al quale non sappiamo dare un nome, anche in quel momento, se ci ascoltiamo ritroviamo chi siamo perché é qualcosa che fa parte di noi e che non ci può abbandonare mai….Neanche quando ce ne allontaniamo….Ed é quella la strada che ci fa essere felici….Poi sai vorrei lanciarti un tema….Per un tuo prossimo post…Io e un caro amico che per me é più di un Fratello vero e proprio diciamo spesso che l’empatia ci porta davvero ,come dice il testo che hai citato tu ,a essere qualsiasi cosa vogliamo rispetto al nostro interlocutore…Qaundo nutri diversi interessi e passioni e quando riesci ad intrattenere con l’altro un rapporto davvero in sintonia puoi trasformarti anche tu in qualcosa che fa sempre parte di uno dei tuoi molteplici aspetti….Ognuno di noi diventa sempre una persona diversa a seconda dell’ interlocutore che ha davanti che stimola in noi più l’ una o l’ altra corda, pur rimanendo sempre noi stessi, perché tutto questo fa parte di noi….proprio perché l’essere umano può , se vuole accedervi, avere al suo interno una fonte inesauribile di ricchezza che gli viene empaticamente attraverso il confronto con gli altri oppure perché li ha dentro di sé , ma ancora li deve scoprire….Mi sono un po’ dilungata Wolf….Ma sai Una parola tira l’altra e poi un’altra ancora…Spero di essere stata sufficientemente chiara….e comprensibile…Un bacione carissimo e a presto….Layla
Ciao Evelyn
Se quel messaggio puo’ davvero essere o meno importante, lo potremo scoprire solo lasciandolo libero di manifestarsi. Noi avremo poi il tempo e l’autonomia di decidere se e’ utile a noi ed alla nostra crescita.
Restituisco i baci
Assolutamente, Nuovo
E la via di mezzo e’ l’ascolto senza pregiudiziali: saremo poi liberi di valutare se quanto ci viene detto e’ utile o meno alla nostra crescita 
Non ascoltare a priori e’ dannoso tanto quanto accettare cio’ che si sente senza valutarlo criticamente.
Grazie a te per i tuoi sempre graditi interventi
Ciao Lipodotata
Non ricordo lo Zelig di Allen… Credo che il punto fondamentale per rispondere alla domanda “e’ poco carattere o e’ saggezza?” non sia l’ascolto e l’adattamento in se’, perfino la moderna psicologia oggi valuta molto positivamente il “rispecchiamento”: esso permette di entrare in sintonia con il prossimo e cio’ e’ senz’altro utile per capire le reciproche posizioni.
Il punto e’ casomai cosa faremo di quanto abbiamo ascoltato: se saremo capaci di valutarlo criticamente, senza darlo pedissequamente per scontato ne’ bocciandolo a priori perche’ non e’ farina del nostro stesso sacco, allora potremo essere i padroni della nostra mente, decidendo volontariamente se aprire la porta o meno, se adottare o no, quanto abbiamo ascoltato.
Chi fa’ cosi’ ha a disposizione un enorme numero di possibilita’ donatogli dal potere della condivisione.
Cara Layla, hai scritto un bellissimo commento che personalmente approvo in ogni sua parola. Al tuo ultimo paragrafo rispondo che sono d’accordo, purche’ naturalmente ci sia vera apertura. Troppe persone quando sono impegnate in un dialogo, non stanno in realta’ ascoltando veramente. Sono troppo prese a proteggere la propria posizione, a pensare cosa altro possono dire in sua difesa, per ascoltare davvero cosa viene detto dall’altro. Per chi invece ha apertura… si’, succede cio’ che dici te; il potere della condivisione moltiplica i punti di vista e, con essi, le possibilita’ di scorgere strade che altrimenti ci sfuggirebbero…
Ricambio il bacione
Ho adottato di recente un sistema per andare d’accordo con tutti, non si tratta di “mancanza di palle” (anche perchè cmq personalmente me le dovrei costruire eheheheh) ma di volontà interiore (la mia) di vedere un angelo in ciascun essere umano. Quando mi capita (e mi capita spesso per esempio nell’ambiente di lavoro, gli amici si scelgono, i colleghi no) di sentirmi irritata per l’atteggiamento di una persona, volto immediatamente la prospettiva. Anzichè vederne il “difetto” di quel momento penso ai suoi pregi (tutti ne abbiamo ^_^) e in questo modo riesco a sorridere e a pensare a quanto meravigliosa è o è stata quella persona in quella particolare occasione; questo mi è di enorme aiuto per non “giudicare” la persona solo da quell’attimo. E come sempre accade mi rendo conto (e tu lo sai bene perchè più volte l’hai detto
) che tutto parte da me, da noi. Ti abbraccio stretto stretto, hai un blog veramente stupendo, è sempre fonte di arricchimento o conferma passare da te,
Elena
Ehi che bel post…sembra riecheggiare la garbata polemica che avemmo qualche giorno fa sulle tue pagine nel post di capodanno quando io dissi che (più o meno) andavo d’accordo con tutti.
Sì io quando mi relaziono con qualcuno primo cerco di mettermi nei suoi panni (la famosa empatia anche se il termine è più ricco e profondo…) secondo cerco di fare mie le osservazioni che mi si fanno. Certo è percorso pericoloso perchè a volte si rischia anche di ascoltare cattiverie gratuite, però chi ha fatto un percorso interiore che porta ad ascoltare così il prossimo dovrebbe (e dico dovrebbe perchè a me è capitato anche di prenderle per buone e rimanerci male e solo dopo molto tempo ho capito che erano cattiverie allo stato puro…) anche essere in grado di capire quando sono cattiverie e quando no…
Lascio solo un piccolo inciso per Layla…Wolf non è poi così avaro di notizie di sé come parrebbe far credere il tuo commento.
Certo non apre un blog dicendo “Sono wj, vivo a k. faccio il …. nella ditta xy”
Ma questo, giustemente nessuno di noi lo fa.
Sarebbe un ufficio anagrafe non un blog.
E’ un anno che virtualmente lo frequento e giorno dopo giorno ci siamo raccontati tente cose reicprocamente…
qualcuno a suo tempo insinuò in me lo stesso dubbio…sono ancora in tempo per fare l’attrice?
x Elena: andare d’accordo proprio con tutti e’ davvero difficile, Elena… Ci sono persone che hanno costruito limiti invalicabili, che sono chiuse a qualunque forma di dialogo. Con persone come queste a nulla valgono i tentativi che elenchi al fine di “andarci d’accordo”; al limite, capendone comunque gli umani problemi che hanno causato la loro condizione, si puo’ solo accettarle per cio’ che sono (talvolta la parola giusta e’ proprio “sopportarle”
), almeno per il tempo per cui ci si ha a che fare.
Questo pero’ non toglie che il tatto e il rispetto, vadano usati anche verso queste persone, che forse non diverranno mai nostre amiche e nemmeno valenti interlocutrici, ma perlomeno avremo trattato con umanita’, cosi’ come ci aspettiamo facciano gli altri con noi
Poi e’ chiaro, se diventano anche moleste, e’ giusto prendere le distanze…
Restituisco l’abbraccio e… grazie per il complimento sul blog
x affabile: sull’andare d’accordo con tutti, guarda cosa ho appena risposto ad Elena, qua’ sopra…

), semplicemente preferisco – al momento – non farlo cosi’ in chiaro su un blog pubblico
Sul commento a Layla… tu non lo sai, ma io e lei ci “incontrammo” nello stesso posto virtuale dove ci incontrammo noi due
Come giustamente dici, non avendo nulla da nascondere non ho problemi a fornire notizie sul mio conto (non bancario!
ahahah Psicologika!
Io ero gia’ piu’ avanti (e’ autoironico, naturalmente): quel dubbio me lo posi da solo! ;D
Perche’ no? Provaci…
Ho capito da tempo, che la gente ha sempre e cmq da ridere. Tanto fare come detta coscienza e basta.
Secondo me la parolina magica e’:UMILTA’ che non significa annullamento ma il giusto contenimento dell’EGO.Confrontarsi senza prevalicarsi ma per costruire insieme e’ fondamentale per la ricerca del proprio Se interiore.Imparare a disciplinarsi significa anche “tenere sotto controllo”se stessi….al fine di evolvere,quindi mutare,cambiare….. azz ho parlato troppo…un sorriso Deb
“Ma tu, che sei una persona così intelligente, cosa ci fai con tre scemi come noi? Perché proprio non lo capisco…”
E’ una frase pronunciata dopo una notte insonne, cui non risposi.
Mi ferì profondamente.
Ciò che è diverso da noi non ha valore? L’esperienza umana altrui non ha valore?
Disprezzo chi ha pronunciato quella frase, perché ci credeva… e perché sapeva di far male, agli altrui due soprattutto.
Si’, Zuli’… hai ragione
Non e’ strano avere opinioni divergenti, in fondo. Peccato pero’ che spesso manchi il tatto e il rispetto nel farle presenti. Molti esprimono le loro opinioni non come se fossero soggettive, ma come se dovessero essere la verita’ assoluta.
No, Deb! Perche’ “hai parlato troppo”? :-} Non mi pare…
Condivido quanto da te scritto.
Ciao Seilenes, e benvenuta
Che dire… dipende molto dal tono con cui quella frase e’ stata pronunciata. Ovvio che mi piacerebbe pensare che sia stato un disastroso tentativo di complimento nei tuoi confronti… Ma immagino che, visto che ti ha cosi’ colpito, non sia cosi’… e di cio’ non posso che dispiacermi.
Io ho fatto della diplomazia un’arte, e ancora mi sorprendo notando quanto sono brava a destreggiarmi con i casi più difficili. E’ un modo anche questo per contribuire all’armonia nel mondo. A volte basterebbe davvero poco per potere stare meglio tutti…
un abbraccio
Ah si’, Dalloway! E’ vero
Talvolta ammetto che, nonostante la buona volonta’, incontro qualche difficolta’!
Ho letto poco finora del tuo blog, ma ho come l’idea che potresti darmi qualche lezione in merito a “come trattare gli altri”
Bel post, bellissimo esempio di empatia!
Ed eccomi ad ammettere di non saper cosa sia la diplomazia……….
Non riesco proprio ad essere diplomatico.
Buon Anno!
Ezio
ahahah Ezio! Be’, puo’ essere uno dei propositi per l’anno nuovo, che dici?
Non è sempre stato facile essere diplomatica, soprattutto per una permlosa come me
Ma cercare di essere in pace con se stessi, porta a migliorare i rapporti anche con gli altri (e a fregarsene dei giudizi di poco conto).
Un caro saluto e buon pomeriggio …
Un attacco diretto mascherato da mezzo complimento. ^_- Nulla di irrimediabile.
gli altri due.
Mi ha permesso di farmi la stessa domanda e di trovare tante, ottime risposte per cui, come persone, apprezzo…
pregiudizi!!!
..come ci si libera da questa catena?
mah!
Ciao passaggi
Sicuramente essere in pace con se’ stessi aiuta, ma senza la volonta’ di essere disponibile al dialogo, non basta. Tu evidentemente hai entrambi… 
Un caro saluto a te…
Seilenes, che dirti?
Se sei sicura che sia stato un attacco… e’ un tuo diritto tutelarti.
x Rose: comprendendo che anche gli altri, non solo noi stessi, sono esseri umani; fallaci e condizionati – a modo loro – come noi
E’ chiaro poi che, ripeto, se si rivelano dannosi, e’ piu’ che giusto tutelarsi prendendo le dovute distanze.
Ottimo: è ora che si rivaluti la diplomazia!Io non credo che dire a uno che ha una faccia da culo, per esempio, faccia il suo bene. bisogna anche sapere come dosare le opinioni. E’ bene dire le cose in modo da non ferire l’altra persona. In quanto poi ad accettare le diversità altrui, è una cosa che tutti dovremmo imparare se non sappiamo farlo.ciao.
Dear, condivido le tue parole
Ciao Wolf! Buon 2008: pieno di sana e saggia follia!!!!! (Torno dopo a leggermi il post.) Kiss
Rispettare e condividere i punti di vista altrui… è proprio come hai scritto, un grande arrichimento per noi stessi, la possibilità di vedere il mondo da angolazioni diverse… e spesso scoprire lati inesplorati… indossare abiti mai indossati prima…
crescere… e fin qui va tutto bene…
Sai qual è il momento in cui perdo questa visione? quando la figlia adolescente sembra quasi faccia apposta ad postentare la visione opposta alla mia… mi va in tilt tutto… e divento intollerante… della peggiore specie!!!!
un caro saluto…
Fly
…sono diplomatica
anzi molto, qualche volta ho temuto di esserlo persino troppo…da un po di tempo però non ho piu nessun dubbio…ho consapevolezza che così come sono va bene…
Buona serata Wolf…
Grazie Psico… Tanti auguroni anche a te
x Fly: ahahah ma certo! Deve essere per forza così… altrimenti andare d’accordo con tutti sarebbe troppo facile
E’ proprio in questi casi che bisognerebbe fare esercizio di virtù… ma lo so fin troppo bene: non è facile
Ciao Pdesideria
Il “troppo” in diplomazia esiste solo quando essa prende il posto di una “dovuta” reazione “più forte”… Ma finché non si arriva a questi punti… ben vengano tatto e ascolto!
Buona serata a te
…ripasso per un saluto…
buonanotte
Ehhh… Io ero un pò come Shakespeare una volta… Troppo diplomatico… E passavo per scemo. Ora le cose sono leggermente cambiate… Resto sempre diplomatico ma con l’aggiunta di uja soglia limite, insuperabile! Grazie per l’augurio carissimo conterraneo! Sappi che contraccambio con piacere e mi godo LA STANDING OVATION!!!!
Eh, ma caro Fallen (uhm… non è molto carino questo nomignolo…
), essere diplomatico non voler dire non
))
cantarle quando ci vogliono
La sincerità è una qualità, nessuno lo mette in dubbio, però spesso viene usata per ferire. L’ascolto degli altri, il cercare di capire le loro ragioni, le loro motivazioni, non può che essere positivo.
Chi sa interpretare i drammi esistenziali è un artista della vita. Saper vedere nell’altro una possibilità espressiva da rispettare ed onorare è un vero e proprio dono. La chiave è sempre la percezione che, se ampliata, plasma e potenzia l’anima ed i suoi poteri. L’energia unisce tutti noi come fossimo aggrappati alla stessa ragnatela. Tutto questo non può più essere ignorato. L’uomo nuovo ha imparato ad essere umile per potere conoscere meglio i propri limiti ed anche il mondo che lo circonda. Flessibilità, sensibilità ed apertura mentale offrono una nuova prospettiva per l’era che sta arrivando, ovvero la possibilità di compiere un immane salto evolutivo. Si comincia da qui.
)
Buona giornata e grazie per il commento e l’augurio.
Io credo che l’empatia sia la chiave che ci possa permettere un sereno rapporto con ogni tipologia di persone e ho sempre cercato nel mio piccolo di attuare questo modo di porgermi agli altri
Devo dire che con successo mi trovo bene con tutti e poi il rispetto è anche un mezzo per stare bene con le persone …
Un caro saluto Wolf…
Giada
Mi spieghi per favore che vuoi dire con il tasto on/off
Ciao
x happysummer: solitamente non e’ la sincerita’ a ferire, bensi’ la mancanza di tatto con la quale viene esposta. Sai, la gente ha spesso paura di ascoltare davvero, perche’ cosi’ facendo teme di dover mettere in discussione le credenze che ha via via maturato negli anni…
x Galahadrys: sempre interessanti i tuoi commenti
Da buon “scettico” non mi esprimo sul salto evolutivo della nuova era, pero’ concordo certamente col resto del tuo messaggio. Anche perche’ “rispettare ed onorare” non significa “dare per scontato che cio’ che si sente sia vero”, semmai accettare che e’ semplicemente il punto di vista di un’altra persona, e pertanto – perfino se, dopo valutazione critica, decidiamo che non fa’ per noi – rispettarlo, ricordandosi che cio’ che e’ “meglio” per noi puo’ non esserlo per chi abbiamo di fronte. Parli di umilta’, e in effetti e’ per me una parola chiave: credere che la propria sia la “strada giusta per tutti”, e’ una credenza erronea, presuntuosa e, spesso, arrogante.
Buona giornata a te…
Be’, Giada, ti faccio i miei complimenti
Io credo che rispetto e tatto siano mandatori per tutti, e che l’ascolto sia un bene, ma non ho scritto che cosi’ riesco ad andare d’accordo con tutti
Ti invito a leggere il mio commento #15…
DIRE CHE SONO D’ACCORDISSIMO CN TE…è DIRE POCO..SAI A VOLTE SONO STATA CRITICATA ANCHE DA PERSONA CHE MI VOGLIONO BENE, PERCHè A DIRLA TUTTA DALLA LORO PARTE IO..PARLO “anche cn le pietre della strada”, mi è stato detto che a volte dovrei guardare dall’alto in basso..nel mio lavoro a volte è facile!!(sono un’insegnante di scuola elementare)..ma sinceramente nn ho mai e poi mai ascoltato questi consigli, saranno venuti anche dal cuore di chi mi vuole bene, perchè a volte ho ricevuto anche bei torti per questo mio modo di essere!! mah che importanza ha? i genitori dei miei bambini devono obbligatoriamente darmi del tu, compreso tutto il personale che lavora nella scuola…poi vedo colleghe che pretendono il “lei”, nn le capisco e…potrei dilungarmi ma..devo rientrare a scuola…grazie caro pee questo post!! ti abbraccio!!! b.pomeriggio!! spero di risentirti!!
Che meraviglia poter parlare con tutti, di qualunque “rango”, senza fare differenza, ascoltando con orecchie, occhi e pelle aperti…
Chi ci riesce sempre è una persona davvero speciale, come Shakspeare. Chi non ci riesce sempre ma ci prova, sa quanto questo paga.
E’ chi nemmeno ci prova che senza volerlo s’intossica, perdendosi a rimuginare, ipotizzare, immaginare e tenendosi incautamente a distanza dalla vita…
grazie delle tue visite sempre gradite
glZ
No, Simona, trovo orribile che un insegnante di scuola elementare “guardi dall’alto in basso”… ma anche fosse un docente universitario poco – a rigore – cambierebbe.
Sono sicuro che sei piu’ apprezzata (ed ascoltata!) te, di quanti si fanno dare del “lei”
Buon pomeriggio a te
Gloria, perfettamente in linea con le tue parole
ti lascio anche un caro saluto seguito da un sorriso
e ti ringrazio per gli auguri, che ti rinnovo….
un bacio :-*
Condivido con moderazione. Talvolta anche lo scontro puo’ essere un modo per ascoltare e farsi ascoltare.
TALVOLTA.
Il mio modo di approcciarmi alle persone in effetti è proprio questo, è così naturale che se qualcuno ogni tanto non me lo facesse notare, neanche mi porrei il dubbio insinuato “del maligno” di Shakespeare; a dire il vero poi, neanche mi fermo a chiedermi se sia giusto o sbagliato, anzi, è una delle poche cose di me, di cui sono contenta. =)
Ciao Fragolina
Rispondo al tuo saluto, al tuo sorriso ed al tuo bacio
x Senzabussare: in realta’ diplomazia e scontro possono essere due alternative contrastanti solo in apparenza. E’ evidente in fatti che, quando e’ necessario arrivare ad una conclusione e non c’e’ vero ascolto dall’altra parte, lo scontro diviene inevitabile.
Ti invito a leggere questo scritto di qualche tempo fa’: http://www.wolfghost.it/post/14621241/Mantenere+il+dialogo
x Celine: Bene… allora continua cosi’ e non farti mettere il dubbio nemmeno da questo post e commenti annessi
Pensa che a me è successo q.c. di simile a quello che successe a William. Tanti anni fà una persona mi fece notare che io non criticavo mai nessuno e vedevo sempre il lato migliore delle persone. Questo, secondo questa persona, faceva in modo che poi gli altri si dimenticassero di me. In altre parole sosteneva che è meglio trattare male le persone. Sono passati diversi anni da allora e per fortuna non sono cambiata. Ho sempre avuto un modo dolce di approcciare le persone e ne sono contenta:)
buona serata, Lands
l’hanno detto anche a me, tante volte… meno male però che non sono diventata un’attrice!
Ciao lupo, e buon anno!!!
Giusy
Ciao Lands
A me invece il dubbio venne da solo!
Forse anche per questo, quando ascoltai questo racconto prima di una performance teatrale alla quale assistetti molti anni fa’, esso mi rimase impresso
Buona serata a te!
E perche’, Giusy?
Magari saresti stata brava come attrice…
Buon anno a te!
E’ uno dei più grandi doni che riconosco nelle persone.
Sono le persone che si arricchiscono di più…le più grandi.
Ci vuole predisposizione , ma sopratutto grandissima intelligenza e umiltà.
Bentrovato Wolf*
Sono d’accordo Pinky
Infatti mi e’ sempre sembrato piu’ sicuro di se’ un uomo che sappia riconoscere il dubbio di uno che tira dritto come avesse il paraocchi. Il secondo in realta’ ha perso la capacita’ di “vedere”, chiudendosi nelle proprie convinzioni e, con cio’, ha smesso di crescere limitandosi a difendere le proprie credenze per timore di vedere crollare tutta l’impalcatura su cui ha costruito la sua falsa sicurezza.
Ciao cara Pinky
Io MI porgo con rispetto ed empatia verso tutti è chiaro che non ho la stessa risposta da tutti ognuno recepisce soggettivamente ..
E’ in quest’ottica che mi trovo bene con tutti
Se poi capita e succede lo so ti do ragione che tra tanti ci sono anche gli antipatici non mi faccio il sangue amaro per tanto tempo se sono come coloro i quali fanno i peggior sordi di chi non vuol sentire io mi allontano da loro…
Non so se mi sono spiegata bene spero di si …
Un abbraccio
Giada
Mi sono rassicurata con il tuo post..io sono un pò come Shakespeare..ho speranza allora…^__*
Un abbraccione! ^_^
le persone malvage sono proprio quelle che ci fanno credere le cose più assurde…con la maschera dell’affetto
x Giada: ti sei spiegata benissimo
Quando è possibile farlo, allontanarsi in una situazione del genere è ciò che consiglio anche io. Tuttavia ci sono dei casi dove allontanarsi può non essere facile, pensa ad esempio a qualche collega di lavoro del quale proprio non puoi fare a meno… è allora che la situazione diventa difficile. Talvolta è necessario ricorrere ad una forma di… diplomazia “astuta” al fine, se non altro, di non essere sempre in tensione.
Ricambio l’abbraccio
bellissima pagina…i miei sentiti complimenti!!
x Dolcelei: e vai! Attrice anche te allora!
Ricambio l’abbraccione!
x Pallyna: capisco cosa vuoi dire, e sono d’accordo: l’affetto qua c’entra davvero poco, è davvero solo la maschera dietro la quale si cela ben altro, come invidia, spirito di possesso e sopraffazione, mera convenienza. E’ chiaro che probabilmente queste persone agiscono mosse da problemi problemi, ma è anche vero che – per quanto si possano capire e compatire, non dobbiamo pagare noi il prezzo degli sbagli che qualcun altro ha commesso con loro. Se è possibile, perfino perdonando, è giusto mettere molto spazio tra noi e queste persone.
Se non ti è ancora capitato, leggi anche cosa avevo scritto qua:
Il perdono
Grazie Stregalunare, sei molto gentile
…la diplomazia è, anche, l’arte di dare dell’imbecille senza che la persona se n’avveda subito…
In questo il francese, lingua del mondo diplomatico, aiuta molto.
Ad ogni modo, saper ascoltare (ascoltare non ha la stessa valenza di sentire…) e usare modi cortesi (diplomatici) permette un approccio positivo con le persone. Nulla vieta, tuttavia, di reagire ai modi scortesi…
Ciao
O.
Eccomi
ho letto anche il post che mi hai linkato! Credo che alla fine ci sia un parallelismo tra questi due. Visto da occhi “attoriali”, chi, infatti, meglio dell’attore può mettersi nei panni degli altri e essendoci e trovando la verità in essi, capire?! Vedrai se entrerai nel mondo del teatro ancora di più ne rimarrai incantato…
Un saluto ^^
Il probelma è sempre lo stesso…si cerca sempre di imporre se stessi e difficilmente di prestare ascolto a quanti ci son difronte…
Liberarsi da pregiudizi.. imparare a rispettare gli altri…e aprire la nostra mente …
Bello davvero questo post…complimenti…
Buona giornata…
LeAAA
ahahah naturalmente, O.
Io davo alla parola “diplomazia” l’accezione di usare tatto e rispetto verso l’interlocutore. Ma “diplomazia” ha senz’altro molte sfumature, anche in dipendenza del contesto
Ciao
Gia’, LadySackville, cosi’ o il contrario: chi, avente queste capacita’, e’ piu’ adatto per quell’attivita’?
Ricambio il saluto
Esatto Lea, credo che quanto hai descritto succeda piu’ frequentemente di quanto pensiamo. Magari – e sperabilmente – solo parzialmente
Insomma… parlare con una sagoma di polistirolo espanso non e’ piacevole 
Buona giornata a te…
w la diplomazia
DDDD
la mia l’adoro..e non mi importa di chi dice il contrario..odio le polemiche sterili!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
baci..pam
ahahah che entusiasmo Pam! Contento che tu sia cosi’ d’accordo
Porca puzzola
da ieri mi hai creato l’ obiettivo, che mi pongo di raggiungere entro pochi mesi, di imparare ad essere diplomatico.
e’ vero non si smette mai di crescere, basta cogliere ogni piu’ piccola occasione!
GRAZIE!
Ezio
ahahah dici sul serio o mi prendi in giro?
Nel primo caso, be’… mi fa’ piacere averti creato un obiettivo positivo!
Quando la diplomazia, quando l’arte di negoziare, quando l’empatia e la voglia di ascoltare e comprendere il nostro prossimo sconfinano in mancanza di piglio, di potere decisionale, di coraggio di come ben dici di OO, o peggio ancora quando tutte queste “virtù” vengono usate come subdolo strumento per scopi personali, allora quest’arte diventa scadente e di poco valore. Molte persone usano proprio questa sorta di maschera paragonabile ad un eccellente “savoir faire”, per insabbiare la loro più o meno totale incapacità di prendere decisioni, di saper fronteggiare il mondo esterno. Per contro esistono persone dotate di un’innata arte diplomatica, che sanno mediare e sanno porsi nel giusto modo nei confronti degli altri, persone tolleranti e di sani principi, dotate di tatto e garbo. E secondo me di grande stile e finezza intellettuale. Non è così facile trovare Persone così; persone capaci di calarsi nei panni degli altri, persone che bandiscono ogni giudizio morale e sanno sempre mantenersi centrate sul presente delle cose, senza lasciarsi cogliere da simpatie o antipatie “a pelle”.
Beh, conosco persone di questo genere, e devo dire che a volte mi capita di dubitare della loro autenticità. Quelle vere, di mia conoscenza, si possono contare sulle dita di una mano e sicuramente ci stanno pure larghe!!!
Un caro abbraccio ed un immancabile KISS
Magnifico l’aneddoto sul grandissimo Shakespeare!
x psicosomatica: sono d’accordo con la tua suddivisione. Il problema spesso nasce quando incontri una persona che abbia avuto solo a che fare con la prima categoria e che, percio’, finisce per essere prevenuta vedendo tale “scadenza” in ogni forma di diplomazia o tatto, finendo per “bollare” anche quella che invece non lo e’.
Abbraccio e kiss anche a te
Anne… allora vuol dire che quanto ho scritto dopo l’aneddoto non ti e’ piaciuto? :….(
Scherzo!
Io non potrei cantarle quando ci vogliono, sono stonato!
Oh! Questo non sarebbe un problema: se vuoi essere fastidioso, se quando le canti sei perfino stonato e’ anche meglio! ;D
..non son per natura diplomatica, ma questo lo sapevamo già..
eppure condivido pienamente ciò che dici…ma penso che non c’entri con la diplomazia..
ascoltare l’altro, mettersi in relazione..lasciare un po’ a casa l’ego e dedicarsi al “mescolamento” delle cose e poi farsene un’idea…
però ripeto..
la diplomazia proprio..
non la digerisco!!!
Certo, “diplomazia” e’ una parola dalle molte accezioni… credo ti troveresti nelle parole di psicosomatica (commento #82) alle quali ho risposto al commento #84
Grande lezione di profondità e tolleranza..sempre illluminante faro Wolf!
Esagerata!
Altro che faro (casomai “lanterna”, visto che vivo a Genova
), a volte non sono nemmeno la fiammella di una candela per me stesso!
A dicembre ho lavorato come interprete francese italiano per un formatore che a sua volta insegnava a dei formatori una nuova tecnica di comunicazione che si basa sui 6 profili di personalità (in nome della tecnica è la Process.com). Si parlava proprio di come è importante conoscere noi stessi e capire quale profilo è preponderante e quale meno in noi – e ciò è dato da come siamo in origine fin dalla nascita e dal nostro vissuto, unico – per poi sapersi adattare ed avvicinare agli altri per creare un canale di comunicazione, questo non senza sforzi, ma è proprio qui che si vede la capacità e la voglia di instaurare un dialogo, nonostante le diversità…è stato molto interessante, ora mi capita di leggere le persone in questo senso e cercare di trovare la via per andare d’accordo, pur avendo le mie convinzioni ed idee personali com’è naturale che sia… appena possibile, leggo anche gli altri commenti… un abbraccio!
Alessandra
Interessante, Alessandra! Soprattutto sarei curioso di conoscere come veniva giustificata dal formatore la base congenita della quale parli… Motivazioni genetiche o metafisiche?
Genetiche.
I profili sono 6 e ogni persona ha questi profili, uno o due prevalgono sugli altri:
perseverante
lavoratore
empatico
sognatore
ribelle
promotore
Ognuno con caratteristiche diverse e specifiche.
C’è una BASE e c’è una FASE: abbiamo tutti una “base” che corrisponde alla nostra persona fino ai 3 anni circa ossia il nostro bagaglio genetico e che s’identifica con il profilo più accentuato in noi, ad esempio “empatico”.
Poi abbiamo tutti una “fase”, ossia le motivazioni e gli stimoli di cui abbiamo bisogno per sentirci realizzati e soddisfatti ed appagati, che corrisponde ad esempio al profilo “lavoratore”.
L’empatico sarà una persona che ha il bisogno del contatto, dell’approccio visivo del dialogo e di sentirsi “amato” e di mostrare empatia verso gli altri. La sua “fase” di lavoratore emerge quando ad esempio sul lavoro sarà una persona organizzata, strutturata, che ha bisogno di avere un riscontro ed apprezzamento per il lavoro eseguito e per aver raggiunto un obiettivo e di sentirti utile…
Un ribelle che ha bisogno di cambiamenti e di uscire dagli schemi e di novità dovrà fare uno sforzo maggiore nel comunicare con un lavoratore, ma a seconda dei contesti può adattarsi e riuscire a creare comunicazione…
Ora non è semplice esaurire il discorso, ma spero di averti dato un’idea…
Si, si, me l’hai data
E molto interessante anche. Concordo con questa idea, anche se il “genetico” puo’ essere interpretabile anche da un punto di vista esoterico (in fondo perfino Dio per manifestarsi nel mondo ne usa la sua chimica, no?).
Credo che la “fase” possa essere coltivata ad arte (sperabilmente da noi stessi, altrimenti qualcun altro cerchera’ di farlo al nostro posto ed a suo vantaggio), fino a sovvertire l’ordine “genetico”.
Empatia, interessante!
Credo che è difficile parlare con qualcuno senza un pre-giudizio, se si tratta di una discussione specifica, ma, ascoltando il nostro interlucotore egli prima fa cadere il "pre" e poi cambia il "giudizio".
(scusami per il gioco di parole, ma ci stava bene)
Sono perfettamente d’accordo che essere imparziali è un ottimo mezzo per ascoltare.
Empatia credo che significhi "sentire con l’anima" l’altra persona.
E allora, presumiamo che la persona che mi sta di fronte mi fa un complimento che dovrebbe farmi piacere, ma potrei anche sentire per "empatia" che è un complimento falso, pure essendo un ottimo "attore".
Ti è mai capitato di avere a che fare con persone che senti simpatiche o antipatiche senza un valido motivo per essere tali? A me. Si.
Grazie per la riflessione!
Rondine
Il prerequisito e’ il saper ascoltare senza credere a priori di avere la "verita’" nelle proprie mani, altrimenti non si ascoltera’ veramente.
A mio avviso la simpatia o antipatia "a pelle" e’ comunque legata a qualche ricordo che affonda nel nostro passato: magari la persona che abbiamo di fronte ci ricorda qualcuno (che probabilmente non abbiamo presente o abbiamo addirittura dimenticato) che ci colpi’ – negativamente o positivamente – in un passato magari lontano.
Non essendone consapevoli, attribuiamo il nostro stato d’animo a "simpatia" o "antipatia"…
Naturalmente e’ solo una delle possibilita’