Chi sono

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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"L'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere" - Boris Pasternak
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... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)

postheadericon Vite Scartate – La magia del caso e il potere della scelta

Visto che è la vigilia di Natale, voglio pubblicare una storia di "ordinario vivere" a lieto fine ; niente di straordinario, è qualcosa in cui tanti si potranno riconoscere e, spero, che a tante altre persone capiterà in futuro… Chissà, magari anche a me! ;-)
Purtroppo la fonte si è persa negli anni, era un articolo apparso su una rivista che ricopiai sul mio PC, non scrissi il nome dell’autrice…

Il mio augurio di Buon Natale e Felice 2008, più che essere legato a queste due date, vuole essere di carattere generale, ed è questo: Che chi non ha serenità possa trovarla presto e… che chi ce l’ha già, possa passare allo stadio successivo: la felicità.
Ricordatevi sempre le tre componenti fondamentali: sapere cosa si vuole, avere determinazione per ottenerlo, avere la flessibilità per capire quando è necessario aggiustare la rotta o – addirittura – porto di arrivo, nel caso ci si renda conto che quello previsto inizialmente sia realmente irraggiungibile.

Vite scartate
Ce le lasciamo alle spalle strada facendo, per scelta o per caso.

mani coppiaMio padre conobbe mia madre durante una partita di poker. Dice che non aveva mai visto nessuno bluffare cosi bene. Lei sedeva a un tavolo sotto un olmo con cinque uornini e nascondeva la sua padronanza della difficile arte della dissimulazione dietro un sorriso dolce e sereno. Ripulì le tasche a tutti. Papa non riusciva a staccarle gli occhi di dosso.
Era la festa annuale della ditta di mamma, e lui l’accompagno a casa a piedi. La settimana dopo le inviò una cartolina da Chicago: «Ti ricordi di me? Spero di si, perche uno di questi giorni ti telefono. David.»
Fu solo per un colpo di fortuna, papà ce lo ripeteva spesso, se quel giorno lui si trovò alla festa. Rappresentante di una grande industria di componenti elettroniche, quel sabato mattina era in città per visitare clienti, e passò dalla filiale dell’azienda per fare alcune telefonate. Mentre era lì chiamò il responsabile di una stazione radio locale con cui papà aveva fatto qualche affare e lo invitò alla festa.
Mamma scriveva per conto di quella stazione radio. Se mio padre non si fosse fermato in ufficio quella mattina, ci disse, o se fosse arrivato due minuti piu tardi…
Mia madre rivide papà, ma usciva anche con altri ragazzi, tra cui un rappresentante di auto che ormai è entrato nel lessico e nella leggenda familiare. Aveva conosciuto da poco papà, quando il rappresentante di auto le regalo per il compleanno un orologio, un regalo che a quel tempo suggeriva una svolta della relazione verso il fidanzamento ufficiale. Ma lei gli restitui l’orologio, e una notte di alcuni mesi dopo svegliò la nonna e le disse che avrebbe sposato David.
Io invece avevo otto anni quando conobbi il mio future marito. Era al liceo, un amico di mio fratello. Me lo ricordo solo di sfuggita, perche ero molto piu attratta da un altro amico di mio fratello.
Quindici anni dopo, l’uomo che avrei sposato torno in città per Natale e si fermo dai miei genitori per uscire con mio fratello. Quando mi rivide, mormorò: «Chi e quella?» Mio fratello lo guardò stranamente e rispose: «E solo Lisa.»
Lui si ripresentò e finse di non riuscire a confezionare i pacchetti dei regali. Io finsi di credergli e gli diedi una mano. Venne spesso a casa nostra nei giorni seguenti. «Non so chi gli interessa» diceva mia madre «se tu o tua sorella.» io invece lo sapevo. Ma quel fine settimana presi un aereo per trascorrere il Capodanno con un altro uomo, in un’altra città. Anche se ero stata scelta, non ero ancora pronta ad ammetterlo.
Se fosse stato un altro momento, un luogo meno lontano e se non mi fossi già, per quanto inconsapevolmente, sentita fidanzata, forse avrei finito con lo sposare quell’altro uomo. E se non lui, forse un altro ancora.
A volte ci penso: come il tempo ci trascina con sé e ci fa arrivare in un punto dove abbiamo due sole scelte. Per caso e per scelta, ci lasciamo alle spalle altre vite che avremmo potuto vivere, piene di diverse passioni e gioie, diversi problemi e delusioni.
Mio padre avrebbe potuto non essere invitato alla festa. Oppure mamma avrebbe potuto scegliere il rappresentante d’auto e avere altri figli e un futuro completamente diverso.
Altre volte, soprattutto quando rincaso tardi e tutto tace e mio marito e mia figlia dormono raggomitolati con il libro di favole aperto sul letto, mi capita di pensare alle esistenze che non avremmo vissuto se per caso o per scelta ci fossimo trovati altrove. E mi scuote un brivido, come quando da bambina papa mi raccontava dell’incontro con mamma avvenuto per un pelo, al pensiero che avrei potuto anch’io perdermi questa vita, quest’uomo, questa figlia, questo amore.

mani famiglia

79 Commenti a “Vite Scartate – La magia del caso e il potere della scelta”

  • la vita è un caso irripetibile ecco perchè bisogna viverla e conservarla come un bene prezioso. Purtroppo oggi sembra che prevalga il culto della morte ; siamo nell’era del consumismo e “dell’usa e getta” e spesso finisce così anche la vita! Auguri

  • Un bacio.

    E un abbraccio.

  • Ciao Micol, benvenuta sul mio blog :)
    Non so’ se si sia nell’era del culto della morte… temo che un po’ sia sempre stato così, solo che un tempo la gente… “resisteva” di più :)
    Ma nell’era del consumismo e dell’usa e getta… bé, qui non posso proprio non darti ragione, purtroppo… Pero’ posso aggiungere le parole di Martin Luther King:
    “Nessuno monterà sopra di noi se prima non avremo piegato la schiena.”…
    … non saremo un po’ responsabili anche noi?

  • Grazie VanaMind :) Restituisco…

  • ….tanti auguriiiiiiiiiiiiiii Buon Natale.
    :-) ))))

  • ahahah Grazie P!! Ricambio gli auguri! ;)

  • utente anonimo:

    io spero ancora che non sia come dici te…
    mai si fallisce, forse si sbaglia e te lo dice una che ne è maestra…una vita passata a sbagliare, ma non è mai troppo tardi per pensare di ricominciare.
    Ti voglio bene Wolf, per quanto mi hai sempre dato senza chiedere nulla in cambio, per le parole che hai detto senza dargli un prezzo, per tutte le volte che mi sei stato vicino… perchè sei te.
    Una crisi è solo un momento in cui ci si rende conto che la nostra “vecchia vita” è al traguardo e se ne inizia una nuova…..
    un abbraccio immenso
    Anna Rita

    ps. io ci sono …

  • Grazie per le tue parole Anna Rita :) Credo che il fatto che si possa sempre rincominciare non debba essere una scusa per rimandare pigramente scelta che vanno fatte ad un “giorno dopo” che poi diventa “giorno successivo” e così via… Come qualcuno mi scrisse proprio qua tempo fa’ “L’immobilismo diventa colpevolezza”.

    Ricambio l’abbraccio! :)

  • cosa sarebbe successo se…questo è un pensiero che, ultimamente, ritorna spesso alla mia mente…
    grazie dei tuoi graditi commenti, spero di sentirti presto.
    Cari saluti e Buon Natale!

  • Non ho letto il post, vado un po’ di fretta, sono passata per lasciarti gli Auguri per un sereno Natale. :-)

  • ..oramai è un dato di fatto che nulla avviene pià per caso…molte cose sono lì da leggere, da interpretare, da cogliere da vivere….

    molte cose…

    la vita, la nostra…di chi ci vive accanto…è un incontro..
    un magico incontro..

    auguri
    mo’

  • Passavo di quì…..
    volevo farti gli auguri di Buon Natale!
    Auguri………..
    Genny

  • Ciao Amaranta :) E’ un po’ un periodaccio per me, ma spero finisca presto e comunque certamente tornero’ a “visitarti” :)

  • Bé, grazie Cauta :) Restituisco gli auguri :)

    x mo’: allargherei il concetto… direi che bisogna saper cogliere e interpretare ciò che incrociamo sul nostro cammino, che siano esperienze negative o positive. Talvolta si può essere tentati dal “lasciarsi vivere”, e questo può davvero rivelarsi molto dannoso alla lunga… Dobbiamo metterci “del nostro” nella nostra vita.

  • Grazie Dafne! Un caro augurio anche a te, anche se ormai il giorno volge al termine :)

  • Sapere cosa si vuole.
    Ma se lo mettessimo in negativo? Sapere quello che non si vuole, ovvero quello che non ci interessa? Ha la stessa valenza, oppure no?

    Da un pò di tempo me lo sto chiedendo…Mumble…mumble…:-)

    O.

  • Ciao O. :) Io ti posso dire qual è la teoria, sia quella esoterica che quella psicologica: si deve sempre pensare in positivo, mai in negativo con parole come “non”. Pare che l’inconscio non “percepisca” i dettagli, i “non”, ma solo i “macro contenuti”. Se tu perciò pensi “non voglio che mi accada questo”, “non voglio pensare a x”, finirai proprio per concentrarti su ciò che vuoi evitare accada e continuerai – ovviamente – a pensare proprio a “x” ;) Guarda, se ci ragioni un attimo capirai anche te quanto questa regola sia… banalmente vera!

  • ho accettato quello che non potevo avere….perché sono arrivata dopo, l’ho accettato, non serenamente, ma di necessità….inutile farsi domande su perché che non si possono sapere…..tutto il resto non lo so

  • Sereno e felice Natale anche se in ritardo… ma in tempo per augurarti un felice giorno di S.Stefano…baci

  • x Romina: non poter avere ciò che si desidera perché “si è arrivati dopo”, è davvero triste, Romina… In realtà io preferisco pensare che quando non ha funzionato, non ha funzionato, e basta. C’è anche una ragione logica: non si può davvero sapere come sarebbe andata se si fosse arrivati prima… le cose, le circostanze, sarebbero state diverse… Troppo facile dire “se solo fossi arrivato/a in un altro momento…”, in realtà ciò determina solo una enorme aggiunta di dispiacere per un’occasione persa che forse non era nemmeno tale…

  • Grazie SensiSidra :) Non importa, nemmeno io sono andato in giro a fare gli auguri apposta :) Quando mi capita di trovarmi su un blog e magari il padrone fa’ gli “auguri di casa”, lo faccio, altrimenti no…
    Buon S. Stefano anche a te :)

  • Più che “Buone feste”, preferisco un “Buona vita”, molto più pieno e significativo.

  • Ahhhhh!!!!!Wolf;Wolf.. se tutto fosse cosi facile…spero il tuo Natale sia trascorso serenamente…baci…(ahimè..la luce penetra solo dove splende il sole)phasesofthemoon…

  • Assolutamente, Aliseys, sono d’accordo… diciamo che il “buone feste” è inteso come “buon periodo di relax e svago” per chi non crede, e “buon periodo di riflessione e unità” per chi invece crede. Ma ovviamente è limitato al periodo. “buona vita” è, temporalmente parlando, più generale! ;)

  • Phases, il mio Natale non è stato buono, soprattutto si è concluso in maniera pessima per ragioni che non sto’ a spiegare. Ma non importa, leggi “Potenziale (non tutto il male vien per nuocere)” che trovi nella colonna di sinistra tra gli “argomenti”. I miei occhi sono mirati al superamento dei momenti difficili e contingenti, ad un futuro dove essi non ci saranno più.
    La luce non ha bisogno di penetrare dove splende già il sole, non verrebbe nemmeno notata. La luce “penetra” dove c’è il buio o, perlomeno, la penombra. Ma sta’ anche a noi iniziare ad aprire gli spiragli attraverso i quali possa passare…

  • akk:

    molto bella la premessa al racconto, così come gli auguri! che dire? il post mi ha ricordato quanto sia vero che tutto può accadere.. basta un minuto in più o in meno e la nostra vita può cambiare, un incontro, un sorriso, una sosta.. e non posso che applaudire a chi sa intraprendere una via, una rotta e avere l’intelligenza di sapere se continuare o cambiarla, anche a costo di dolore e lacrime..
    a presto e buone feste!

  • Si, Akk… credo fortemente nella premessa che ho scritto: senza determinazione si fa’ poca strada, senza flessibilità si rischia di ritrovarsi, dopo anni, su una strada senza via di uscita… e necessariamente si deve capire cosa si vuole davvero…

    A presto :)

  • Nella vita non bisogna mai fare arrugginire il ferro che c’è in noi!!

    Dolceserata! :) )
    vany

  • Sì, esatto… soprattutto perché siamo noi, in prima persona, ad essere responsabili del nostro ferro… anzi, per dirla alchemicamente, del nostro ora ;)

  • che dire?
    Con amarezza, di dirò che a volte, non funziona così.
    Davvero quello che vogliamo, desideriamo,
    con tutto il cuore,
    si manifesta?
    UHMMMM
    non posso dire di crederci ancora.
    Avrei voluto.. ma qua si andrebbe sul personale,
    credo che ci sia chi può ottenere,
    e chi deve lottare un pò di più,
    forse, dopo la lotta, arriva davvero quel che si aveva cercato con l’anima,
    forse il bersaglio,
    non era davvero quello che credavamo di volere..
    però è bella,
    la storia.
    Ma x i tanti divorziati,
    che credo tra loro ci sia stato chi ci ha creduto davvero,
    questa storia, porta via un pò di speranza…
    Forse…
    Che ci siano le persone che meritano di +,
    e quelle,
    un pò dilaniate,
    da un karma dispettoso?
    Ci arriveremo tutti,
    ma forse,
    non tutti in un unica vita…
    se potesse esistere la reincarnazione,
    ma anche questa è un altra storia.
    Ti seguo, e vedo anche tu…
    Tante belle sose, x un clima sinceramente sereno…
    Ci crediamo?
    Certo!
    Baci,
    b.

  • Ciao Diana! :)
    Non ha funzionato così nemmeno nella storia, veramente… c’è stato anche lì qualcuno che è stato scartato, che sarà rimasto ferito… E’ banale dire che non si puo’ sempre avere cio’ che si desidera, per altrettanto ovvie ragioni. Ma… ci sono un paio di principi da dire:
    il primo, è che comunque bisognerebbe sempre mettersi nelle migliori condizioni possibili affinché questo avvenga (ovvero, agire, non solo sognare), anche se certamente non v’è certezza. Il secondo è che i nostri desideri non dovrebbero avere – a priori – un nome e un volto, perché cio’ che identifichiamo con cio’ che vorremmo, non è forse cio’ che vogliamo davvero :D
    Esempio: se noi aneliamo all’amore, non è detto che la persona a cui “miriamo” in un determinato momento, sia la più giusta per portarci quell’amore. Prendiamo il tipo scartato della storia… forse, magari dopo anni, ha incontrato un’altra donna, una donna con cui ha passato anni felici.
    Ultima considerazione: non è perché un rapporto è finito che è stato un “fallimento”, probabilmente ha dato tanto.
    Personalmente non credo sia così importante mantenere lo stesso amore per tutta la vita, anche se certamente, almeno all’inizio, è cio’ che tutti (o quasi) ci auguriamo…

  • sì, lo so benissimo, ma se ti viene detto nn posso stare con te perché ho famiglia e sei arrivata dopo….vedrai che un po’ ci pensi

  • A volte mi chiedo anche io come sarebbe stata la mia vita se non avessi acceso msn un pomeriggio mentre giocavo di ruolo, se non avessi preso un treno per Bologna in una mattina d’ottobre, se non ci fosse stato subito magnetismo e attrazione tali da giustificare infinite follie.
    Ed ogni volta, ogni singola volta, mi ripeto che anche potendo tornare indietro non cambierei nulla…rivorrei tutto il bene e il male.
    Perchè quel bene e quel male mi hanno regalato l’amore…

    E.

  • Romina… chi ti ha detto così, ha sbagliato. E molto. Anche se l’avesse davvero pensato (e per me non lo pensava davvero, l’ha usato come scusa), non avrebbe dovuto dirti così.

  • Mi piace pensare la mia vita costruita da casi altamente improbabili… e scelte… che permettono di cambiare la storia non solo mia ma dell’intera generazione che potrebbe derivare dai figli… i figli dei figli…
    Mi fa sentire speciale… come speciale è tutto l’universo…
    p.s.: che bella foto… adoro le mani…
    Un abbraccio…

  • Ciao E., benvenuta sul mio blog :)

    Che dirti… oggi mentre mi allenavo in palestra, su uno dei maxischermo davano serendipity, film molto romantico, tutto incentrato sul destino… TROPPO INCENTRATO SUL DESTINO! :D
    Io non credo più nel destino da fine 2004, ma non sto’ a spiegarne il motivo. Pero’… il racconto non parla di “destino”, ma di “caso” e di “scelta”… Forse tu hai acceso MSN per caso, ma sei partita per Bologna per scelta… Ti sei messa in gioco e sei stata premiata. Certo, avresti potuto non trovare quel magnetismo ad attenderti… ed allora adesso non staresti usando il tuo esempio per parlare di destino…
    Ma il caso e la scelta, quelli sì; quelli, innegabilmente, ci sono…

  • Ecco Fly…. appunto, così è “sentire di avere una parte” nella propria vita, di non essere alla mercé di un “Signor Destino” che tutto prepara e tutto dispone.
    Questo mi piace.

  • giusto o sbagliato è così….sono gli ultimi sussulti di dispiacere, poi si annebbierà tutto, come tutto passa.
    buona notte :)

  • Sicuramente questo racconto ci invita molto a riflettere… un pò in stile “bivio”. Ma io sono una di quelle persone che riflette poco, se non davanti a uno specchio… E come vedi, i risultati si vedono. O sbaglio?! Spero davvero di trovare un nuovo impiego… Non ero proprio preparato alla notizia, perchè dal momento che lavoravo bene, speravo mi tenessero.-.. E vabbe! Nel frattempo mi diletto in balletti elfici… Vedi?! Me la cavo bene no?! :P

  • è vero che le cose succedono per caso, ed è altrettanto vero che te ne accorgi sempre e solo dopo che sono successe :-)
    e te ne accorgi sempre più tardi se, chiusa verso l’esterno, certi segnali non li vuoi cogliere.
    Mi posso fare un augurio da sola, con il tuo sostegno wolf?
    Mi auguro davvero di riuscire a riconoscere le cose per caso che di sicuro mi stanno accadendo e non riesco a vedere…
    un abbraccio
    Viv

  • Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

    Il post precedente è un presepe speciale… guarda bene…se non capisci lo sto postando sul mio blog con spiegazione…

    ancora auguri, Lands

  • x Romina: già… cerca di capire che questa persona non era certo eccezionale per agire in questo modo. Dovrebbe servirti se non altro a staccartene prima…

  • Fallen… sì, sei brassimo! ;D Bé, credo che in amore la riflessione sia importante, ma ciò che conta davvero sono i sentimenti. E’ un modo di dire che non credo tu stia sbagliando…

  • Sì, Viv, il “saper vedere” è essenziale: solo accorgendosi di ciò che ci accade, possiamo operare delle vere scelte. Ma… anche il “voler vedere” è una scelta… spesso siamo chiusi nel circolo vizioso dei nostri schemi mentali, e volerne uscire è anche una scelta…
    Ricambio l’abbraccio.

  • x Lands: :) avevo certamente visto che era “speciale” e ne avevo anche intuito il significato… ma le tue parole, sul tuo blog, l’hanno reso ancora più significativo…
    Un abbraccio Lands… te lo meriti :)

  • Oltre al fatto che questa storia è vera…e un po’ ci incute timore perchè per un soffio le ns vite potrebbero andare in tutt’altra direzione, nello stesso tempo se ne riconosce la bellezza quasi miracolosa, perchè è come se una forza superiore, e non il caso, ci guidasse li dove dobbiamo essere in quel preciso istante della nostra vita. E così quelle due bellissime mani, l’una sull’altra sono completate dalla piccola manina che quasi quasi, come se venisse da un futuro miracolosamente preordinato, suggella quel magico incontro chiamato amore.

    Ancora un buon 2008 a tutti, Lands

  • Come scrivevo nel commento #36, credo al caso ed al potere della scelta. Non più nel destino, da anni ormai. Col senno del poi ognuno può raccontare di essere giunto fino al punto in cui è per “destino”, ma in realtà è “storia”, non destino…
    Scriverò un nuovo post sull’argomento ;)

  • puff…! e te lo pareva… pure sotto le feste mi fa sentire in pallone…e tu Wolf sei giunto a questo punto della tua vita scrivendo la storia della tua vita con le tue scelte, oppure c’è stata anche una casualità…io la penso come Jacques Monod ne il caso e la necessità. Se tu non parli di destino, perchè ti senti l’artefice, allora devi però ammettere che il caso gioca sempre un ruolo determinante… ma nel caso dell’amore, non ci si ritrova ad amare una persona per scelta. Razionalmente possiamo dire che per noi non va bene e quindi la nostra scelta dovrebbe aiutarci a scartare determinate situazioni ma noi poi le scegliamo lo stesso. Perchè? Hai mai sentito parlare di sincronicità? E’ un concetto che io voglio approfondire. Mi hai fatto venire in mente che è da tempo che devo comprare un libro: Carl Gustav Jung, La sincronicità
    Forse in esso troverò molte risposte ai miei interrogativi. Il problema è che a volte dovremmo abbandonarci a delle scelte più che pensare di farle attivamente proprio come dici tu.

    “Ricordatevi sempre le tre componenti fondamentali: sapere cosa si vuole, avere determinazione per ottenerlo, avere la flessibilità per capire quando è necessario aggiustare la rotta o – addirittura – porto di arrivo, nel caso ci si renda conto che quello previsto inizialmente sia realmente irraggiungibile”.

    Quello che dici tu lo può fare un essere completamente razionale…ma viviamo anche e soprattutto di emozioni e passioni…a volte è proprio la troppa razionalità a condurci in un porto sbagliato.

    Visto che continui a tenere le zampette unite …ti faccio una linguaccia!

    e basta con le bacchettate!

    Lands

  • perché…..come ha agito secondo te?

  • ahahah ma non era una bacchettata Landsssss!! :) )))) Io do’ grande valore al caso (purtroppo!), ma non come “destino predeterminato”, piuttosto come semplice serie di eventi a cui noi diamo il nome “caso”. Hai mai pensato che un evento sfortunato per te possa essere una fortuna per un altro? Metti due contendenti per la mano dell’amata, uno dei due dovrà per forza rimanere deluso. Ma non è “destino”, è la “vita”, è il corso delle cose che talvolta gioca a nostro favore e a volte contro. Io non credo che tale casualità sia già scritta. Ma che abbia un ruolo importante, a volte determinante, sono il primo a doverlo – necessariamente – crederlo.

    Conosco Jung – sono sempre stato un suo grande ammiratore – e la sua sincronicità. Jung la descrisse nella prefazione della bellissima versione del “I Ching” scritta dal suo amico Richard Wilhelm (per la cronaca morto suicida… ma questo non è importante :D ). Jung ebbe il grande merito di aggiungere al lavoro di Freud – fino a quel momento suo mentore – l’aspirazione a un “qualcosa di più”, una componente spirituale nell’animo umano che Freud negava. Ma cosa dice la sincronicità? Dice “”"solo”"” che un evento non accade mai scorrelato dal resto. Ovvero: non è un caso se le monete del I Ching cadono in un determinato modo. Ma perché? Non perché c’è un “Destino”, bensì perché è tutto legato: una azione determina una reazione – in tutto. Allora casomai ci avviciamo al concetto di Karma: se fai qualcosa, allora ne “subirai” le conseguenze, ma non perché sei stato cattivo, bensì come logica conseguenza del tuo gesto (o del tuo pensiero). Non c’è alcun legame con un destino scritto a priori da qualcuno che dietro le quinte ha scritto un copione (nemmeno noi prima di nascere).
    Non credere nel destino, non significa non credere che esistano una serie di eventi incontrollabili che chiamiamo “caso”, e nemmeno non credere nella spiritualità, nell’aldilà e quant’altro. E nemmeno poter sempre portare a termine ciò che ci si prefigge, proprio a causa degli eventi incontrollabili che possono capitare. Ma credere nel Destino, significa credere che… è inutile darsi da fare, perché tanto è tutto già scritto. Ecco, io non solo non ci credo, ma credo che sia pericoloso crederci :)

    Baciotto da lupo a lupa :D

  • Te l’ho scritto, Romina… Tu “perdi” l’amore di una persona (o meglio “non lo ottieni”), perché venirti a dire che l’hai perso perché sei arrivata fuori tempo? Non ci vuole un tatto enorme per capire che questo non può che aumentare la delusione di chi ha subito la perdita, perché esso penserà che se solo fosse arrivato in un altro momento… Perché dirlo (ammesso e non concesso che sia vero)? Molto ma molto meglio dire che non è scattata la scintilla, ad esempio, per non lasciare rimpianti. Io trovo che sia una frase detta con leggerezza, perché… è la frase più semplice da dire per troncare lì. Ma lasciando all’altro tutto il compito di liberarsi della frustrazione di essere arrivato “fuori tempo”.
    Non sei d’accordo? :)

  • ti ho risposto in privato
    kiss

  • LE RELAZIONI, LE PERSONE, SONO COME UN VIAGGIO: SERVE IL PERCORSO, NON LA META, LA META NON C’è MAI: perché anche quando stai anni con una persona, quella persona cambia sempre, tu cambia sempre, le relazione cambia sempre.
    la vita è nel condividere un momento presente, non nel cercare garanzie che quel momento durerà: quella è paura, possessività, non è amore.

  • Forse non si è trattato di una serie di casualità, Wilf, forse era destino…

  • x Romina: non sono del tutto d’accordo Romina. Che le persone cambiano è assolutamente vero, sono sempre stato un fervente assertore di questo. Dopo questo commento non sarò lo stesso di quello che ero prima di scriverlo, ad esempio :) Sembra esagerato? Ma è così. Eppure non sempre l’evoluzione di due persone significa il loro distacco; se c’è vero dialogo, vera unione ed affinità, soprattutto vera condivisione, le due persone possono crescere parallelamente, nella stessa direzione. E allora non c’è allontanamento.
    Ci sono tante persone che l’hanno fatto, solo che sono sempre le cattive notizie a creare maggiore scalpore e fare più strada…

  • x happysummer: “Wilf”? Chi è “Wilf”? :D
    Scherzi a parte, ho scelto di non credere nel destino, ma non mi dilungo qua, visto che ne ho parlato estesamente nel mio ultimo post :)

  • nn mi sono spiegata, volevo dire tutto un altro discorso: semplicemente che, il fatto che con una persona sai che non ci puoi stare a lungo, non vuol dire che non devi vivere quel momento anche se sai che finirà, è doloroso, ma è vita: perché è nell’istante che si vive, e non con la garanzia di assicurarsi un affetto a lungo.
    e cmq con cambiamento non intendo interruzione o distacco, ma
    penso che, qualunque armonia ci sia nella coppia, si alternano anche fasi di distacco, spesso c’è anche il desiderio di lasciarsi;
    l’armonia perfetta e duratura secondo me è un nostro desiderio, ma non una realtà, e non c’è niente di triste in questo, la tristezza è solo un errore della mente che crede che la coppia sia una cosa diversa da ciò che è: una uscita dal nostro io, quando e come decidiamo noi, perché la nostra sede naturale è nella nostra solitudine, l’unica vera alterità permanente è sempre il nostro io, o dio, che poi sono la stessa cosa: gli altri sono compagni di strada, ma la sintonia e penetrazione di anime e spirituale è a tratti, a periodi, a momenti, anche in una coppia fissa: la coppia fissa è solo una successione di esperienze relazionali diverse, solo con la stessa persona.
    questa è la mia esperienza nei miei 40 anni, e relativa alla mia eprsonalità che crede che l’essenza dell’anima è nella solitudine; poi conosco anche una mia amica che sta da 18 anni con suo marito e vivono in simbiosi e mai hanno avuto una discussione più grave che decidere su casa fare a pranzo, ma la mia natura è un altra.

  • Ciao Vany! :) Grazie e buon anno a te! ;)

  • Romina… parto dalla fine :D Quindi, riconoscendo che l’amore duraturo esiste per i tuoi amici, ammetti implicitamente che il tuo è un discorso personale e non generale. Io credo che l’amore così esista, eccome, anche io ne ho qualche esempio, anche se pochi. Ciò non vuol dire, naturalmente, che gli “altri amori” non siano veri amori, che non siano degni di essere vissuti. Non ho mai respinto un “amore a termine” o che sentivo lo sarebbe probabilmente stato, proprio perché anche io credo che la vita sia fatta di eventi; di quelli ci ricorderemo alla fine, non, ad esempio, del successo dovuto a lunghi anni di impegno. Non l’ho mai nemmeno considerato “amore di serie B”. Disquisivo solo sul fatto che gli amori duraturi esistono, veramente, non frutto di apparenza. E che comunque in amore ci si deve impegnare, si deve almeno a provare a “costruire”, se si tiene all’altra persona, e non “affidare” al destino o al caso la durata e la qualità del rapporto.

  • sì,
    comunque l’impegno come senso del dovere non esiste, per obbligo non si fa nulla, la costanza e la fedeltà viene solo dall’amore…..se non c’è impossibile dedicarsi ad un principio di fedeltà ad oltranza…..comunque l’argomento è molto complesso, perché si scoprono novità ogni giorno anche rispetto a quello che pensavamo cinque minuti fa: perché la realtà stupisce sempre, e l’amore è sempre una cosa che ti educa in un cammino instancabile verso l’aspirata pace.
    un abbraccio

  • …concordo..
    meglio del nostro
    che del “loro”
    ;-)

  • Ma certo Romina, ovviamente parlavo di impegno non per “senso del dovere”, quando ti impegni verso la persona che ami, il “senso del dovere” non dovrebbe mai essere percepito come tale, ma piuttosto come un fare qualcosa per e con, la persona amata :)
    Ricambio l’abbraccio…

  • ahahah biondograno… esatto! ;D

  • Per Wolfghost e per Romina:

    la verità è che quando incontri una persona e senti che il tuo potrebbe essere amore è davvero difficile accettare che questa condivida un’altra vita con un altra donna o uomo che sia. Si, alla fine, vivi quei momenti ma è pur vero che ti senti soffocato negli slanci più naturali…come per esempio andare a cena da parenti e amici e presentare con orgoglio questa persona che finalmente hai incontrato. Lo stimi, lo ammiri lo abbracci, lo baci, gli prepari una cena e magari gli metti su un disco per farlo rilassare. Fai tutte queste cose e magari ti scordi anche che ha un altro legame … non è facile però vivere in questa situazione. Lo può capire chi ci si trova veramente: e fra i due non è certamente quello che ha già un legame. E seppure è vero che l’amore ha soltanto il fine in se stesso, ci possono essere fasi della vita, e non mi vergogno a dirlo, in cui non ci si sente in grado di rischiare il tutto e per tutto. Fasi in cui si vorrebbe finalmente essere quella o quello a cui e concesso di mostrare tutta la propria vulnerabilità. Si ha voglia di essere quella/o che finalmente dal profondo può esprimere i suoi desideri senza il timore che l’altro ponga limiti di nessuna natura. Perciò, al contrario di quanto è evidentemente successo a Romina, sono stata io a troncare, più o meno. E adesso ditemi pure che non so amare.

    Non me ne frega nulla!

    Lands

  • Veramente non sono d’accordo solo con la tua affermazione finale: io sono convinto da molto tempo ormai che l’amore vero non stia li’ a farsi prendere a calci in faccia, se viene respinto (e mi permetto di dire che, al di la’ dei proclami, scegliere di stare con un’altra persona e’ di fatto “respingere” la proposta d’amore) dopo un po’ si allontana e, un piu’ tardi, si spegne.
    L’amore “sano” e’ per me solo quello reciproco. Se non e’ reciproco, o si spegne, o diviene ossessione. Ma certamente non resta amore.
    Io parlavo proprio di amore sano. Mi guardo bene dall’esortare una persona che si trovi nella situazione che hai descritto a buttare via la propria vita in attesa di una supposta decisione che forse mai arrivera’.

  • Scusami Wolf ma non ho capito che intendi dire nel tuo primo paragrafo da “veramente” fino a “si spegne”… magari se hai un attimo prova a riscriverlo con altre parole . grazie :)

    Lands

  • Vuol dire che sono convinto che in situazioni in cui l’altro ti respinga – esplicitamente o nei fatti (preferendoti un’altra persona per qualsivoglia motivo) – se il tuo amore e’ “sano”, ovvero se non e’ dipendenza o spirito di possesso, non potra’ accettare a lungo tale situazione, e se lo fara’… allora non sara’ vero amore, ma una delle componenti gia’ citate. Io la penso come Priorini: se non ti e’ gia’ capitato, leggi questo estratto da un suo articolo: http://www.wolfghost.it/post/14366871/Dipendenze+Affettive+%28estratto

  • utente anonimo:

    grazie:) lands

  • Il racconto è favoloso, e una volta ancora, come ho già commentato nell’altro post sulla tua micia, mi sei sembrato buddista… :) Sogno o son desta? ;)
    Ho letto tra i tuoi commenti sull’altro post (riguardo le foto dei gabbiani) che non ami utilizzare le foto di altre persone… Ma allora, tutte le foto di questo blog o quasi, sono tue? Perché ad esempio quella in bianco e nero della mano nella mano è bellissima, in questo post… :) )))
    Complimenti…
    Il racconto poi è commovente, è un peccato non saperne l’autrice… E anche io desidero tanto, come penso un po’ tutti i noi che abbiamo voglia di famiglia, avere quella sensazione, al rientro a casa… La fortuna di essere stata scelta e di vivere QUESTA vita… :)

    Grazie! :)

  • No, non sono strettamente buddista, ma riconosco che il buddismo è la… “formula religiosa” che mi affascina di più, soprattutto il buddismo tibetano del Dalai Lama. Ma guarda che anche in occidente abbiamo ed abbiamo avuto, ottimi “filoni spirituali” sai? :)
    No, foto mie non ce ne sono. Tranne qualcuna, che infatti cito, sono tutte di persone sconosciute, quindi come se fossero di nessuno…

    La fortuna e l’abilità, di essere scelti e di scegliere… già :)

  • …beh questa storia semplice ma profonda decisamente mi ha commossa…e succede perchè ad un certo punto succede davvero di fare un bilancio…sul caso e sulle scelte!
    Alessia

  • Eh, già :) In fondo sai… a lungo “ce l’ho avuta” con certe scelte e con il caso che mi hanno portato a incontrare persone in modi così particolari da dover quasi essere costretti a credere in un destino, per dover poi restare delusi profondamente quando tutto finiva. Ma in fondo… non rimpiango proprio nulla, soprattutto per quelle persone con le quali un percorso è continuato, anche se molto più tenue e di tipo diverso da quello che avevo sperato, ma anche per quelle che invece sono completamente uscite dalla mia vita. Ognuna di queste persone ha rappresentato un pezzo della mia storia, della mia vita.
    Quindi, in fondo… va bene così :)

  • Io molto spesso penso che sono stata la ragione del matrimonio dei miei,anche se forzata.
    Mia madre quando ha scoperto di essere incinta non si voleva sposare…mia nonna non le ha dato alternative,era una donna dura mia nonna ha dovuto combattere tutta la vita per mantenere la sua famiglia perchè mio nonno ha lavorato gran poco e pensa che lei veniva da una famiglia agiata.
    Dicevo, le ha negato il suo aiuto e mia madre alla fine si è sposata con un uomo che in fondo non si sentiva sicura di amare…e i risultati beh tutti noi figli li abbiamo in qualche modo subiti perchè poi lei da brava credente ha portato avanti la sua scelta finchè è morta.
    Io però egoisticamente la ringrazio per questa scelta ,a quel tempo chissà che vita avrei avuto come figlia di una donna non sposata in un paese piccolo pieno di preconcetti
    e soprattutto senza avere i fratelli che ho e che amo molto,unica mia famiglia ora che lei non c’è più.

  • Diciamo che e’ bello crederlo :) Chi lo sa pero’ come sarebbe andata altrimenti…
    Comunque alla fine e’ andata bene cosi’, no? :)

  • Se fosse andata diversamente non sarei io…così..

  • Se fosse cambiata una sola virgola della nostra vita, non saremmo cosi’ adesso :) Ma non sappiamo realmente come potremmo essere.
    Una volta che ad un bivio hai scelto una strada, non puoi piu’ sapere dove ti avrebbe portato l’altra :)

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