Chi sono

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

Banner




Ricordate!
"L'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere" - Boris Pasternak
Archivio
Categorie
Statistiche blog

... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)

postheadericon Allontanando i fantasmi

ALLONTANANDO I FANTASMI
di Paulo Coelho

Donna fantasmaPer anni Hitoshi tentò – inutilmente – di risvegliare l’amore di colei che credeva fosse la donna della sua vita. Ma il destino è alquanto ironico: proprio il giorno in cui lei lo accettò come futuro marito, scoprì che la donna aveva una malattia incurabile e che quindi non sarebbe vissuta per molto tempo. Sei mesi dopo, ormai sull’orlo della morte, lei gli disse: "Tu devi promettermi una cosa: che non t’innamorerai mai di nuovo. Se lo farai, io tornerò tutte le notti a spaventarti." E chiuse gli occhi per sempre.
Per molti mesi, Hitoshi evitò di avvicinarsi ad altre donne, ma il destino si rivelò ancora una volta ironico ed egli incontrò un nuovo amore. Mentre si preparava al matrimonio, il fantasma dell’antica amata compì quanto aveva promesso, e comparve a Hitoshi. "Mi stai tradendo", disse. "Per anni ti ho dedicato il mio cuore, ma tu non mi ricambiavi", le rispose Hitoshi. "Non pensi che io meriti una seconda possibilità di essere felice?". Ma il fantasma dell’antica innamorata non volle saperne e, tutte le notti, tornava a spaventarlo. Gli raccontava nei minimi particolari ciò che era accaduto durante il giorno, quali parole d’amore lui aveva rivolto alla fidanzata, quanti baci e abbracci si erano scambiati. Hitoshi non riusciva più a dormire, per questo andò a trovare il maestro zen Bashô.
"È un fantasma molto furbo," disse Bashô.
"Lei conosce tutto, nei minimi particolari! E in questo modo sta distruggendo il mio fidanzamento, perché non riesco a dormire e nei momenti d’intimità con la mia amata mi sento vessato." "Allontaneremo questo fantasma", lo rassicurò Bashô.
Quella notte, quando il fantasma fece ritorno, Hitoshi lo interruppe prim’ancora che pronunciasse la prima frase. "Tu sei un fantasma talmente saggio che possiamo fare un accordo. Visto che mi sorvegli sempre, ti domanderò qualcosa che ho fatto oggi: se indovinerai, io lascerò la mia fidanzata e non avrò mai più nessuna moglie. Se sbaglierai, tu prometterai di non ricomparire più, altrimenti sarai condannata dagli dèi a vagare per sempre nell’oscurità." "D’accordo", rispose il fantasma, fiducioso.
"Oggi pomeriggio mi trovavo nella drogheria e, a un certo punto, ho preso un pugno di grano da un sacco."
"L’ho visto", disse il fantasma.
"La domanda è questa: quanti chicchi di grano ho tenuto in mano?".
Il fantasma comprese all’istante che non sarebbe mai riuscito a rispondere alla domanda. Così, per evitare di essere perseguitato dagli dèi nell’oscurità eterna, decise di scomparire per sempre.
Due giorni dopo, Hitoshi si recò a casa del maestro zen: "Sono venuto a ringraziarvi".
"Approfittane per apprendere le lezioni che fanno parte di questa tua esperienza", rispose Bashô. "In primo luogo, quello spirito tornava sempre perché tu avevi paura. Se vuoi allontanare una maledizione, non darle alcuna importanza. Secondo: il fantasma traeva profitto dal tuo senso di colpa. Quando ci sentiamo colpevoli, desideriamo sempre – inconsapevolmente – il castigo. E infine: nessuno che ti ami veramente ti obbligherebbe a fare questo tipo di promessa. Se vuoi comprendere l’amore, impara la libertà".

gatto e fantasma

66 Commenti a “Allontanando i fantasmi”

  • Volere il bene della persona amata è anche lasciarla libera di andare.
    Ed essere lieti del suo essere felice anche senza di noi.

  • Gia’… anche se mi rendo conto che a volte e’ davvero difficile :)

  • Farfalla e Wolf siete due toccasana meravigliosi .. cosa ne dite di mettere su uno studio cura-cuori infranti e afflitti da sensi di colpa ?
    Baci

  • libera dalle paure… liberi di amare… che difficile percorso.. ! Ma se ci riesci stai veramente bene con te stessa… e forse dopo tutto è possibile…Caro wolfghost, se fai un corso io partecipo :-)

  • Amico mio, intravedevo la morale prima di leggerla, non era il fantasma ad impaurire lui ma era lui a sentirsi impaurito dai suoi sensi di colpa ^_^ quanti ce ne facciamo in questa vita di sensi di colpa e quanto è importante lasciarli andare, lasciare andare il dolore, la sofferenza e vivere liberi da ogni influenza esterna sapendo di poter contare sul nostro diamante interiore che è talmente puro da avere in sè ogni risposta che possa far sì di vivere con pienezza questo scorcio di esistenza! Sempre interessanti i tuoi post, ti voglio bene,
    Elena

  • utente anonimo:

    Ciao carissimo Wolf…Sono riuscita a collegarmi solo oggi…il lavoro ahimé incombe…Ma voglio sempre trovare un po’ di buon tempo per gli amici…Lo sai che ho salvato sul mio pc diverse pagine del tuo blog…A volte mi sono trovata a cercare libri vari che potessero darmi (non so se ti possa sembrare che esageri..)delle risposte, degli spunti di approfondimento e riflessione…Beh…Il tuo blog mi piace proprio per questo…Perché é un grande contenitore di tutto quello che cercavo qua e là…E sopra ogni cosa mi sembra frequentato da diverse persone profonde e intelligenti….cosa moooltooo rara …Non solo sul web..Ma soprattutto nella vita reale…Quindi grazie di condividere tutto quanto hai nella mente e nel cuore…Sei davvero una persona speciale…E non lo dico per adularti..ma perché solo una persona delicata e profonda…Riflessiva che ascolta l’anima delle persone può aver creato un blog come questo…trovo difficile , infatti, trovare un buon interlocutore e perché no…Un buon amico…Colto e sensibile…tu lo sei…Quindi credo che ogni tanto passerò di qui a trovarti per vedere come sta il tuo blog e per assorbire un po’ di serenità…Tornando al racconto che hai citato…Credo assolutamente vero il principio per cui nelle situazioni che viviamo ci si ripropongano le nostre paure a più riprese , magari in situazioni simili, perché noi ce le attiriamo…E’ come se nel cammino di ognuno di noi ci siano degli ostacoli, delle sfide con noi stessi da superare, sfide che non possiamo evitare oppure aggirare perché ciclicamente si ripresentano fino al momento in cui non ci decidiamo ad affronatarle…Questo capita quando ad es., scegliamo sempre le persone sbagliate come compagne di vita…Persone che ci restringono, che ci tarpano leali,che amiamo troppo , che non ci amano per quello che siamo , bensì per quello che vorrebbero che noi fossimo…quando é amore sano, positivo, sereno l’altro riesce a farti tirar fuori la persona migliore che puoi essere, la tua essenza…Un rapporto equilibrato ti sa far superare anche i tuoi limiti, ti rende una persona migliore, felice…Io credo di dovermi liberare da più di un fantasma che mi segue come un’ombra inquietante alle spalle…Credo di avere rimandato fin troppo la mia battaglia finale…Credo sia giunta l’ora…l’ ora di lottare per trasformarmi in quella che sono davvero…che da molto tempo ho dimenticato…Nello specifico del tuo racconto credo che se ami davvero lasci libero l’altro di scegliere la strada che lui ritiene più giusta per essere felice…Anche se in questa tu non sei compreso…Questo é davvero amare…Quando la felicità dell’altro diventa per te più importante della tua…perché vederlo felice é la tua felicità…Spero di poter dire presto di essere serena…Perché la felicità non é uno stato perenne, ma l’emozione, l’euforia di un attimo…la serenità invece può diventare uno stato interiore…E tu Wolf, sei sereno?Sei felice? Un abbraccio grande, grande Layla

  • Ciao Natura! :) Ok… allora dividiamoci i compiti: io mi occupo delle donne che s’offrono… opss! Ho sbagliato l’apostrofo? :D
    Scherzi a parte, grazie per il complimento :)

    Sonoluce, il primo passo e’ credere che sia possibile :) E poi iniziare a lavorare su’ stessi indipendentemente dai risultati che si ottengono con gli altri. Alla fine quei risultati, con gli altri, arriveranno senz’altro, ma se sei focalizzato su questo, se lavori per questo, allora non stai davvero lavorando su te stessa :) E’ come boicottarsi da soli…

  • Grazie Elena :) Belle parole le tue! E soprattutto vere. Ci e’ stato insegnato che i sensi di colpa sono necessari per crescere, ma in realta’ la loro utilita’ svanisce molto presto, e dopo solo inutile sofferenza che crea paura, e la paura, suggerendo iper-attenzione, crea immobilismo…

  • Layla, ti suggerisco di leggere anche il “semi-articolo” (in realta’ ne postai solo meta’) che trovi cliccando su “Dipendenze affettive” nella colonna di sinistra… credo lo troverai interessante. Comunque tu forse non lo sai, ma hai espresso molto bene quella che in psicologia viene chiamata “coazione a ripetere”, ovvero coercizione a rimettersi nelle stesse medesime condizioni allo scopo – a volte un po’ ingenuo – di superare quello che ormai e’ diventato un antico trauma…
    Restituisco l’abbraccio :)

  • utente anonimo:

    Carissimo Wolf…Forse tu non lo sai…(e come potresti????)Ma quell’ articolo é esattamente l’articolo che ho salvato e letto e riletto più volte sul mio pc….Ed…eccome se lo trovo interessante…beh…Che dire???Telepatia???un bacio layla

  • utente anonimo:

    p.s. Appena riesco ti spiegherò meglio via mail…Come mi hai invitata a fare sul forum…un abbraccione..
    Layla

  • Brava, se vuoi ti mando l’articolo completo, anche se a mio avviso, la parte che ho messo era quella piu’ interessante :)

  • Ciao caro Wolf, la morale della storia… è che i sensi di colpa… non aiutano al fluire delle cose… alla crescita, all’amore…
    Tutto vero e tutto bello… Quello che è stato ,per me come uno schiaffo morale, è pensare all’educazione ricevuta e quella che tento di offrire ai figli… purtroppo molti meccanismi che si instaurano, analizzando bene, si basano sui sensi colpa…
    Sto sbagliando… ma come si fa a responsabilizzare i figli quando la maturità e la capacità di giudizio non è ancora completa… nella piena libertà?
    E’ chiaro che un messaggio come quello del fantasma… è tutto tranne un messaggio d’amore!!!
    Può solo paralizzare, limitare, disturbare la crescita individuale…
    Chiedo un help come educatrice…
    Fly

  • che bel racconto… ed è anche molto vero…

    :-* bacio.

  • Che bel racconto grazie anche da parte mia di averlo messo.Il vero amore che va oltre il possesso..è vero…R. mi disse più volte che se lui non ci fosse stato più io dovevo trovare qualcun altro…

  • Interessante il tuo blog… Verrò spesso da queste parti! :o )

  • Cara Fly, intanto senza averne paura. Non e’ perche’ qualcosa non ci e’ chiaro o sappiamo di aver commesso ingenui errori nel nostro passato, che non possiamo essere buoni educatori. Anzi, sono proprio quelle lezioni di vita, sono proprio quei dubbi, che ti hanno aiutata e ti aiutano a crescere. Che importa se non sei gia’ adesso “perfetta”? Chi lo e’? E’ vero: il genitore e’ il mestiere piu’ difficile e piu’ delicato del mondo, eppure se si aspetta di essere perfetti per esercitarlo con attenzione ma senza paura, non lo si esercitera’ mai. E questo per i figli sarebbe mooooolto peggio!

    Cos’e’ una delle cose che il tuo passato, i tuoi “errori” ti hanno insegnato? Che certe lezioni si imparano solo passandoci attraverso. Non puoi insegnare tutto ai tuoi figli, puoi solo fare del tuo meglio. Ma se alcune lezioni, anche dolorose, dovranno impararle sulla loro pelle, non sara’ demerito tuo, sara’ il normale corso della vita.
    Di una cosa hanno soprattutto bisogno i figli: di “presenza”. E questo chiunque, con un po’ di volonta’, puo’ dargliela.

  • x Fragolina: grazie, anche da parte dell’autore :D Ricambio il bacio :)

    Cara Affabile… mi commuovi :) Ricorda cosa ci siamo scritti per e-mail…

    x Lipodotata: grazie, e benvenuta sul mio blog allora! :)

  • E se magari il fantasma è carino come la mettiamo? E se il fantasma ti fa più compagnia delle persone reali? Del resto tu hai messo un fantasma nel tuo pseudonimo o vado errata? Chi è mai, mi domando e mi ridomando il ghost di Wolf? E non so rispondermi. Ma lo sai che attraverso di te rivive in me il fantasma di una persona reale e vera? E lo sai che a differenza del fantasma del racconto di Coelo, questo fantasma non se ne vuole andare? Egli si nasconde dietro parole, dietro i nomi, dietro immagini di tronchi d’alberi, dietro blog abbandonati. In tal caso il fantasma di cui parla Coelo è più educato perchè mantiene la sua promessa. Vorrei tanto scacciare i fantasmi… quei fantasmi che non mi fanno vivere serena. Poi vorrei sapere una cosa: il lupetto che hai messo nell’intestazione, dorme voglio sperare! Invece spiegami la foto del gatto (sembra surreale) la sua espressione e la bambolina che grida vittoria…E’ una zucca quella che su cui si appoggia il gatto? E gli occhi sono i suoi o li hai modificati? E la faccetta della bambolina è una zucca anche lei? Perchè la bambolina è contenta mentre il gatto sembra stupefatto?

    Comunque sia, è ovvio che amore non vuol dire obbligare nessuno a fare niente. L’amore è libero altrimenti non è amore. Ritengo anche che sia una cosa talmente preziosa da dovere essere sempre scelta, in qualsiasi condizione. E ora per concludere dimmi una cosa: secondo te sono i luoghi a essere belli o sono le persone a renderli belli?

    a presto, Lands

    p.s. anche io vorrei mettere qualche figura nei miei commenti, ma non so come si fa… acc…

  • “I rimorsi, i sensi di colpa spesso costituiscono dei veri e propri macigni che pesano sul nostro animo e ci impediscono di vivere serenamente. Questo carico di sofferenza di cui ci sobbarchiamo più o meno consapevolmente costituisce un freno, un laccio che ci ancora al passato, ci congela in “ciò che è stato” e ci impedisce di vivere il presente, di affrontare nuove esperienze e nuovi rapporti relazionali con rinnovata energia”

    E a monte dei sensi di colpa , penso, ci sia la paura. Questa più dei sensi di colpa incide sulla vita. Paura di liberarsi del passato che, pur avendoci fatto soffrire, è conosciuto e di affrontare il futuro ricco di incognite. La paura denota una scarsa stima di sè e delle proprie capacità. I “fantasmi” non sono altro che manifestazioni delle “scuse” che ci inventiamo per non affrontare seriamente e con consapevolezza le nostre azioni. La paura costituisce un alibi.
    Se siamo abbastanza forti e crediamo in noi e, soprattutto, se riteniamo che quello che facciamo o abbiamo fatto lo affrontiamo con consapevolezza, paura e sensi di colpa non ci dovrebbero essere

    dora

  • Già Dora, lo so…ma si deve ricominciare e ricominciare e ricominiciare…alla fine un po’ di stanchezza emotiva c’è!

    lands

  • se si ama veramente una persona….bisogna lasciarla andare…
    anche se non è facile metterlo in pratica per molti…

  • @lands

    concordo…alla fine si, c’è stanchezza emotiva. Ci si lascia andare per un attimo…Ma poi non è meglio stringere i denti e ricominciare a vivere liberi??

    ciao

    dora

  • “Se vuoi comprendere l’amore, impara la libertà”-
    Già… se ami qualcuno lascialo libero. Ma quanto male fa….

  • Ripeto un po’ il concetto che ho espresso nel commento al post precedente: come scacciare il fantasma, quando non si conosce e non si fa parlare? Quando non risponde? Quando tormenta e scompare, lasciando un malessere imprecisato ma persistente?

  • Giuste parole, mai dare peso alle maledizioni. Se ci crediamo, ne saremmo schiavi e impauriti per sempre..e saremmo noi stessi a crearci situazioni dolorose.
    Bel post..^_^
    Bacioni ^_^

  • Spesso si confonde l’amore con il possesso ..
    Un amore deve essere vissuto nella libertà per potersi esprimere completamente ma pur sempre vivendolo con complicità e amicizia..
    Complimenti un bel post che fa riflettere molto ..
    Ciao
    Giada

  • ahah Lands! Quante domande! :) )))

    Andiamo con ordine: qualunque fantasma, per quanta compagnia ci faccia, non sarà mai in grado di darci la realtà; se esso fa’ più compagnia delle persone reali, non è merito suo, ma piuttosto demerito di quelle persone, oppure nostro che non siamo capaci di “valorizzarle”, di comunicare propriamente con loro.

    “Wolfghost” fu’ scelto da un altra parte, lands, lo scelsi perché mi piaceva sia il lupo che il fantasma, ma entrambi i nick erano presi in tutte le forme immaginabili, prendere “fantasma1418″ o “wolf449″ (ad esempio) non mi piaceva. Tuttavia poi mi ci ritrovai perché mi accorsi che in esso c’erano davvero entrambi i miei aspetti: il lato introspettivo del fantasma e quello più istintivo e “animale” del lupo.
    Tra l’altro pensa che setacciando Google trovai un Wolfghost americano che era nato pochi giorni prima di me, stesso anno, stesso mese! E, seppure lui scriveva in poesia e io in prosa, mi ritrovavo perfino nelle cose che diceva! Incredibile, vero? :)
    Ora il Web è pieno di Wolfghost: c’è quello francese, quello tedesco, quello inglese; ho comprato wolfghost.it per una manciata di euro ed ho visto che il .com era venduto ad un prezzo assurdo (oltre 250 dollari!). Esiste perfino un complesso musicale che si chiama Wolfghost! Anni fa’ eravamo solo in due: io e il mio omonimo americano :) in pieno riscontro con la teoria dei campi morfogenici, dove un’idea in una parte del mondo si propaga ovunque! Affascinante vero? :)

    Non c’è fantasma che possa rimanere se davvero tu lo vuoi cacciare dalla tua mente. Non importa nemmeno se te lo ritrovi davanti in carne ed ossa, perché se hai deciso di andare oltre, se dai messaggi sempre coerenti alla tua mente ed al tuo inconscio, essi si adegueranno e quei fantasmi diverranno lenzuola sgualcite che non potranno più danneggiarti.
    Ma devi crederci. Ma devi volerlo veramente.
    Talvolta non ci liberiamo dei nostri fantasmi perché incredibilmente ci sentiamo in colpa per loro. Se gli eliminiamo, ci diciamo, soffriranno, non è giusto per loro. Peccato che spesso sia a loro che, sotto sotto, non importa nulla di noi.

    Il lupetto dorme :) Pensa che c’è chi mi ha suggerito che probabilmente è una lupetta! :D Mah… chissà! :)
    No, secondo me il gatto ha un’espressione spaventata: ha visto un fantasma! eh!! :) ))))) E la bambolina, che poi è un fantasma (non vedi?? ;D ), è contenta perché è riuscito a spaventarlo, come il fantasma protagonista del racconto fa’ col nostro “eroe” :)

    Che l’amore non sia obbligo sarà anche una cosa ovvia… nel momento in cui la realizzi e in quello nel quale riesci davvero ad arrenderti per il bene della tua amata controparte. E non sempre è facile.

    Bello il tuo ultimo quesito :) Faccio spesso proprio l’esempio dei panorami e delle persone. Dico che le persone si dividono in due tipologie: quelle che ricordano i paesaggi dove sono stati e di conseguenza, FORSE, le persone con cui erano, e quelle che ricordano le persone e, FORSE, i luoghi dove con esse sono state.
    Io sono tra le seconde: sono “persona-centrico”, infatti in coppia giro e visito posti nuovi molto volentieri, da solo no…

  • x Lands: dimenticavo! Il metodo più semplice per le figure nei commenti, è metterle in un post nuovo (che poi non pubblicherai), cliccare su “codice” e copiare-incollare tale codice nel commento :)

  • Dora… concordo appieno :) E il metodo più rapido per riconquistare, passo dopo passo, quella autostima, è agire, muoversi nella direzione delle tue stesse paure per smitizzarle.
    “Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.” – Martin Luther King
    Il successo genera il successo, dice Anthony Robbins: iniziamo a conquistare piccole cose, la nostra fiducia in noi stessi crescerà, si alimenterà dei nostri successi generando percio’ nuovi successi. Finché non arriveremo a quelli grandi.

  • x Dafne: credo che lasciare andare una persona che si ama… sia sempre difficile. Credo che sia la prova d’amore definitiva anche se, alla fine, utile solo a noi stessi, per avere almeno la coscienza a posto per aver fatto il suo bene.

    x Pink: è vero, ma alla fine… che senso ha stare con una persona che, ad esempio, sai non contraccambiare i tuoi sentimenti? Davvero credi che durerebbe? Davvero lo vorresti?

  • Happysummer, ti ho risposto nell’altro post… :)

    x Dolcelei: sono d’accordo ;)

    x Giada: uno dei miei primi aforismi lo lessi su un libro di yoga, diceva: “lo spirito di possesso avvelena la libertà della mente”… quanto è vero, Giada ;)

  • Carissimo Wolf,

    un piccolo salutino di fretta, ma per dirti che ho letto il tuo commento e non mi basta perchè lo rileggerò e rileggerò…e quando l’avrò assimilato risponderò con la dovuta calma. Sappi che ho apprezzato molto!

    Coninui a essere un mito per me, soprattutto per quello che dici sui luoghi e le persone!!!!!!!!!!!!!

    per intanto una bellissima giornata a te e a tutte le persone che frequentano il tuo blog!

    lands

  • Ok, aspettero’ il risultato della tua “elaborazione”, allora :)

    La giornata e’… pienissima, come ormai mi accade molto spesso :( Comunque grazie per l’augurio, che ricambio volentieri :)

  • Come ci dicevamo dall’altra parte ci sono anche fantasmi che non possono andare via perchè c’è qualcuno che vuole trattenerli…
    La mia e la tua esperienza in questo senso è stata vissuta anche da un’altra persona, un mio collega.
    Un abbraccio, buona serata…con pochi impegni…una birra (o magari nella tua perfezione sei astemio…;-)) e un film divertente in tv…

  • Dalle storie giapponesi c’è sempre da imparare molto…

    O dico una cazzata?! Sei tu l’autore o uno scrittore giapponese?!

  • Grazie Wolf del commento…non è un semplice commento…per questo l’ho letto e riletto, sono convinta che la libertà di ogni persona vada rispettata, tenere rancore è impossibile se si ama veramente, meglio tenere sempre un buon rapporto, è gratificante e insegna molte cose.
    Ancora grazie
    Buona Notte
    meg

  • x Affabile (ti chiamo così perché almeno – un osservatore “esterno” – puo’ capire a chi sto rispondendo, altrimenti, non avendo messo il tuo nome, chi non ti conosce non capirebbe): aggiungiamo alla lista anche un mio caro amico…

    Io gli impegni li ho sempre-sempre-sempre (palestra, corso…), ma non mi dispiacciono. Al contrario, quasi sempre ritengo tempo perso la TV. Non che non mi piacciano i film, ma preferisco vederli al Cinema…
    Ah… no: sono vegetariano ma non astemio, anche se le volte che ho “alzato il gomito”, sono davvero state pochine…

  • x FallenAnGeL: la cosa è complessa, caro ragazzo! :) )))) Lo scrittore è Paulo Coelho (è scritto sotto al titolo, distrattone!! ;D ), il racconto è certamente “vero” (leggenda, ovvio, ma certamente di provenienza giapponese), io sono solo il… redattore ;)
    Di solito aggiungo un commento mio, ma in questo caso mi sono limitato a mettere in neretto e in rosso “la morale”, che, essendo autoesplicativa, non aveva bisogno di ulteriore commento…

  • x Meg: sono molto contento che tu l’abbia letto! ;) Temevo che, essendo passati diversi giorni, e non vedendo altri post più recenti, non l’avresti più letto… Se ti è servito a qualcosa ne sono davvero felice! :)

  • Wow… il fantasma traeva profitto dal tuo senso di colpa. Quando ci sentiamo colpevoli, desideriamo sempre – inconsapevolmente – il castigo…Dunque ci si autopunisce!!! chissà quali sono le mie colpe….phasesofthemoon… kiss.

  • No, Phases… non “quali sono le mie colpe”, ma piuttosto “quali colpe – quasi sempre immaginarie – credo di avere” ;)
    Restituisco il bacio…

  • Buongiorno Wolf.
    Oggi voglio essere polemica e uscire dal coro (d’altra parte, da oggi ho Giove in quadratura, c’era da aspettarselo!)
    Più della vicenda di Coelho, ciò che ho trovato interessante, poetico e formativo, è stato il TUO racconto su come è nato il tuo nick, la teoria dei campi morfogenici, il dualismo istinto/interiorità, la comunità mondiale dei Lupi Fantasma, e così via… QUESTO è stato bello da leggere, e mi ha fatto riflettere e sorridere.
    Mi pare d’averlo già scritto da qualche parte: non amo Coelho, benché “per dovere” lo abbia letto abbondantemente. Ti spiego anche il perché: perché tutti, nelle sue parole, possono trovarci di tutto, e come e quando e in che misura vogliono. Questa esagerata polisemia del racconto e delle interpretazioni mi stucca, mi irrita. In un raccontino Coelho riesce a metterci: l’amore, la libertà, l’illusione, la paura, l’ansia, la crescita, la saggezza, l’astuzia, la disperazione, la magia, la morte, la disillusione, la morale della favola… tutto insieme, tutto in 20 righe!
    Uh. Lo so. Sto volutamente esagerando la mia ostilità verso il buon Coelho, ma solo per innestare un – secondo me doveroso – seme di dubbio: non è che ‘sto tizio ci piace così tanto perché, più che scuoterci ed esortare, non fa che riflettere blandamente il nostro animo (in ogni suo aspetto, fragile e forte, buono e malvagio, disperato e fiducioso), come uno specchio che riflette ogni cosa ma non la profondità, non la tridimensionalità?
    V

  • buon natale, lupacchiotto
    pallyna

  • L’ amore è libertà , senza catene ne schemi mentali , è rispetto ….. ama e lascia andare , senza aspettarti niente , solo così la fiammella rimane accesa … BUONE FESTE Rita

  • Sì sì va bene chiamarmi “affabile” e poi ormai…è parte di me…(o meglio lo è sempre stato visto che era il cognome di nonna), un po’ come wolfghost è parte di te.
    A me ogni tanto passare serate a non fare nulla, a rilassarmi, piace…lo avevo scritto perchè tu dici che hai sempre tanto da fare…:-)

  • “E’ impossibile trovare la semplicità se non si è liberi dentro”, sosteneva un filosofo dello scorso secolo.

    Essere liberi dentro è una delle cose più difficili da attuare. Questo presuppone l’inizio di una vera auto-comprensione per capire quali sono i nostri condizionamenti. In genere siamo molto attaccati al nostro modo consueto di vivere, alle cose che possediamo, alle abitudini personali, alle nostre idee.

    E’ per questo che spesso la nostra vita è in continua preoccupazione: abbiamo paura di perdere ciò che abbiamo acquisito e di affrontare ciò che non conosciamo.
    Quello che noi chiamiamo male o bene non sono due entità distinte, ma, convivono nella medesima persona, ed affiorano col prevalere dell’una o dell’altra, a seconda delle situazioni e degli stati d’animo.

    eliminiamo tutto quello che non ci serve più…magari, altre cose nella nostra vita, che, si depositano là come fantasmi che a volte emergono assumendo le forme delle nostre paure…”….Milton H Erickson -La mia voce ti accompagnerà-

  • condivido con Saint-ex, il mio non era un accusa a chi-non-so-chi, almeno non voluta, ma il ridare fiato a una voce che ci ricorda il nostro passato culturale, artistico e artigiano e di mente libere. L’importante cmq è sentirsi toccati da questi appelli, finchè ce ne saranno. ciao Nam

  • coelho è spesso un’arma a doppio taglio..ma in fondo cosa non lo è?
    Far coincidere possesso e amore credo sia una contraddizione in termini, eppure sembra essere la causa più frequente delle sofferenze amorose..è un vero peccato.
    Riguardo al senso di colpa, ho visto persone costruirsi un proprio universo morale su misura, per giustificare a se stessi le peggior cose (apparentemente riuscendoci benissimo)…spero che quanto dici del senso di colpa sia vero, darebbe una parvenza di significato a tutto questo marasma.Non si capisce proprio come sia possibile che alcuni si sentano in colpa pur non avendone ed altri al contrario riescano a raccontarsela e lavarsi la coscienza alla velocità della luce. Temo che sia questione di sensibilità personale, quindi relativa.
    PURTROPPO, cosa c’è di più soggettivo dell’etica personale?

  • x V.: Grazie per l’interessamento per la mia storia :)
    Ma veniamo a Coelho… Tante volte sono stato attaccato (non solo qua’) per la mia predilezione nei suoi confronti. Ebbene ripeterò ancora una volta che cosa mi piace in lui.
    Coelho è un profondo conoscitore dell’animo umano, il suo stile è volutamente semplice allo scopo di far arrivare i suoi messaggi al maggiore numero possibile di persone, persone semplici e con una bassa cultura comprese. Come ha dimostrato in alcuni suoi libri (lo Zahir, ad esempio), Coelho è capace di scrivere in modo più ricercato, ermetico e meno scorrevole; quando non lo fa’ – ad esempio nel libro che gli ha dato la celebrità: L’alchimista – è sua precisa scelta.
    Io ho sposato tale scelta: preferisco messaggi chiari, semplici, diretti, che possano arrivare alla mente ed al cuore di chiunque, piuttosto che ricercare uno stile di scrittura riservato ad un gruppo di eletti (ammesso di esserne capace, naturalmente). Dipende sempre dal pubblico al quale ti vuoi rivolgere; nel mio caso… a tutti.
    Nei miei primi post qua sopra, venni attaccato da chi riteneva che stessi facendo un blog “ricercato”, riservato a pochi iniziati! :) Come vedi c’è sempre qualcuno che non è d’accordo – in un modo o nell’altro – con lo stile che hai scelto.
    Questa è la mia personalissima scelta: creare un blog che possa fare arrivare messaggi semplici e comprensibili a chiunque abbia tempo e voglia di leggerlo. Ma non perché punti ai dati del “contatore”, piuttosto perché… sono profondamente convinto che la vita sia essenzialmente proprio così: chiara e semplice. Siamo noi, la grande maggioranza delle volte, a complicarla maledettamente :)

    Comunque… non guardare l’autore del testo, non importa se si chiama Coelho o Cioran, Aristotele o… Cassano :D Il testo serve quasi sempre solo da spunto, non è la bibbia. Ti è piaciuto il racconto su come è nato il mio nickname? … bene, da quale post è nato?

    Ognuno in post di questo tipo legge non tanto “ciò che vuole”, ma piuttosto “ciò che vi scorge”, “ciò che gli serve”, perché nella quantità di informazioni date ce ne saranno alcune che interessano, altre che non lo fanno. Ecco perché qualcuno scorgerà in esso un messaggio di “libertà dalla paura”, un altro di “senso dell’amore” e un terzo di “dannosità dei sensi di colpa”: non perché vedono ciò che non c’è, ma perché ognuno vi scorge ciò che in quel momento lo interessa di più.
    E non ci vedo nulla di male.

  • sono stanchissima … quindi torno domani a leggerti (questo mi interessa molto!) …volevo però lasciarti il mio saluto e augurarti sogni d’oro – besos LU

  • x Pallyna: di già? :( Perché, non ci riscriveremo prima di Natale? Se così fosse… bé, auguroni anche a te! :)

    x Rita: certo, così dovrebbe essere… magari sarà difficile avere davvero un amore così, anzi pretendere troppo potrebbe essere perfino controproducente facendoci perdere di vista la realtà, ma… ci si può andare vicino :)

    x Affabile: eh… è vero! Guarda a che ora sto scrivendo adesso!! :)

  • x Ilavi: Assolutamente Dora! Ottimo commento, ottime citazioni… concordo in pieno ;)

    x Nameerf: sì, avevo ben inteso, del resto te stesso ne sei dimostrazione ;) Volevo solo che altri potessero non cadere in una possibile interpretazione errata o incompleta ;)

  • x honey: Su Coelho mi sono espresso al commento #51 ;) Sul resto, credo che un pizzico di possesso sia quasi (quasi!) inevitabile, ma lo si può mediare con un po’ di intelligenza e autocontrollo.
    E’ chiaro che la differenza del peso al senso di colpa, dipende soprattutto da come siamo stati cresciuti da bambini: se i nostri genitori usavano farci sentire in colpa per insegnarci cosa fare o cosa no, daremo un peso alla colpa molto superiore rispetto a chi ha avuto genitori (o comunque “tutori”) che gli ha cresciuti in maniera diversa.
    L’etica personale può anche essere soggettiva (d’altronde… se è “personale”… ;) ), ma il tatto verso l’altro, la consapevolezza dei limiti nostri e altrui, e l’intelligenza nel capirne l’umanità, non dovrebbero mai venire meno.

  • x Vany: grazie! :) E’ stata una giornata molto intensa oggi… domani, se riesco, ne faro’ il resoconto in un nuovo post ;)

    x Lu: grazie, sei molto carina :) Sogni d’oro anche a te…

  • Amo molto Coelho, grazie per questo bellissimo post, mi ha fatto molto piacere leggerlo!
    Ancora tanti auguroni di Buone Feste e un forte abbraccio al mio lupacchiotto preferito!!!
    A presto!

  • ecco… mi sono venuti i sensi di colpa… allora forse la volontà di volerlo per me comunque anche se sta con un’altra significa che non lo amo? … oppure è percepire che non è felice che mi fa perseverare?
    non lo so proprio, però sempre grazie per i tuoi spunti di riflessione!
    baci
    Viv

  • Grazie CredoInTe :) Se non ci “leggiamo” di nuovo, tanti cari auguri anche a te ;)

    x Viv: be’, tieni presente che e’ umanamente difficile che non ci sia un minimo di spirito di possesso in un sentimento d’amore… Si parla sempre di “sentimenti ideali”, ma poi si deve fare i conti con la nostra umanita’ :) L’importante e’, come sempre, la misura…
    Ricambio i baci :)

  • certo wolf che ” il tatto verso l’altro, la consapevolezza dei limiti nostri e altrui, e l’intelligenza nel capirne l’umanità, non dovrebbero mai venire meno.” Ma succede invece molto spesso e solitamente per mano di chi se ne sbatte proprio del senso di colpa!questo è il punto, insomma a me pare che tutto giri alla rovescia, auguri!

  • In questo caso, Honey, e’ giusto prendere le distanze da tali persone. Un conto e’ avere tatto e consapevolezza degli umani limiti, un altro e’ preservare se’ stessi da cio’ che ci sta’ danneggiando.

  • Grandioso il finale con le parole del saggio maestro!

  • Infatti! ;) Sai che di solito aggiungo un mio commento, ma stavolta mi sembrava davvero superfluo! :)

  • grazie allora:-) a presto e auguroni. Nam

  • Se vuoi comprendere l’amore impara la libertà… vero, bello, giusto… ma cavolo, quanto difficile è? Anzi, è possibile?

  • E si che è possibile! :) Ma non confonderlo con l’insensibilità: se qualcosa va storto, ci si rimane male comunque… solo si è capaci di farsene una ragione prima :)
    In fondo non si può trattenere o chiedere ad una persona di rimanere. E’ lei che deve scegliere di farlo.

Lascia un Commento