Chi sono

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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"L'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere" - Boris Pasternak
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... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)

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LadroIL SOSPETTO TRASFORMA L’UOMO
di Paulo Coelho

Il folclore tedesco racconta la storia di un uomo che, svegliandosi, notò che la sua ascia era scomparsa. Infuriato, credendo che il suo vicino gliel’avesse rubata, passò il resto della giornata a osservarlo.
Notò che l’uomo aveva un comportamento da ladro, camminava furtivamente come un ladro, sussurrava come un ladro che desidera nascondere il proprio furto. Era talmente sicuro del suo sospetto che decise di entrare in casa, cambiarsi d’abito e andare dalla polizia a sporgere denuncia.
Non appena rincasato, però, ritrovò l’ascia: sua moglie, infatti, l’aveva messa in un altro posto. L’uomo uscì di nuovo, osservò ancora una volta il vicino, e vide che camminava, parlava e si comportava come qualunque persona onesta.



Commento di Wolfghost: Il breve racconto di Coelho si ferma al sospetto, ma il passo ad un piu’ generale pregiudizio e’ breve. Quante volte ci siamo fatti un’opinione sbagliata di una persona, o magari di piu’ persone, lasciandoci influenzare da quanto avevamo sentito raccontare su di esse? Il mal costume di parlare alle spalle degli assenti, ad esempio, e’ molto comune. Spesso si rischia di dar retta alla voce di persone maligne, male informate o superficiali. Persone che forse non hanno reali intenzioni malevoli ma che amano le "chiacchiere da caffe’", ovvero l’arte (si fa’ per dire) di parlare per "sentito dire", spesso al solo scopo di essere al centro dell’attenzione anche se solo per un minuto. Ci sono storie, amicizie e carriere che sono state rovinate dai pregiudizi che queste voci hanno provocato, per non parlare di pregiudizi su intere razze e classi sociali. E non dimentichiamoci infine dei pregiudizi che sono stati creati dai rapporti con le persone del nostro passato; ricordiamoci che chi abbiamo davanti non e’ una di queste persone, puo’ avere qualche comportamento che ce le ricorda, ma i singoli comportamenti non vanno presi come indice della bonta’ di quella persona. Un medesimo gesto puo’ avere significati anche molto diversi per persone diverse.
Vale sempre il consiglio: ascoltare tutti – anche le voci dal nostro passato – prendendo, al limite, le dovute precauzioni, ma dare almeno il beneficio del dubbio, verificare di persona, crearsi un’opinione e, soprattutto, scegliere con la propria testa.

78 Commenti a “Pregiudizio”

  • Si, credo che il valutare da soli… il non ascoltare le opinioni altrui sia sempre la miglior cosa…
    un dolce giorno Mia

  • Caro Wolf,

    anzitutto buongiorno! E poi…hai sempre ragione. Questa sul pregiudizio è veramente una bellissima riflessione e mi prendo il merito di essere la prima a commentare. E’ vero: ma combattere i pregiudizi degli altri nei nostri confronti non è cosa facile. Mentre combattere i nostri stessi pregiudizi sugli altri è cosa possibile. E allora sono perfettamente daccordo con te quando dici: “E non dimentichiamoci infine dei pregiudizi che sono stati creati dai rapporti con le persone del nostro passato; ricordiamoci che chi abbiamo davanti non e’ una di queste persone, puo’ avere qualche comportamento che ce le ricorda, ma i singoli comportamenti non vanno presi come indice della bonta’ di quella persona. Un medesimo gesto puo’ avere significati anche molto diversi per persone diverse.”
    Hai ragione Wolf, sapessi quanto. E’ proprio questo che non sono riuscita a fare, perchè quando ci si ritrova davanti a una situazione analoga a quella che abbiamo già vissuto nel passato e che ci ha profondamente ferito, inevitabilemnte ci si ritrova a fare i conti con i fantasmi del passato. Eccoti qui allora due massime. La prima è riferita a quest’ultima frase. La seconda invece dovrebbe consigliarci come comportarci nei riguardi dei pergiudizi degli altri.

    1) Colui che vince se stesso è più potente di chi conquista una città
    (Sacre Scritture)

    2) Fate quello che il cuore vi dice che è giusto, perché sarete criticati comunque. Avranno da ridire sia se fate che se non fate. (Roosvelt)

    Detto questo ti auguro una bellissima giornata:)

    ciao zampette!

    Lands

  • mi rendo conto che vendo scritto un post troppo lungo…alla fine non sono stata la prima a commentare…ma pazienza!

    no problem! Lands

  • A volte senza accorgerci scrutiamo le persone e facciamo cattive opinioni,a volte siamo influenzati dalle apparenze,altre x i sentito dire ed allora:

    Con occhi fugaci
    scrutiamo tutto
    sfioriamo pensieri
    che non ci convincono.

    Io cmq.prima di avere sospetti ci penso e ripenso,d’altra parte se ci mettiamo dalla parte dei sospettati innocenti non è bello pensare che gli altri sospettino o ti attribuiscono colpe che tu non hai.
    Per cui meglio sempre avere i piedi di piombo.
    Tanti saluti,un abbraccio vany

  • x Mia: infatti, ascoltare ma non pedissequamente… Ogni cosa va’ presa come opinione, piuttosto come verita’ assoluta :)

  • Lands… gia’, sei stata fregata sul filo di lana ;D ma davvero poco importa :)
    Sulla tua riflessione posso dire che bisognerebbe sempre rinascere “pagina bianca”, cosi’ come siamo nati, lasciando alla voce dell’esperienza la possibilita’ di intervenire, principalmente attraverso i segnali della paura, solamente qualora ci siano reali e tangibili segnali di qualcosa che non va’. Siccome una tale consapevolezza non e’ di tutti ne’ di tutti i giorni, piu’ spesso possiamo solo intervenire a posteriori, cercando di capire – il prima possibile – se quella paura e’ infondata. Se siamo abili e svegli, potremo bloccare il processo all’inizio del suo svolgimento; se lo lasciamo correre troppo, poi, nel panico, non saremo piu’ in grado di arginarne il flusso di emozioni.

    Molto belle entrambe le massime che hai riportato. Personalmente credo di piu’ nella seconda, non perche’ sia “piu’ vera”, entrambe lo sono, ma perche’ e’ piu’ facile da mettere in atto. Capirsi profondamente e’ spesso un’impresa titanica; decidere di agire sempre di testa propria in modo da essere responsabili unici delle proprie azioni e del proprio destino senza darsi la possibilita’ di incolpare altri, e’ – se lo vogliamo davvero – alla nostra portata.

    Ciao linguaccia! :)

  • x Vany: meglio avere i piedi di piombo nell’andarci troppo coi piedi di piombo, insomma! ;)
    Belli e coerenti i tuoi versi, sembrano una massima del Tao :)

    Ricambio l’abbraccio…

  • Già l’origine etimologica della parola “pregiudizio” è significativa: giudizio anticipato.
    Ora per quale ragione ci si “accontenta” di valutare una persona o un fatto per sentito dire?
    Forse per timore di esporsi e di essere giudicati dagli altri? Per pigrizia?

    Come dici giustamente, per crearsi un’opinione bisogna ascoltare, osservare, impregnarsi di tanti piccoli dettagli o sfumature e, perché no, respirare la medesima aria.

    O.

  • assolutamente d’accordo… :-D

    bacio.

  • x O.: alle tue ipotesi ne aggiungo una: per paura ;)

    x Fragolina: ci mancherebbe che non lo fossi!! :D Scherzo! :)

  • un valido consiglio.
    ciao

  • Quale parte ha la paura nel nostro agire?
    La sua presenza è secondaria oppure, come temo, risulta essere uno dei meccanismi psicologici più diffusi?

    O.

  • Grazie Amaranta, mi piacerebbe se fosse utile a qualcuno :)

    O., direi la seconda che hai detto ;)

  • …Evviva l’ottimismo! :-) :-)

    O.

    P.S.: certo che leggendo i trattati di storia non si può che convenire sull’esuberante presenza della paura…

  • ho letto qualcosa di coelo, veronika decide di morire.. ed altri, ma veronika, il suo destino mi ha interessata. Il sapere di morire, certezza di morire da li a poco, le fece amare la vita. Anche io amo la vita, non la rinnegherò mai. Nonostante la sofferenza, l’arrancare su montagne ripide, scalandole da principiante, e sapere sempre che c’è dietro il precipizio, e la cima, è ancora così lontana.. come si farà ad arrivarci, in una vita sola? Eppur amo la vita, nel mio Non capire, nonostante gli sforzi x essere migliore, e ritrovarmi sempre debole, ma a volte sorprendermi + realista, più io, forse diversa.. non sò nemmeno cosa dico, cosa c’entra col post.. mi piace il lupo.
    ciao b

  • Ciao Diana e benvenuta :)

    A mio avviso non c’è un trucco, così come non c’è alcuna vetta da raggiungere. Più che una montagna paragonerei la vita ad un percorso, ad una strada. Tu non hai idea di quando e se quella strada finisca, non devi raggiungere un “obiettivo”, ma solo percorrerla. Questo è il significato della frase Zen (o Tao? :D ) “La strada è la ricompensa”: il percorso è l’obiettivo, non ciò che sta’ in fondo ad esso. Questo è anche il significato della frase di Pasternak che ho scelto per la mia “frase scorrevole” della colonna di sinistra: “L’uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.”
    Il segreto della vita, per me, sta’ nel viverla.

  • Le chiacchiere, fanno male..possono uccidere una persona dentro.
    Io detesto le chiacchiere. Una volta si diceva di credere la metà di quello che uno sparla dell’altro..
    Le calunnie e i sospetti..sono vere cattiverie contro il prossimo. Cerco di tenermi alla larga da persone simili.
    Buona giornata a te ^_^

  • Forse dovremmo imparare a “sentire” gli altri più che osservarli e ascoltarli.
    Usiamo le pupille dell’anima, senza fare tanti ragionamenti…forse capiremo di più.

  • Gia’, Dolcelei :) Due chiacchiere su argomenti leggeri si possono anche fare ma avendo ben presente cio’ che esse sono: chiacchiere da caffe’, appunto, e nulla piu’…

    x RosaTiziana: Credo che gli altri li si “senta” anche osservandoli ed ascoltandoli, ma e’ scientificamente provato che in realta’ solo una piccola parte dell’impressione che ci facciamo di una persona deriva dalle sue parole. Per questo le “chiacchiere da caffe’” hanno successo quasi esclusivamente sugli assenti: i presenti hanno l’opportunita’ di “mostrarsi” da soli per quel che sono e valgono.

  • Quello che il racconto di Coelho descrive non è altro che ciò che Goleman chiama il “tipo investigatore”, ovvero colui che piega i fatti in modo che si adeguino alle sue supposizioni. Molto interessante l’indagine che egli ne fa. In sostanza, Goleman dice che l’Investigatore (inteso come tipo psicologico, appunto) è l’ipersensibile, l’ipervigilante, ossessionato dall’ansia che qualcosa sfugga al suo controllo. In realtà, precisa Goleman, l’Investigatore non è mosso tanto dal pregiudizio o dalla malafede, ma piuttosto dall’esigenza psichica di evitare novità “non vagliate”. Vado a citare: “La sua filosofia è che il mondo è pieno di pericoli. Questa convinzione giustifica i suoi costanti sospetti [...]. La vigilanza dell’Investigatore è in molte occasioni un vero punto di forza. Ad esempio, egli ottiene spesso un punteggio superiore nei test d’intelligenza…” ;-)
    So che sto proponendo una prospettiva un po’ diversa da quella espressa da Coelho e dal tono degli stessi commenti. Ma credo che sia interessante leggere, dietro l’atteggiamento del sospettoso vicino di casa, qualcosa in più che la biasimevole condotta. In altre parole, essendo io un classico esempio di tipo investigativo, sto cercando una sorta di riabilitazione o, per lo meno, un giudizio più blando e comprensivo… Chiedo, cioè, che non si abbiano pregiudizi sui miei pregiudizi! ;-)
    V

  • … esatto… ascoltare tutto da tutti e prendere da ognuno quello che “serve”! Il resto, lo lascio andare!

    Buona giornata
    Namastè!
    SitaRam

  • Ciao FunnyV :) Diciamo che il pregiudizio – nel caso dell’Investigatore – e’ conseguenza inevitabile della sua ansia di controllo: non ammettendo che qualcosa possa sfuggirgli, si costruisce elementi inesistenti che gli servono a spiegarsi i comportamenti che gli sfuggono, creando cosi’ il suo pregiudizio.
    Tendo a pensare che tale categoria sia un sottoinsieme del “pacchetto pregiudizi”: i pregiudizi ne sono conseguenza, parte di chi mette pregiudizi si puo’ identificare in tale figura.
    Direi che la disamina di Goleman calza di piu’ alla figura del “sospettoso” di Coelho che, infatti, e’ anch’esso solo una parte delle persone che hanno pregiudizi; se noti, all’inizio del mio commento ho infatti scritto che “Il breve racconto di Coelho si ferma al sospetto, ma il passo ad un piu’ generale pregiudizio e’ breve.”; ovvero, ho preso dal “sospettoso” lo spunto per allargarmi su chi ha pregiudizi, di cui i sospettosi sono solo una parte.
    Ciao ;)

  • eheheh brava SitaRam, sei piu’ avanti di me… Io semplicemente ci provo (a lasciar andare il resto) ;D

  • qui si rischia l’overdose di buonismo e saggezza..almeno lasciate uno spiraglio al dubbio e alla sacrosanta incazzatura, ogni tanto. o no?

  • grazie per il commento e lo spunto di riflessione che hai lasciato sul blog. La profezia che ho riportato è narrata secondo la tradizione Hopi, ma è tranquillamente attribuibile, con poche varianti, anche alle tribù Cherokee, Sioux e Navajo, per farti un esempio. Ed è analoga a quella riportata nell’Apocalisse e a quella Maya.. un bel calderone!

    grazie anche per il racconto di paulo coelho, illuminante ^___^
    buona giornata

    tyn

  • non ne parliamo, guarda…per la serie “uno, nessuno, centomila”, ahahah

    comunque è verissimo che i pregiudizi e le malelingue influiscono moltissimo nell’immaginare l’altro, al punto di convincersene fortemente…

    peccato, però, a volte un pizzico di apertura mentale non guasterebbe a nessuno..

  • ahahah Honeygirl! E chi te li toglie l’incazzatura e i dubbi? L’incazzatura, soprattutto se e’ “sacrosanta”, ci sta’ eccome, chi ha detto il contrario? :) In quanto ai dubbi, e’ proprio per quelli che si dovrebbe essere cauti prima di dare giudizi definitivi sulle persone ;)

  • mmmm… ok, grazie Tynnestra… allora c’e’ qualcosa che non torna :) Ho un’altra domanda pronta… Poi verro’ a scriverla sul tuo blog! ;)

  • Be’, 4ever… iniziamo a provarci noi, poi… chissa’… magari l’iniziativa prende piede! :D

  • Che saggio Wolfghost… ed è vero, prima di esprimere giudizi bisognerebbe forse ascoltare di più in certi casi il proprio cuore e la propria testa…con le dovute precauzioni ;)

  • grazie della tua presenza wolf..

  • Dai tuoi interventi c’è sempre tanto da imparare, per questo mi piace il tuo blog… Inutile dire che noi liguri ci distinguiamo sempre per cultura! (ora sarò massacrato dai commentatori, mi sa!)

    Ciao grandissimo!!!

  • Grazie Gospel :) Ma io non mi ritengo saggio per nulla, altrimenti la mia vita sarebbe diversa ;) Diciamo che, come dice la massima di Buddha, sono saggio solo nel sapere di non esserlo! ;) )))

    “Lo stolto che conosce la propria stoltezza è saggio almeno per questo: lo sciocco che si ritiene un saggio, quegli veramente è ciò che si chiama uno scemo!” – Buddha

  • Bé, grazie Pallyna… così mi commuovi :….( ;)

    Fallen… non ci sarà bisogno dei commentatori: lo faccio io! :) ))) Con la ricchezza della nostra terra, con i posti splendidi che abbiamo, guarda come stiamo facendo fuggire i turisti :( Mai visto le nostre spiagge e i nostri paesi così vuoti come l’estate appena passata, tutti sulla riviera romagnola :(
    Se la cultura serve a questo… ;D

    Comunque ritengo la mia cultura assolutamente nella media… :)
    Come la mia altezza del resto, non sono grande nemmeno in quello :(
    ;)

  • È più difficile vincere il pregiudizio che dividere l’atomo
    Albert Einstein

    ciao

    dora

  • Commento 2

    Neri? Sporchi
    Italiani? Mafiosi
    Zingari? Ladri

    In genere si parte dallo stereotipo per arrivare al pregiudizio e al razzismo
    GLI STEREOTIPI SONO la conoscenza che l’individuo immagina già di possedere, “falsi concetti classificatori a cui, di regola, sono assodate forti inclina­zioni emozionali di simpatia o antipatia, approvazione o disapprovazione”
    (Young)
    LO STEREOTIPO E’ “L’ANTICAMERA DEL PREGIUDIZIO”.
    lo stereotipo è prevalentemente cognitivo (ovvero ci dice quale concezione le persone hanno di un altro gruppo e/o del proprio);
    il pregiudizio – che è più propriamente un atteggiamento – è sostanzialmente affettivo.
    il pregiudizio è il passaggio logico attraverso cui lo stereotipo si trasforma in razzismo

    Pregiudizio
    “Atteggiamento negativo sfavorevole verso un gruppo o verso membri di un gruppo; esso è caratterizzato da credenze stereotipiche e deriva da processí interni al portatore dell’atteggiamento piuttosto che dalla realtà degli attributi del gruppo in questione” (M. Jahoda)

    “Giudizio prematuro, a priori, qualcosa che viene prima dei fatti, sentimenti e reazioni del tutto separati dall’esperienza” (D. Krech, R. S Crutchfield)
      NON E’ INNATO
    NON E’ STRUTTURALMENTE CONNESSO ALLE DIFFERENZE TRA RAZZE E GRUPPI
    HA IL SUO FONDAMENTO NELLE INFLUENZE FAMILIARI, AMBIENTALI, SOCIALI E SI STRUTTURA GIA’ NELLA PRIMA INFANZIA
        PIU’ TARDI SI INTERVIENE E PIU’ SI FISSA
    (da un ‘ esperienza che ho realizzato in una mia classe)

  • Ciao Dora :)
    Allora…
    1) Einstein era pessimista… o forse no. Dipende del tipo di pregiudizio del quale parla. Diciamo che, almeno a livello personale, il pregiudizio è facile da abbattere dal momento in ci si capisce di averlo. Ma spesso non ci si rende conto di averlo fino a quando non capita un evento che te lo fa’ capire svegliandoti. A livello di società o di gruppo, sono invece d’accordo con Albert :) La gente in gruppo si trasforma spesso in gregge di pecore o, meglio, pecoroni :)

    2) d’accordo con lo stereotipo; in fondo è la possibilità di catalogare un gruppo o una persona, anche se magari solo a livello inconscio, che ti permette di avere pregiudizi su quella persona o su quel gruppo; devi poterli identificare con qualcosa che già ti è famigliare, infatti…

    3) … mi trovo d’accordo con la frase di Jahoda.

    4) Non si può non essere d’accordo con la spiegazione di Krech e Crutchfield (ma non saranno la stessa persona prima e dopo il terremoto?? :D ), è perfino “banale”.

    5) la vostra esperienza di classe è… la più interessante di tutte :) e mi trova anch’essa del tutto d’accordo.
    Ma… nelle tue classi parli di queste cose? Che bello! Un insegnamento all’avanguardia! ;)

  • mi ricorda qualcuno …

    solo che lui non vedeva in me un ladro, ma una traditrice …

    wolf, ti faccio una domanda
    una persona che ami ti pone una condizione

    la valuti o non l’accetti in quanto condizione?

    Bacio LU

  • Be’, valutare e’ sempre buona cosa; parlando in generale, anche se non sei d’accordo o addirittura trovi tale condizione offensiva, puoi almeno chiederti il motivo per cui ti e’ stata posta, ovvero se e’ farina esclusiva di chi te l’ha posta, oppure se ti e’ stata posta perche’ in qualche modo sei stata tu a portare l’altro a farlo.
    Faccio un esempio: una persona ha sempre un atteggiamento da “inquisitore”, continua a rivolgere domande, ad essere sospettosa anche su cose banali; l’altro puo’ essere di riflesso portato a “mettere dei paletti”, a dire “ok, continuamo ma non voglio piu’ avere intromissioni in cosa faccio fuori casa, perche’ le sento come mancanza di fiducia”.

    Chiaro che la valutazione e’ ben lungi dall’essere “accettazione”: si valuta e si decide se quella condizione e’ sensata e applicabile (nel qual caso si passa al passo successivo: ovvero capire se e’ giusta anche per noi o se sarebbe un sacrificio unilaterale) oppure se non lo e’, scartandola percio’ gia’ a questo stadio iniziale.

  • E corretto, nell’ambito di un rapporto teoricamente equilibrato, porre delle condizioni?

    Il fatto stesso, di valutare i pro e i contro, può essere considerato un segnale positivo e o costruttivo? Sì, ma a seconda dei casi.

    Inoltre, se la frequenza delle condizioni è aleatoria propenderei per una fase di transizione; per contro se le domande hanno a che fare con l’insicurezza del proponente allora…there’s something going wrong!

    O.

  • Hai ragione, su questo aspetto sono d’accordissimo.
    La calunnia e il sospetto spesso sono infondati. Andare olte, sempre…

  • ciao. :-)
    rispondendo al tuo commento sul mio blog, che .. devo dire mi ha fatto riflettere ancora di più.. ti dirò, certe popolazioni vanno tranquillamente nudi, tra di loro si guardano… ed è normale, come fossero vestiti.. e non ci sono violenze, le donne non vengono violentate dagli uomini della tribù, c’è rispetto della libertà di tutti, e della sessualità di ogni persona… perchè non c’è tabù.. c’è educazione alla sessualità, perchè non c’è perversione… c’è solo natura… rispetto…
    quelle donne, poverine, vengono violentate solo da uomini che vengono dai nostri paesi…

    Sai cosa dicono gli uomini di quelle tribù?
    “Noi quando facciamo l’amore con la nostra donna, non ci mettiamo mai sopra… la donna deve essere libera di muoversi come crede, la posizione dell’uomo sopra è detta del missionario, perchè è la posizione in cui i militari violentano e stuprano donne e bambini… noi non usiamo quella posizione, se non è la donna a desiderarla…”

    Rispetto, amore… semplicità, naturalità… cosa c’è di più bello?

    un bacio.

  • x O.: tu parli di teoria, O., e finche’ ci limitiamo alla teoria, si puo’ anche essere d’accordo con quanto scrivi. Tuttavia, i rapporti umani non sono mai “perfetti”, anzi solitamente sono tutt’altro che perfetti, perche’ ognuno ci arriva col suo carico di vita che lo condiziona.
    E’ chiaro che in un rapporto “ideale” non ci sarebbe bisogno di “paletti”, di condizioni, ma in tutta onesta’ io non ho mai visto (figuriamoci averlo avuto) un rapporto dove non ci sia sempre almeno stato un andarsi incontro, e cosa si fa’ se si va’ incontro all’altro? Implicitamente ci si modifica, o almeno si modificano i propri comportamenti. In altre parole, forse la condizione, il paletto, non ci e’ stato posto a voce, e forse l’altro mai l’avrebbe fatto, ma noi lo abbiamo “colto” ugualmente. Perche’ implicitamente c’era, eccome.
    Osservate i vostri rapporti, passati o presenti che siano, cercate di farlo oggettivamente… vedrete quanti paletti, quante condizioni, anche se forse non espresse esplicitamente, troverete nascosti in esso. Paletti ricevuti ma anche messi, eh!
    Il punto e’ che spesso la “condizione” e’ accettabile, anzi va’ bene perfino a noi, e allora non parliamo di “condizione”; quando invece quella condizione non e’ ben accetta, in qualche modo ci ferisce, ci fa’ davvero sentire limitati, allora “ci accorgiamo” che c’e’ stata messa una condizione.
    In realta’ una condizione espressa ci dice qualcosa dell’altro, qualcosa che esso ha il coraggio di esprimere piuttosto che tenere soffocata dentro di se’ con l’alta probabilita’ che un giorno esploda fragorosamente. L’altro chiede, dice, sta’ a noi prenderci la responsabilita’ di accettare o declinare.

  • Ciao Zuli’ :) Grazie per l’appoggio ;)

    Fragolina, rispondero’ “da te” :)

  • anche nei paesi civilizzati ci stanno le malattie veneree, perchè si tromba con chiunque (scusando l’espressione) e non è la stessa cosa… lì le malattie veneree ce le hanno per la mancanza di igiene e medicine per curarsi… soprattutto igiene, .. qui invece ci sono perchè si tromba con chi capita prima… e c’è ugualmente mancanza di igiene da parte di alcuni “civili” e mancazna di educazione alla sessualità… sinceramente?

    preferirei stare in una tribù … :-) sicuramente non avrei il problema del “oddio, devo mettermi queste scarpe … sono più sexy… il sogno erotico di ogni imbecille…” …mafari avrei fame, morirei di aids, ma non perchè uno sbandato mi ha violentata, e non perchè me la sono fatta con tutti i “civili” ma perchè ero una selvaggia, una donna libera, una donna vera… con un uomo vero…
    :-D e soprattutto potrei ballare nuda davanti ad un fallo, sculettando come se niente fosse… aaaaaaaah, che bello!

    ahahahahah :-D

  • EHM…. piccolo errore di “digitatura”
    ahahahahah

    volevo dire FALò e non fallo!
    :-D
    ahahahahah

  • Fraglina! :D A parte il tuo evidentissimo lapsus freudiano-che-piu’-freudiano-non-si-puo’ ;D ribatto che non stai affatto opponendoti a quanto da me dichiarato: la giusta via di mezzo tra “controllo” e “puro istinto”, da ottenersi per mezzo dell’informazione che crea consapevolezza, e’… l’autocontrollo.
    Curiosamente e’ anche l’anello di congiunzione: dovremmo tenderci sia noi che loro, solo… noi togliendo qualcosa, loro mettendolo (e non fare battute maliziose! ;) ).

  • il dibattito sul “pre-giudizio”mi affascina.Senza il pre-giudizio non vi sarebbe nulla.Il punto è saper controllare il tutto,essere pronti da subito al passo indietro,a rivedere le opinioni create a tavolino,ma di per se il pre-giudizio altro non è che un mettere a frutto esperienze passate…certo ci sono inevitabili danni collaterali e di diagnosi…ma senza pregiudiziali gli insuccessi sono a volte garantiti.

  • Infatti, precisavo il tutto con un “teoricamente” avendo avuto più di una occasione in cui appurare l’imperfezione umana, e non solo mia! ;-)

    Sul fatto di andarsi incontro l’uno verso l’altra mi pare la “conditio sine qua non” per poter evolvere nell’ambito di un rapporto di coppia. Il tutto risiede, come lo evidenzi, nel porre condizioni accettabili o ragionevoli, ovvero tali che non comportino un risentimento da parte dell’altra persona.
    Sorge, quindi, un primo quesito: ma come faccio a scoprire il limite da non oltrepassare se non oltrepassandolo? Inoltre, una volta scoperto non è che interviene un perverso meccanismo di autocensura, per timore delle possibili reazioni?

    Più passa il tempo è più inizio a ritenere valida, pure nei rapporti interpersonali, la seguente legge della fisica: “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria…”.
    :-)

    O.

  • :-D ma quale lapsus… ehehehe è sta tastiera… hehehehe ho avuto l’inceppamento del tasto!

    ahahahahah :-D

    proprio in quella parola per giunta, che dopo aver postato sono scoppiata a ridere… pazzesco!
    :-D

  • x Volver: diciamo che il pregiudizio, inteso come lo intendi tu, e’ piu’ che altro inevitabile: e’ impossibile non essere condizionati dal nostro passato, anzi noi siamo anche il nostro passato. Ma l’analisi del nostro passato ci deve anche ricordare come sia facile sbagliare opinione su una persona (ma anche su un evento) basandoci solo su quelle gia’ conosciute in passato.
    Se un certo grado di pregiudizio e’ dunque inevitabile, esso puo’ e deve essere sempre accompagnato dalla consapevolezza di tale pregiudizio.
    Se io sono stato morso da un cane quando avevo 20 anni (ora ne ho 41), so’ che un cane puo’ mordere, ma non penso che esso mordera’ per forza per il solo fatto di essere un cane; cosi’, pur percependo in me il timore dettato dal ricordo di quel morso, faro’ in modo di rammentarmi che pochi cani mordono allorche’ incrocero’ il cammino con un tale che porta a spasso il suo cane, soffocando l’impulso di… mettermi a correre :D

  • x O.: sicuramente ci si puo’ arrivare per… approssimazioni successive :) Tuttavia io ritengo che una persona che abbia un minimo di sensibilita’ e di occhi e orecchie per vedere e ascoltare, non abbia bisogno di andare oltre per capire cosa e’ in sintonia col partner e cosa invece e’ disaccordo col suo animo; arriva prima a “percepire” la sensibilita’ della persona che ha davanti, a cogliere cosa la urta e cosa invece vorrebbe. Anche se questo non deve essere dato per scontato togliendo alle persone la “fatica” di esprimersi da sole: se a me da’ fastidio che la mia compagna fumi (faccio per dire), lo dico – seppure con il dovuto tatto, non mi aspetto che lei “indovini” sia cosi’ magari arrabbiandomi se non lo fa’…

  • In altre parole, Wolf, tu rasenti la perfezione! Mi riferisco alle tue ultime due risposte ai commenti. Ma insomma, caro Wolf, lo sai benissimo anche tu che passare dalla teoria alla pratica è cosa ben più difficile. Insomma ritengo che in teoria tu abbia ragione da vendere, ma nella vita siamo esseri estremamente imperfetti e spesso la paura di ricadere negli stessi errori, e di ricevere le stesse identiche batoste ci paralizza. E’ difficile non ricordarsi che magari un cane ci ha morso in passato facendoci veramente tanto male!

    Per questo io ti riportavo la massima: “Colui che vince se stesso è più potente di chi conquista una città ”

    Beato chi ci riesce a rialzarsi sempre perchè magari all’ennesima caduta qualcuno molto speciale lo aiuterà a rialzarsi.

    Infine, spiegami la tua frase: “sei stata fregata sul filo di lana” che vuoi dire?

    nn lo conosco questo modo di dire!

    buona serata a tutti! Lands

  • Questo pezzo, che da parecchio viaggia nella rete, te lo lascio come commento. I pregiudizi sono ovunque, soprattutto quando non ce ne rendiamo conto!

    La scatola di biscotti

    Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto.
    Dato che avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
    Comprò anche un pacchetto di biscotti.
    Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
    Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale.
    Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
    Tra sé pensò “Ma tu guarda se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno …”
    Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui.
    Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!”
    L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà !
    “Ah, questo è troppo” pensò e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose, il libro e la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’ attesa.
    Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri.
    Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando …
    nell’ aprirla vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
    Sentì tanta vergogna e capì solo in quel momento che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.

    MORALE:
    Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, guarda attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano.

  • Se si riesce a vedere che non sempre abbiamo ragione, e non sempre gli altri hanno torto, si é fatto un grande progresso.

    Ma se ne fà uno ancora maggiore, se si riesce a vedere che in tutti gli altri uomini c’é qualcosa da prendere, mentre nella nostra persona esistono grandi difetti.
    Grazie per l’ospitalità.taoista

  • Parole sante,
    e in fondo…
    noto che siamo un pò tutti vittime e carnefici,
    per quanto riguarda i pregiudizi.

  • x Lands: Davvero non lo conosci? Significa che qualcuno e’ arrivato prima di te proprio di un soffio :) Mi riferivo al fatto che non eri riuscita a mettere il primo commento, ricordi?

    Io sono ben lontano, non dal “rasentare” la perfezione, ma nemmeno dal vederla all’orizzonte! :D
    Comunque non mi pare, soprattutto in questo post e relativi commenti, di aver detto niente di cosi’ irrealizzabile per una volta… era un semplice invito a… “almeno provarci” :) D’altronde quando cerchi di dare un messaggio, piu’ esso e’ estremo e piu’ potra’ arrivare a segno, pur sapendo che non lo fara’ mai totalmente. I cambiamenti si ottengono se uno ci crede e ci mette passione (ardore, se lo vuole veramente ritenendolo possibile), che poi si cambi 10 perche’ si crede si possa cambiare 100… be’, e’ gia’ un 10 che ha ottenuto, no? :)

  • x Psicosomatica: bellissimo racconto! Mi trova completamente d’accordo e… credo succeda tante, tante volte! ;)
    Per questo si dice che spesso i difetti che non sopportiamo nell’altro, sono difetti che abbiamo in noi stessi. Ecco perche’ ci danno cosi’ fastidio.

  • Assolutamente, Nuovo; mi trovi d’accordo ;)

    x Perla: benvenuta nel mio blog :) Si’, sono d’accordo anche con te. Proprio per questo dovremmo iniziare noi a cercare di non essere carnefici anziche’ aspettarci di non essere vittime.

    “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.” – Mahatma Gandhi

  • Fermorestando quanto le calunnie e i pregiudizi possano avere un’ influenza disastrosa nel contesto sociale… vorrei aprire una parentesi su quanto alcuni percorsi obbligati, condizionamenti, che altro non sono che pregiudizi consci ed inconsci verso noi stessi ci possano far del male… e ci portano a rinunciare a percorrere nuove strade…
    mi ricorda un gioco di bimba in spiaggia dove da un cumulo di sabbia leggermente in discesa perfettamente livellato … lasciavo scendere una biglia liberamente… e poi di nuovo e di nuovo ancora… le prime volte il percorso era casuale… e poi piano piano si formavano dei percorsi preferenziali
    cominciavano a formarsi dei solchi
    e la pallina non era più libera di scendere lungo strade nuove…
    ma ripercorreva sempre la stessa…
    Diamoci la libertà ogni tanto di sperimentare percorsi nuovi… cercando di cancellare pregiudizi, interni, meccanismi automatici di risposta… permettiamo che esca di la spontaneità… e l’innocenza di fanciulli non ancora plasmati….

  • Prima osservo,ascolto….poi realizzo su come comportarmi…
    ma non ascolto mai gli altri…..
    buona serata!

  • Ma… nelle tue classi parli di queste cose? Che bello! Un insegnamento all’avanguardia!
    e non solo di questo…ma di razzismo, di amore, di sesso:)), di teatro…di tutto!!! non solo di letteratura e latino:)))

    bacio

    dora

  • x Fly: giusta osservazione Fly, come sempre del resto ;) Io di solito uso un altro esempio, quello dell’autostrada che si viene a formare verso la “immagine” alla quale si va’ spesso col pensiero: è molto facile che i nuovi pensieri si incanalino in quella autostrada piuttosto che provare le stradine laterali, più piccole.
    Rispetto a quanto dici tu, aggiungo che spesso si è talmente abituati a quella autostrada, a quel percorso, da non “vedere” più altre strade, ovvero da non immaginare nemmeno che ci siano altre possibili percorsi rispetto a quello – magari ormai sterile – sul quale siamo. E’ difficile allora “darsi la libertà di sperimentare percorsi nuovi”, perché proprio non li vedi, non ti accorgi che ci sono. E qui arriva l’incommensurabile valore e potere della Condivisione e dei consigli: essi non devono mai essere accettati pedissequamente ma vanno almeno ascoltati, proprio perché magari ci indicano strade che noi non siamo in grado di vedere. Ed è bene perlomeno valutarli. Poi, potremo comunque decidere che non vanno bene per noi e scartarli, non importa, ma sempre meglio almeno ascoltare, perché se 99 consigli risulteranno forse inutili, il centesimo potrebbe rivoluzionarti la vita.
    Poche cose sono peggiori dell’arroganza di credere che se alla soluzione non arrivi te, allora non sarà in grado di arrivarci nessun altro.

  • Dafne, bè, sai… talvolta ciò che ascoltiamo non sembra risolutivo e perciò lo scartiamo. Pero’ capita a volte che dopo un po’ riusciamo a cambiare percorso, ci auto-congratuliamo con noi stessi ma, ad un’attenta analisi, in realtà facciamo qualcosa che ci era stato consigliato o che magari abbiamo semplicemente letto o sentito: lo abbiamo elaborato inconsapevolmente facendolo nostro al punto di essere convinti di esserne i soli autori.
    Sono convinto che quasi ogni nostra idea sia in realtà una rielaborazione di cosa ascoltato, visto, o vissuto, nel nostro passato. Quella rielaborazione gli ha dato una “veste” nostra, è vero, eppure quasi sempre è stato un regalo di qualcun altro o di qualcos’altro…

  • x Dora: bé… non posso che farti i miei complimenti :) Le lezioni riguardanti la vita dovrebbero sempre essere in primo piano.
    E’ anche vero, d’altronde, che forse non si troverebbero, con tutto il rispetto per la categoria, un sufficiente numero di insegnanti capaci di tenerle…

  • Parole sagge, caro Wolfghost… credo che commentare, scrivere post ed aspettare di essere commentati…nasca proprio da questo bisogno di condividere e di ascoltare punti di vista diversi…
    Allo stesso modo di leggere libri, contemplare opere d’arte, parlare con le persone…
    Un caro saluto…

  • Caro Wolf,

    e ancora una volta con le orecchie basse e in punta di piedi me ne vado da questa paginetta. Hai ragione di nuovo: intendo sul messaggio da dare e come farlo risultare più incisivo…

    “che poi si cambi 10 perche’ si crede si possa cambiare 100… be’, e’ gia’ un 10 che ha ottenuto, no? :)

    già!

    allora vado…zit zit zit…

    lands

  • ..il sole batteva su di me
    e tu prendevi la mia mano
    mentre io aspettavo
    i passi delle onde che danzavano
    sul mare a piedi nudi
    Rino Gaetano

    Buon week end
     

  • Si’, Fly… e vale lo stesso principio: essere aperti all’ascolto, senza avere la presunzione di non aver bisogno delle idee altrui…

    ahahah Lands! Non ti donerebbero le orecchie basse! :) )))
    E’ un po’ il principio per cui la gente si appassiona alle storie della gente di successo, che “ce l’ha fatta” nonostante le mille difficolta’, o ai film che parlano di eroismo… perche’ ognuno, nel suo piccolo, ha bisogno di esserlo, eroe, e cerca aspirazione e stimolo da chi e’ riuscito…

    Grazie Pinky! Ricambio l’augurio di buon WE :) Scusa se “ti sto’ un po’ trascurando”, e’ un periodo nel quale sono molto sotto pressione ed ho poco tempo…

  • Mi viene in mente un fatto (sperando sia reale perchè non ricordo dove l’ho sentito) di una mamma che di notte ha chiamato la guardia medica per suo figlio che stava male. Suona il campanello e si presenta un uomo di colore. La mamma gli chiude la porta in faccia e chiama la polizia -__- ma lui era il medico O_o . Il tuo post verte più sul giudizio basato su un fatto, la mia citazione più sul giudizio e stop ma il risultato non cambia. Credo che quando inizieremo a guardare le persone come Anime (quindi senza sesso, senza colore, senza stato sociale, senza nulla di nulla di terreno) potremo veramente dire di essere sulla strada del non giudizio, diversamente potremo solo raccontarcela, tu a me ed io a te perchè è assolutamente umano e irrimediabilmente naturale giudicare (se vuoi in pvt ti parlo del mio capo, una lotta con me stessa che non vede ancora la Luce!!! E a vederla come Anima proprio ancora “gna fo”!), un abbraccio tesoro,
    Elena

  • Ciao Elena :) No, in realta’ era mia intenzione racchiudere piu’ casi possibili di pregiudizio, quello che riporti tu e’ percio’ assolutamente pertinente ;) Sono d’accordo – come ho scritto in risposta a diversi commenti – che un certo grado di “pregiudizio”, essendo legato al nostro passato, puo’ essere ritenuto “normale” (leggi in particolare la mia risposta a Volver7 – commento #51). Eppure, e’ proprio perche’ si sa’ essere cosi’ che si dovrebbe evitare di saltare subito alle conclusioni e dare almeno il beneficio del dubbio…

  • Sì l’ho letto :) e concordo. Come sai arrivo sempre in ritardo, ma arrivo eheheh ;) però, perdonami, non comprendo il riferimento al passato riferito al mio commento … mi aiuti?
    Elena :)

  • Grazie per il tuo passaggio, grazie per il tuo incoraggiamento, grazie..perche’ ci sei! Maria

  • Buon fine settimana..Smacky ^_^

  • x Elena: semplicemente che questo tipo di pregiudizio (sulla differenza di razza, per citare il tuo esempio) derivano da condizionamenti subiti in passato, dalle credenze dei genitori ad esempio, o delle persone con le quali sei cresciuto…

  • Grazie a te, Maria… Mi piacerebbe avere il tempo e le risorse per fare molto di più…

    x Dolcelei: Buon fine settimana a te! :-*

  • Ascoltare non con le orecchie, ma ascoltare dentro, io non so come mai ma faccio parlare molto, cioè anche persone che non conosco si trovano con me a parlare dei loro problemi, delle loro angosce, dei loro dolori, ed io mi preoccupo per loro, perchè mi è difficile essere indifferente, ma è dura per me poi eh eh…. ti abbraccio e dolcissima notte

  • Hai ragione SensiSidra: bisogna essere forti ed equilibrati per aiutare gli altri, e meglio sarebbe anche riuscire a mantenere un certo “distacco”, riuscire a non farsi coinvolgere troppo emotivamente; altrimenti, chi sta’ male, trascinerà nel suo vortice anche chi sta’ cercando di aiutarlo.
    Dolce notte a te…

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