Chi sono

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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... ma non dimentico le 398.200 visite raccolte sull'ormai defunta piattaforma Splinder da settembre 2007 a gennaio 2011! Un grazie a tutti i visitatori! :-)

postheadericon La chiave di svolta: il “pilota automatico”

L’espressione “il pilota automatico” è stata da me associata alla condizione mentale di determinazione diversi mesi fa. Molte persone trovano questa associazione curiosa, a diverse di loro proprio non piace, forse per la parolina “automatico” che magari rende l’idea di una condizione poco umanizzata.

pilota automaticoIl “pilota automatico” de “l’aereo più pazzo del mondo”.

Ma cosa voglio dire con l’espressione “mettere il pilota automatico”?

Capita nella vita di attraversare periodi molto difficili, periodi in cui magari si è messi davvero a dura prova.

In genere, a quasi tutto c’è soluzione, ma spesso è una soluzione difficile da attuare perché richiede grande determinazione, richiede di essere portata avanti senza esitazioni, di non essere continuamente rimandata.
Quando sappiamo di dover far cambiare direzione alla nostra barca, ci riempiamo di dubbi, è comprensibile: sono decisioni molto “pesanti”, che lasceranno strascichi e segni molto a lungo, forse per il resto della nostra vita. Quindi è normale avere dubbi e timori. Il problema è che noi siamo portati ad avere dubbi anche quando sappiamo di aver preso la decisione più giusta. Decidiamo di andare in una certa direzione, sappiamo che è l’unica cosa da fare, ma quando si avvicina il momento nel quale attuare la svolta… i dubbi ci riassalgono e tutto è rimesso in gioco, possiamo arrivare a dirci “ma che stai facendo? Questa è una sciocchezza, torna indietro!”.

Ecco… sebbene i dubbi siano leciti e sani quando si deve prendere una decisione importante, smettono di esserlo quando la decisione è stata presa ed ha basi concrete, ovvero quando, semplicemente, la vicinanza del momento in cui dovremo stravolgere la nostra vita ci spaventa. Questi non sono più dubbi da “sana riflessione”, bensì “dubbi da paura”.

E qui entra in scena il “pilota automatico”, ovvero la ferma decisione – che si prende una volta e basta – di compiere quell’azione; non importano i dubbi che ci coglieranno, non importano le paure e i timori che verranno: la decisione è stata presa e l’azione sarà compiuta. Quando dubbi e paure saliranno inevitabilmente alla superficie, li si vivrà per quelli che sono: timori infondati del momento che si avvicina; pertanto senza permettergli più di rimandare ulteriormente quell’azione.

Credo che la vita, oltre a richiedere determinazione, richieda anche flessibilità, perché le condizioni che la circondano possono mutare suggerendoci di cambiare strada. Non dobbiamo continuare ciecamente sulla strada scelta “perché ormai è stata scelta”: se riconosciamo che non ci sta portando dove volevamo, dobbiamo essere pronti a cambiarla nuovamente. Ma questo è ovviamente subordinato all’aver apportato effettivamente il cambio di rotta che avevamo deciso. Non è possibile che lo preceda, altrimenti vuol dire che anch’essa è una pregiudiziale non fondata, dettata solo dalla paura.

Camion trasloco Un esempio chiarirà i possibili dubbi: se io, per qualsivoglia motivo, non posso più vivere in un determinato luogo, si farà sempre più spazio nella mia mente l’idea di trasferirmi altrove. Ad un certo punto tale decisione scioglierà i dubbi – leciti – che l’hanno anticipata: saprò in definitiva che devo trasferirmi. Mentre il momento di trasferirmi si avvicina, la paura dettata dal salto che sto per compiere si presenterà sotto forma di dubbio. Questo dubbio non è un dubbio “sano”, costruttivo, non poggia su nulla al di fuori della paura, quindi di esso non si deve tenere conto.
Compio il salto e mi ritrovo in un altro luogo. Qui posso trovarmi finalmente bene, ma potrebbe anche succedere di scoprire di essere caduto dalla padella alla brace, ovvero di trovarmi ancora peggio. In questo caso il dubbio di cambiare la decisione presa la volta precedente, ha di nuovo senso, il che non significa che quella decisione fu sbagliata, ma che evidentemente un’altra decisione adesso si impone. Continuare a stare nella brace perché ormai così si era deciso, sarebbe altrettanto dannoso che l’aver continuato a stare nella padella.
In ogni caso, quello che conta è l’aver agito: se le cose non vanno come si sperava, si cambierà di nuovo, ma almeno si sarà evitata la resa ad una vita fatta di rassegnazione e forse disperazione.

Alla strada giusta non si arriva rimanendo fermi.

strada

102 Commenti a “La chiave di svolta: il “pilota automatico””

  • Un caro saluto, ti auguro con tutto il cuore di trovare la serenità a lungo desiderata :)

  • Giusto…giusto…giusto…
    Direi che nn ci si arriva restando fermi… ma si spera di trovare la chiave per far partire quel motore…
    Il pilota automatico potrebbe essere un aiuto per scaricare le responsabilità…
    Ciao wolf…

    Buona domenica…
    LeAAA

  • Che dire Wolf,
    a rigor di logica il tuo ragionamento non fa una grinza. Come sempre.
    Quando ci si trova sulla brace tutto è molto più difficile come tu stesso hai sottolineato.
    Ma è anche vero che ancorarsi al passato non porta da nessuna parte e rimanere incerti sul da farsi nemmeno.
    Si, ci vuole determinazione e cercare di superare le innumerevoli paure che un salto in avanti sempre comporta. Poi del resto a tornare indietro c’è sempre tempo.
    Un saluto.
    Giò

  • D’accordissimo… e mi dà modo di spiegare il mio discorso dei “colpi di testa calibrati”. Perchè a volte, nel valutare quale sia la decisione giusta da prendere, ci si avvita (a me succede) senza riuscire più a distinguere i dubbi costruttivi dai dubbi da paura. Quello è il momento in cui io mi sdoppio, vado alle spalle della Stella perplessa e le dò un vigoroso spintone. Dove va va. Essenziale è togliersi dall’empasse. Da lì si riparte.
    Stella

  • Il pilota automatico dunque si umanizza nel pilota. Ciò che conta è non lasciare la cloche vuota..

  • x maga: grazie carissima :) Personalmente la serenità l’ho già per buona parte recuperata ;) Certo… rimane sempre tanto da poter fare :)

    x LeA: si, ci vuole la chiave, la benzina… ma alla fine il pedale dell’acceleratore possiamo schiacciarlo solo noi :)

  • x Giò: che poi non è mai un vero “tornare indietro”… Intanto io parlavo di “cambiare nuovamente strada”, non necessariamente riprendendo quella vecchia, ne esistono tante di strade :)
    Un caro saluto a te!

  • …quando nella mia vita è successo di trovarmi ad un bivio o comunque a dover prendere una decisione importante che comportasse un cambiamento o capolvogimento di una situazione, sinceramente non mi sono lasciata prendere dal decidere immediatamente quale fosse la scelta…con pazienza e quasi “noncuranza” mi sono lasciata scivolare addosso l’evento, nel mentre che valutavo pro e contro, nel mentre che ponderavo ogni conseguenza…i dubbi che mi assalivano, ovviamente, erano se andavo a cader meglio o peggio, e con l’ignoto davanti c’era pure la paura…ma ho sempre pensato, soprattutto quando la scelta fosse sofferta e molto difficile, che prima o poi sarebbe arrivato spontaneamente un segnale (sarò fatalista?????) e che in ogni caso il tempo che avevo davanti avrebbe fatto pure lui il suo lavoro, maturando in me, senza forzature, la cosa migliore da fare…infatti molte volte la soluzione è giunta da sè…o meglio, avrò pur scelto io con tutta calma, metabolizzando ed elaborando i dati, ma questo è avvenuto con una parte di incoscienza apparente che mi ha dato in genere l’esito migliore che potessi avere…un pilota automatico molto molto soft??? che dici??? ho per “paura” mi comporto da “codarda” e lascio fare tutto al destino???
    mah……
    ciao,
    Alessia

  • ovviamente…ho messo una acca di troppo in fondo!!!
    A.

  • x Stella: si, capisco cosa vuoi dire. I pro e i contro in una decisione complessa ci sono sempre, non si può aspettare di avere la perfezione, o non ci si muoverà mai…

  • x messier: giusta osservazione :) Il pilota automatico di cui parlo, ha il comando perché io ho deciso di lasciarglielo dopo averlo ben programmato. Il mio pilota automatico… sono io :)

  • Capitano dei momenti nella vita in cui sei stravolto da emozioni, situazioni particolari che ti affaticano, ti addolorano e la mente ed il corpo non riescono a smaltire “l’overdose”…credo sia capitato a tutti almeno una volta nella vita e cmq prima o poi capiterà.
    Devo dire che in quei momenti anch’io ho inserito il pilota automatico che mi faceva mantenere la rotta perchè avrei certamente sbandato in qualche errata direzione o forse solo affossato me stessa in qualche luogo da cui avrei fatto fatica a risalire.
    Un abbraccio

  • x Alessia: no, cara Alessia; il comportamento che descrivi non è affatto da codarda o fatalista, è da persona saggia invece, ed è perfettamente in linea con il mio pensiero e il mio post :)
    Il pilota automatico infatti va inserito solo quando si è sicuri della decisione presa, come spiegavo. Ma come ci si arriva a quella decisione può essere molto diverso per ciascuno di noi.
    Il metodo che tu descrivi è ben conosciuto dai “maestri delle decisioni”: si pensa molto bene alla scelta da fare, pensando ai pro e i contro. Poi, ad un certo punto, se la decisione non è ancora arrivata, si lascia… sedimentare i dati. Sarà l’inconscio ad elaborarli, fornendo poi sotto forma di “intuizione”, di “forte sensazione”, la strada da scegliere.
    E’ a quel punto che il pilota automatico ha senso: per evitare che, nonostante la decisione ponderatamente presa, i dubbi saltino di nuovo su rimettendo tutto in discussione.
    Un modo molto conosciuto – anche dalla saggezza popolare – è per esempio “dormirci su”: pensarci per bene prima di addormentarsi e poi… smettere. Spesso la mattina si sa “magicamente” cosa si deve fare :) Peccato che durante la giornata, ben presto i dubbi buttino di nuovo tutto all’aria :)

  • x Evelyn: si, esatto Evelyn, leggi anche il commento di Alessia al #8 e la mia risposta al #13. Molto spesso quando si cerca di prendere una decisione importante solo con la razionalità, non se ne esce fuori, perché pro e contro ci sono sempre.
    Allora molto meglio “lasciare andare”, con la convinzione che la risposta non tarderà a quel punto a manifestarsi. L’inconscio sa cosa fare, basta non mettergli i bastoni tra le ruote ;)
    Ricambio l’abbraccio!

  • Credo di capire perfettamente cosa intendo per pilota automatico. Anche io sono così, magari mi crogiolo nell’idececisione, ma poi quando scelgo una strada cammino da sola. Molto spesso pensare a tutte le possibili conseguenze di una nostra decisione non fa che bloccarci, impedendoci di muovere un solo passo… a volte credo che l’importante sia cominciare il cammino, la rotta l’aggiustiamo strada facendo… togliendo il pilota automatico ;) )

  • Si, quando necessario… senno’ lo si lascia e ci si dedica ad altro ;D

  • mtm:

    E’ bello leggerti, aiuti a dissipare i dubbi, a trovare la forza di continuare, a sentir meno la paura di sbagliare.

  • oooh! Grazie mtm :) Sono interventi come i tuoi che non mi fanno passare la voglia di scrivere! ;)

  • Grande!
    “In ogni caso, quello che conta è l’aver agito: se le cose non vanno come si sperava, si cambierà di nuovo, ma almeno si sarà evitata la resa ad una vita fatta di rassegnazione e forse disperazione.

    Alla strada giusta non si arriva rimanendo fermi.”

    Che senso ha evitare di decidere e di cambiare solo per paura di sbagliare quando già è in noi la certezza di vivere una situazione giunta a un punto morto?
    Di certo, in quel momento,siamo sicuramente già in una situazione di “errore” che non si sanerà per nessun intervento che non sia la nostra propria decisione di porvi fine.
    Un abbraccio lupesco.
    Paola

  • Stare fermi, mai.
    Non è nella natura umana, l’uomo nasce nomade.
    Anche solo mentalmente.
    Un bacio di passaggio :) -Ra-

  • … mi capita che mi si inserisca il pilota automatico anche quando la scelta è palesemente sbagliata… soprattutto in questioni affettive… sono grave?

  • x Paola: come scrivo a Ra qui sotto (non sono un veggente: le avevo scritto la risposta prima della tua ma non mi ero accorto che c’erano altri interventi :D ), spesso è la paura di perdere qualcosa che in realtà nemmeno abbiamo…
    Abbraccio ricambiato! :)

  • x Ra: E’ vero, nasce nomade e curioso… ma troppo spesso si spegne, preda di rovinare qualcosa che a volte nemmeno ha.

  • x Sophia: ahahah bé… in fondo cos’è il pilota automatico se non un programma che fa ciò che gli è stato ordinato di fare? :)
    Gli inglesi dicono: “be careful what you wish for, you might get it!” :)

  • utente anonimo:

    Magariiiiiiiiiiii… so quello che voglio.

  • utente anonimo:

    Scusa, non ho fatto nemmeno login…
    Sofia.

  • Io avrei sostituito “i più belli” con “i più giusti”… Ma suppongo che in un augurio non farebbe lo stesso effetto, vero? :)

  • ahahah aaaah! Svelato l’arcano mistero su chi fossi :)

    Bene, andrò a dormire con un mistero di meno! eheheh

    Buonanotte! :)

  • Ma si certo, ogni scelta, se davvero è importante, può stravolgere una vita in bene o in male ed è soggetta chiaramente a dubbi e ripensamenti vari……che aumentano o diminuiscono a seconda della posta in gioco e non per quanto la scelta in se stesso…….e se la scelta risultasse sbagliata?……L’importante e che ci sia ancora modo di farne un altra…..tanto la vita è cambiamento continuo, sarebbe noioso se non lo fosse o no?

  • Passavo di qui e ti lascio un saluto.
    Bel post, molto interiore.
    un abbraccio
    Rue

  • …niente pensieri troppo pesanti adesso…semplicemente buon inizio settimana!
    ciao,
    Alessia

  • x ilmiomaestro: si, la vita e’ cambiamento, ma a volte esso avviene da solo, a volte… si deve un po’ forzarlo :)
    Ti diro’… in certe situazioni mi sarei annoiato volentieri! eheheh

  • x Rue: benvenuta! :) Grazie, ho dato solo un’occhiata al momento, ma anche il tuo sembra interessante.
    A presto :)

  • x Alessia: grazie, va bene cosi’ il lunedi’ mattina :)

  • …sono i fatti che determinano la correttezza del nostro giudizio e delle nostre decisioni.

    A priori, ogni decisione è potenzialmente corretta salvo, poi, constatare ed accettare il contrario. In questo caso entra in scena la capacità di adattare e modificare quanto scelto. Non sempre è agevole ammettere di aver sbagliato…

    Ciao :-)

    O.

  • Caro O., quanto scrivi e’ evidente. Ma ci sono decisioni dalle quali non si puo’ scappare. Perfino se la strada scelta si rivelasse impervia, bene, la si cambiera’, ma lasciare la strada vecchia sara’ comunque stato un bene :)

  • Come si suol dire:
    a volte fare è molto piu’ semplice che pensare.
    Quell’attimo che ci vede in stallo-attimo mentale poichè puo’ durare anche giorni, mesi, anni-se superato, saltato di colpo, lascia il posto a realtà molto piu’ semplici di quel che si era pensato.
    Chiaramente questo non vale sempre.
    Ultimamente ho attraversato un momento difficile, penavo e ripensavo a come affrontare la questione. Le persone mi prospettavano una via d’uscita, ma a me non convinceva per cui temporeggiavo….infine, stavolta, il temporeggiare ha dato ragione ai miei dubbi.
    Ho agito, ma non con il pilota automatico e mi è andata bene…
    Fortuna?
    Ho semplicemente rispettato me stessa, ascoltato le mie paure, le ho guardate e ho cercato di non denigrarle….
    Ciao Wolf…. :)

  • Belli… giusti, forse quelli che il tuo cuore desidera con più forza.

    Conosci l’inglese? La frase merita…

  • x rigirandola: temporeggiare non vuol dire non usare il pilota automatico :) Prima di tutto c’e’ temporeggiamento e temporeggiamento, se la situazione non e’ ancora sufficientemente chiara, nessuno dice di andare allo sbaraglio. Esiste certamente un momento “giusto” che e’ bene non anticipare… ma nemmeno posporre :) Evidentemente tu, per prendere la tua decisione, hai avuto bisogno di quel tempo e di quelle riflessioni.
    Il “pilota automatico” non vuol dire “1, 2, 3… decidi!” :) vuol dire solo che una volta deciso, fosse anche al “100.000″, la decisione non va rimessa nuovamente in discussione.
    Anzi, proprio per questo e’ bene non anticiparla.
    Ciao cara :)

  • x Sofia: ah! Grande la frase! Potrei averla scritta io! eheheh Anche io dico spesso che il regalo piu’ prezioso che si possa fare e’ il proprio tempo. Chiunque puo’ entrare in un negozio e comprare qualcosa, che ci vuole? Ma chi ti dona il proprio preziosissimo tempo, ti dimostra di tenere davvero a te :)

  • Chissà perchè mi appartiene in questo momento il tuo post….
    Momentaccio passerà…
    Dolce inizio settimana…
    A presto un abbraccio di cuore..
    AnnA….

  • MADò QUANTI COMMENTI! :) :)
    WOLF,IO NON HO LETTO NULLA.
    CI SENTIAMO AL TUO PROSSIMO POST :) CIAOOOOOOOOOOOO :)

  • x AnnA: mi spiace di sapere del tuo momentaccio :( Sono sicuro che passera’, prendi tutte le decisioni necessarie affinche’ lo faccia il prima possibile :)
    Abbraccione! :)

    x Lunatica: ma mica devi leggere per forza tutti i commenti! :D Se vuoi, leggi solo il post e commenta quello, casomai :)

  • fa caldissimoooooooo
    lo so nn centra cn il tuo post ma lo leggero cn piu calma dopo

  • x Gabry: anche qui a Genova la temperatura sta aumentando, ma e’ ancora accettabile :)

    x Sofia: se capisco cio’ che intendi… il tempo che gli altri ci dedicano e’ tanto piu’ prezioso quanto poco ne hanno disponibile :)

  • mi prendi in giro? :) :):)
    è il post che non ho letto,
    non mi piace.
    figurati se devo leggere tutti i commenti…:):):):):)
    alla prossima :)
    ciaoò.

  • aaaah! Non ti prendevo in giro: non avevo capito! :) )))

  • ahahahahah… :)
    un bacino :) :)

  • Capisci, come la solito…

  • x sofia: mi congratulo che abbia capito tu! Con quel “quanto POCO ne hanno disponibile” al posto di “quanto MENO ne hanno disponibile”, non deve essere stato facile! eheheh ;)

  • l’intuito legge anche laddove la grammatica viene meno…

  • :) La traduzione del corsivo inglese, se leggo bene, invece e’: Ognuno cerca quel qualcosa. Una cosa che rende tutto completo. Puoi trovarla nei posti piu’ strani. Posti dove non avresti mai pensato di cercare.

  • C’è scritto: lascia un commento.. ma dovrebbero inserire “intelligente”…
    Ecco.. dato che sono ancora in tempo e non è, per il momento, richiesto, scriverò il mio pensiero :-D

    Pensiero incasinato.. fotografia del momento.

    Le paure devono essere ascoltate.. non dico assecondate ma sviscerate per anticipare, ove possibile, più problematiche.
    E’ anche vero che il timore di “meglio la padella che la brace” è reale.. se si parla di decisioni fondamentali.
    Per quanto mi riguarda il “pilota automatico” è, invece, far proseguire le cose.. ed osservare..
    Non creare ma attendere.. per verificare.. per capire.. per scegliere..
    Il pilota può permettersi di analizzare perché, momentaneamente, c’è chi conduce per lui.

  • Scusa,(forse la domanda è un po’ scema), ma il pilota automatico non si programma??
    E chi lo programma??
    E se lo programmo io significa che ho già scelto?? O no?

    Mi confondo;))

    va be’
    buona settimana**

  • Un saluto e un augurio per te

  • Tutto quello che scrivi non fa una piega.E’ l’ inapplicabilità di questo in certi soggetti tipo.. me.

    Io ho una fottuta cosa che si chiama orgoglio, mista a testardaggine.Il che, in determinati momenti della mia vita, mi è stata a dir poco utile: non fossi la testarda che sono continuerei ancora a lavorare dove lavorare, avrei interrotto gli studi e starei con quel simpatico ex che mi minacciava di botte.
    Il problema, e quando scelgo una strada.
    La percorro, perchè in quel momento, nel momento della scelta,è la direzione giusta.
    Esempio: ho iniziato l’ università, perchè in quel momento era quello che volevo fare, quello che era giusto per me, quello che mi faceva star bene.

    però, nel momento in cui quella strada non è più quella giusta, non me la sento di cambiare direzione.Non per paura.Per testardaggine.Perchè mi dico e ridico “ormai ho preso questa strada, si arriva fino in fondo, le cose non si lasciano a metà”.

    esempio: ora come ora frequentare l’ università mi fa più star male che altro, e per quanto (nell’ ovvio) sarebbe giusto interrompere (non in eterno, solo farlo ora) non riesco a decidermi, perchè mi continuo a dire che ormai devo arrivare in fondo..e così la salute sia mentale che fisica, se ne va sempre più.

    Suggerimenti ? :)

    Ecate

  • x gchick: sei molto più vicina a quello che è il mio pensiero di quanto pensi :)
    Dai un’occhiata all’intervento di rigirandola (commento #37) e alla mia precisazione (più che commento, dato che non c’era vera contrapposizione, come stavolta del resto) al commento #39…

    Ah, dimenticavo… benvenuta! :)

  • x Tiffany: mmm… ok, e… perché programmi una cosa? Perché faccia il lavoro che dovresti fare te senza sgarrare. Quindi è vero che hai già deciso, ma lasciando le operazioni al pilota automatico, lungo il viaggio non potrai più rimettere di nuovo tutto in discussione come probabilmente faresti senza di lui. Insomma… il pilota automatico è un modo di impedirti di sgarrare :)

  • La signorina alla finestra sono io, no? Non ho molto capito il tuo commento… ah, e nel rispondere, non saltare pure questo… tre sono troppo poi.

  • x Sofia: ai desideri si associa quasi sempre l’immagine di una donnina ben poco vestita, hai fatto caso? Ma io non mi abbasso a siffatto materialismo dozzinale…

    Hai mica il numero di ‘sta tizia? ahahah

  • x Ecate: ciao Ecate :)
    Ti darò un suggerimento preciso, chiaro, definitivo… dipende! ahahah :D
    Da cosa? Dipende da quanto ti manca alla fine, dal capire se la tua è solo stanchezza o se davvero rischi di rimetterci così tanto che il gioco non vale la candela. Dipende insomma dal capire se la difficoltà è oggettiva o se c’è una soggettività che magari con un po’ di riposo potrebbe raddrizzarsi.
    Queste sono cose che puoi sapere solo tu…

    Io lasciai. Stavo andando bene ma mio padre non riusciva più a tirare avanti e allora mi cercai un lavoro part-time per mantenermi agli studi. Poi scoprì che la facoltà era davvero difficile da seguire lavorando anche perché, è vero che si trattava di un lavoro part-time, ma gli orari erano sempre differenti nel corso della giornata e si venivano a sapere solo pochi giorni prima. Inoltre lo stipendio era basso e non bastava a coprire le spese.
    Così continuai i colloqui e, quando trovai un lavoro che in pratica avrei fatto anche se fossi arrivato alla laurea (eravamo due non-laureati in un ufficio di 15 persone…), decisi di sospendere gli studi, ben sapendo che non gli avrei mai più ripresi.
    Ma ero solo a fine biennio, avevo ancora tre anni davanti (probabilmente 4). Tu magari sei più vicina…

  • x Sofia: come non hai capito? :-o ahi ahi ahi… perdi colpi cara! ahahah
    Vengo a spiegarti…

  • lo vorrei spesso quel pilota automaticooooooooooo, bisogna aver palle, e forza….. per non averne bisogno……ciaoooooooo, Sasa

  • ahahah ciao Sasa! Palle o… comprensione che è la cosa migliore da fare, o… forse solo il fatto che l’alternativa, tornare al punto di partenza, ormai è diventata inaccettabile.
    Chissà :)

  • Grazie del bellissimo commento…
    buona notte e sogni d’oro!
    un bacio

  • insomma, ho capito.

    Decido io quello che devo fare. Ma in anticipo
    Mmmmmm. Ma come si fa a decidere prima su una cosa?
    No. E’ troppo programmato.

  • Buongiorno Wolf
    un sorriso per te…
    bacio..
    AnnA..

  • x donnalupa: bé, fa sempre particolarmente piacere sapere di una coppia che funziona, visto che… le notizie brutte sono spesso le uniche a correre :)

    x AnnA: grazie cara! :) Un sorriso di buona giornata anche per te ;)

  • x Tiffany: ahahah non è programmazione! :) Le decisioni sono cose che prendiamo tutti i giorni, anche quando scegliamo di non decidere :D
    Non si tratta di programmare una decisione, ma solo di mantenerla una volta presa invece di rimetterla continuamente in gioco.

  • Sensazionale, eccellente. Il pilota automatico… quel buttarsi e vivere le conseguenze, per dare una svolta alla propria vita. Spesso è difficile ma ogni cambiamento porta aria nuova… e in caso di dubbio sempre meglio rischiare e sentire il grido della vita.

    Bellissimo post!

    Francy

  • Grazie! :) Che bello leggere il tuo entusiasmo! :)
    … e poi, quanto scrivi è ancora più vero quando l’aria nella quale ci si trova è davvero troppo viziata per poter essere ancora sopportata :)

  • UNA MENTE POCO FLESSIBILE AVRA’ BEN POCHE COSE DA SCOPRIRE.
    SI CAMMINA CON CURIOSITà VIVA
    ….E SENZA DUBBI…ALTRIMENTI NON SI INTRAPRENDERANNO MAI DEI CAMBIAMENTI..E SOPRATTUTTO DELLE EVOLUZIONI ANCHE MENTALI.
    IO, AMO IL CAMBIAMENTO.
    UN CARO SALUTO RICERCATORE DELL’ANIMA ….

  • “Senza dubbi” nell’idea stesso che il cambiamento è spesso l’anima della vita :)
    Per arrivare a questo però… i dubbi ci devono essere, altrimenti a nessuno verrebbe in mente di cambiare :D

    Non sono i dubbi il problema. E’ la loro comprensione e la loro conseguente gestione :)

    Un abbraccio!

  • Eh si, perdo colpi… quando sono nervosa la lucidità viene un po’ meno… bisogna ritrovare l’equilibrio, come in tutte le cose! ;)
    Per te

  • Be’, io scherzavo naturalmente :) Pero’ e’ senz’altro vero che certe cose fanno facilmente perdere equilibrio e lucidita’. A chiunque o quasi.
    Grazie :)

  • …ecco il mio pensiero della buonanotte…. Ed è qualcosa da cui
    non puoi scappare… il mare…
    Ma soprattutto il mare chiama.
    … non smette mai, ti entra dentro,
    ce l’hai addosso, è te che vuole.
    Puoi anche far finta di niente,
    ma non serve,
    Continuerà a chiamarti
    … Senza spiegare nulla,
    senza dirti dove,
    ci sarà sempre un mare,
    che ti chiamerà…Alessandro Baricco.. un bacio…Aly**

  • Grazie Wolfghost :-) (ho letto..)

    Sophia.. metti il pilota automatico.. ed insegnami ad inserire le immagini nei commenti :-D DD

  • Dolce notte…
    bacio..
    AnnA..

  • x Aly: bé… da buon genovese non posso che apprezzare e confermare :)

  • x gchick: grazie a te per lo scambio :)

    Non so se Sofia ti ha risposto… in pratica devi “far finta” di scrivere un post, metti l’immagine che vuoi, clicchi su “codice”, copi il codice e lo incolli nel commento dove vuoi che tale immagine appaia :)
    Naturalmente potresti anche scrivere il codice te stessa, se sei capace. Io no, non ne ho mai avuto voglia! :D

  • x AnnA: oooh! Che bel lupacchiotto con rosa, Anna :)
    Buonanotte anche a te…

  • Parlavate con me?… mmm… scusate! Sofia stasera non è molto di compagnia…

  • Capita… :) Non preoccuparti.
    Buona giornata! :) Io sarò probabilmente impegnato fino a stasera.

  • Stamani volo sulle ali di farfalla….
    Dolce giorno amica caro…
    Bacio..
    AnnA…
    ps:E dai non potevo distruggere il taxista ehehehehehe!!!!

  • Affettuosamente LeAAA

  • x AnnA: be’, nel racconto ci sei andata vicina! eheheh ;)

    p.s.: cos’e’ che non funziona? :-o Splinder?

  • x Sofia e LeA: grazie a entrambe! Buongiorno anche a voi! :)

  • …e chi può mai dire, con estrema certezza quale sia decisione, la scelta giusta, quella che non nuocerà a noi o a chi ci sta intorno? Si potrà tornare indietro o si dovrà inesorabilmente andare avanti? Buttarsi…. e come va, va….!! Un sorriso Tenderly

  • Dolce notte simpatia….
    bacione…
    AnnA…
    ps:Si parlavo di Splinder anche stasera fà i capricci…

  • Ciao Tenderly :) Come ho già risposto in altri commenti (ma ora iniziano ad essere tanti e non ho voglia di cercare :D ), non si tratta di buttarsi sprovvedutamente, bensì di evitare, una volta deciso con massima serietà, di rimettere la decisione presa in dubbio per paura delle conseguenze :)
    Questo indipendentemente da quale sarà il risultato che si otterrà.
    Si può sempre fare solo del nostro meglio, ma la certezza non è di questo mondo. Questa però non deve essere una scusa per non agire.
    Sorriso :)

  • x AnnA: ahahah avevo immaginato bene, allora! :)
    La risata? E’ per “simpatia”… mi fa sorridere! :)
    Buonanotte a te!

  • Ciao caro Wolf,..bene,..come sempre i tuoi post…mi fanno riflettere!!!..sai, quando si parla di cambiare..strada..dipende da che cosa si intende cioè mi spiego…la libertà propria inizia e finisce nel momento in cui..nn và ledere la libertà altrui…quindi..dico io..attenzione!!! perchè nelle nostre decisioni..ci potebbero essere anche altre persone e si potrebbe intraprendere un vicolo cieco dal quale potremmo nn poter tornare indietro!!! e sai perchè dico..questo? perchè oggi purtroppo si cambia rotta molto facilamente…QUINDI..OK BEN VENGA..TUTTO…MA RISCHIANDO COSA? DANNEGGiaNDO CHI? tutto in nome delle nostre scelte e della nostra libertà..e solo, spesso, in funzione del bene.. (per noi stessi) che ne potrmmo ottenere!!! nn so se sono stata chiara!!!! ti ringrazio della riflessione..grazie..!!!! ti lascio la buona notte!!!!:-)

  • Ciao… ti lascio la buonanotte… se riesco rispondo al tuo commento con un post oppure direttamente nei commenti.

  • x Simona: ciao carissima :) Proprio in questi giorni sto seguendo un corso di gestione del tempo :D ma ovviamente si parla anche di obiettivi :)
    Sai qual è l’ultima – ma non meno importante – regola elencata nei requisiti che deve avere un buon obiettivo? … è la “ecologia dell’obiettivo”. Cos’è l’ecologia dell’obiettivo? Esattamente ciò che hai scritto tu: l’obiettivo non deve danneggiare cio’ o chi hai attorno a te ;)
    Buonanotte!

  • x Sofia: Buonanotte :) Ora do un’occhiata…

  • Fissato!!!
    Contento ora?
    Non ci posso credere: si ricorda oil numero di commenti di ogni post!!!
    E io che t’accompagno pure, mah!!!

  • ahahah ma figurati se guardo queste cose!!!


    yuuuuuh!!! 100 anche quaaaa!!! ahahah

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