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postheadericon Psicologia: la coazione a ripetere

 

Poche cose sono cosi’ centrali nella psicologia e nella vita di ciascuno di noi come la coazione a ripetere.

errore ripetutoCredo che chiunque – o quasi – si sia chiesto almeno una volta nella vita perche’ lui stesso o comunque persone a lui vicine, facciano sempre gli stessi errori, incontrino sempre lo stesso tipo di persone. Ovviamente, molti anni fa ormai, me lo domandai anche io scoprendo che quell'enigma era in realta' ampiamente conosciuto e dibattuto non solo in termini psicologici ma perfino esoterici. Appena incontrai il principio della coazione a ripetere, ne rimasi dunque affascinato. E non poteva essere altrimenti.

La coazione a ripetere, ovvero coercizione a compiere ripetutamente le stesse azioni, e’ il principio per cui una persona cerca di superare qualcosa di irrisolto che affonda le radici nel remoto passato, rimettendosi nelle identiche circostanze che provocarono quell’antica difficolta’.

Spesso la coazione a ripetere e’ collegata ad un altro problema, ad esempio l’ansia abbandonica, ma sono in genere facce diverse della medesima medaglia.

Facciamo un esempio. Il bambino (o la bambina) che viene “abbandonato” quasi ogni mattina da una o piu’ figure genitoriali, che si allontana per andare al lavoro, puo’ vivere tale allontanamento come fosse un ciclico abbandono. Non e’ forse un vero trauma all’inizio, ma il ripetersi costante di tale allontanamento ne rende gli effetti spesso piu’ devastanti che un singolo grave evento, scatenante un trauma piu’ facilmente identificabile.

Una volta cresciuta, la persona cerca di superare la paura di quell’abbandono dimostrando a se’ stessa che riuscira’ a non essere lasciata. Ma per poterlo fare deve necessariamente, e inconsciamente, rimettersi in condizioni simili, ad esempio andandosi a cercare una relazione difficile, dove sia facile innescare una sensazione di “pericolo di rottura” che faccia riprovare quella antica sensazione di essere a rischio di abbandono. Addirittura e’ spesso la persona stessa a “guidare” la relazione verso la sua fine, per una sensazione di ineluttabile “ecco, ci risiamo” che la porta a vedere nel partner segnali di insofferenza o di tradimento che magari non hanno – almeno all’inizio – nessun fondamento.

Quello dello “abbandono” da bambini, e’ solo un esempio. Puo’ essere stata la mancanza di attenzioni e amore da parte di uno o entrambi i genitori a spingere l’ex bambino a cercare figure che ricalchino la figura genitoriale assente. Possono essere persone anche molto diverse, ma con il fattore comune di far percepire un “senso di instabilita’”, di potenziale “assenza”, che permetta l’identificazione con quel modello.

Nella coazione a ripetere si puo’ percio’ intravedere un tentativo addirittura positivo: quello di risolvere un dramma mai davvero superato. E’ molto difficile pero’ che essendo giunti cosi’ vicini allo… ineluttabile, questo cessi di essere tale, potendo essere cosi’ superato. Di solito si va incontro ad un’altra fine che rinforza, se non compresa, il desiderio di dimostrare a se’ stessi di essere in grado di sottrarsi ad essa.

E’ curioso notare che perfino nell’esoterismo si celano teorie simili, anche se spalmate su piu’ vite: c’e’ una lezione che bisogna imparare, e finche’ non la si apprende, si e’ destinati non solo al continuo ciclo di morte e rinascita, ma addirittura a quello del ritrovarsi davanti a situazioni simili a quelle gia’ vissute, situazioni che se non si ripresentassero, non offrendoci la possibilita’ di imparare, non potrebbero essere superate.

Uscire dalla coazione a ripetere non e’ semplice perche’, perfino sapendo di essere suoi schiavi, avendo per lo piu’ natura inconscia diviene difficilmente controllabile. Le emozioni e le antiche paure ed ansie assalgono chi la vive, al punto di prendere la guida delle sue azioni.

La strada e’ naturalmente quella della consapevolezza, del riconoscere il meccanismo del quale si e’ vittime e di essere capaci di “frenarsi”, sia quando il disagio si manifesta – evitando ad esempio di saltare troppo presto a conclusioni catastrofiche – che, gia’ in precedenza, nella scelta che si va a compiere, ad esempio per quanto riguarda il partner.

95 Commenti a “Psicologia: la coazione a ripetere”

  • carissimo Wolf, mai post più “azzeccato” di questo…
    sto capendo, durante i miei colloqui con la psicoterapeuta, quanto il mio ripetere situazioni che si assomigliano, il mio incontrare ed essere attratta sempre persone che mi abbandonano, dipenda fondamentalmente dal rapporto con mia madre. Non che mi abbia mai abbandonato fisicamente, ma affettivamente sì, purtroppo, mi fa male parlarne e mi fa male ricordare certe sensazioni, ma penso che solo scavando in fondo al mio passato sarò in grado di spezzare la catena..
    grazie per questo spunto di riflessione
    ti abbraccio
    Viv

  • Ciao carissima Viv :) Riconoscere la causa non vuol dire aver risolto il problema, ma certamente e’ un primo importante passo ;)
    Buon lavoro allora :)

  • Come hai scritto bene tu… riconoscere la causa non vuol dire aver risolto il problema….
    e spesso il problema sembra facile da risolvere razionalmente… ma a volte l’anima… il cuore… il conscio, l’inconscio… non so che altro… non ti viene dietro…. Che Fare?

  • Mi è partito l’invio prima dei saluti…
    Un abbraccio carissimo Wolf…
    Fly
    P.S.: come va il ritorno dall’esilio?

  • Domani passo e ti leggo con calma….
    Dolce notte amico caro…
    bacionotte…
    AnnA….

  • x Fly: domani… l’appuntamento per ricevere il modem per l’adsl è domani. Probabilmente, se tutto funziona correttamente e non ho motivi per dubitarne, da mercoledì sera sarà attivo.
    Venendo al primo tuo commento, è proprio come dici infatti; spesso anzi capita di sentirci così forti da buttarci in una cosa che è più grossa di noi, per poi scoprire che si erano sopravvalutate le nostre capacità, o, più correttamente, che si era sottovalutato la forza dell’inconscio.
    La razionalità può aiutare a patto di non prendere sotto gamba la forza della nostra parte nascosta.
    A presto :)

  • x AnnA: Che bella la foto Anna… Pensa che adesso basta che esco di casa e attraverso la strada per ritrovarmi di fronte uno spettacolo simile… mmm… non è vero ora che ci penso meglio, devo prima superare anche una piazzetta! ;D
    A domani allora…

  • Che fortuna wolf… abitare di fronte al mare… medito la fuga…
    Notte…

  • Bé, ti invito volentieri :) La prima volta che passi da queste parti ti offro un caffè (o un aperitivo, dipende dall’ora) in riva al mare ;)

  • Ciao Wolf, interessantissimo il tuo thread…
    Fra le righe magari potremmo anche vedere una sorta di paura dell’ignoto: lasciare gli schemi del passato, ormai tracciati e certi, comporta uno sforzo… Un abbraccio.

  • Che bello trovare qualcosa da leggere… sei un po’ veggente? Sono qui a rimuginare sugli effetti catostrofici del solito errore… ma quando mi prende l’ansia, l’emotività la mia parte razionale ahilei è sconfitta sul nascere. Sapere come andrà a finire non mi frena… spero sempre che sia diverso, non lo è mai. Mah!
    Cmq meraviglioso l’accostamento con l’esoterico.
    Un saluto e un sorriso.
    Sophia.

  • x Legolas: perche’ no? Tuttavia quella paura dell’ignoto, del “chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova”, lo vedo piu’ applicabile alla difficolta’ di abbandonare una relazione che ormai non ha proprio piu’ nulla da dare.
    Gli schemi di cui parli, invece, mi sembrano piu’ frutto di un desiderio (distorto) di dimostrare “se’ stessi” e il proprio valore.
    Ricambio l’abbraccio :)

  • x Sophia: in realta’ parlo spesso di cose “di tutti i giorni”, cose nelle quali tutti, chi piu’ chi meno, siamo passati. Ecco perche’ in molti si riconoscono, compresa te… purtroppo! :)
    Se lo leggi, noterai che il mio profilo riporta: “incuriosito tanto dall’esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli”, questo e’ proprio uno di quei casi :)

  • uhm…mi viene un po’ difficile capire realmente il senso di quanto hai esposto se cerco di confrontarlo con la mia esperienza.

    però, se lo collego ad una persona che conosco, forse una sorta di logica la trovo nel suo comportamento…una persona che adesso è in terapia…vabè..

    buongiorno! ;)

  • Be’, bene per te :) Perfino cio’ che e’ generico non vale per tutti ;D
    Diciamo che la coazione a ripetere e’ molto comune, in molti l’abbiamo, in un modo o nell’altro. E’ solo quando diventa patologica, come evidentemente e’ il caso della “persona che conosci”, diventa un vero problema…
    Buongiorno a te! :)

  • Con il carattere che mi ritrovo io invece amo conoscenze sempre nuove..e se in qualcuna trovo similitudini cn qualche mia precedente, bene, ecco…che lentamente prendo le distanze.
    Tema che aiuta a riflettere!!!
    Aiuta a non ripetere gli stessi errori, che poi tali nn sono..perchè nella vita alimentano gli stimoli alla non-staticità mentale, all’abitudine, alla noia. Bensì a spaziare …tutti i giorni.
    Un bacione Wolf!

  • Questo post è un valido aiuto terapeutico per comprendere la causa di certi disagi esistenziali che ci portaiomo dentro e che condizionano- più o meno inconsciamente – i nostri comportamenti.
    Certo, venirne fuori non è facile, ma il conoscere la causa scatenante è di per sé un fattore terapeutico.

  • x rossoscarlatto: il tuo puo’ essere un saggio comportamento… sempreche’ quelle similitudini non siano solo superficiali, perche’ spesso ad atteggiamenti simili non corrispondono cause uguali e la persona che hai davanti oggi puo’ – nonostante quelle similitudini – essere anche molto diversa da quella che avevi di fronte ieri… Ma sono certo che la differenza la sai cogliere! ;)
    Un bacione a te!

  • x happysummer: esatto, concordo col tuo riassunto :)
    Ricambio il sorrisone! :)

  • Ciao caro.
    Post interessantissimo.
    Posso permettermi di indicarti un’autrice che ha lavorato molto su questa ed altre questioni simili?
    Se la tua risposta è affermativa, lei è Alice Miller; l’avrai già letta da me. :)
    Io cominciai con ” Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sè”. Te lo indico con passione.
    Poi vorrei aggiungere io un commento a questo post.
    La consapevolezza deve passare per il riconoscimento emotivo del trauma. La consapevolezza per aiutare ed essere piena deve passare per il riconoscimento della realtà vissuta in passato e per “funzionare” deve liberarsi dal bisogno di voler “salvare” la figura genitoriale.
    Spesso si sente la necessità inconscia di salvare questa figura poichè non si è in grado di scindere il passato dal presente e perchè “uccidendo” o meglio guardando quella figura sotto la sua luce, si ha la sensazione, mediante il pieno riconoscimento del trauma subito (che spesso è il trauma del non essere stati amati per quello che si era, per i bisogni che si avevano)-di rendere realmente vero ciò che ferisce troppo e che quindi non si vuole accettare.
    Non è negando che si cresce, ma accettando la realtà della perdita, dell’abbandono, della mancanza d’amore, della strumentalizzazione, che si comprende quanto la situazione sia appartenente al passato.
    In genere questa consapevolezza passa solo con l’aiuto di una figura amorevole che non ci giudica, ma che ci ascolta e che ci accompagna in questo cammino.
    Purtroppo la nostra società si basa sul 4. comandamento e questo rende piu’ difficile il cammino. Si viene subito colpevolizzati quando si riconosce la propria realtà e quando si chiamano in causa i propri genitori.
    L’accusa che viene mossa piu’ comunemente è quella del non volersi responsabilizzare e di voler incolpare gli altri, ma non è così. Il cammino di cui ti ho parlato è un cammino difficilissimo, chi lo compie non è mosso dalla volontà di incriminare qualcuno, ma di cercare la propria verità per liberarsi.
    In genere i sintomi-tipo coazione a ripetere-scompaiono automaticamente.
    Non parlo a vanvera, ma per esperienza diretta, alias
    vissuta.
    Un caro saluto Lupo.

  • Post interessante ma fare un commento mi viene difficile anche perchè personalmente non mi ci sono mai trovata….ma mi trovi concorde con te…certo che fai riflettere non poco su certi argomenti…bravo il mio amico…
    un abbraccio…
    AnnA…

  • x rigirandola: si’, infatti l’ho gia’ letta da te :) ma non solo: “Il dramma del bambino dotato” mi colpi’ molto quando lo lessi. Purtroppo era un libro prestato e dovetti restituirlo :)
    Sono d’accordo con quanto hai scritto. L’unico dubbio l’ho sul fatto che “questa consapevolezza passa SOLO con l’aiuto di una figura amorevole che non ci giudica, ma che ci ascolta e che ci accompagna in questo cammino”. Io credo che il vero passo sia quello di voler guarire, ma di volerlo davvero, costi quel che costi. Poi, se c’e’ la figura della quale parli, allora puo’ essere piu’ facile… a patto di non cadere nell’usare tale figura come appoggio-stampella, nel qual caso non si cresce davvero, ed essa diviene solo un momentaneo sollievo.
    Grazie per il tuo bell’intervento… non si fatica a capire che parli per esperienza diretta…

    Un caro saluto anche a te :)

  • x AnnA: grazie cara :) Sei una delle poche persone che a quanto pare non ci e’ dovuta passare, me e’ bello che ne cogli comunque lo spirito :)
    Abbraccio…

  • Io esprimo tutto questo con questa frase: “Una persona tende ad essere ciò che non ha capito”. La persona sottomessa cercherà di essere sottomessa in futuro, eppure odia questa circostanza. La persona tradita tenderà a essere tradita ancora. Eccetera. Il tutto accade perchè all’atto originario (non un singolo trauma, ma più specialmente una serie di conferme ad esso), la persona non ha avuto gli strumenti per comprendere ciò che gli capitava. Ma l’animo umano (o la psiche, qui non fa differenza), è qualcosa che non si arrende, e cerca il suo “punctum”. Questo può diventare il paesaggio e il viaggio di un’intera vita. Capire perchè. E dunque risolvere l’imbarazzo che ha fondato la personalità esteriore.

  • Il tuo “capire perche’” e’ piuttosto vicino al mio “dimostrare che non”. Diciamo che la persona cerca inconsciamente di “dimostrare che non” [... andra' come e' andata le volte precedenti] perche’ non “capisce perche’” continua a inseguire quel determinato obiettivo.
    Se lo capisse, non avrebbe bisogno di dimostrare nulla.

  • Innanzitutto spero che i tuoi problemi di connessione si siano risolti, a me sono costati 45 giorni di assenza da internet -_- perciò ti capisco perfettamente!
    Venendo al post mi è piaciuto all’inizio, mi ci riconoscevo proprio, finchè non hai fatto quell’esempio dei bambini abbandonati dai genitori che si recano al lavoro. Da genitore dico semplicemente che ciò che è necessario fare lo si fa, tranquillizzando i figli ed essendo assolutamente aperti nel dire che preferiremmo tanto stare a casa ma non possiamo farlo … non nasce sindrome da abbandono da questo, ci sono figli abbandonati anche con i genitori in casa … è un atteggiamento e non una questione di distanze ma di Vita che va vissuta in tutte le sue sfaccettature, soprattutto senza alcun senso di colpa :) Detto questo concordo perfettamente sul fatto che il ripetersi delle situazioni in cui incappiamo abbia sempre un senso, sono ostacoli mai superati e da superare, hanno facce differenti, modalità differenti ma hanno lo stesso comune denominatore, insistono su un qualcosa che si ha dentro e che dobbiamo superare e … aggiungo … non hanno origine solo in questa vita ;) Ti abbraccio e perdonami se mi sono infervorata (da mamma) sull’esempio che hai citato pur capendo che di mero esempio si trattava :)
    Ele

  • Tutto vissuto sulla mia pelle. Non farò esempi ma, al solito, il problema è centrato Wolf.
    Stella

  • tornerò….ora ho sonno!
    Ti aspetto:))

  • x Ele: siiiiii! Ti sto scrivendo dalla nuova connessione fissa infatti! Attiva da… un’ora? ;D

    Per risponderti: non siamo tutti uguali, già da bambini non lo siamo. Ci possono essere bimbi che afferrano che il genitore non scompare, che alla sera riapparirà; ma ce ne possono essere altri per i quali l’assenza prolungata di un genitore ha effetti evidenti. E non è farina del mio sacco, Elena, sono psicologi autorevoli a sostenerlo.
    Questo vuol dire che allora i genitori non dovrebbero mai lavorare? Certo che no, ma l’approccio al bambino ed alla sua reazione deve sempre essere molto attento. Che poi non è così distante da cosa hai scritto te… forse perché, non solo i bambini, ma anche i genitori sono molto diversi gli uni dagli altri…
    Abbraccione! :)

  • x Stella: bé,mi spiace che tu gli abbia provati sulla tua pelle ma… è un problema che colpisce molti, purtroppo. Già il fatto che ne parli come se ti rendessi conto di averlo, è un passo importante…

  • x Dora: non dirmi nulla… guarda a che ora rispondo! :-/
    Buonanotte e… ho l’ADSL finalmente ;) )) A prestissimo…

  • Wolf, non mi inoltrerò a commentare il tuo post, perchè rischierei di dire cose inappropriate, o direi solo di convinzioni personali ma pongo all’attenzione dei tuoi ospiti una ulteriore riflessione al post, anche se in superfice potrebbe sembrare una distonia:
    “il Normale

    È la persona capace di esistere in tutte le circostanze che gli procurano il minimo necessario quanto a possibilità di vita. Molti però non ne sono capaci; per questo molte persone non sono normali. Ciò che noi intendiamo comunemente col termine di ‘uomo normale’ è, a ben vedere, un uomo ideale, una felice fusione di caratteristiche piuttosto rare a verificarsi. La grande maggioranza degli uomini più o meno differenziati esige condizioni di vita che vanno oltre la sicurezza relativa del mangiare e del dormire. (C.G. Jung) “Grazie per l’ospitalità, un saluto da taoista.

  • Saltare a conclusioni affrettate è realmente un “cancro”, anche se non vorrei esagerare.
    Ma lo dico cn cognizione di causa.
    Spesso vediamo cose coi nostri occhietti appannati, che in realtà non esistono.. e ci comportiamo di conseguenza.
    Sbagliando, quindi.

  • Dolce giorno amica caro….
    baciotto…
    AnnA…

  • x Nuovo: sono d’accordo con cio’ che scrivi, non mi suona come una distonia. Di fatto ricordo sempre che siamo prima di tutto esseri umani e non macchine. Ognuno ha le sue caratteristiche, spesso i suoi problemi. La coazione a ripetere, come scrivevo, e’ molto comune; molte persone – magari senza prenderne mai consapevolezza – ci passano attraverso. E’ solo quando essa diventa patologica, diventando motivo di una vita piena di sofferenza, che bisognerebbe davvero affrontare.
    Poi… ognuno puo’ aspirare alla perfezione, ci mancherebbe: anche se non la raggiungera’ mai, sara’ comunque un modo di migliorare se’ stesso. Pur di non farlo diventare un motivo di frustrazione ;)
    Un saluto a te! :)

  • x Aliseys: si, avevo scritto anche un post apposito sull’argomento, eccolo: Saltare alle conclusioni – Il vaso e la goccia

    Ciao cara! :)

  • x AnnA: grazie carissima :) Non e’ iniziato benissimo, in verita’… spero proceda meglio :)
    Buon pomeriggio e buona serata a te…

  • la coazione a ripetere , purtroppo , crea parecchi problemi nelle relazioni ,serve la volontà di rompere questa catena , con l’aiuto di un terapeuta , o lavorando su se stessi una volta che si è scoperta la causa … la nostra mente , crea le situazioni , se non sei stato amato ti convinci che non potrai mai essere amato … e da qui a creare la stessa dinamica il passo è breve … un abbraccio Rita

  • E sì… le due cose si intrecciano: coazione a ripetere e la ferita dei non-amati, è vero. Anche se la coazione a ripetere puo’ a rigore investire anche campi al di fuori di quello relazionale, è certamente in quest’ultimo campo che si nota più facilmente… Talvolta ci si stupisce quando si vede una persona, magari anche molto intelligente, che commette sempre gli stessi errori… Quando poi ci accorgiamo di essere noi stessi parte in causa… la sorpresa è doppia! ;)

  • Errare humanum est, perseverare diabolicum!

  • E sì :) Ci ricade anche la coazione, no? ;)
    Grazie e benvenuto!

  • Contenta di averti fatto sorridere con i miei animaletti….eheheeeh!!
    Dolce giorno….
    baciotto..
    AnnA…

  • ahahah si’! L’immagine che mi hai evocato e’ simpaticissima ;D
    Buona giornata a te :)

  • utente anonimo:

    Caro Wolf…

    un saluto frettoloso ma sentito e un augurio di una settimana sprint da LANDS

    p.s. sono scollegata

  • ooh! Chi si vede! :) )) Grazie, anche a te! :)

  • vero; verissimo….ho una limitata esperienza in psicologia ma devo riconoscere che tutto conferma cio’ che dici….
    Io stessa me ne rendo conto e ho capito molti errori che faccio, ho fatto….e faro’!!??…
    Ti lascio un saluto, se ti va passa atrovarmi…elena

  • Si, basta un’attenta osservazione di noi stessi e degli altri per riconoscere il meccanismo… anche se a volte non e’ subito evidente :)
    Passero’ :)

  • Sono perfettamente d’accordo con la tua tesi…un abbraccio.

  • Ciao Deborah :) Grazie! Ricambio l’abbraccio :)

  • Buona serata..un abbraccione..
    AnnA..

  • Nessuna chicca su cui riflettere… :) ) scherzo… ogni tanto passo e leggo gli arretrati, quindi di chicche ce ne sono tante… a presto.glitter-graphics.com

  • x AnnA: bellissimo il proverbio Maori! Grazie Anna! Abbraccio… :)

    x Sophia: ahahahah :D è vero, hai ragione… ma sono ancora impegnato con il laboratorio teatrale e… sono rientrato a mezzanotte passata! :)
    Ho una lista molto lunga di argomenti da scrivere… tranquilla ;)

  • Laboratorio teatrale? Fantastico… raccontaci… ma quanto son curiosa… no dai! la mia curiosità è interesse… credo che suscitarlo faccia piacere. Spero… :) )

  • dolce giorno amica caro…
    bacione…
    AnnA..

  • x Sophia: avevo gia’ scritto alcuni post sull’argomento, dai un’occhiata qua: L’esperienza del teatro :)

  • x AnnA: grazie carissima… Una buona giornata ed un bacione anche a te! :)

  • Bello e interessante, credo che anche a chi giura di non essersi mai comportato così forse sfuggono certi particolari, è una cosa comunissima, d’altra parte poi ognuno la vive sulla sua pelle in modo differente… Io sono “coatta” da far paura e la cosa peggiore è che ne sono perfettamente consapevole. Cioè no, in realtà la sto buttando giù un po’ tragica, lo sono stata ma ormai ho imparato a cambiare direzione spesso, mantendendo ben saldi i cardini della mia personalità; tuttavia in alcune situazioni e in determinate condizioni emotivamente alterate ci ricasco ancora. La mia esperienza è abbastanza simile a quella di rigirandola. Per quanto riguarda la psicoterapia sono una “reduce” scettica: non mi ha mai aiutato molto, perché è la motivazione ciò che spinge al cambiamento e quella la possiamo trovare solo dentro di noi, dopo il necessario -a volte doloroso- passaggio attraverso la consapevolezza… Un abbraccio *danj

  • Si, e’ una cosa molto comune; infatti, come scrivevo, solo quando essa diviene patologica o comunque seria al punto di compromettere la qualita’ di vita, e’ il caso di preoccuparsi. Pero’, proprio perche’ i meccanismi sono gli stessi, si puo’ trarre utile vantaggio anche per tentare di risolvere i “piccoli” drammi della coazione, quelli che forse non ti rovinano la vita, ma che certo ti fanno bruciare energie e tempo inutilmente.
    Be’, complimenti a te se sei riuscita a fare il bel percorso che narri! ;)
    La psicoterapia seconda me aiuta chi… vuol essere aiutato, chi vuol uscirne davvero. E magari che proprio per questo troverebbe comunque il modo di uscirne in altri modi. Si: cio’ che conta e’ davvero la motivazione e la conoscenza, qualcuno che ti faccia almeno balenare l’idea che ci sia qualcosa che non va, accelera il percorso…
    Abbraccio! :)

  • Finchè un trauma non viene risolto si ripete all’infinito, ma solo perchè le difese immunitarie psicologiche che s’innescano a livello inconscio attirano quell’esperienza per disinnescare il codice emotivo aberrante. Certo, se uno poi è “de coccio..!”

    Buon fine settimana, Wolfy ;)

  • Bello il tuo commento anche se triste…ma veritiero sotto molti punti….grazie….
    un abbraccio…
    AnnA..

  • x Gala: di solito e’ una questione di debolezza; anche se si sa cosa si dovrebbe fare… non si riesce a farlo :) Altre volte e’ questione di “ignoranza”: non si riesce a comprendere davvero il meccanismo nel quale ci si trova…

  • x Anna: :) Grazie a te, cara :) Cerco di dire quello che penso… con tatto magari, o colorendolo, ma sempre rimanendo su cio’ che penso :)
    Buon WE carissima!

  • Interessante come sempre, il tuo post, manco a dirlo. Mi è piaciuto molto anche il tuo “nesso” tra la coazione a ripetere e la ciclicità di nascita/morte in vite che si trovano ad affrontare sempre le stesse “prove” nell’esoterismo.
    Ho riflettuto anche su me stessa a lungo su questo argomento,in questi anni, capendo che pur orientandosi all’apparenza su situazioni o persone differenti (a dir il vero anche assolutamente opposte) il problema fondamentale della “non accettazione di sé” e dello scarso valore assegnatoci, nel mio caso, ereditato da un atteggiamento genitoriale, si ripeteva direi “tragicamente”.
    L’averne raggiunta una maturata consapevolevolezza, meglio tardi che mai ehehe ^__^ , e l’aver mutato la mia personale valutazione su me stessa mi pare stia orientando le mie scelte su altri tipi di rapporti più soddisfacenti e più corrispondenti ai miei bisogni, smettendola, una volta per tutte, di esser io a dovermi “plasmare” o inutilmente adattare nella speranza infondata di essere maggiormente accettata ed illudermi di esserne rassicurata.
    Il solito abbraccio lupesco con ululato, oggi più che mai vorrei avviarmi in una landa selvaggia rispondendo al richiamo della foresta…
    Paola

  • Uff… e il mio commento?
    Dicevo che sto recuperando gli arretrati e che ti ho intasato di commenti… :) ) sorry!

  • x Paola: il tuo è un ottimo esempio, Paola. Essendo poi vissuto personale, acquista ancora maggior valore. Ti additerò come “persona che ce l’ha fatta” ;D

  • x Sophia: ahahah ci mancherebbe! :) Anzi sono molto contento che i miei scritti, anche quelli non più recentissimi, vengano letti :)

  • grazie per i consigli, buon fine settimana :)

  • utente anonimo:

    TV E STAMPA NAZIONALI RESTANO IN SILENZIO.-

    News Italy – Unpublished Painting M.C .Escher.-

    Notizia Sensazionale.

    Trovato Inedito Quadro di M.C .ESCHER 1898-1972 NL
    Opera datata 18.1.1949 raffigurante Nessie il Mostro di Loch Ness
    che emerge dalle acque richiamato dalle note di un flauto suonato
    dall’Uomo Nero senza Volto.

    ROMA : E’ AUTENTICO

    La Grande Stampa –TV ( nazionale e internazionale ) TACE -

    http://www.fimservice.it/pdf/pol_gen07.pdf

    http://www.youtube.com/results?search_query=nessie+escher&search_type=

  • x maga: grazie per il… ringraziamento! :D Fa sempre piacere riceverli! :)
    Buon fine settimana a te!

  • x l’utente anonimo: che storia, ma pensa te! :) Grazie, molto interessante! ;)

  • x Vany: grazie cara! Buon WE anche a te! :)

  • ciao francesco, è tanto che non ti vedo da me

    spero tu stia bene, io è un momento un po’ così

  • I tuoi post sono così sempre profondi che fanno riflettere.
    Errare è umano,tante volte dico mai più non parlerò mai più con quella persona che non mi ha capito e mi ha ferito.
    Ma poi a me provo a ignorare atteggiamenti e parole.e tutto si ripete a mio danno perché sono più giovane e lei più saggia e saccente ed è allora che ti domandi dove sei sbagliata.
    Grazie del passaggio .
    ossequi vany

  • x pallyna: si, avevo dovuto interrompere le visite, l’ho scritto diverse volte proprio per avvisare, ma evidentemente non ti è capitato di leggere :)
    Arrivo…

  • x Vany: il punto è che la saggezza e la saccenza non fanno rendono comunque infallibili; è sempre un errore credere sempre di avere ragione, come lo è credere sempre di avere torto nei confronti di una persona che appare più saggia.
    Una persona può sbagliare, non per questo però, è sbagliata essa stessa.

  • Un grande panico per una paura folle dell’ignoto. Denoto una tua profonda conoscenza della psicologia.

  • La psicologia è stata uno dei miei primi “grandi amori” :) Come qualunque cosa parli di quella cosa affascinante che è la mente e l’anima umana.
    Tuttavia la coazione a ripetere è… come dire… un tassello basilare, chi ha masticato anche solo un briciolo di psicologia, ci si è probabilmente imbattuto.

    Paura dell’ignoto… qualcuno l’ha già ipotizzata come causa della coazione, non ricordo chi… Tuttavia la paura dell’ignoto la vedo più come causa di chi non vuol cambiare un determinato stato di cose nel quale si trova, piuttosto che nel ributtarsi in qualcosa di simile a ciò che ha già vissuto.
    Diciamo che la coazione può essere un sottoinsieme di tale paura.

  • Carissimo, il tuo omino pensante o non, mi piace moltissimo. Posso prenderlo per la mia pagina FOGLI E DISEGNI? sempre citando la fonte s’intende. Dammi l’OK sul mio blog
    Fer/

  • L’omino pensante… Solo quello? L’omino pensante e’ recuperato da Powerpoint, l’altro invece, quello disperato, l’ho creato io scomponendo e ricomponendo in maniera diversa il primo…

  • utente anonimo:

    Dopo tante spiegazioni..tanti abbandoni ripetuti..ora credo che sia un problema karmico…
    e da quando sto praticando…sento di trovare un pò di pace..nnon creo cuase-per non subirne effetti..
    bellissimo post..che mette in discussione un vissuto doloroso…
    un bacio e piacere di averti letto maddy

  • x Maddy: si, se vuoi avere un po’ di pace puo’ essere la strada giusta, anche se poi, col tempo, rimanere staccati dal desiderio non e’ certo facile… e chissa’ se consigliabile :)
    Si puo’ o meno credere al karma, non e’ importante, basta che si viva la propria scelta di crederci o non crederci in maniera positiva, costruttiva: se c’e’ davvero un karma, si lavora per risolverlo; se non c’e', e quella parola e’ “solo” un modo per esprimere la naturale legge di causa-effetto, si lavora per avere un buon futuro.
    Grazie per l’intervento e… benvenuta! :)

  • Complimenti amore bello
    Mi lancio ad aggrapparmi alla tua coscia èper baciarti il ginocchio tanta è la felicità.

    Luce
    luce
    una spiegazione Convincente?
    sisisisisisi.
    Bravo alla mia palla di pello

    MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO MIO Cagnaccio

  • ahahah caspita che entusiasmo!!! :D
    Sono contento che ti sia piaciuto il pezzo :)
    Però… non confondere i lupi con i cani! eh! :D

  • utente anonimo:

    mi piace questo sito, sono sempre in cerca di nuove testimonianze, sono stata nove anni accanto una persona affetta da narcisismo e coazione a ripetere io so quanto è difficile uscire da questo meccanismo, ti senti prigioniero di un qualcosa che non riesci a frenare, e  giorno per giorno distruggi te stesso e la tua anima………..la gente giudica, bisogna viverlo per capirlo……..bisogna parlarne per comprendere bisogna portare alla luce testimonianze di guarigione ……che diano speranza ………per poter far comprendere a chi ne è affetto che se pur con molta volonta e fatica si puo' uscire dalla COAZIONE A RIPETERE……..Mi piacerebbe iscrivermi……..alle vostre discussioni

  • Non occorre iscrizione al mio blog; se vuoi pero' puo' iscriverti a Splinder, che è la piattaforma che lo ospita, e crearti un profilo con un tuo avatar
    Quanto dici è vero, le persone vicine a chi ha problemi profondi di narcisismo e coazione a ripetere che sfocino nel patologico, devono essere molto attente. E' importante riuscire a mantenere un minimo di distacco per impedire di venire trascinati nel loro vortice emotivo. E' necessario essere molto saldi. Chi sente di non farcela, è meglio, seppure a malincuore, che prenda le distanze. Spero comunque che adesso tu abbia trovato una dimensione più serena

  • utente anonimo:

    Ires

    ti ringrazio, mi ha fatto piacere ricevere la tua risposta, oggi posso dire che so vivere tutto questo con la giusta distanza e con la consapevolezza di conoscere a pieno questa patologia, questa esperienza mi ha fatto venire la voglia di studiare di capire di sapere per comprendere e sopratutto aiutare queste persone, vedi questa esperienza per quanto dolorosa mi è servita non solo a crescere, ma ad essere piu' forte. Io oggi so guardare queste persone con occhi diversi in fondo sono persone fragili che hanno bisogno di capire che basterebbe guardarsi dentro e darsi un valore, il passato è passato, si parla di loro solo come vampiri manipolatori affettivi, senza anima, non è vero, bisogna parlarne di piu' , non si puo' decidere per loro, perchè sono loro  che devono decidere di salvarsi, ma possiamo stargli vicino se siamo abbastanza forti e spronarli a fagli capire che c'e' la possono fare, ho scritto anche un libro sulla mia eperienza : " LA MIA ANIMA E' UNA LACRIMA SOLO TUA"  autrice IRES si trova ONLINE ciao lupo a presto    

  • In ogni cosa, chi c'è passato ha un "titolo" in più per dire la sua, sicuramente questo è anche il tuo caso, spero percio' che il tuo libro abbia il successo che certamente merita
    A presto allora!

  • utente anonimo:

    Ires sai stanotte mi è venuta la voglia di scrivere questa fiaba metaforica si capisce :

    C'èra una volta un ragazzo con un cuore ed un anima meravigliosa. la sua vita non fù facile e per questo che decise di seppellire 
    cuore ed anima per sempre, per non soffrire più, un angelo di luce chiamò una ragazza e gli disse aiutami a ritrovare quel cuore splendido che è in lui attraverso il tuo amore ed il mio bene,lui è il mio migliore amico, la ragazza se ne innamorò gli mostrava ogni giorno la bellezza del suo se ed il vuoto del suo ego,ogni giorno il suo ego lottava con il suo se, la ragazza innamorata non dava importanza a giudizi ed umiliazioni affrontò colui che aveva fatto del male al ragazzo scrisse tutto il suo dolore, gridò al mondo la sua innocenza disse al figlio del ragazzo che suo padre era d'amare gli raccontò la sua storia, per questo venne allontanata da chi voleva vedere quel ragazzo sempre nelle stesse condizioni, non potè più vedere ne il ragazzo ne i suoi figli.aveva generato solo odio e lei voleva solo amore e giustizia l'angelo raccolse le sue lacrime e le trasformò in stelle gli disse di non cambiare mai il suo cuore perchè Dio l'amava così.quando il ragazzo guarderà le stelle guarderà le sue lacrime il suo cuore puro e la sua splendida anima sentirà i suoi baci e le sue carezze, lei andò via per sempre con il cuore in pezzi ma l'orgoglio nell'anima   

    Ciao uomo lupo ……..Ires 

  • Ciao Ires Metaforica, ma nemmeno tanto. Certo, forse e' solo una pia speranza quella che un giorno quel ragazzo sapra' redimersi grazie a quelle carezze ed a quei baci, ma intanto lei dovra' avere il cuore a posto, perche' avra' fatto tutto quanto umanamente possibile. Questo e' importante.
    Un caro saluto

  • utente anonimo:

    Ciao Lupo è bellissimo ciò che hai scritto……..a presto….

  • Commento andato perso durante il trasferimento da Splinder e mia risposta:

    # Nimiel78 07 Maggio 2008 – 10:16

    Mi ricorda molto i “giochi” psicologici mappati dall’analisi transazionale. E’ difficile recedere dall’abitudine, bisogna esercitarsi un po’ alla volta con molta consapevolezza e conoscenza di sé.

    # Wolfghost 07 Maggio 2008 – 12:32

    x Nimiel: capisco cosa vuoi dire, anche se credo che la coazione a ripetere non possa classificarsi come abitudine. L’abitudine per me e’ qualcosa che continua a mantenere per comodita’, per inerzia, se vuoi; la coazione a ripetere ha delle motivazioni che sono invece molto radicate e molto precise. Pero’ un filo logico che unisce i due c’e'…

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